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Utente: burp
Nome: Zio Burp
Questo blog non è in vendita. Il suo titolare, invece, si vende molto volentieri. Zio Burp, fuori di qui si fa chiamare Cristiano Callegari. Si occupa di creatività e di scrittura: lavora con le idee e con le parole. Chiamatela come volete: copywriting, business writing, web writing, fuffa writing. Purché di writing si tratti. Questo blog qui ci ha i lavori in corso. Oggi fa un po' schifo e peggiorerà fino a rinascere mirabile dalle proprie webceneri.

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martedì, novembre 30, 2004

tv: divieto di zapping
La fiction con la EFFE maiuscola
Stasera su LA7 la prima puntata di "Angels in America", pluripremiata serie di HBO in tre puntate (da oggi a giovedì) ambientata negli USA degli anni '80, tormentati dall'aids (e dal regansmo). In occasione del World Aids Day, con tanto di campagna al seguito.






postato da: burp alle ore 30/11/2004 17:23 | link | commenti (5)
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comunicazione
Marchette e product placement
È uscito per Stampalternativa "La repubblica delle marchette", un'indagine sulla pubblicità occulta (o ben mascherata) sui media. Nel libro, "genesi ed evoluzione della marchetta sono spiegate anche attraverso testimonianze di esperti, venditori di spazi pubblicitari, responsabili di uffici stampa, opinionisti e colleghi (giornalisti, ndb) ‘pentiti’ che finalmente vuotano il sacco".
Il libro è di Paolo Bianchi e Sabrina Giannini (già nota anche come collaboratrice di Report).
Sul Foglio, Emmebì appunta i suoi "Consigli a Lapo" in tema di strategie di marketing. In questo caso, scrive di product placement in cinema e videogame.
Marchette e product placement, due facce di una stessa medaglia.









postato da: burp alle ore 30/11/2004 15:07 | link | commenti (1)
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dal paese delle meraviglie
Il gioco del pesce-cosa

La creatura quest’estate ha visto nel giro di pochi giorni l’acquario di Gevona e quello di Carlo (il Monte se l’è scordato subito). Poi all’asilo - oltre a vedere “Alla ricerca di Nemo” a minipuntate di dieci minuti a botta - sta facendo una full immersion nel magico mondo del pesce e ogni giorno mi torna con cartoncini intagliati in foggia di pesciolini colorati, pregevoli acquari inventati dentro scatole da scarpe e addirittura grossi pesciozzi di cartapesta.
In tutta questa crescente infatuazione per gli abissi, imperversa il gioco del pesce-cosa.
Che è in realtà di una banalità impressionante. Per un adulto, dico. Per una creatura, invece, può essere stimolante immaginare che oltre al pescecane (già pescebau), al pescespada e al pescemartello esistono anche, che so, il pescebottiglia, il pescefinestra, il pescesedia e via dicendo. Un gioco potenzialmente inesauribile.
Che può crescere e complicarsi con semplici accostamenti di funzioni ittiche: il pescebottiglia di solito è accompagnato da alcuni pescebicchiere. E via così, rivelando anche alcuni punti di vista inediti: “Il pescetelecomando dorme sopra al pescedivano”.
Che può diventare una sfida non banale se per caso nei paraggi c’è un foglio e una matita.
No so se mi spiego: provate voi - dopo averlo evocato - a disegnare un pescecucina o un pescepianoforte.










postato da: burp alle ore 30/11/2004 00:09 | link | commenti
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sabato, novembre 27, 2004

adv - mumbling on a spot
Perchè (forse) mi piace lo spot
della Peugeot 307 station wagon?
(1)
Quale dici? Quella lì. Quella di lui, che ritrovandola incinta, sgomma via la moto - e lei incupisce - e poi lui, messianico, torna con la familiare e insieme a bordo via: verso l’orizzonte a suon di rock?
Perché alla fine non fanno vedere il bambino placido sul sedile dietro.
Rinunciando da un lato consapevolmtenete (credo) a uno strumento teoricamente atto ad abusare dei naturali sentimenti degli adulti per i più giovani (art. 11, codice autodisciplina pulbblicitaria). E tenendoci lì ad aspettarlo ’sto cazzo di bimbo sorridente.
E negandocelo infine. Zack! Nero.
Certo, questo ha senso se al ritorno di lui lei non è più incinta. Esattamente come pare a me.
Il fatto è che la collega di fronte dice che lei è ancora incinta. Anche alla fine.

