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Nome: Zio Burp
Questo blog non è in vendita. Il suo titolare, invece, si vende molto volentieri. Zio Burp, fuori di qui si fa chiamare Cristiano Callegari. Si occupa di creatività e di scrittura: lavora con le idee e con le parole. Chiamatela come volete: copywriting, business writing, web writing, fuffa writing. Purché di writing si tratti. Questo blog qui ci ha i lavori in corso. Oggi fa un po' schifo e peggiorerà fino a rinascere mirabile dalle proprie webceneri.

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mercoledì, giugno 30, 2004

musica: una storia vera che pare una fiaba
C'era un ragazzo ... segue
C'era una volta un ragazzo bianco, col mento prominente e la faccia triste da secchione. Era nato in Scozia, ma roccava e rollava sui tasti del piano come un nero del delta. Un giorno degli anni '60, entrò in un gruppo rock che si accingeva alla fama planetaria e definitiva. Ne fece parte finchè il produttore non lo mise d'autorità in panchina proprio per quella faccia un po' così. Anche i suoi pards non erano degli adoni, ma almeno avevano la faccia da rocker cattivi, eccheccazzo.
Il ragazzo si ritirò dietro le quinte: suonava nei dischi, si occupava del palco e degli strumenti, guidava il camion del gruppo nei tour. A differenza dei suoi colleghi d'avventura, in quegli anni di esagerate trasgressioni, quel ragazzo conduceva una vita morigerata e senza vizi: nè alcol, nè droga, nè (troppe) donne. E così gli capitava di tanto in tanto di recuperare i colleghi spersi in fondo a qualche nottata viziosa, chi in punta di pera, chi in una sana orgetta hippie. Ebbene lui li riportava a casa, gli rimboccava le coperte e buona notte.

Loro, i musicisti trasgressivi e viziosi, ora hanno tutti più di 60 anni e sono ancora in attività.
Lui, il ragazzo col mento lungo, è schiattato di infarto circa 20 anni fa.
Si chiamava Ian Stewart, detto Stu.
Il gruppo si chiamava Rolling Stones.

E ora, se come me state piangendo, il titolo del post, da intonare tutti in coro, pronti? Via!
C'era un ragazzo / che tempo fa / venne cacciato dai Rolling Stones

Qui il pezzo del Corsera a firma MLF (ma a dire il vero non mi pare la sua mano), online solo per 15 gg.
Ne scrive anche Rolling Stone in edicola.

SOUNDTRACK IMMAGINARIO: tutto la canzonella pacifista anni '60' con il testo appositamente riscritto in memoria di questo sant'uomo. Vado a braccio, una cosa così: "Suonava il pianooo e accanto a sèèè / nemmeno una groupie
sigh!




















postato da: burp alle ore 30/06/2004 19:08 | link | commenti (2)
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rassegna volante
Spigolando
Il tempo è quello che è. Pressato in corner dagli eventi, digerisco da me ma non rumino in pubblico. Tranne ora, in breve, per voi.


Guia Soncini ci spiega perché i reality show inglesi quelli sì che sarebbero una cosa divertente, altro che le innocue sfiatelle che ci confezionano qui.


Da Avvenire un’intervista a Bernard Pivot, l’inventore della cultura e dei libri in tv. L’unico uomo in grado di appassionare un popolo alle sorti grammaticali della propria lingua.


Dilaga anche in USA la moda, già nel film francese Amelie, di spedire i nanetti da giardino in giro per il mondo a farsi fotografare. In Italia non credo che prenderà piede: ne abbiamo uno nazionale di nano che va in giro per il mondo a farsi fotografare.


Sempre da Avvenire un articolo sulle webnovelas o foronovelas, un genere che tira tantissimo in Sudamerica e paesi spagnoli. E che mi fa ulteriormente fermentare i germogli sull’utilizzo del blog come luogo di narrazione a più mani. Ci metto il giallino di rito per ricordarmi di tornarci su.


Dal Foglio, quel gran volpone di James Ellroy Confidential(mente) raccontato dal suo traduttore.

