back office
A volte ritornano
Il grande capo si avvicina furtivamente alla mia postazione. Attacca bottone sul cinema con la collega di fronte ("Love actually" delusione, "Dogville" inguardabile) poi d’improvviso mi trafigge con un lampo verde.
- “Avrei bisogno di te”. I suoi smeraldi brillano unisoni dalle mani e dai bulbi. “Per un lavoretto”.
Naturalmente lei è in ritardo con una cosa da scrivere e non ha nessuna voglia di lavorarci nel weekend. D’altra parte guadagna solo 5 volte più di me. Vuoi forse negarle il diritto di riposarsi nel weekend?
Io sbuco la testa tra il monitor e un quotidiano. La fisso. (Ti ricordi vero, beibi, com’è finita l’ultima volta? Le ustioni del caffè, le mani rosse di sangue... Ricordi?)
Poi smetto di pensare e dico: “Be’, ne possiamo parlare, perchè no?”.
Così mi trovo a travagghiare al sabato. E il tempo per BURP! si contrae ancora una volta. Però intanto che sono qui vi segnalo due cose, vecchiotte ma validissime entrambe.
Un pezzo di Luca Sofri su Dave Eggers (rilanciato da Genna su Clarence) che mi illumina sulla vita, le opere e il caratterino dell’inventore di McSweeney’s.
Un intervento di Mantellini al convegno di Viterbo sui blog intitolato “Perché i giornalisti odiano i blog”. Quest’ultimo l’ho trovato su caveblog, un’ottima idea che mi appresto a frequentare spesso.
Smeraldi e lavoretti permettendo, ovviamente.
la moda della smentita
Paolino, perchè?
Ascolto sul web dell'Espresso le dichiarazioni di Paolo Bonolis a Denise Pardo anticipate ieri, uscite oggi sull'Espresso (e in massa sui quotidiani), ma smentite dallo stesso Bonolis. C'è poco da smentire. C'è tutto ma proprio tutto quello che è uscito: da "C'è aria di regime? Sì, c'è", a "Non rivoterei Forza Italia". Compresa la domanda retorica su Biagi ("L'avevo invitato, l'hai visto te?" e il parere sul caso Raiot, per altro trasmissione non vista). E seppur inserite nel contesto di una lunga intervista, hanno lo stesso senso che avevano sui giornali. Eccheccazzo!
saggezza dei tempi antichi
Arriva la censura retroattiva: colpito anche Pericle!
"Qui ad Atene noi facciamo così. Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi per questo è detto democrazia. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private. Ma in nessun caso si occupa delle pubbliche faccende per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così, ci è stato insegnato a rispettare i magistrati e c'è stato insegnato a rispettare le leggi, anche quelle leggi non scritte la cui sanzione risiede soltanto nell'universale sentimento di ciò che è giusto e di buon senso. La nostra città è aperta ed è per questo che noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così."
Se siete curiosi di sapere perché una cosa scritta dal signor Pericle, decine e decine di anni fa (2450 per l'esattezza) non può essere letta da un comico in Rai, leggete qui.
parole: poesiuola palindroma
A Marilyn
Avida di vita,
desiai ogni amore vero,
ma ingoiai
sedativi da diva
Per me è bellissima. L'ho presa da qui.
senza (altre) parole
Ma che mondo di merda
Sei una ragazzina, hai 14 anni, sei in casa tua, spegni la tv, ti alzi, vai al balcone a guardare il cielo e ti becchi due pallottole in faccia.
Fine.
libri: Lansdale, un autore western
Train losing & book finding
Più che una nuova moda, la prima è una costante di alcune mie albe. Arrivi tardi, vedi un paio di lucine rosse nella nebbia, capisci che ti tocca l'attesa, l’umanità che albeggia con te già la conosci e te ne vai verso l’edicola. Miii quanti giornali, che palle, sciò, via che mica stiamo lavorando a quest'ora. Passiamo ai libri. Spulci nello scaffale dei Gialli Mondadori e ne riemergi felice brandendo un John Lansdale che non avevi: "Fiamma fredda". Di Lansdale abbiamo già parlato qui. E andiamo maturando l’idea che tutti i suoi libri, contengano gli alieni, il Klux Klux Klan o l’FBI, siano sostanzialmente dei western. Così quando arrivi nella metropoli la tentazione è quella di cercare il saloon e chiedere “una costata di manzo alta tre dita sommersa da una valanga di patatine fritte”.
