tv: divieto di zapping
La fiction con la EFFE maiuscola
Stasera su LA7 la prima puntata di "Angels in America", pluripremiata serie di HBO in tre puntate (da oggi a giovedì) ambientata negli USA degli anni '80, tormentati dall'aids (e dal regansmo). In occasione del World Aids Day, con tanto di campagna al seguito.
comunicazione
Marchette e product placement
È uscito per Stampalternativa "La repubblica delle marchette", un'indagine sulla pubblicità occulta (o ben mascherata) sui media. Nel libro, "genesi ed evoluzione della marchetta sono spiegate anche attraverso testimonianze di esperti, venditori di spazi pubblicitari, responsabili di uffici stampa, opinionisti e colleghi (giornalisti, ndb) ‘pentiti’ che finalmente vuotano il sacco".
Il libro è di Paolo Bianchi e Sabrina Giannini (già nota anche come collaboratrice di Report).
Sul Foglio, Emmebì appunta i suoi "Consigli a Lapo" in tema di strategie di marketing. In questo caso, scrive di product placement in cinema e videogame.
Marchette e product placement, due facce di una stessa medaglia.
dal paese delle meraviglie
Il gioco del pesce-cosa
La creatura quest’estate ha visto nel giro di pochi giorni l’acquario di Gevona e quello di Carlo (il Monte se l’è scordato subito). Poi all’asilo - oltre a vedere “Alla ricerca di Nemo” a minipuntate di dieci minuti a botta - sta facendo una full immersion nel magico mondo del pesce e ogni giorno mi torna con cartoncini intagliati in foggia di pesciolini colorati, pregevoli acquari inventati dentro scatole da scarpe e addirittura grossi pesciozzi di cartapesta.
In tutta questa crescente infatuazione per gli abissi, imperversa il gioco del pesce-cosa.
Che è in realtà di una banalità impressionante. Per un adulto, dico. Per una creatura, invece, può essere stimolante immaginare che oltre al pescecane (già pescebau), al pescespada e al pescemartello esistono anche, che so, il pescebottiglia, il pescefinestra, il pescesedia e via dicendo. Un gioco potenzialmente inesauribile.
Che può crescere e complicarsi con semplici accostamenti di funzioni ittiche: il pescebottiglia di solito è accompagnato da alcuni pescebicchiere. E via così, rivelando anche alcuni punti di vista inediti: “Il pescetelecomando dorme sopra al pescedivano”.
Che può diventare una sfida non banale se per caso nei paraggi c’è un foglio e una matita.
No so se mi spiego: provate voi - dopo averlo evocato - a disegnare un pescecucina o un pescepianoforte.
segnalazioni: poesia su musica, insomma "spoken word"
Quattro lai per una canzone civile
"Ecco quindi il dinosauro trombone entrare nei negozi di dischi e suonare la sua musica piena di parole. Certo, dopo tutti i Ligabue, Capossela, Vecchioni, Guccini sbarcati in libreria, è una bella rivincita per la letteratura."
Mauro Covacich
Così si chiude una stuzzicante recensione apparsa sul Corsera di qualche giorno fa. Tanto stuzzicante che ora sto ascoltando proprio quel cd, Fast Blood di Lello Voce.
Presto vi so dire. Per intanto, grazie Lello.
la posta di BURP!
Riceviamo (?) e volentieri pubblichiamosegnalazioni: musica
Tante belle Cose (di musica) a tutti
Questo weekend a Faenza, l'ottava edizione del MEI, Meeting Etichette Indipendenti con tanta buona musica e i premi all'agenzia Cose di Musica e ai 60 anni della rivista "Musica e Dischi".