Come esempio di autoreferenzialità altrui (mica solo i blogger si parlano addosso) oggi leggo che anche la nostra beniamina Alessandra Lucarini di .com alcuni anni addietro, ha conosciuto da vicino il nostro amato premier e ne ha ricevuto in dono prima un rimbrotto e poi un SORRISONE. Il pezzo sarebbe da leggere tutto quanto - come al solito - ma ma il sito oggi non funziona.











postato da: burp alle ore 30/06/2004 14:25 | link | commenti (2)
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COMUNICATO NUMERO 2

In merito ai recenti fatti di cronaca, la nostra (onorata) società, intende fermamente scoraggiare
L'USO DEI PROPRI MARCHI E LOGHI

DA PARTE DI SOGGETTI NON AUTORIZZATI .

lA VIOLAZIONE DELLE NORME SUL COPYRIGHT,

COM'è NOTO, non solo è UN REATO,

ma ci fa incazzare e porta sfiga.
Confidiamo nella solidarietà del popolo italiano, modello invano imitato, di cui ci garba citare il noto ADAGIO
"
Scherza coi fanti, scherza coi santi MA LASCIA STARE I LATITANTI".

la MAFIA Russa

PS: ziO bURP è qUI CON NOI, VI SALUTA E DICE CHE SI TROVA BENE. sTA LAVORANDO A un ragù con la vodka a e a un jingle per una campagna per la difesa delle denominazioni originali del crimine organizzato.

















postato da: burp alle ore 30/06/2004 08:39 | link | commenti
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lunedì, giugno 28, 2004

cronaca nera

Sequestro di pupazzo: un blogger il mandante morale

Corre voce che le indagini sul sequestro del pupazzo di Ronald McDonald’s di via Tiburtina a Roma puntino a incastrare una nota blogstar che si cela sotto lo pseudonimo di Personalità Confusa. Secondo i magistrati, infatti, X§ aveva già caldeggiato azioni simili e dunque sarebbe il “mandante morale” del reato.
Pare che l’avvocato Taormina si sia già offerto per la difesa: “È un atto di ecologia urbana, altro che reato”.

Io voglio bene a X§, e sono pronto a portargli le arance ar gabbio e a firmare la petizione perché gli diano un pc anche dietro le sbarre.

postato da: burp alle ore 28/06/2004 13:02 | link | commenti (3)
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venerdì, giugno 25, 2004

spettacoli
Reading poetico con annessi spigoli monkiani
Leggo in giro che Stefano Benni e Umberto Petrin sono di nuovo in giro con "Misterioso", reading di poesia su musiche di Monk. In scena un pianoforte, un microfono, un leggio e due persone molto in gamba. Almeno una di solito indossa una camicia hawaiana. Naturalmente si improvvisa molto (capita pure che si pianga o che si rida). Martedì 29 giugno sono a Milano.
Di Benni non saprei che dire se non che mi fa ridere da una ventina d’anni a questa parte. Scopro ora che ha un suo sito ben fatto e con parecchie cose sfiziose. Qui, sul Messaggero, c’è una sua intervista (a firma Piero Santonastaso) che si segnala non tanto per l’arguzia nelle risposte ma per la pertinenza e la creatività delle domande. Sulle pagine degli spettacoli, credetemi, è un caso più che raro.

Di Petrin posso solo dire che è un amico che circa dieci anni fa ha preso il mio cervello, già stordito da qualche annetto di rocchenroll, l’ha messo dentro un pianoforte e poi ha cominciato a suonare. Poi si è seduto sulla tastiera, ha capovolto il piano, ci ha gettato dentro altre cose metalliche e infine un toscano. Acceso. Quei martelletti mi hanno segnato i neuroni e alcuni risultati (non aggiornatissimi, ahimè) di quella lenta terapia d’urto si possono ascoltare qui. Che poi se ne possa andar fieri è tutto da discutere ovviamente.





postato da: burp alle ore 25/06/2004 14:49 | link | commenti (5)
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ancora pippe

Sotto la toga la mano voga
Secondo inquietante episodio di onanismo in un’aula di giustizia. La prima volta abbiamo optato per una titolazione più sfumata, legandoci all’attualità politica di quei giorni. Ora, di fronte a questo magistrato USA che, mentre amministra la giustizia, sottobanco se la spassa con un’apposita pompetta (!!) molliamo gli ormeggi autocensori e titoliamo in rima in pura vena comico-realistica.


postato da: burp alle ore 25/06/2004 08:25 | link | commenti (3)
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letture

Acquisti clandestini

Mi avvicino fischiettando alla mia edicola.
- Buondì, mi dà per favore Il Foglio, .com, Il Riformista, Diario, Micromega, Cronaca Vera, Playmen, Caballero, Autoscatto e… (proseguo bisbigliando) Intimità.
L’edicolante fa su la mazzetta, ma ha un dubbio. Si sporge verso il collega distante qualche metro. A voce altissima. “Pietroo! Ohi… quanto viene Intimità?”
Un gruppo di intellettuali e creativi mi guarda sdegnato. Alcuni sputano per terra.

