biglietto d'auguri (auto)riciclato
Clicca qui per un SantaClaus tradizionale: in barba, ossa & renne… mio dio quant’è banale!
Clicca qui per un tecnologico SuperSantaClaus: che sconfigge i cattivi e consegna regali a colpi di mouse!
Clicca qui per la morbida Samantha: guepiere scarlatta, barba posticcia, non certo una santa!
E se quando clicchi non accade nulla, allora riprova. Ma stavolta tieni gli occhi chiusi.
Tanto natale e tanto anno nuovo a tutti coloro che passano di qui.
Questo messaggio aderisce alla campagna planetaria per gli auguri leggeri Light Christmas Card - Click on Your Mind
Sì, lo so, alcuni di voi questo mio biglietto l'hanno già ricevuto via e-mail un anno fa. Ma il suo senso resta valido e il contenuto mi piace ancora. E poi su BURP! era inedito. E poi stavolta è mancato il tempo per inventare qualcosa di meglio. E poi riciclare è sempre consigliato e poi del maiale non si butta via niente. E poi basta insomma: auguri.
Salvo imprevisti, BURP! riprende nel giorno in cui calze e scope riacquisteranno le loro rispettive tradizionali funzioni.
letterina nuova
Caro Babbo Natale,
due anni fa ti chiesi un fegato nuovo per Marco. L’anno scorso uno stomaco nuovo per il babbo.
Lo so che non era facile, il tempo era poco e troppo rapido, non voglio star qui a riaprire quella polemica, ne abbiamo già parlato e ora ne stanno parlando i nostri avvocati.
In attesa di vederti alla prima udienza, volevo dirti che per quest’anno ho la fortuna di potermi accontentare del solito libro o del solito cd.
Senza rancore, buon lavoro
Zio burp
a fari spenti nella notte (in bici)
Dieci anni di meno
L’altra notte, tragico rito della cena aziendale, rito abbruttito dalla povertà dei cibi, ma rallegrato dall’abbondanza alcolica. Rifiuto cortesemente l’ospitalità all’ora del dopo-carosello di gentilissima collega con famiglia e figli. Assecondo invece giovane collega vistosamente ebbro che mi sprona a restare al grido di: “Sono in bici, ti porto io, siamo vicini”.
Due ore dopo, percorro la metropoli ghiacciata posizionato sul portapacchi del fragile mezzo dell’amico ebbro, stringendo al petto tre inutili pacchettini aziendali, stringedomi alle di lui terga e stringendomi i maroni ogni volta che una macchina sfrecciava troppo vicino.
Molte volte temendo di morire e nel restante tempo ringiovanendo vieppiù.
libro con sorpresa
Tre anni di meno
Mi arriva a casa un agile libretto di racconti. Me lo manda Energheia, un’associazione culturale che ogni anno indice un premio letterario. Me lo rigiro tra le mani e penso: “Che carini, mi hanno mandato il libro anche se quest’anno non ho partecipato.” Poi sfoglio le brevi biografie dei premiati e… porca l’oca questo sono io. Con tre anni di meno e almeno trenta capelli in più. Evidentemente hanno ripubblicato la mia vecchia bio di quando partecipai anni or sono. Così, ringalluzzito dall’improvviso ringiovanimento, cerco tra i racconti e ne trovo sì uno mio, di cui mi ero assolutamente dimenticato. (Per chi avesse la ventura di possedere il libretto, si intitola “L’ultimo volo”.)
Lo rileggo e ci ragiono. Non sarà un caso che da quando ha aperto BURP!, il titolare non ha più scritto un racconto intero ma si è fermato alle scalette?
In questi tempi precari, pare brutto rinunciare così a priori a una possibile (?) carriera (?) nella narrativa (?), no?