(1) Mr Google
riferisce prevalentemente solo di un interesse per la canzone dello spot.














postato da: burp alle ore 27/11/2004 00:29 | link | commenti (7)
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venerdì, novembre 26, 2004

segnalazioni: poesia su musica, insomma "spoken word"
Quattro lai per una canzone civile
"Ecco quindi il dinosauro trombone entrare nei negozi di dischi e suonare la sua musica piena di parole. Certo, dopo tutti i Ligabue, Capossela, Vecchioni, Guccini sbarcati in libreria, è una bella rivincita per la letteratura."
Mauro Covacich
Così si chiude una stuzzicante recensione apparsa sul Corsera di qualche giorno fa. Tanto stuzzicante che ora sto ascoltando proprio quel cd, Fast Blood di Lello Voce.
Presto vi so dire. Per intanto, grazie Lello.









postato da: burp alle ore 26/11/2004 16:13 | link | commenti
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la posta di BURP!

Riceviamo (?) e volentieri pubblichiamo

Gentile Ministro Prestigiacomo,
mi chiamo Gianni T. e mi permetto di dire la mia sul caso Mattiello. Ora, io non lo so se il signor Mattiello sia gay. E francamente ormai, ben poco me ne importa. Io sono gay. Ma ho anche moglie e figli. Sono uno dei tanti, lo so, che hanno trovato il loro buon equilibrio E che non possono, o non vogliono, fare outing.
In breve. Sono una delle persone ritratte alle spalle di Mattiello al Gay Village in quella foto che in principio uscì solo su Panorama. In principio. Poi, col “caso” che ne è nato, è finita su tutti i giornali.
Dunque. Dato che Mattiello, “licenziato” in quel modo da Fisichella è stato accolto a lavorare da lei, signor Ministro, io cortesemente le chiedo: dato che mia moglie, vista la foto, mi ha sbattutto fuori di casa, in attesa di chiarirmi con calma, non è che nel frattempo posso venire a dormire a casa sua?
O dice che dovrei rivolgermi al Foglio che per primo ha (giustamente) sollevato il caso?

Cordiali saluti
Gianni













postato da: burp alle ore 26/11/2004 16:00 | link | commenti
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segnalazioni: musica
Tante belle Cose (di musica) a tutti
Questo weekend a Faenza, l'ottava edizione del MEI, Meeting Etichette Indipendenti con tanta buona musica e i premi all'agenzia Cose di Musica e ai 60 anni della rivista "Musica e Dischi".
Se siete da quelle parti non perdetevelo. Io da qui saluto Gianmarco, compagno di pranzi al self service qui sotto, e faccio complimenti e tante buone cose a tutti.







postato da: burp alle ore 26/11/2004 13:07 | link | commenti (2)
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giovedì, novembre 25, 2004

magazine: novità qua e là
Arriva "Telefilm Magazine", riflessioni
Leggo che è in edicola il Telefilm Magazine (il sito lo scopro ora, a post chiuso), presentato come una filiazione dell'Accademia dei telefilm, fatto da chi ha curato l'encicplopedia dei tf e organizza il tf festival... Insomma, interessante no? Tanto più che le serie tv di questi tempi "tirano" un casino. E non a caso alcune di esse sono tra le cose più intelligenti, divertenti, stimolanti che si possono vedere in tv.
Incuriosito mi procuro (a sbafo, che costa la bellezza di 3.90 svanziche) il primo numero. Che trovo decisamente deludente e privo di contenuti all'altezza. Carta patinata, un sacco di belle foto, qualche news, altre foto più grosse e ben poco altro. Insomma una rivista di taglio teen, con il focus sui belloni di turno della serie più in.
Ok, è il primo numero. Gli facciamo tanti auguri e speriamo davvero che migliori. Mi chiedo: perché chi da anni lavora alla valorizzazione delle serie vecchie e nuove, a creare interesse e cultura attorno ai tf di qualità, perché sforna una testata come questa, così impalpabilmente leggera?
Ma perché probabilmente facendola non pensavano a me, ma nemmeno di striscio. A me che i contenuti più interessanti sulle serie serie (1) li trovo o dalla Soncini sul Foglio o da Mae tra i blogger (2).