È per evitare scene come queste che Intimità io lo compro al supermercato.
Perché lo compro poi ve lo dico un’altra volta dopo che l’ho letto.







postato da: burp alle ore 25/06/2004 00:26 | link | commenti (7)
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i blog degli altri
Loveisavirus e Cassandradubbiosa
Dal momento che abitualmente leggo un bel pacco di blog, mi pare giusto prender la buona abitudine, quando trovo cose valide, segnalarle anche qui sopra. Così ogni tanto apparirà questa rubrica dedicata ai blog degli altri.
Comincio oggi, parlando però di due luoghi dove scrivono persone che conosco bene anche e soprattutto fuori di qui.

E non è facile. Se vi presentassi un blog che leggo senza nulla sapere di chi ci scrive (sarà più o meno la regola), vi parlerei di cosa mi piace e perché senza farmi condizionare da nulla se non dalle parole. Invece ora, scrivendo di blog tenuti da persone che conosco assai, devo cancellare tutto quel che so di loro e dirvi solo perché andarli a leggere.
Loveisavirus – Un serpente nella rete è nato dopo il BlogRodeo, insieme con gli amici di vecchissima data che mi avevano accompagnato. Ci scrivono alcune persone (5 o 6, credo) non firmandosi. Non ha una linea editoriale precisa (chi ce l’ha?). È un esperimento corale di free blogging legato all’estro, agli umori e al tempo di chi scrive. Se questo non basta per incuriosirvi allora potrei dirvi che ci scrivono un autista di autobus, un avvocato che va spesso in tv, una candidata appena trombata alle europee, una professoressa di seduzione e un cane ventriloquo. Ma non ve lo dico.
Cassandradubbiosa invece è il blog di una donna che lavora e che tiene figli e famiglia. Dopo tante curiosità e troppe esitazioni, non solo ha trovato il tempo per aprirsi un blog, ma ora ci scrive persino. Cassandra si occupa di scrittura e di libri anche per lavoro (ma mai mi immaginavo che andasse a parlare di calcio, di libri sul calcio per la precisione). Cassandradubbiosa ha molti dubbi. Il primo è che qui fuori ci sia qualcuno che ha voglia di leggerla. Io direi di sì, che ne dite?







postato da: burp alle ore 25/06/2004 00:17 | link | commenti (2)
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giovedì, giugno 24, 2004

la posta di BURP!
Cronaca di una notte agitata. E di una morte annunciata
Il mioamicobeppe, con cui ho condiviso parecchie cose (una placida convivenza, per esempio), mi scrive perchè ha un problema: Beppe c’ha un topo in casa.
Nei commenti attende la vostra solidarietà, i consigli e magari anche il dibbattito città/campagna, topo/cemento, scopa/ascia.


Allora Zio Burp,

ti rendo partecipe di una riflessione a caldo dopo una nottata impegnativa (peraltro infruttuosa) a caccia del topo. Sfrontato, lo stronzo, ci e' scappato qua e la' la sera per poi rendersi invisibile. Non solo, la notte si e' messo a festeggiare facendo un baccano inversomibile, rovesciando candelabri, barattoli, portafoto (dove cazzocredeva di andare?? Stronzo!) e naturalmente svegliandoci. Il quadretto di correre dietro al topo alle 5.30 di mattina in mutande con la scopa in mano non e' delle più edificanti ed eccitanti..

Ho passato 25 anni fra il delizioso cemento di Milano e non ho mai visto un topo.

A dire il vero non ho mai visto un animale, se non al guinzaglio. Mi domando, ma e'proprio necessario appassionare la tua creatura agli animali? Renderla consapevole che lo yogurt viene dal latte delle mucche invece che dal supermarket e dalla asettica e sovietica Centrale di Milano?