Attenzione, non parlo solo di tempo (blog = un impegno in più, quindi meno tempo per scrivere altro). Parlo anche di metodo: procedimento creativo, rapidità, stile, e tutto quanto differenzia una generica blog scrittura da una generica scrittura narrativa che ha l’unico fine di raccontare una storia nel modo migliore che la storia stessa ti suggerisce. Uhm… qui la vicenda si fa intricata…
Il dibattito è aperto ma, mi rendo conto, il panettone incombe.
giuste censure & amorose cesure
"A fa' la maiala al Bagaglino un ti ci voglio mi'a"
Sembra che tra i motivi della conclusione della love story tra Cecchi Gori e Valeria Marini ci fosse il desiderio dell'attrice di riprendere la sua carriera artistica. Desiderio, quest'ultimo, fortemente osteggiato dal fidanzato. Al quale va comunque il nostro sincero ringraziamento per averci almeno provato. Valeria, ti auguriamo un prossimo amore gelosissimo di te e di tutte le tue doti (comprese quelle artistiche).
cinema, tv, musica e rissunti. E qualche lacrima
La meglio tv. E il suo orribile riassunto
Io “La meglio gioventù” al cinema non lo vidi. E così mi tenni a distanza di sicurezza dai commenti scritti e chiacchierati. Quanto bastava per capire che era da vedere, quanto bastava per non farmi spifferare "chi era l’assassino", insomma.
Così me lo sono goduto (?) in tv, in 4 sere diverse, con tempi lunghi, interruzioni pubblicitarie, imprevistucci vari ecc.
E con il riassunto delle puntate precedenti, come in ogni fiction tv che si rispetti. Che era orribile: piatto, mal recitato, inadatto, impreciso. Con una voce femminile fuori registro, con una scelta di termini piatta che più piatta non si può. Voto al film 8, al riassunto 3.
Segnalo un bel pezzo del Riformista e alcune interessanti considerazioni di ThePetunias (ma come ti si linka solo il post?).
Concordo con The Petunias che una delle cose più azzeccate del film è la sua colonna sonora. E anche per questo è meglio vederli al cinema i film. Perché lì sì che quel bandoneon è una lama improvvisa. Lì sì che gli strings orchestrali sono una mano lenta che ti strizza i bulbi oculari.
E poi in fondo è molto più emozionante piangere al cinema, al buio, tra i singulti strozzati di sconosciuti, che strizzare i cleenex sul divano di casa.
ricchi premi
Una birra per il signore
Colui che corrisponde a questi dati qui sotto è stato il decimillesimo visitatore di BURP!
Si manifesti e avrà il buono-birra.
data e ora: 17/12/2003 - 16:47:32
provider: interbusiness
paese: Italia
browser: Explorer 5.x
sistema operativo: Mac OS
ps: mi spiace un po' che si sia trattato proprio di un utente MAC, svantaggiato dalla pessima visualizzazione che ahimè sono in grado di offrire.
Vabbè, sarà un segno del destino...
magic America
Mai più senza: il Saddamino-Asso di Picche
Dubbi sugli ultimi regali di Natale per il pargolo? Guardate qui. Per soli $ 29.95 vi mettete in casa un bambolotto con le fattezze del Raiss prima dell'intervento del marine-barbiere. Dipinto a mano, si intende.
E sul sito c'è ampia scelta: dall'Uday sfigurato dai proiettili al Michael Jackson che spenzola il bimbo dal balcone.
mani-rigore-batto
Menefreghismo istituzionale
Qui non è che si badi molto al galateo o alla forma delle cose. Però che un premier si permetta di dire con quel tono che non ha letto e non leggerà i rilievi "dei tecnici del Quirinale" mi pare qualcosa di più di una sublime scortesia istituzionale.
Comunque è facile prendersela con lui. Vorrei vedere voi come reagireste a un periodo simile, se nel giro di due soli giorni prima una banda di undici peones della pedata e poi un vecchio di 80 anni vi avessero infilato dolorosi calci di rigore prima nel cuore e poi nel portafogli.
chick lit
Una ricetta golosa: la pollastra formato best-seller
Letto bel pezzo sulla “chick lit” a firma Paolo Bianchi su Il Giornale. Il genere “letture per pollastre” qui lo si segue con affetto dai tempi in cui (con un'amica che ora capita spesso da queste parti, ciao, sì sei tu) si lavorava più o meno in quegli ambiti con una regola di cucina molto precisa: mentre correggi e scrivi o riscrivi, leva la melassa, aggiungi bollicine e se possibile anche peperoncino, più o meno piccante.