Ma i libri servono proprio a quello. A evadere.
“Cappuccio e brioche, grazie”
ps: ho recuperato l’intervista di Lansdale con Marco Vichi di cui parlavo nel post precedente. Chi la vuole alzi una mail, grazie.
libri: traduttori a sorpresa
C’è da “spostare” un volume: dall’inglese in italiano
Lo sapevate che Francesco Salvi (sì, quello di "Drive In" e di parecchie altre cose) fa il traduttore per Fanucci di classici del noir made in USA? Ora esce “Sparate sul pianista”, di David Goodis da cui Truffaut liberamente trasse un suo notissimo film.
Bene, anche se lo sapevate già, gradirete ascoltare (meglio se connessione veloce, beibi) la sua intervista in data 23-11-03 sul sito di “Tutti i colori del giallo”, pregevole trasmissione di Radio Due Rai.
Occhio che tengono on-line per una settimana solo le due interviste del weekend precedente.
L’altra della settimana, tra l’altro, è con Tullio Avoledo, mica pizza e fichi.
giornali: ritorni con sorpresa
Punto.com: e una firma che si legge con piacere
Da un paio di settimane è tornato in edicola dopo mille traversie Punto.com, quotidiano della comunicazione. In edicola solo a Roma e Milano (e quivi non proprio sempre, ecco). Non ha (più? Ancora?) il suo web e quindi niente link. Ora, non ce lo siamo ancora studiato bene, ma una segnalazione la spendiamo subito. Si chiama Alessandra Lucarini (mr Google non sa nulla di lei), scrive sulla stampa con uno stile brioso, chiaro e divertente. Non risparmia le frecciatine ma neppure i complimenti. Al lunedì compare un suo confronto incrociato su Panorama/L’Espresso, quasi quotidianamente invece, “Cose di ieri”, breve rassegna stampa dei quotidiani del giorno avanti.
Anche lei evidentemente si legge parecchi giornali, commenta, confronta, elogia, bacchetta. E sicuramente questa attività le viene retribuita. Con lei vantiamo dunque significativi punti di contatto e trascurabili differenze.
tv: reality show
Dopo Ozzie Osbourne, Casa Pappalardo
Breve panoramica (fonte Ansa) sul fronte parecchio confuso del reality show: novità italiane, il caso russo, i naufraghi di successo.
A settembre 2004, sempre su RaiDue, la seconda edizione dell’Isola dei Famosi: 10 vip + 2 persone “normali”.
Beauty Farm: da febbraio su RaiUno, prodotto da Magnolia, dieci cantanti, ex famosi, rinchiusi in una beauty farm per rimettersi in forma, tra prove fisiche e alimentazione rigida, per prepararsi alla sfida canora che li rilancerà. Dieci puntate, conduce Carlo Conti. Location ancora incerta: in Toscana, Umbria o Sicilia. Il titolo originale del format è, udite udite, “Ricominciamo” (chissà chi canterà la sigla?).
Targato Endemol Italia invece, I sogni di Raffaella (titolo provvisorio) affidato a Raffaella Carrà, sette puntate al sabato sera.
Su Raidue già a febbraio, forse il venerdì, La talpa, una specie di caccia al tesoro in una fazenda messicana. Per la conduzione, si cerca una donna (Ilaria D'Amico, Amanda Lear) ma potrebbe spuntarla Michele Cucuzza.
Sul versante Mediaset, si attende a fine gennaio il GF4, confermata la zia Babi, Barbara d’Urso.