Io non sono cresciuto tanto male vedendo animali a fettine nel mio piatto, in TV o al massimo allo zoo, dietro le sbarre!

Abbasso i topi, viva il cemento.

bep




postato da: burp alle ore 24/06/2004 15:23 | link | commenti (3)
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mercoledì, giugno 23, 2004

COMUNICATO NUMERO 1

ZIO BURP l'abiamo preso NOI.
Ci fa le pulizie nel covo, il ragù e ci
CORREGGE
le bozze dei comunicatti (a partire dal Prossimo).
Se lo volete RIVEDERE vivo, fateci avere UN MILIONE di EURO .
Gli interessati provvedano a lasciare il NUMERO della propria credit card nei Commenti.

la MAFIA Russa

 









postato da: burp alle ore 23/06/2004 15:38 | link | commenti (5)
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dal paese delle meraviglie
I mostri nell’orecchio
Ma a voi vi pare possibile che un padre e una madre che hanno spedito la creatura al mare con la nonna, ogni qual volta vogliono farsela passare al telefono devono fingere di essere dei mottri tipo Frankettein, il Vampiro o la Ttrega. E tutto perché un giorno lontano in biblioteca le scovai un bellissimo “Il mio primo libro dei mostri”, illustrato e con filastrocche.
Io comqune ce provo.
Voce tenebrosa e accento balcanico: Ciao, sono il Vampiiro, ti passo il tuo papà?
Creatura decisissima e inflessibile: Na, vojo la Ttrega.
Seguono altri vani tentativi e poi se ne torna a giocare.
Tra un po’, credo, potremo proporci come doppiatori di cartoon.









postato da: burp alle ore 23/06/2004 14:17 | link | commenti
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costume: caffè o web?

Vendesi macchinetta del caffè seminuova
Qui si è già scritto degli slacker. Il tema più o meno è quello. L’uso privato del web sul posto di lavoro.
A scapito di tradizioni millenarie tipo il caffè.




postato da: burp alle ore 23/06/2004 01:14 | link | commenti (3)
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tempo di prova costume: suggerimenti
Le pippe: ora pare che fanno dimagrire
Dice il saggio, onolevole Hideo Yamanaka, scienziato nipponico, che tle pippe al dì (a patto che dulino almeno 15 minuti cadauna) possono bluciare palecchie calolie e addilittura fal dimaglile. (Si noti l'immagine evocativa che correda il pezzo).

E ora, improvviso, il flashback. La camera stringe sul mio sguardo inebetito, si ode l'inconfondibile suono di un theremin, poi una scala esatonale tipo barbapapà, il mio viso annega in un gorgo e riemerge imberbe più di vent’anni fa.

Io me lo ricordo quel giorno. Si stava in primavera sulla panchina fuori dalla scuola e arriva Claudio con suo PK e dice che Tardini sta diventando cieco. Dandoci dentro dico. Con le pippe. Tardini, in effetti, da una settimana all’altra mise degli occhiali pazzeschi, spessi così. Stava spesso assente e dicevano che andava dagli specialisti. Poi si seppe che aveva delle macchie bluastre sulla pelle. E infine cambiò scuola e ne perdemmo le tracce. Ora fa l’insegnante. Di lettura in braille.
Ma potrebbe anche essere stata una coincidenza no? Io, nel mio piccolo ho già dato. E a quest’età più matura credo ragionevolmente di non poter tornare su ritmi agonistici tipici dell’adolescenza. Ho una buona miopia, ma stabile da qualche anno. Credo quindi di poter sfatare la leggenda che con le pippe si diventa ciechi.
Sulle macchie bluastre, invece, se avete qualche rimedio fatevi vivi, grazie.








postato da: burp alle ore 23/06/2004 01:10 | link | commenti
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martedì, giugno 22, 2004

mondoblog

Santi, navigatori e recensori
Qui una volta si segnalava qualunque uscita media sul tema dei blog. Ora che la stampa ne è zeppa, si seleziona. Mi pare ben fatto questo pezzo da Avvenire a firma Riccardo Spagnolo. Niente di rivoluzionario, ma spiega il ruolo dei blog a metà tra organo di informazione e passaparola: attendibilità garantita da passione, linguaggio non tecnico e non banale, approfondimenti linkati, originalità nel presentare una persona attraverso le sue curiosità.
Tutte cose che noi si sanno già, intendiamoci. Ma mettetevelo da parte per il prossimo che vi dice “Eh? Il blog? No, a quell’ora io guardo il tg”.