Se siete da quelle parti non perdetevelo. Io da qui saluto Gianmarco, compagno di pranzi al self service qui sotto, e faccio complimenti e tante buone cose a tutti.
magazine: novità qua e là
Arriva "Telefilm Magazine", riflessioni
Leggo che è in edicola il Telefilm Magazine (il sito lo scopro ora, a post chiuso), presentato come una filiazione dell'Accademia dei telefilm, fatto da chi ha curato l'encicplopedia dei tf e organizza il tf festival... Insomma, interessante no? Tanto più che le serie tv di questi tempi "tirano" un casino. E non a caso alcune di esse sono tra le cose più intelligenti, divertenti, stimolanti che si possono vedere in tv.
Incuriosito mi procuro (a sbafo, che costa la bellezza di 3.90 svanziche) il primo numero. Che trovo decisamente deludente e privo di contenuti all'altezza. Carta patinata, un sacco di belle foto, qualche news, altre foto più grosse e ben poco altro. Insomma una rivista di taglio teen, con il focus sui belloni di turno della serie più in.
Ok, è il primo numero. Gli facciamo tanti auguri e speriamo davvero che migliori. Mi chiedo: perché chi da anni lavora alla valorizzazione delle serie vecchie e nuove, a creare interesse e cultura attorno ai tf di qualità, perché sforna una testata come questa, così impalpabilmente leggera?
Ma perché probabilmente facendola non pensavano a me, ma nemmeno di striscio. A me che i contenuti più interessanti sulle serie serie (1) li trovo o dalla Soncini sul Foglio o da Mae tra i blogger (2).
E questo è quanto. Anzi no.
Sempre in tema di magazine che trattano di spettacolo, segnalo l'annunciato restyling di Film TV, settimanale di cinema (fuori e dentro la tv), questo sì un giornale ricco, stimolante e pure spesso divertente. E onesto, signori, anche nel prezzo: solo 1.50 svanziche. Senza foto patinate, claro.
(1) Word, non mi rompere, sostantivo + aggettivo, levati e le righe rosse falle sotto a tua sorella.
(2) e immagino ce ne siano altri e se sì fatevi vivi e ditemi: quante lacrime o nostalgie sulla puntata natalizia di Six Feet Under di ieri? Io un tot.
segnalazioni: newsletter
Scritturacreativa.com
Le newsletter via mail sono utilissime per selezionare le news e difendersi meglio dall’overdose di informazioni golose cui siamo sottoposti. Sono tanto più utili quanto sono puntuali, chiare, attendibili.
Poi certo, non tutto dipende non dipende da loro. Bisogna anche trovare il tempo per leggersele.
annunciazio'
Ho visto Padre Pio in una pozzanghera!
E poi, parola di Giovane Marmotta, ha smesso di piovere, è uscito il sole ma la sua effige è rimasta scolpita nel fango.
Mentre correvo a prendere la vanga, la macchina fotografica ed elaboravo già il comunicato stampa e già pensavo che da dovevo comprarmi una cravatta per andare da Vespa, cazzarola, una macchina ci è passata sopra.
E il fango schizzato tutt'intorno era di nuovo semplice fango. Senza nessun aura di santità, nè alcuna effige.
Così non posso venderlo su ebay. E farci un gruzzoletto.
Come ha fatto questa signora qui con la fetta di pane al formaggio con su quella signora lì.
appuntamenti
Compagni di merendine
Non sempre me ne sto chiuso in un ufficio a travagghiare e accumulare mentalmente pubbliche digestioni.
Oggi pomeriggio ben volentieri mi tocca un convegno su "Bambini, comunicazione, alimentazione".
Direi che c'entra con parecchi argomenti su cui si lavora e di cui si scrive qui sopra.
Se qualcuno mi cerca, sono il pelato in ultima fila che sgranocchia junk-food.
Sempre che non mi assopisca come l'ultima volta. Nel dubbio, eviterò la polenta a pranzo.
libertà e cucina
Un poco di buono in cucina
Si chiama "Avanzi di galera" ed è un cd-rom di ricette, consigli, curiosità culinarie preparato da ildue, il magazine di San Vittore. Lo segnalammo un anno fa in primis perchè ci sembrò azzeccato il titolo. Ora ha vinto pure un premio importante.