E questo è quanto. Anzi no.
Sempre in tema di magazine che trattano di spettacolo, segnalo l'annunciato restyling di Film TV, settimanale di cinema (fuori e dentro la tv), questo sì un giornale ricco, stimolante e pure spesso divertente. E onesto, signori, anche nel prezzo: solo 1.50 svanziche. Senza foto patinate, claro.

(1) Word, non mi rompere, sostantivo + aggettivo, levati e le righe rosse falle sotto a tua sorella.
(2) e immagino ce ne siano altri e se sì fatevi vivi e ditemi: quante lacrime o nostalgie sulla puntata natalizia di Six Feet Under di ieri? Io un tot.















postato da: burp alle ore 25/11/2004 13:36 | link | commenti (2)
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mercoledì, novembre 24, 2004

segnalazioni: newsletter
Scritturacreativa.com
Le newsletter via mail sono utilissime per selezionare le news e difendersi meglio dall’overdose di informazioni golose cui siamo sottoposti. Sono tanto più utili quanto sono puntuali, chiare, attendibili.
Poi certo, non tutto dipende non dipende da loro. Bisogna anche trovare il tempo per leggersele.

Siccome ogni tanto lo trovo, prenderò l’abitudine di segnalare qui sopra le newsletter più interessanti tra quelle che ricevo.

Quella di Scritturacreativa.com è una di queste.
Ci si abbona gratuitamente presso il sito curato da Luca Lorenzetti. Ci trovate interviste, corsi e laboratori, eventi letterari, premi e concorsi. Un po’ di tutto insomma, ben ordinato con abstract della notizia e relativo link.
Dall’ultimo numero, segnalo solo un’intervista a
Franco Forte, direttore della neonata rivista Writers Magazine Italia, che sarà presentata a Milano l’8 dicembre in occasione di un convegno sul mestiere di scrivere.
Segnalerei anche altre cose, tipo un master che vorrei fare io. Ma poi magari – che so – voi leggete, vi iscrivete e mi soffiate l’ultimo posto.












postato da: burp alle ore 24/11/2004 17:49 | link | commenti
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annunciazio'
Ho visto Padre Pio in una pozzanghera!
E poi, parola di Giovane Marmotta, ha smesso di piovere, è uscito il sole ma la sua effige è rimasta scolpita nel fango.
Mentre correvo a prendere la vanga, la macchina fotografica ed elaboravo già il comunicato stampa e già pensavo che da dovevo comprarmi una cravatta per andare da Vespa, cazzarola, una macchina ci è passata sopra.

E il fango schizzato tutt'intorno era di nuovo semplice fango. Senza nessun aura di santità, nè alcuna effige.
Così non posso venderlo su ebay. E farci un gruzzoletto.
Come ha fatto questa signora qui con la fetta di pane al formaggio con su quella signora lì.











postato da: burp alle ore 24/11/2004 12:02 | link | commenti (1)
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martedì, novembre 23, 2004

appuntamenti
Compagni di merendine
Non sempre me ne sto chiuso in un ufficio a travagghiare e accumulare mentalmente pubbliche digestioni.
Oggi pomeriggio ben volentieri mi tocca un convegno su "Bambini, comunicazione, alimentazione".
Direi che c'entra con parecchi argomenti su cui si lavora e di cui si scrive qui sopra.