postato da: burp alle ore 22/06/2004 14:22 | link | commenti (3)
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mangiare & bere
Il ristorantino dei miei sogni
Finalmente è capitato anche a me. Scoprire il ristorante dove con pochi euro (14, compresi vino decoroso e caffè) ti fai un’abbuffata di pesce. Si chiama “Naso rosso”, sta in centro a Ospedaletti (IM), nel ponente ligure. Localino piccolo appena rinnovato, elegante ma senza eccessi. Gestione italo-qualcosa (non ho decifrato l’accento della signora molto bionda), gestione comunque navigata (par di capire che d’inverno siano a Bardonecchia). Cucina da medaglia per qualità e quantità: antipasti misti, uno spaghetto alle vongole preciso e trasognante, un fritto misto (di pesce, non molluschi) commovente.

Io combatto le mini porzioni (odio dover andare da Mcdonald’s subito dopo un pasto). Sono uno che ha appetito. Sempre. Ebbene, ho fatto fatica a spazzolare il piatto. Quello della mia Signora, dico, dopo aver lucidato quello della creatura.
Ci si complimenta con la gestione. Mi trattengo dal baciarli in bocca, ma gli confesso che quel prezzo per quel trattamento è assolutamente fuori mercato. Ringraziano, lo sanno.
Poche ore dopo si ripassa davanti al ristorante. La lavagnetta è la stessa, il menu anche. La cifra è 18 euro.
Che, si badi, resta onestissima.
Ah, se ci andate fate il mio nome. Così magari poi io pago ancora 14.







postato da: burp alle ore 22/06/2004 14:20 | link | commenti
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lunedì, giugno 21, 2004

ricorrenza autoreferenziale
La candelina e il ruttino augurale
Questo blog compie un anno. Felicemente.
Se bloggare è rimirarsi l’ombelico, io sinceramente non credevo di trovarci dentro tutte quelle cose.

BURP! è partito in un modo, poi ha girato di qua, poi è tornato sui sui passi, cercando un equilibrio tra le varie direzioni possibili. L’esordio diceva tutto e niente e quindi siamo rimasti coerenti.
BURP! ha rabdomato alla cieca tra la rassegna stampa personalizzata, la fuffa diaristica, il lavoro. Nei periodi più grami si è persino pensato di farne un blog tematico, una roba professionale, uno strumento di lavoro. Poi per fortuna, prima ancora di dirlo in giro, mi sono mandato a cagare da me.
BURP! mi ha tolto parecchio tempo (in realtà l’ha reinvestito) che avrei dedicato così a spanne, credo, a leggere, a scrivere, a suonare. Avrei letto più libri. Avrei scritto più cose mie, racconti probabilmente, come già facevo. Avrei suonato assai di più. Ma non si può avere tutto e mi sta bene così.
BURP! mi ha rieducato a un uso positivo del web. Mi ha aperto un mondo che fa girare tutto più veloce. Dà anche dipendenza ora che ci penso, ma è legale. Mi ha fatto conoscere cose, storie, persone. Sono nati contatti, scambi, vicinanze, solidarietà, amicizie.
BURP! ha dato a un pigro come me una palestra di scrittura quotidiana e un numero variabile, ma comunque considerevole, di lettori (noti o ignoti, randomici o fedeli), che sempre più spesso dicono anche la loro.
E come si suol dire: gente, son cose.
Ora innesto idealmente una candelina sulla brioscia del bar, poi soffio e via. Anzi, direi che la spengo con un altro tipo di espirazione, più mirata, energica e adatta alla circostanza: un educato ruttino spegnifiamma: BURP!