Nuovo format Endemol in primavera su Italia1: si deciderà tra The Bar e The Farm, entrambi della Strix Television (quelli di Survivor). Nel bar, i vip serviranno ai tavoli, faranno spettacolini per gli ospiti e laveranno i piatti. Per la conduzione circola il nome di Daria Bignardi. Più dura invece la vita per i concorrenti di The Farm (la universalmente nota Paris Hilton sta partecipando alla versione Usa) : celebrities riportate indietro di 150 anni e costrette a vivere in una fattoria priva di acqua calda e di elettricità.
Intanto in Russia, su Tnt, è partito Golod (fame, in russo). Dodici giovinotti ambisessi fra i 20 e i 28 anni, tutti senza soldi, e ignari di una sola parola di tedesco abitano in un container a Berlino. Ogni giorno due di loro escono per cinque ore in città per guadagnare dei soldi al fine di poter comprare da mangiare. Picco di audience la scorsa settimana quando due ragazze, invece della solita elemosina o di qualche altra occupazione improvvisata hanno fatto ricorso al mestiere più antico del mondo.
Walter Nudo, rilanciato dal successo sarà protagonista in Incantesimo 7 (questo davvero non sappiamo cosa sia), mentre il buon Pappalardo sarà il protagonista di Casa Pappalardo, nove puntate da sabato 29 novembre su Raidue alle 18, con la moglie Lisa e il figlio Laerte.
Non so voi, ma a me con tutto ‘sto vippaio mi sorge un urlo: Ridatece Taricone! Che non ci sono più i reality show di una volta, diamine.
BlogFest: tardivo post
“Uffi, ma non hai scritto nemmeno i nooomiiii”
Mi scappa un ultimo (?) post sulla BlogFest, due parole ma giusto due sulle persone che erano con me. Di Alessandra e Max non posso dire nulla di conciso dal momento che li frequento dall’alba degli anni '80. E direi che basta. Di Matteo vorrei menzionare la “My way” intonata sulle scale all’uscita: caracollante, baritonale, etilica. (Ale, ma sta bene? Sì, certo figurati…) Di Claudio vorrei menzionare le 4 brevi chiacchiere sulla blogosfera che abbiamo fatto, e le 4 sigarette che le hanno accompagnate (erano le sue).
Trattasi di non-bloggers aggregatisi per accompagnare il sottoscritto NIP (not important blogger, ho scoperto che si dice così) al suo debutto in società, e per vedere da vicino i VIB (very important blogger). Tutti quanti si sono divertiti e mi hanno raccontato di come gli sia parso semplice in quell’ambiente conoscere nuove persone e socializzare. Dato che loro sono assai più socialmente nottambuli di me, il loro parere pesa più del mio.
Però chiariamoci: mi guardo bene dal generalizzare e dire che i blogger sono una tribù sociale e altri fasci di erbe simili. Quella sera lì, in quel posto lì era così. Ed è stato bello.
Ora però, giriamo pagina e torniamo a postare qualcosa di meno autoreferenziale. Già, ma cosa?
robe da tramandare ai posteri
BlogFest, the day after
Il titolare qui ha passato davvero una bella serata. Grazie Gianluca. Ma poi si è levantato alle 7 con una corposa risacca alcolica. Seguono i primi commenti del day after, scritti sulle macerie dei ricordi disponibili una volta levatosi alto il fumo dell’alcol. Chi non c’era perdonerà l’eccessiva autoreferenzialità. Chi c’era non mi perdonerà nulla, lo so.
Noio volevuam savuar
Parto per la metropoli con Max, amico non blogger. Io ho la cartina di Gnu, stampata male. Lui ha una mappona extralarge, precisissima, ma a occhio e croce dei tempi di Facchetti. Zona individuata, ricerca parcheggio espletata. Consultiamo le mappe, proviamo con la logica, la geometria. Nulla. Proviamo con la retorica: chiediamo ai passanti. Incontriamo alcuni stranieri e una pazzoide logorroica che non ci è di nessun aiuto. Incrociamo telefonate di coordinamento con gli altri amici che troveremo sul posto. Pausa caffè in una candida latteria heavy-metal. Il cerchio si stringe. Eureka. Ci giravamo intorno a vuoto. Svelato l’arcano: via Salina ha il fondo chiuso. Ma ai tempi di Facchetti evidentemente no. Entriamo.