Il pezzo del Giornale (è di venerdì 5 dicembre, ma quello che è buono non è mai vecchio) sta impaginato con una recensione del nuovo libro di Helen Fielding (la “mamma” di Bridget Jones), in cui la protagonista Olivia vira sullo spionaggio in un clima tutto post 09-11 e affiancato da un box che forse è ancor più interessante del pezzo stesso.
Ma andiamo con ordine.
Apprendiamo che la “chick lit” in GB viene già data per spacciata, che il genere è sommamente autoreferenziale, che i maschi non sono contemplati (quelli buoni sfuggono e quelli che restano sono molesti). Apprendiamo, per dirla con le parole dell’autore, che “le stesse funzionarie editoriali - il pezzo contiene parecchi titoli e qualche breve intervista - sembrano incarnazioni delle protagoniste dei libri di cui si occupano e tutte quante danno l’impressione di doversi impegnare un po’ a forza in qualcosa che sta al di sotto delle loro capacità, delle loro ambizioni e dei loro sogni di ragazze”. La questione di fondo è la distinzione tra letteratura alta e di genere. O meglio tra letteratura di genere e letteratura furbetta di più basso genere. Tutto ciò detto senza alcuno snobismo culturale e anzi massimamente rispettando chi campa delle proprie idee e parole, sia chiaro.
Apprendiamo infine come, dentro le redazioni di Piemme, Sperling & Kupfer, Salani, tutti cercano di dare una qual certa dignità alla “chick lit”, negando che vi siano formule o ricette studiate a tavolino.
E poi, nel box, elaborato dall’autore del pezzo troviamo proprio la ricetta. Ringraziandolo, fedelmente ricopio a beneficio vostro, o lettrici, il decalogo per il successo di un libro “rosa” dei nostri tempi Ora avete la ricetta, che altro attendete? Io per ora non mi cimento. La mia non conformità al punto 8 mi priva di un requisito necessario.
“Chick lit”: decalogo per un best-seller
1. Copertina dalla grafica vignettistica, colori pastello o fluorescenti.
2. Titolo ammiccante in stile colloquiale, anche di un’intera frase, eventualmente con la parola “uomo” o “lui” e contenente una metafora (tipo “cioccolato” o “biscotto”).
3. Protagonista una donna tra i 30 e i 40, vive in città, ha un’amica carissima ma nevrotica, un capufficio dispotico, colleghi maschilisti, una vita sentimentale pasticciata.
4. La protagonista lavora o ha a che fare con il mondo dei mass media e della comunicazione.
5. Il lui ideale è apparentemente introvabile: bello, brillante, bravo in cucina e a letto, dove gli si richiedono in egual misura passionalità e altruismo.
6. Il lui reale è un uomo che non vuol crescere, né assumersi le proprie responsabilità.
7. A un certo punto della storia la protagonista crede di aver trovato l’uomo giusto ma si sbaglia.
8. L’autore è una donna.
9. Il lettore è una donna.
10. Il finale non è lieto. È aperto.
Come dite? Quella sono io? Eh, sì. Ne conosco almeno tre o quattro di novelle Bridget Jones. Coraggio, ora avete lo strumento per trasformare il vostro diario nella prima pietra del vostro planetario successo. Poi, se il destino vi sorride, citatemi tra i ringraziamenti e siamo a posto così.
ultimora
Carlo Azeglio non firma la Gasparri
Lo apprendo ora. A volte vale la pena di far le ore piccole.
Moige: conosciamoli meglio
Le unghie (sui vetri) alla radio
L’idea di dedicare qualche energia a indagare sul Moige mi pareva ottima. Ma chi sono questi signori le cui bacchettine volonterosamente censorie trovano sempre spazio sulla stampa. Cosa dicono? Da dove vengono? Chi li ha scelti? Chi rappresentano? E solo indagando nel web se ne scoprono di cose interessanti.