postato da: burp alle ore 21/06/2004 09:10 | link | commenti (18)
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telemarketing
Il mio nome è Kirby, Manu Kirby
Squilla il telefono fisso, ore 20.45, guardo una partita. Rispondo pronto.
Voce femminile, giovane e spigliata: Buonasera, c’è la signora Barbara?
Io: Certamente che c’è. Chi la desidera?
Lei: Sono Manuela.
Io: Oh Manu, ciao, Barbara sta cambiando un pannolino “pesante”. Non ti avevo riconosciuta. A quest’ora di solito se squilla sono quelle rompicoglioni del telemarketing.
Lei (sorride silenziosa): …
Io: Tu sei Manu la sua collega vero?
Lei (ridendo): Io sono Manuela della Kirby…
Io: …cioè una delle…
Lei:… delle rompicoglioni del telemarketing, (ridendo) è il nostro lavoro…
Io: Già, guardi lo so, lo dicevo davvero senza offesa. Comunque gliela chiamo subito.
Mano sulla cornetta, respiro profondo, urlo: Ehiiii c’è la Manu al telefonooooooo.














postato da: burp alle ore 21/06/2004 09:02 | link | commenti (6)
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persone, incontri
Io, il signor ciclista e la pensione
Il mio signor ciclista avrà settant’anni ed è un omino. Come ogni persona di quell’età che ha fatto un lavoro da sporcarsi le mani, parla quasi solo il dialetto. Idioma che io a tratti comprendo, che mi sforzo di usare nei casi adeguati, ma che non so scrivere. Mi scusino i padani la traslitterazione, mi aiuterò con sottotitoli, a uso dei non padani.
- Buondì, c’al ma disa, sa gh’è? (Buongiorno, si accomodi, quale inconveniente lamenta al suo biciclo?)
- Le gomme, non son buono di gonfiarle. (Il linguaggio muta a seconda dell’interlocutore, non fate i pignoli).
Si china alla gomma anteriore, leva il cappuccio, mi spiega pazientemente l'elementare fuzionamento della valvola di sicurezza. Mi sento idiota e lo imito: mi chino alla posteriore e la mia schiena fa crack. Sgrano un’imprecazione.
- S’al g’ha? Mal da vita? Inscì giuin? (Oh qual sorpresa! Lei già lamenta dolori tipici di un’età assai più matura.)
Gli spiego parte della mia cartella clinica.
- Li lu al ma pija in gir. (Lei si sta burlando di me). Vardi che la catena, lì la va ben no (Quella catena arrotolata sotto la sella potrebbe interferire con il sottostante mecanismo del freno)
Slega la mia catena (due pigri giri), la impugna che pare un maciste del circo e gli fa fare non tre (che se mi sforzo ci arrivo) ma quattro giri attorno alla sella. Commosso e ammirato, decido di usare la sua lingua.
- Mi ghe l’ho no tuta cla forsa lì. (Io veramente non sarei così abile in quel gesto che lei ha testè compiuto).
- Anca mò. Le l’è adrè a pijam in gir. (Lei persevera nel burlarsi di me).
Nego e mi chino per raccogliere il mazzo di chiavi caduto. SPATACIAFF! Da sotto la maglietta mi scivola fuori la borsa del ghiaccio che mi avvolge la spalla.
Il signor ciclista la guarda, si toglie il cappello e mi dice:
- Quant’è ch’ag manca ummò par la pensiun a li lu? (Tra quanti anni ipotizza di potersi riposare vivendo grazie alla previdenza sociale?).
















postato da: burp alle ore 21/06/2004 09:00 | link | commenti (2)
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venerdì, giugno 18, 2004

caso Totti 3
Un titolo e una campagna pubblicitaria dalla stampa di oggi
"Con un Pirlo al posto di un pirla" è la scelta del Riformista, della quale condividiamo il significato, invidiamo la sintesi.
Sulla Gazzetta invece, la concorrenza sbeffeggia Nike con un'inserzione in cui i piedi dei testimonial Lotto esprimono solidarietà ai piedi colleghi "che stanno vivendo il dramma delle vesciche".
Che dire: grazie al Pupone per averci offerto tutte queste cose. Ah, presto si ritorna a scrivere anche di altro neh!





postato da: burp alle ore 18/06/2004 09:49 | link | commenti (2)
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giovedì, giugno 17, 2004

caso Totti 2
Totti lama
"Eccerto che lamo, è Ilary".



postato da: burp alle ore 17/06/2004 09:22 | link | commenti (1)
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caso Totti 1
Solo un equivoco: colpa del “bite”
In anteprima assoluta siamo in grado di fornire la linea di difesa del giocatore azzurro. Il problema starebbe nel “bite”, l’apparecchio per i denti che Totti porta anche in campo per correggere la postura degli incisivi.
Nel dopo partita se ne era lamentato a lungo, non senza creare qualche problema all’azienda che glielo fornisce.
“Mi ha fatto venire le vesciche alle gengive. Mi pareva di avere la lingua dentro la sabbia bollente. E poi ogni tanto me usciva ‘no sputazzino improvviso.”