Il tubo catodico falsa un po' tutto, si sa
Mentre ci accodiamo per badge, maglietta e free drink passa Luca con un’iconcina di Daria. Deve essere la copia da asporto. Non riesco a credere che quella vera sia così graziosamente tascabile. (In altre parole, in tv sembrava più alta. Luca invece è uguale sputato a come è in radio.)
Radar, scanner, sonar: tutto su on
Accendo gli strumenti di bordo e valuto l'ambiente. Musica bassa, finalmente sovrastata da un’infinità di chiacchiere e saluti. Ambiente vario: giovane e giovanile, c’è il pischello pircingato, il barbudo intellettuale, zero cravatte, qualche matusa con l’aria saggia. A Max non sfugge nulla: mi fa notare che le donne sono in tragica minoranza. Non fo in tempo a rispondere che lui già attacca bottone con tre ragazze non blogger: Susanna, Paola e Marcella. Simpatiche, incuriosite.
Ditelo con un fiore
- No, ho detto no – dice secco Max al pusher delle rose. Dopo tre minuti mi raggiunge con tre rose rosse. Una per uno, diamola a chi ci va, così conosciamo qualcuno. Raggiungo il trio di ragazze di cui sopra. Chiacchieriamo.
Mini frustrazione repressa
Vorrei vedere chi c’è in giro. Ma i badge sono piccoli e i nomi quasi illeggibili. E poi c’è parecchia gente, crocchi, gruppi, coppie. Nessuno è da solo. Bene.
Preciso identikit
Chiedo chi sia il Neri, così almeno per ringraziare di tutto questo freedrinking di cui abuserò volentieri in seguito. Ottengo le seguenti risposte: è quello che sembra uno spacciatore, è quello più brutto di tutti, non c’è ma ha detto di salutarti.
A fine serata lo incrocerò. Uno scambio breve ma intenso: “Ciao Gianlù, ohè grazie, bella storia”, “Grazie, ciao”.
Avvistamenti, saluti, zaffate
Gli altri non blogger che mi accompagnano vagolano alla ricerca di blogstar. Finalmente viene avvistata Selvaggia. Nel senso che mi squilla il cellulare e mi dicono da casa che in quel momento preciso Selvaggia è su RaiDue.
Conosciamo Proserpina. Indagini su xsonalità confusa. Lo troveranno, alcuni sono qui per questo. Qualcuno lo crede ancora Alessia e ci resterà male.
Leggo qua e là alcuni badge che non mi dicono nulla. Poi intravedo Achille (lui? Se è lui gli voglio dire almeno ciao. Non ce la farò). Scambio un saluto con Falso Idillio e con altri che ora non ricordo. Mi appare Zu, penso a Zop, gaffo e poi mi correggo, lui sorride e ci salutiamo.
Appare Arkangel in una zaffata di profumo e di simpatia. Respiro a pieni polmoni.
Col Viagra ti diventa più Duran
Abbordo Filippo Facci (il suo badge dice solo: Stronzo). Gli faccio i complimenti per il famoso pezzo sul Viagra. Mi concede un’anteprima sul seguito che mi impegno a non rivelare salvo bonifico adeguato sul mio conto. Ometto di dirgli che con quello spolverino nero pare un Duran Duran lievemente ingiuriato dagli anni.
Paradossi della comunicazione
Le postazioni web sono frequentate. Proserpina scrive su GNU e la gente si accoda e commenta. Facciamo girare nell’internet le cose che potremmo/vorremmo/dovremmo dirci a voce. Una follia con il suo senso per chi blogga. Infatti Facci si dissocia e protesta indignato.