Mi vien via con 13 €, fate una buona azione e trovate un regalo di Natale originale.
Cioè, cosa volete di più?
dal paese delle meraviglie
Il babbo autodidatta e l’infiorescenza delle sinapsi
Premessa
Quando io mi lagno del fatto che sto diventando vecchio, non suono più, esco poco la sera, fatico a vedere gli amici, non vado al cine, non scrivo più racconti, scrivo poco anche sul blog, non ho le forze per un nuovo progetto, trombo molto meno, non faccio sport, quando insomma me la meno, normalmente tralascio di dire (e a volte pure di realizzare) che molto tempo ed energia viene quotidianamente investito in un giochino interattivo particolarmente appassionante: la creatura, mia figlia.
Ora, io potrei anche stare qui ore a menarvela sul senso della vita, sul significato di tutto ciò, su quanto sia indescrivibile ripercorrere, riscoprire, riapprendere, riquelchevolete l’universo mondo attraverso la quotidianità con un infante che il prefisso "ri" non sa neppure dove stia di casa. Ché ogni cosa è una conquista e un trampolino da cui preparare il prossimo salto. Tutti discorsi che vi risparmio perché:
A) se siete genitori, sapete già cosa voglio dire e vi annoiate.
B) se non siete genitori, non lo sapete ma vi annoiate lo stesso.
A sentir la teoria vi annoiate, dico. Infatti qui di teoria o di significati non si parla. Qui si parla (si parlerà, ché questa appunto è una premessa-manifesto di una rubrica che ancora non saprei come chiamare) di gioco, divertimento, apprendimento. Un po' come già si fece qui.
Una creatura è un contenitore di tutto: parole, suoni, gesti, emozioni. Una creatura è un trasformatore di tutto. Prima o poi restituisce tutto. Con gli interessi. Magari rielaborato. Remixato dal metro scarso da cui vede il mondo.
Una creatura è terreno vergine, è infiorescenza di neuroni, è jungla di sinapsi tutte da seminare, innaffiare e collegare. Nella sua testolina è cominciata un’interminabile sessione di “unisci i puntini”: suoni, oggetti, parole, colori, significati, facce, odori, temperature, sapori, tutto.
prestigiose onorificenze
Poverino's?
- Una madre di famiglia al lavoro (editoriale) su una scena soft (?) core.
- L'ossimoro di un pubblicitario con la coscienza.
- La meticolosa preparazione di una cenetta romantica tra adolescenti. Guastata dal tristo destino.
Per votare c'è tempo ancora fino alle 11. Se passate dopo andate comunque a leggervi i post.
musica suonata
Giochi senza frontiere
Loro si chiamano "PG Time" e fanno un repertorio di solo Peter Gabriel. Fino a qualche mese fa non esistevano. In quattro avevano base in Veneto e io manco sapevo chi fossero. Poi gli si ammala il cantante in prossimità di una data e trovano il quinto.
Che è mio fratello Teo. Che in questo caso, come capita sempre quando gli proponi qualcosa che sposa i suoi non facili gusti, tira fuori quei due grossi maroni musicali che c'ha e lustra le corde vocali per le grandi occasioni.
I "PG Time" hanno fatto qualche data nel nord-est e accompagnato (e jammato con) il trio di Rachel Z, la tastierista di Gabriel che ogni tanto passa in Italia.
Sabato 20 novembre suonano a Milano al North Carolina, via Durando, zona Bovisa, mi dicono sia davanti al Politecnico.
Qui da Pavia si fanno 2/3 macchinate, ora spargo un po' la voce tra i blogger musicanti o gaudenti o nottambuli. O tutte e tre le cose insieme.