postato da: burp alle ore 17/06/2004 09:21 | link | commenti
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mercoledì, giugno 16, 2004

esami di maturità
Maturità e politica: i segni della crisi di una leadership
Crisi nera per Berlusconi. Neppure una sua frase nelle tracce della maturità di quest'anno. L'anno scorso invece esondava anche lì.




postato da: burp alle ore 16/06/2004 10:51 | link | commenti (2)
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esami di maturità
Il giorno del giudizio e il mio tema
Ma le scuole non erano finite? mi chiedevo oggi incrociando parecchi ragazzi delle superiori. Ma alcuni di loro si trascinavano un dizionario e allora, pur mezzo addormentato, ho capito. E allora in bocca al lupo (altro che auguri, ministro, ma chi gliele scrive 'ste robe?) a tutti quanti, in particolare ai miei compagni di pausa pranzo della scuola qui accanto.
Ah, quando i grandi minimizzano con cose tipo "l'esame è una stupidata" e cose così, voi prima spaccategli il naso e poi tornate a cacarvi sotto. Che fa solo bene.
Ed ecco il tema che darei io oggi.

Issue critica: scarpini e vesciche per un gladiatore
Siete l’agenzia di comunicazione di una multinazionale dell’abbigliamento sportivo. Pagate ogni anno 500mila euro a un campione perché indossi il vostro marchio qua e là. Al debutto europeo il vostro gladiatore fa una figura proprio scarsa (come tutti i suoi colleghi), rischia pure l’espulsione e poi si lamenta degli scarpini (i vostri, quelli nuovi di pacca che avete progettato per l'evento sportivo in corso) che gli fanno venire le vesciche ai piedi.

“È come tenere i piedi nella sabbia bollente”, “ È come giocare con le catene” sono le due frasi più significative della lamentazione del campione.
Il candidato risolva il problema delle relazioni coi media e col testimonial.
E con un intero paese di commissari tecnici che naturalmente si beve tutto quello che dice il suo idolo, lo perdonerà sempre qualunque boiata faccia o dica, e dunque vi guarda già malissimo.

Update: a guardar Mr Google la vicenda sembra già risolta (in effetti l'urgenza del tema era di ieri), ma questo i ragazzi sui banchi non lo sanno: per l'ultima volta, credo, nella loro vita globalmente cablata, per l'ultima volta oggi essi sono sconnessi dal mondo. Almeno per qualche ora. Dai su, sono 6 ore a partire dalle nove, fate mente locale, non abbiate fretta, non copiate e se avete dei dubbi chiedete. E buon lavoro.











postato da: burp alle ore 16/06/2004 08:38 | link | commenti (2)
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martedì, giugno 15, 2004

micro fiabe
Help, cercasi morale fiaba

Due favole in non più di 100 parole (con morale esplicitata) per il gioco del Domenicale del Sole 24 Ore. La prima più tradizionale, la seconda più ardita.

Il serpente e la volpe
C’era una volta un lunghissimo serpente che mangiava chiunque entrasse nel suo bosco. Un giorno, una volpe gli disse che nel suo territorio c’era un altro serpente.
“Seguimi e te lo mostro”, gli disse. Si avviarono e fecero tutto il giro del bosco. Poi la volpe indicò una coda di rettile tra i cespugli: “Eccolo.” Il serpente, adirato, scattò e il suo morso velenoso colpì.
La volpe disse: “Stolto. Sei così lungo che non sai dove tieni la coda.”
E rimase lì, a guardarlo morire.

(Le dimensioni contano. L’ingegno di più.)



Imprevisti

C'era una svolta.
E il lupo e l’agnello non sapevano che fare. Nessuna strada pareva quella giusta. Erano usciti di nascosto dal libro delle fiabe e ora dovevano farvi ritorno. Ma si erano persi. Il lupo cominciò a piagnucolare. L’agnello sbuffò, si guardò attorno e poi disse: “Di là, seguimi.”
Dopo poco si trovavano sotto l’arcata di un ponte. L’agnello disse “Ci siamo, guarda su.” Il lupo alzò il muso e sorrise.
C’era una volta.
...