Pianeti diversi
Alla terza sosta ai box del bagno, trovo un capellone e una ragazza molto vistosa cascati lì da un altro pianeta. Mentre lei espleta, lui fa la guardia alla porta e mi fa: “Cioè, ma voi blobbers vi vedete spesso? E quando si balla?” Entra Leonardo (lui?). Gli passo volentieri la domanda ed entro in bagno. Quando esco è la ragazza che tiene la porta al tipo. Si rifà il trucco. Azzardo “Tu hai un blog, per caso?” Lei sorride, fruga nella borsa, scuote la testa e mi guarda. Le parole non le sento neppure. Il senso è quello di un risponditore automatico, vagamente metallico: “No, non credo, non mi pare che ci siamo già visti da qualche parte”. Esco dal bagno con Leonardo. Ci salutiamo muti, scuotendo il capo ensemble.
"Che poi Leopardi aveva pure la gobba, pensa te"
Incrociando il gossip strisciante con alcune immagini satellitari, dopo una precisa delazione e relativo versamento su conto alle Caiman, gli amici individuano Xsonalità Confusa. Scattano i piani di avvicinamento. Interviene il Mullah, un pezzo d’uomo con braccia lunghissime e sei drinks sulla schiena. Una barriera fisica e di simpatia. Conversazione fitta, risate.
Xsonalità Confusa è circondato e abbozza sorrisi etilici. Si parla di richieste di autografi. Gli faccio il mio pcs (piccolo complimento sincero), di simpatia: ci siamo scritti un paio di mail, ma chissà se ora lui lo sa. Poi lo guardo di sguincio, lo soppeso e rifletto: meglio così. Fosse stato un tipo avvenente probabilmente avrebbe avuto un sacco di donne, trovato poco tempo per scrivere e non sarebbe diventato una blogstar.
Ogni maledetta timidezza
Incrocio Luca due volte ma è di fretta e non colgo l’attimo neppure per un ciao.
Ed EmmeBi? Devo chiedere quale di questi è EmmeBi. Me ne rammenterò il mattino seguente.
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Domani sera
Mi sono posto il dilemma morettiano: "Ma mi si nota di più se vado o se non vado?" Ma è durato solo tre secondi.
Essendo il sottoscritto un emerito blog-nessuno, chi mai avrebbe avvertito la mia mancanza?
Dunque opto per fargli sentire la mia presenza.
magic America
Espn, chiama tua sorella Pepsi che la cena è pronta
Ne sono passati di anni da che i bimbi li chiamavamo Sue Ellen e Brandon. E intanto gli americani sono andati oltre. Molto. Infatti ora la tendenza è quella di battezzare i bimbi con nomi di brand e prodotti. Ecco allora un’allegra combriccola di Timberland, Chevy, Denim e, udite udite, ben trecento piccoli Armani. Per non dire di quelle due coppie in Michigan e Texas che hanno scelto Espn, come il canale satellitare sportivo.
adv e cattivo gusto
Capezzoli, spermini, morsi
Il Giurì dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria ha cassato in questi giorni due spot molto noti e dunque molto notati. Fu Michele Serra un mesetto fa a interrogarsi sulla prima di Repubblica sul cattivo gusto di certa pubblicità. Salutiamo dunque l’uscita di scena dell’uomo dal capezzolo eretto (Vigorsol) e dello spermino molto determinato a scegliersi un destino nuovo e più gradevole (Fastweb). Per carità, erano fatti benissimo e pure molto divertenti. Però ci sono delle leggi, o meglio un Codice di Autodisciplina, con i suoi bei princìpi da rispettare. Le motivazioni non ci sono ancora, ma non ci metteranno molto.
Negli Stati Uniti invece è andata meglio a un commercial targato Burger King accusato di alludere o meglio evocare la violenza domestica. Una donna si sveglia con la schiena piena di morsi e dice al partner: “Devo aver sognato che qualcuno mi mordeva”. Lui fa una faccia un po’ così e la voce off chiarisce la sua colpevolezza: "Got the urge for a big bite? Try the new Burger King Pepper Jack Stack..."