Ci si vede là.
musica suonata
Robe da matrimonio
Una ventina di giorni fa ho rimesso insieme due quinti della vecchia band (il fratellino) e siamo stati a suonare a un matrimonio. Ora, la nostra lunga e comprovata esperienza ci insegna che ai matrimoni capita un po’ di tutto nel bene e nel male. L’ultima volta, solo per dirne una, appena deposti gli strumenti e lasciato spazio al cd, un’invitata scivolò danzando, si librò agile nell’aria impanicandoci gli sguardi e infine atterrò il suo rotondo e generoso culone sulla chitarra del mio socio, sbriciolandogliela. Tralasciamo che era la prima chitarra, quella che come il primo amore non si scorda mai e passiamo al presente. Giusto per segnalare due episodi inediti e comunque di segno assai più positivo.
1) Durante l’aperitivo mi si avvicina un signore che mi chiede l’Internazionale. Immediatamente ne metto alla prova la serietà e il tasso etilico simulando una mezza sordità (“Come dice? Oh certo, musica internazionale senz’altro”). Persevera. Allora gliela canticchio per esser certi che parliamo della stessa cosa. Epperò - con una certa cautela ché è un omone - gli gorgheggio l’inno di Forza Italia (“pa pa pa paaa paaa”). Lui sembra poco convinto. Aggiungo le parole: inorridisce, rischio un ceffone, mi riallineo. Capisco che fa sul serio e sa il fatto suo. Intanto mi dicono dalla regia che il è il babbo dello sposo, diamine: obbedisco. Gli chiedo come comportarmi nel caso qualcuno mi chieda per par condicio per esempio “Giovinezza” e lui dice in bergamasco di allungargli subito una sonora pedata nel culo. Bien, perfetto.
In conclusione l’Internazionale viene eseguita in sol maggiore due o tre volte durante la serata. Lui che è seduto almeno a trenta metri e ha anche altro da fare, la becca sempre: annuisce, alza pugno o bicchiere a seconda dei casi. E direi che son soddisfazioni.
2) Capita sovente che qualcuno salga a cantare uno o due pezzi. Si dice “salga” anche se spesso non deve salire proprio da nessuna parte, ché nei ristoranti com’è noto manca il palco. Capita anche di accogliere qualcuno che sa il fatto suo: meglio. In questa occasione capita che si proponga una ragazza assai carina e che ben presto si scopra che sa cantare. Capita che ella si disimpegni dignitosissima e leggera su “Il cielo in un stanza”. E che tolleri con una certa nonscialanza gli accordi e le armonizzazioni che tu, pianista ormai brillo, le proponi per testarne la sgamatezza e il senso del ritmo. E fin qui già ci si congratulava a occhiate, della serie “bella storia, brava”. Poi capita l’inatteso. La ragazza di nero vestita, dall’occhio verde e dalla parlantina sciolta ci sommerge di complimenti e non paga di ciò, afferma a più riprese - e per venti minuti buoni - di voler entrare a far parte del gruppo. Io le spiego che tecnicamente non c’è un gruppo, siamo due reduci, che ognuno ha le sue storie, che ascoltiamo le cose più diverse, che essendo fratelli ci tolleriamo a stento e che ogni tanto per la pagnotta si fanno ‘ste pregevoli e dignitose marchette. Che insomma chiedere a noi di entrare nel gruppo è più o meno come mandare un cv all’Alitalia. E lei, con nome esotico ma carattere e accento e testardaggine tutta partenopea, insiste in egual misura con entrambi. (Il che dimostra che ella non aveva altre mire se non quelle artistiche, o no?) E alla fine ci carpisce il numero di telefono. E anche se poi non chiama, brava Manila, grazie: ci ha fatto un sacco piacere la tua corte. Chissà in futuro. E se prima o poi ti sposi, naturalmente, chiamaci.
musica ascoltata
Le note nell'aria
La scheda "Ascoltando" qui accanto a destra non la si può aggiornare con frequenza.
Solo che - caso strano dato che sono un matusa - mi capita di avere nelle orecchie ben tre cd di roba diciamo contemporanea. E quindi, trombino le trombe, rollino i rollatori, ne do fresca notizia.