Se qualcuno mi cerca, sono il pelato in ultima fila che sgranocchia junk-food.
Sempre che non mi assopisca come l'ultima volta. Nel dubbio, eviterò la polenta a pranzo.











postato da: burp alle ore 23/11/2004 12:08 | link | commenti (1)
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lunedì, novembre 22, 2004

libertà e cucina
Un poco di buono in cucina
Si chiama "Avanzi di galera" ed è un cd-rom di ricette, consigli, curiosità culinarie preparato da ildue, il magazine di San Vittore. Lo segnalammo un anno fa in primis perchè ci sembrò azzeccato il titolo. Ora ha vinto pure un premio importante.
Mi vien via con 13 €, fate una buona azione e trovate un regalo di Natale originale.
Cioè, cosa volete di più?








postato da: burp alle ore 22/11/2004 09:34 | link | commenti (2)
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giovedì, novembre 18, 2004

le biotech che migliorano il mondo
Del maiale non si butta nulla, anzi
Gli uomini, è cosa nota, sono tutti dei maiali.
Alcuni lo sono più di altri.







postato da: burp alle ore 18/11/2004 15:19 | link | commenti (8)
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mercoledì, novembre 17, 2004

dal paese delle meraviglie
Il babbo autodidatta e l’infiorescenza delle sinapsi

Premessa
Quando io mi lagno del fatto che sto diventando vecchio, non suono più, esco poco la sera, fatico a vedere gli amici, non vado al cine, non scrivo più racconti, scrivo poco anche sul blog, non ho le forze per un nuovo progetto, trombo molto meno, non faccio sport, quando insomma me la meno, normalmente tralascio di dire (e a volte pure di realizzare) che molto tempo ed energia viene quotidianamente investito in un giochino interattivo particolarmente appassionante: la creatura, mia figlia.

Ora, io potrei anche stare qui ore a menarvela sul senso della vita, sul significato di tutto ciò, su quanto sia indescrivibile ripercorrere, riscoprire, riapprendere, riquelchevolete l’universo mondo attraverso la quotidianità con un infante che il prefisso "ri" non sa neppure dove stia di casa. Ché ogni cosa è una conquista e un trampolino da cui preparare il prossimo salto. Tutti discorsi che vi risparmio perché:
A) se siete genitori, sapete già cosa voglio dire e vi annoiate.
B) se non siete genitori, non lo sapete ma vi annoiate lo stesso.
A sentir la teoria vi annoiate, dico. Infatti qui di teoria o di significati non si parla. Qui si parla (si parlerà, ché questa appunto è una premessa-manifesto di una rubrica che ancora non saprei come chiamare) di gioco, divertimento, apprendimento. Un po' come già si fece qui.


Una creatura è un contenitore di tutto: parole, suoni, gesti, emozioni. Una creatura è un trasformatore di tutto. Prima o poi restituisce tutto. Con gli interessi. Magari rielaborato. Remixato dal metro scarso da cui vede il mondo.

Una creatura è terreno vergine, è infiorescenza di neuroni, è jungla di sinapsi tutte da seminare, innaffiare e collegare. Nella sua testolina è cominciata un’interminabile sessione di “unisci i puntini”: suoni, oggetti, parole, colori, significati, facce, odori, temperature, sapori, tutto.  

 

Digiuno di neurologia e di pedagogia, da babbo autodidatta, pratico con la creatura il più possibile l’esercizio del gioco, della fantasia, dell’immaginazione.
E, signori, occorre forse che ve lo dica per iscritto? Mii diverto un tot.

(continua)















postato da: burp alle ore 17/11/2004 14:39 | link | commenti (6)
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prestigiose onorificenze
Poverino's?
- Una madre di famiglia al lavoro (editoriale) su una scena soft (?) core.
- L'ossimoro di un pubblicitario con la coscienza.
- La meticolosa preparazione di una cenetta romantica tra adolescenti. Guastata dal tristo destino.

Per votare c'è tempo ancora fino alle 11. Se passate dopo andate comunque a leggervi i post.









postato da: burp alle ore 17/11/2004 09:29 | link | commenti (1)
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martedì, novembre 16, 2004

musica suonata
Giochi senza frontiere
Loro si chiamano "PG Time" e fanno un repertorio di solo Peter Gabriel
. Fino a qualche mese fa non esistevano. In quattro avevano base in Veneto e io manco sapevo chi fossero. Poi gli si ammala il cantante in prossimità di una data e trovano il quinto.
Che è mio fratello
Teo. Che in questo caso, come capita sempre quando gli proponi qualcosa che sposa i suoi non facili gusti, tira fuori quei due grossi maroni musicali che c'ha e lustra le corde vocali per le grandi occasioni.
I "PG Time" hanno fatto qualche data nel nord-est e accompagnato (e
jammato con) il trio di Rachel Z, la tastierista di Gabriel che ogni tanto passa in Italia.
Sabato 20 novembre suonano a Milano al North Carolina, via Durando, zona Bovisa, mi dicono sia davanti al Politecnico.
Qui da Pavia si fanno 2/3 macchinate, ora spargo un po' la voce tra i blogger musicanti o gaudenti o nottambuli. O tutte e tre le cose insieme.
Ci si vede là.