Nonostante numerose proteste, l’Advertising Standards Authority non lo ha segato.
ciao ciao sabina, un bacio ancora
Incontrarsi e dirsi addio
Io domenica scorsa mi ero appisolato sereno sul divano. Tanto la Guzzanti era saltata. Poi ho ricordi vaghi, tipici da dormiveglia. Una fatale samurai bruna, il Gasparri bavoso, un Riondino ingrigito, lo sguardo monco dell’Annunziata. Forse ho sognato tutto. Forse no. Comunque il Cda ha detto più o meno “noi sospendiamo la messa in onda per valutare meglio ma voi le puntate registratele lo stesso” (a occhio e croce trattasi di strunzata cerchiobottista). Quindi state certi che in tv non lo vedremo. Però magari tra 5 o 6 anni escono le cassette con l’Unità.
tempismo e cerchiobottismo
"Fini, di' qualcosa di destra!"
Alle 11.54 l'Ansa riferisce che l'onorevole Antonio Serena (AN) ha spedito a tutti i parlamentari una cassetta con la biografia dell'ufficiale nazista Erik Priebke. La lettera di accompagnamento esordisce con: "Illustre collega, su invito dell'Associazione Uomo e Libertà mi è gradito inviarle la allegata videocassetta "Vae Victis", un documento di eccezionale valore non solo storico; soprattutto un messaggio dall'incommensurabile valore umano...".
Partono le proteste, Mussi il primo, e passano solo 19 minuti. Poi alle 12.13 l'Ansa medesima riferisce che Gianfranco Fini ha chiesto al capogruppo alla Camera, Gian Franco Anedda, l'immediata espulsione dal gruppo di Antonio Serena.
Com'è noto Fini sta per andare in visita in Israele e qualcuno cerca di mettergli i manganelli tra le ruote.
Continua l'equilibrismo di Fini tra giri di voti (agli extracomunitari) e giri di vite (sulle sostanze). E prima o poi qualche intellettuale di destra farà un film apposta per dire quella frase lì.
21 anni, 4 mesi, 8 giorni
Era parecchio tempo che non si vedevano tanti tricolori in giro.
Quell’altra volta si vinse. E parecchio.
Ora si perde. E assai.
E in entrambi i casi salta fuori l’orgoglio nazionale, lo spirito patrio, il tricolore.
Che per noi di queste generazioni e di queste idee non ha mai significato molto. Ma se salta fuori deve avere da qualche parte il suo perché.
E da domani si può tornare, per chi ne ha voglia, a dire di pace/guerra, ONU/USA, umanitario/bellico, resistenza/terrorismo, arcobaleno/tricolore.
…
E voi che state in fila in piazza, anche se stavolta non avete fatto ciao con la manina, sì voi, si vede che bordeggiate verso i giornalisti per finire dentro un tg. E voi giornalisti che cercate la ggente, che dirvi a voi? Che è un lavoro sporco ma qualcuno deve pur farlo?
E comunque ora basta, direi. Risparmiateci il seguito. Lasciate che quello che accade da ora sia davvero un fatto privato.
Che è un funerale di una settimana, questo. E di migliaia di chilometri.
La re mi faa mi reee / re mi fa miiiii
Che cosa hanno in comune Unieuro, i “Famosi” e Studio Universal? Ovvero
La musica. Quel gingolino orchestrale di ottoni che li accompagna. E che deve essere libero da diritti d’autore, evidentemente. Se la memoria (legale)non mi inganna deve trattarsi di un signore defunto ormai da almeno 70 anni. Sapete chi è per caso?
A meno che non sia opera di un furbone che l’ha venduto davvero bene. E nel caso complimenti.
libri
Le tre t per crescere
Secondo Richard Florida, economista a Pittsburgh sono Tecnologia, Talento e Tolleranza le tre condizioni per garantire solide prospettive di crescita a una città o un territorio. Così sostiene in “L’ascesa della nuova classe creativa” (Mondadori, 483 pagine, 17 euro), il saggio che sintetizza e commenta i risultati della sua indagine sul mercato del lavoro USA.
A fare la differenza l’ultima t, la tolleranza. E più esattamente l’atteggiamento di apertura delle comunità verso i creativi e i gay.