Ancor meglio mi è parsa l’idea di un confronto diretto in voce con un rappresentante del Moige, confronto realizzato durante l’ultima puntata di "Ogni maledetta domenica", che potete ascoltare anche cliccando qui e poi seguendo le istruzioni.
È sempre una bella storia la radio: alla tv forse il rumore delle unghie della signora sui vetri non sarebbe stato così evidente. Accanto a quello c’erano anche alcune inquietanti ammissioni su come la pensano i signori del Moige.
Bene, ora sappiamo una cosa in più.
ospiti scortesi
La corda in casa dell’impiccato
Forse nel weekend non ho seguito la tv o letto poco i giornali. E forse sono solo malizioso. Ma mi pare che si sia parlato pochino del concerto di Natale in Vaticano. E non sarà mica per quella storia di Lauryn Hill che è andata lì a fare una predica anti preti pedofili, dicendo chiaro e tondo che crede in dio ma non nei ministri di dio? Ma no, dai, ma cosa vado a pensare.
Tra l’altro quel proscenio purpureo, se non erro, è lo stesso dove è passato pure Bob Dylan. Senza muovere neppure una ruga, però.
Comunque Lauryn è bella e brava e ci piaceva anche ieri. Oggi un pochino di più.
me lo regalo, oh yes
Chi va con lo Zappa...
Una settimana prima di farmi invadere dall'ansia di comprare i regali per il mio prossimo, generalmente mi porto avanti e mi faccio da me i miei. Quindi in pausa pranzo credo proprio che uscirò a comprarmi un cd. E credo proprio che comprerò questo qui, che poi è lo stesso di cui si parla qui. E che costa solo 8 dobloni. Ieri invece, mi sono comprato questo libro qui.
La mia tattica è molto evidente: esaurire il budget natalizio in regali destinati al sottoscritto, indi chiedere prestiti ai parenti, questuare in giro, fare nuovi mutui per gli altri regali. Questo finché non mi si dimostra che davvero "l'importante è il pensiero".
Tra i tanti buoni motivi per comprare il cd di cui si parla nell'ANSA qui sotto, mi piace sottolineare il titolo perfetto e irresistibile.
CARCERI: CD 'AVANZI GALERA', DA S.VITTORE RICETTE E CONSIGLI
(ANSA) - MILANO, 6 DIC - Tra le 80 ricette, dal cavolfiore nel cellone alle zucchine in salsa dell'ergastolano, non manca ovviamente il caffe', definito dagli autori la vera specialita' della vita in carcere. Cosi' come ci sono consigli per costruire un 'cartoccio' (fornellino con carta di giornale), un coltello o una grattugia. Tutto sul Cd rom 'Avanzi di galera', opera dei detenuti del carcere di San Vittore. Ha collaborato all'iniziativa chi lavora al sito www.ildue.it. net magazine di San Vittore, cosi' chiamato perche' il
carcere si trova al civico 2 di piazza Filangieri e una volta per i milanesi 'andare al due' equivaleva dire 'andare in prigione'. Il Cd contiene ricette, informazioni, filmati e anche una poesia. Lo si puo' acquistare attraverso il sito o dai venditori del giornale 'Terre di mezzo'. Costo, 10 euro.
Le ricette 'dei poco di buono', come ironizzano gli stessi autori, sono comunque l'occasione per parlare di vita carceraria, attraverso racconti di detenuti, esperienze. Il cd
e' stato prodotto dall'associazione Il Due Onlus, che ha voluto rivolgere un ringraziamento particolare al direttore di San Vittore Luigi Pagano, al personale di sorveglianza e al Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria). (ANSA).
libri: autoanalisi pubblica sconsigliata ai più
So lonely
Si chiama “Broken music” la biografia di Sting che esce a Natale in inglese e poi ad aprile per Mondadori. Sapevamo che non si tratta della solita autocelebrazione, né del volumone fanatico colmo di dettagli inutili. Apprendiamo da Repubblica che il vecchio Gordon, born in the ’50, ha deciso di raccontare la sua infanzia e la prima parte della sua carriera in “una sorta di autoanalisi che indaga soprattutto sul rapporto con i miei genitori”. Apprendiamo che la su’ mamma frequentava un certo Alan con regolarità britannica (tutti i giovedì sera) e che il giovane Gordon a 8 anni, trasferendo su di sé lo scorno muto del babbo becco, si rifugiava a casa della nonna e ivi pestava senza freno il piano della medesima. Da cui il titolo: “Gordon, la vuoi finire con con quella stramaledetta broken music?” Una musicaccia, insomma.