postato da: burp alle ore 16/11/2004 14:32 | link | commenti (6)
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musica suonata
Robe da matrimonio
Una ventina di giorni fa ho rimesso insieme due quinti della vecchia band (il fratellino) e siamo stati a suonare a un matrimonio. Ora, la nostra lunga e comprovata esperienza ci insegna che ai matrimoni capita un po’ di tutto nel bene e nel male. L’ultima volta, solo per dirne una, appena deposti gli strumenti e lasciato spazio al cd, un’invitata scivolò danzando, si librò agile nell’aria impanicandoci gli sguardi e infine atterrò il suo rotondo e generoso culone sulla chitarra del mio socio, sbriciolandogliela. Tralasciamo che era la prima chitarra, quella che come il primo amore non si scorda mai e passiamo al presente. Giusto per segnalare due episodi inediti e comunque di segno assai più positivo.

1
) Durante l’aperitivo mi si avvicina un signore che mi chiede l’Internazionale. Immediatamente ne metto alla prova la serietà e il tasso etilico simulando una mezza sordità (“Come dice? Oh certo, musica internazionale senz’altro”). Persevera. Allora gliela canticchio per esser certi che parliamo della stessa cosa. Epperò - con una certa cautela ché è un omone - gli gorgheggio l’inno di Forza Italia (“pa pa pa paaa paaa”). Lui sembra poco convinto. Aggiungo le parole: inorridisce, rischio un ceffone, mi riallineo. Capisco che fa sul serio e sa il fatto suo. Intanto mi dicono dalla regia che il è il babbo dello sposo, diamine: obbedisco. Gli chiedo come comportarmi nel caso qualcuno mi chieda per par condicio per esempio “Giovinezza” e lui dice in bergamasco di allungargli subito una sonora pedata nel culo. Bien, perfetto.
In conclusione l’Internazionale viene eseguita in sol maggiore due o tre volte durante la serata. Lui che è seduto almeno a trenta metri e ha anche altro da fare, la becca sempre: annuisce, alza pugno o bicchiere a seconda dei casi. E direi che son soddisfazioni.

2) Capita sovente che qualcuno salga a cantare uno o due pezzi. Si dice “salga” anche se spesso non deve salire proprio da nessuna parte, ché nei ristoranti com’è noto manca il palco. Capita anche di accogliere qualcuno che sa il fatto suo: meglio. In questa occasione capita che si proponga una ragazza assai carina e che ben presto si scopra che sa cantare. Capita che ella si disimpegni dignitosissima e leggera su “Il cielo in un stanza”. E che tolleri con una certa nonscialanza gli accordi e le armonizzazioni che tu, pianista ormai brillo, le proponi per testarne la sgamatezza e il senso del ritmo. E fin qui già ci si congratulava a occhiate, della serie “bella storia, brava”. Poi capita l’inatteso. La ragazza di nero vestita, dall’occhio verde e dalla parlantina sciolta ci sommerge di complimenti e non paga di ciò, afferma a più riprese - e per venti minuti buoni - di voler entrare a far parte del gruppo. Io le spiego che tecnicamente non c’è un gruppo, siamo due reduci, che ognuno ha le sue storie, che ascoltiamo le cose più diverse, che essendo fratelli ci tolleriamo a stento e che ogni tanto per la pagnotta si fanno ‘ste pregevoli e dignitose marchette. Che insomma chiedere a noi di entrare nel gruppo è più o meno come mandare un cv all’Alitalia. E lei, con nome esotico ma carattere e accento e testardaggine tutta partenopea, insiste in egual misura con entrambi. (Il che dimostra che ella non aveva altre mire se non quelle artistiche, o no?) E alla fine ci carpisce il numero di telefono. E anche se poi non chiama, brava Manila, grazie: ci ha fatto un sacco piacere la tua corte. Chissà in futuro. E se prima o poi ti sposi, naturalmente, chiamaci.