In questa intervista al Messaggero, Florida parla anche di noi italiani. Lo sapevamo che la nostra classe creativa rappresenta il 13% della forza lavoro contro il 30% della media europea?
Il 15%? Il 30%? Ma cosa intende lui per classe creativa? Ma chi sta dietro a una scrivania me lo conta comunque come creativo? Altrimenti mi sballa i conti, il professore.
editoria: scollatura & tiratura
Nothing like The Sun
I giornali italiani "sono buoni, stanno al pari degli altri. Quindi il Corriere, la Repubblica non hanno niente da invidiare a Le Monde, al Guardian, al Frankfurter. Io leggo piu' volentieri il Sole 24 ore del Financial Times: li trovo molto 'opinioneted', come dicono loro, cioe' con molti pregiudizi che non si schiodano neanche a martellate. Pregiudizi per esempio su Berlusconi, sulla sua politica sono cosi' radicati nel negativo che, alla fine, diventano quasi ridicoli. Io dico spesso, leggendo certa stampa anglosassone, soprattutto in Gran Bretagna, che mi ricorda una poesia di Rudyard Kipling che diceva 'prendi su il fardello dell'uomo bianco': qualche volta, certi giornalisti anglosassoni vengono qui con la mentalita' che aveva Kipling in India ai tempi".
Nel settore dei quotidiani in Italia comunque "manca un prodotto, manca Us Today, manca il Sun, mancano questi giornali da grande tiratura, quelli che hanno in prima pagina magari la bella ragazza un po' scollata. Credo che sia questo che fa la differenza tra i sei milioni nostri e i 20 milioni in Gran Bretagna e in Germania".
Lo ha detto oggi a Milano Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset.
Ansa KDP 17-NOV-03 15:58 NNNN
Per il titolo del post, ringraziamo nell'ordine William Shakespeare e Sting.
Criminalità (?) tv
Bentornata Sabrina (senza la r, ovvio)
"L'Italia e' al 53° posto della classifica sulla libertà d'informazione. Nei Tg non l'avete sentito? D'altra parte se l'aveste sentito non saremmo al 53° posto".
Qui, il Corsera.
Weblogs Gnu Awards 2004
And the winner is…
Se non sapete di che si tratta e non avete seguito ciò che è accaduto in quest’ultimo mese, siete pregati di leggere qui. Altrimenti poi non lamentatevi che sono oscuro o ermetico.
…
Ok, rieccoci. La vicenda si conclude magistralmente con ilNeri che premia a sorpresa non le celebrate blogstar “della sua conventicola”, ma dei perfetti sconosciuti (per me) in cui a stento distinguo quelli che hanno fatto più casino da quelli che erano ai primi posti nella classifica democratica ma falsata dalle tecno-truffe. A volte probabilmente le due categorie coincidono, ovviamente.
Alla fine di tutto restano due belle listone di blog: le nomination organizzate “dall’alto” per i motivi che sapete e la classifica finale. Io me le salvo tutte e due. Sono democratico in questo. Solo in questo. Poi certo, la blogosfera è libera e tutti hanno il diritto di scriverci sopra. E i lettori di scegliere.
riflessioni di un blogaiolo
Incontri e blog-proselitismo
Avete mai guardato negli occhi un/a blogger? Gli/le avete mai stretto la mano?
Qui no, non è mai accaduto. In modo palese almeno. Poi che ne so io quanti blogger sfioro in metro, in treno, per strada, al supermercato e via dicendo.
Eppure prima o poi dovrà accadere, no? E infatti accadrà.
Altra domanda, tema simile. Da quando state qui sopra, avete blog-convertito qualcuno? Zio Burp qui ha maturato la sua blog-infatuzione spartendola con una collega che ha aperto a sua volta un blog ma ha presto chiuso per vari motivi (mancanza di tempo, di pc casalingo, di progetto, varie ed eventuali). Poi ho almeno un paio di amiche che sono tentate ma tentennano. Ed è capitato che altre persone che già conoscevo non personalmente per altri motivi abbiano inziato a bloggare.