(Ora, ammetto che la morale di quanto ho appena scritto mi sfugge. Che dite?)
















postato da: burp alle ore 15/06/2004 15:06 | link | commenti (6)
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europei ed europee

Del perché la nazionale sembra l’Inter

Dev’essere il caldo. È tutta colpa del pallone. No, sono distratti dalle voci di mercato. Trapattoni ha un gioco jurassico. Del Piero ormai deve fare solo il testimonial. È una mossa del premier: ha preteso una prestazione scarsa per scatenare i media e archiviare l’attenzione sul voto.
UPDATE: tutta colpa degli scarpini nuovi del Pupone, coartato dallo sponsor all'uso dei medesimi.
RI-UPDATE: leggete Gramellini.


postato da: burp alle ore 15/06/2004 00:14 | link | commenti (5)
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vino all’ingrosso, weekend all’ingrasso

Una mattina toscana
Ore 7 sabato mattina: alzarsi prima di tutti e fare un giro nelle vigne. Scoprire per caso le arnie e vedere se è vero che fanno proprio così.  Fuggire dallo sciame con nonchalance.
Ore 8.30: fare colazione con torte commoventi e marmellatine spettacolari. Chiacchierando.
Ore 10.30: partire con Beppe e Giovanna per andare a prendere il Chianti.

Ore 10.40: raggiungere il casale dei contadini giusto dietro la collina: “Già fatta la holazione voialtri?”
Ore 10.45: sedersi davanti a un tagliere con pane, finocchiona e pancetta. Segue Chianti. Segue Vinsanto.
Ore 12.00: salutare tutti e barcollare sotto il sole fino ai rispettivi automezzi. (“Prima di cena mangio al massimo una mela, parola di lupetto. Due va…”).







postato da: burp alle ore 15/06/2004 00:11 | link | commenti
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lunedì, giugno 14, 2004

europee ed europei
Sospensione del giudizio
Oggi, lo so, bisognerebbe scrivere qualcosa di valido sulle elezioni.
Ma non avendo tutte le certezze di Bondi e neppure tutto il suo tempo appositamente dedicato, sinceramente mi viene difficile dire la mia. Per non dire dei dolori, che io ci ho i miei vecchi. E lui, il Bondi, da oggi ne dovrebbe avere di nuovi.
E poi diciamoci la verità: da domani si parlerà solo di calcio.





postato da: burp alle ore 14/06/2004 14:58 | link | commenti
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venerdì, giugno 11, 2004

letterina per Silvio
Grazie dell'sms signor Presidente, mi stia bene
Gentile signor Premier,
la ringrazio per la cortesia che Ella mi usa ricordandomi i miei doveri di cittadino e facendolo con una tecnologia moderna, giovane e poco invasiva come l’sms.
La ringrazio altresì per la lunga lettera e il libretto a colori che mi ha inviato nei giorni scorsi (1).

Le garantisco che farò coscienziosamente il mio dovere di elettore (2).

Tante buone cose alla signora
Cordiali saluti
Zio Burp

(1) Quando la creatura me l’ha strappato di mano ("Quetto che cosc'è?") le ho detto: “Ehi tu, ridammelo, sono le favole del nano”. Ora è suo. Per sempre.

(2) Se poi questa notizia qui fosse prima confermata e poi diffusa, le garantisco che saremo in tanti. Anche più di quelli che Ella si attende.








postato da: burp alle ore 11/06/2004 13:53 | link | commenti (9)
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promemoria per il weekend
‘mo me lo segno: tornare presto

Bene, noi adesso si parte e si va qui.

Però si lascia il certificato elettorale ben in vista sul tavolo.
Così quando si torna si fa prima.


postato da: burp alle ore 11/06/2004 13:50 | link | commenti (2)
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web: il motore presidenziale
Cribbio, questo sì che è un motore di ricerca!
Si chiama proprio così: http://www.berlusgoogle.com/
.
Provate anche voi la funzione "Cerca con Bondi". Oppure digitate "comunisti" e visitate il Financial Times.
Insomma provatelo, che io ho poco tempo, ma ci tenevo a dirvelo, ecco.






postato da: burp alle ore 11/06/2004 09:39 | link | commenti
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