postato da: burp alle ore 16/11/2004 00:33 | link | commenti (2)
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lunedì, novembre 15, 2004

musica ascoltata
Le note nell'aria
La scheda "Ascoltando" qui accanto a destra non la si può aggiornare con frequenza.
Solo che - caso strano dato che sono un matusa - mi capita di avere nelle orecchie ben tre cd di roba diciamo contemporanea. E quindi, trombino le trombe, rollino i rollatori, ne do fresca notizia.
Paul Weller, Studio 150:
bene, bravo, disco di sole cover dell'ex Style Council, r&b, soul e qualche episodio acustico. Stavo per scrivere che la voce gli è diventata ancora più bella e rasposa quando leggo che azz... è appena stato ricoverato per un'infezione alla gola.
Ben Harper, There will be a light
: cazzo, se c'è una luce Ben, m'illumino d'immenso.
Kings of confidence convenience: sì insomma quelli lì, carini... ehm devo... ricordarmi yaawn di restituirlo alla Giovannzzzzzzzzz.

UPDATE: marò, neppure i nomi di 'sti complessi ggiovani mi so imparare ppiù. Ggiovani... sì, che me sembrano Tom&Jerry prima che si chiamavano Simon&Garfunkel.









postato da: burp alle ore 15/11/2004 17:41 | link | commenti (5)
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editoria: viaggi di fantasia
Libri che vai, paese che trovi
Quando ho visto questo libro e questo sito, ho pensato: "Olè, ecco una parodia che mancava, quella delle guide turistiche, benvenga."
E lì per lì ho pensato: "Navigatori, santi, poeti e inventori di paesi inesistenti... Ah, noi italiani..."
Insomma, chissà perché mi sembrava fosse tutta roba nostra. Invece l'han fatto tre australiani, una specie di Gialappa's dell'altro emisfero.
Qui (ma solo per 15 gg.) la recensione del Corsera.









postato da: burp alle ore 15/11/2004 17:29 | link | commenti
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venerdì, novembre 12, 2004

identità: comunicazione di servizio
Due scarpe e una capanna
A scanso di equivoci (chè fioccano maliziose richieste di precisazione), tengo a precisare che la ragazza ricciola mora che mi accompagna in una foto è la signorina di Clickati che si è messa in posa al mio fianco. E lì non son venuto neppur troppo bene.

Mi rappresenta un po' di più invece l'immagine che sta qui, pregevolmente intitolata "la famiglia Burp".








postato da: burp alle ore 12/11/2004 18:28 | link | commenti (1)
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la posta di BURP!
Cara Margherita F,
che alla Blogfest mi dicevi di te...
E del racconto eretico che parla male della Madonna, ma è un espediente letterario. Già, ma una suora che ne sa di un espediente letterario?
Che mi dicevi di come all’inizio nessuno ti credeva vera. E anche lì, a quel tavolo che dividevi con gli altri blogger dell’antologia e che ora facevate tutti amici amici e bacio bacio, ce n’erano di quelli che in principio ti avevano creduta un fake e un po’ ferita. E non gli do tutti i torti perchè magari anch'io sarei stato sospettoso, ché qui spesso è il regno dell'anonimato, nel bene e nel male.

Ebbene io ancora non ti leggevo e ho provveduto e un’idea me la sono fatta. E vorrei dirti che dietro le tue calze turchesi e dentro la maglietta degli Smith c’è un’anima dubbiosa, inquieta, ingenua, mutevole, fragile, anche cattiva se serve. Un’anima esattamente uguale a quella di tanti altri adolescenti.
Con l’unica fondamentale differenza che la tua è capace di farsi un giro su una pagina scritta e rendersi interessante.

Detto questo, la precocità di un talento artistica (ne scrivemmo qui e poi qui commentando le imprese di un altro giovanissimo) è un miracolo che va recintato e allevato con cura e rispetto.
E se Io Donna scrive che sei un genio della letteratura tu vai avanti così: intascatelo ridendo.
E poi torna a pedinare passanti e a preparare compilation che nessuno ascolterà mai.