Sconsigliato a: fan nostalgici che vogliono sapere perché i Police si sono sciolti, ai praticanti di tantra che ancora si interrogano su quelle mitiche otto ore di amplesso.
Consigliato a: psicoindagatori dell’io, esegeti dell’animo inquieto delle popstar, anziane pettegole di Newcastle e dintorni: “Mildred? Ciao, sono Marge. Vedi che avevo ragione? Lei lo tradiva con Alan, ora ho le prove, c’è sul libro!”
memories & sampling
Rocco e i suoi tranelli
Ora, che Rocco Tanica fosse uno di quelli bravi qui è cosa nota da almeno 15 anni. Nel lontano 1988, il gruppo allora sconosciuto di Elio scese in provincia in localini che a quei tempi si batteva pure noi. E Rocco girava con una DX7 II – Fd e una drum machine Alesis non so più il modello ma quella grigia coi tastoni bianchi. Mi sorpresi un bel tot nel vedere che erano gli stessi strumenti con cui andavo in giro io. La sua dotazione però era completata da un kazoo, da 20 dita agilmente saputelle e da un testone pensante grosso così. Il kazoo me lo potevo comprare anche io.
Ok, un bel chissenefrega sui miei ricordi e proseguo. Che Rocco fosse uno bravo, dicevo, si è visto poi in quasi tute le cose che ha fatto, dentro e fuori gli ELST.
fenomenologia del pirla
La faccia come il resto
Rispolveriamo questo occhiello che utilizzamo in passato per episodi più o meno personali, per accennare brevemente allo scazzo in diretta Giorgino-Mentana di cui avrete già letto e visto senz’altro tutto quanto, Tapiro compreso. Io sono arrivato all’inizio della telefonata e la battuta di Mentana non l’ho sentita. Ma le motivazioni e il fervore del Giorgino mi parevano tragicamente fuori misura. Per non dire di quell’accenno al doping… Ho desiderato che ci fosse qualcuno accanto a lui che lo trattenesse e gli asciugasse la bava omicida.
Poi per carità, il mondo è pieno di gente intelligente e sensata che da pirla ha solo la faccia.
dal paese delle meraviglie
Altro che book shifting…
addii
Hasta siempre Ruben
Ruben Gonzalez aveva 84 anni, l'abbiamo visto in Buena Vista Social Club e sentito in un sacco di bei dischi.
Leggo ora la notizia e mi incupisco. Ho bisogno di un ron. E di un paso doble dei suoi.
assenze
4 dicembre 1993
Dieci anni fa oggi se ne andava Frank Zappa. Il giorno dopo, rubai "The Yellow Shark" al negozio in piazza.
Da qualche settimana mi dico: ah quel giorno sparo un post fichissimo, pieno di link, traduzioni, provocazioni. Poi naturalmente non tutto va per il verso giusto e ora c'è solo il tempo per questa immagine.
E per una delle sue spiazzanti citazioni che se la memoria non mi inganna fa così: "Scrivere di musica è come danzare di architettura".
update: provate a cercare Zappa qui. Ci sono ben 10 trasmissioni da ascoltare. Io le ho perse tutte.
blogger: malattie professionali
Neuroni ingialliti
Ci sono un sacco di validissimi e divertentissimi motivi per cui ci si può trovare a trascurare il proprio blog a vantaggio della propria vita reale. Un elenco non lo inizio neppure.
A volte invece è solo che ti capita di lavorare a ritmi diversi e assai più gravosi. E così ogni giorno vai a curiosare se qualcuno è passato se qualcuno ha commentato. E cosa vuoi che commentino se non c'è nulla di nuovo, o bischero?
E ogni post che improvviso sboccia, è un giallino nel cranio.