Paul Weller, Studio 150: bene, bravo, disco di sole cover dell'ex Style Council, r&b, soul e qualche episodio acustico. Stavo per scrivere che la voce gli è diventata ancora più bella e rasposa quando leggo che azz... è appena stato ricoverato per un'infezione alla gola.
Ben Harper, There will be a light: cazzo, se c'è una luce Ben, m'illumino d'immenso.
Kings of confidence convenience: sì insomma quelli lì, carini... ehm devo... ricordarmi yaawn di restituirlo alla Giovannzzzzzzzzz.
UPDATE: marò, neppure i nomi di 'sti complessi ggiovani mi so imparare ppiù. Ggiovani... sì, che me sembrano Tom&Jerry prima che si chiamavano Simon&Garfunkel.
la posta di BURP!
Cara Margherita F,
che alla Blogfest mi dicevi di te...
E del racconto eretico che parla male della Madonna, ma è un espediente letterario. Già, ma una suora che ne sa di un espediente letterario?
Che mi dicevi di come all’inizio nessuno ti credeva vera. E anche lì, a quel tavolo che dividevi con gli altri blogger dell’antologia e che ora facevate tutti amici amici e bacio bacio, ce n’erano di quelli che in principio ti avevano creduta un fake e un po’ ferita. E non gli do tutti i torti perchè magari anch'io sarei stato sospettoso, ché qui spesso è il regno dell'anonimato, nel bene e nel male.
Ebbene io ancora non ti leggevo e ho provveduto e un’idea me la sono fatta. E vorrei dirti che dietro le tue calze turchesi e dentro la maglietta degli Smith c’è un’anima dubbiosa, inquieta, ingenua, mutevole, fragile, anche cattiva se serve. Un’anima esattamente uguale a quella di tanti altri adolescenti.
Con l’unica fondamentale differenza che la tua è capace di farsi un giro su una pagina scritta e rendersi interessante.
Detto questo, la precocità di un talento artistica (ne scrivemmo qui e poi qui commentando le imprese di un altro giovanissimo) è un miracolo che va recintato e allevato con cura e rispetto.
E se Io Donna scrive che sei un genio della letteratura tu vai avanti così: intascatelo ridendo.
E poi torna a pedinare passanti e a preparare compilation che nessuno ascolterà mai.
In bocca al lupo di cuore
Zio Burp
tg: il domino delle poltrone
L’ultima raffica lenta di Chicco Mitraglia Mentana
Il buon Mentana esce di scena (per ora): molla il TG5 dopo 13 anni e incassa la sostituzione con Carlo Rossela O’Hara. Però si costruisce un’uscita da signor protagonista: prima lancia un servizione di quasi 10 minuti con immagini esclusive del botto di Nassirya, un anno fa. Un servizio lunghissimo nell’economia di un TG. Ci stavamo giusto interrogando su questo quando Chicco torna in onda e, in 4 minuti di primo piano, spara il suo addio. E parla lentamente, come nelle grandi occasioni. E non manca di augurarsi che il nuovo TG5 sappia farsi seguire e rispettare seguendo quella che è stata la sua caratteristica principale in questi anni. Ergo: un giornale politicamente equilibrato dentro Mediaset.
Il mio concittadino Rossella è un gentleman con la freddezza di un killer professionista. Sentendo quelle parole avrà abbozzato un ghigno cortese.advertising: neuroni e ormoni
Scritto & orale
musica digeribile e biodegradabile
La musica del cavolo
A proposito di musica strana. Qui ci sono dei signori, la "Vienna Vegetable Orchestra" che prima di ogni concerto vanno al supermarket a fare la spesa (reparto ortofrutta), poi si costruiscono da sé gli strumenti, li intonano e infine ci soffiano dentro, li pizzicano o li percuotono.
Chiunque di fronte a una carota, munitosi di temperino, ci cavi un flauto e infine intoni la Marcia di Radetsky merita tutta la mia ammirazione.
Qui, la recensione di Dispenser.
giochini professionali
"È vero che nelle Big Buble ci mettete il grasso di topo?" (*)