E stop. E voi là fuori? Le domande valgono ovviamente per tutti, blogger o lettori.
un aiutino?
Breve ma intenso elettro-raglio frustrato
Permalink, feed rss, trackball, aggregator, fuffaggregator: chi più ne ha più ne metta. Il senso di questi accrocchi mi è chiaro: servono a orientare la navigazione tra i blog, a cercare per temi trattati, a restare aggiornati e altro ancora. Tutte cose utilissime in una blogosfera che sta esplodendo in dimensioni e velocità. Su quale sia il miglior sistema si studia e si discute. Io per ora sto alla finestra per rinomata e riconosciuta e-ncompetenza e perché mi avevano spiegato che qui sopra erano più importanti i contenuti della tecnologia. Però mi piacerebbe saperne di più.
Affittasi dunque e-Virgilio sgamato ma paziente, amante birra e buon conversatore anche su altri temi. Vabbè dai, non pretendo tanto. Accettiamo anche mail, suggerimenti, commenti, link e persino risposte ingrugnate e protezionistiche (…zzi tuoi, i miei segreti non te li dico).
un aiutino?
My favourite things
Sui blog si trova di tutto e posso nutrirmi per bene seguendo una dieta equilibrata, varia e nutrizionalmente corretta. Ma mi manca un ingrediente: ci sarà qualche blog ben fatto che scrive di jazz vero? Chi lo sa, lo dica. Grazie.
Ehi, un momento. Ho scritto jazz, ok? Non mi si nomini Kenny G. o altri pisquani simili o mitragliatori di inutili crome disanimate, eh?
segnalazioni: un cd-rom da non perdere
Solo € 0.00015 ad articolo, siore e siori
Domenica 16 novembre si Sole 24 Ore festeggia i 20 anni del proprio supplemento culturale “Domenica” con un cd-rom che ne raccoglie l’intero archivio dalla nascita alla settimana scorsa. Dal momento che si tratta di uno dei supplementi culturali più interessanti, curati e ricchi del panorama nazionale e trattandosi di ben 62mila (articoli) al prezzo di 9.90 € più il quotidiano, direi che è sicuramente un bell’acquisto.
silenzio e servizio pubblico
La guerra di Piero
Poi, per carità, qui per fortuna siamo in democrazia e ognuno è libero di dire la sua. Però secondo me oggi era meglio tacere. Piuttosto che dire cose così, ecco. Che oggi per me non aveva tanto senso sentire le due campane. Perché oggi la campana era una sola.
Oggi pomeriggio, comunque, Caterpillar ha scelto di far intervenire al telefono solo i militari o gli appartenenti alle forze dell’ordine. E ne è venuta fuori una puntata tesa, intensa. Poi ha presentato "Faber", il disco omaggio a Fabrizio De Andrè registrato dal vivo tre anni fa a Genova.
C’era un bel nesso, trovo.
imperdibile: la deriva salutista del reality show
Cercasi 10 cantanti sovrappeso
Meglio se un tempo famosi e ora sfigati. Si accettano candidature.
Ma Papplardo vale? Ancora?
mi acconti unna ttoia? Da
Tata che vai, fiaba che trovi
Da giovedì a sabato, a Pavia, un convegno dal titolo “La via delle fiabe. L’Europa e l’altra Europa: un viaggio tra oralità e cultura”. Qui e qui i pezzi del Messaggero sulla nuova realtà italiana: chi racconta le fiabe ai nostri bimbi oggi? Le nuove “affabulatrici domestiche” sono spesso albanesi, romene, polacche. E portano la loro storia e le loro storie. E insomma c’è tutto un altro mondo nuovo e diverso da scoprire e mescolare.
Minimemo ad uso mio e dei passanti: comprare prima o poi "Fiabe balcaniche", Einaudi, prefazione di Antonio Faeti.
Titolo ideale per questo post: l’espressione “C’era una volta” tradotta in albanese (o rumeno o polacco). Scartato per il semplice motivo che non so dove pescare la traduzione.