In bocca al lupo di cuore
Zio Burp

















postato da: burp alle ore 12/11/2004 13:36 | link | commenti (2)
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speak as you eat, plis
Ah beh, se è così lo compro…
"Su di esse la cantante (Diana Krall, ndr) rimodella il suo registro vocale da mezzosoprano evitando un’evanescenza incolore, accompagnandosi al pianoforte con un lirismo fluido ma chiaroscurale, che sa miscelare la proverbiale sensualità con lo swing rilassato delle ore piccole, calibrando l’arte manifesta della drammatizzazione leggera e preziosa in atsmosfere e armonie avvolte nella seta di un educato sentimentalismo."

Siete arrivati in fondo? Col fiatone? Vi state chiedendo cosa diavolo avete letto? Un brano di una recensione di jazz (Diane Krall, The girl in the other room, a firma O. F., Musica Jazz settembre 2004).
Già. Poi qualcuno si stupisce che la gente ormai le recensioni se le va a cercare sui blog.









postato da: burp alle ore 12/11/2004 10:44 | link | commenti (1)
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tg: il domino delle poltrone
L’ultima raffica lenta di Chicco Mitraglia Mentana

Il buon Mentana esce di scena (per ora): molla il TG5 dopo 13 anni e incassa la sostituzione con Carlo Rossela O’Hara. Però si costruisce un’uscita da signor protagonista: prima lancia un servizione di quasi 10 minuti con immagini esclusive del botto di Nassirya, un anno fa. Un servizio lunghissimo nell’economia di un TG. Ci stavamo giusto interrogando su questo quando Chicco torna in onda e, in 4 minuti di primo piano, spara il suo addio. E parla lentamente, come nelle grandi occasioni. E non manca di augurarsi che il nuovo TG5 sappia farsi seguire e rispettare seguendo quella che è stata la sua caratteristica principale in questi anni. Ergo: un giornale politicamente equilibrato dentro Mediaset.

Il mio concittadino Rossella è un gentleman con la freddezza di un killer professionista. Sentendo quelle parole avrà abbozzato un ghigno cortese.
Io mi sa che da domani torno a guardare La7.






postato da: burp alle ore 12/11/2004 05:13 | link | commenti (2)
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martedì, novembre 09, 2004

advertising: neuroni e ormoni

Scritto & orale

Una campagna sui mezzi pubblici newyorkesi invita alla lettura con l’headline “Read books, get brain”. Bene, che diamine, il concetto non fa una grinza.
Sì, però pare che nello slang locale l’espressione “get brain” sia un modo per alludere al sesso orale. Quindi: l’ATM della Grande Mela, gabbata, protesta. I pubblicitari ammettono che non è che gli è uscita per caso e sono felici che se ne parli.
E comunque, forse, bastava guardare le affissioni (qui accanto ne ho solo una però lo stile è quello) per cogliere un notevole (sotto)testo erotizzante.

Se poi qualcuno del mestiere mi vuol spiegare come mai “get brain” significa “soccmel”, ben venga.
Ahem… del mestiere intendo gente che lavora con gli idiomi (no, qui lingua no), traduzioni e simili.
Sbirciata sul Riformista, trovata già bloggata qui, riletta tutta qui.

UPDATE: ringrazio chi è intervenuto nei commenti con una spiegazione soft. La realtà, come temevo, è assai più cruda. Allora, vediamo se, presa la immediata spiegazione del collega anglofono, riusciamo a eufemizzarla e dirla chiara ma senza volgarità.
L'espressione "get brain" è dunque utilizzata per descrivere un'attività di fellatio assai energica, atta in teoria a trascinare fuori dalla loro sede naturale persino alcuni organi interni, il cervello appunto.
Uff, che dite, può andare?














postato da: burp alle ore 09/11/2004 14:55 | link | commenti (5)
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blogfest 2
Drink & link (pochissimi i link, nessuno via)
The Petunias non ha la barba: ne ero intimamente convinto da quando lo vidi in radio, La Pizia è un donnino con un cuore così, EManuela ed Eleonora cercavano Pulsatilla, assente giustificata, Mullah è così magro che non so dove li mette i drink, Chica la saluto al volo, di Arkangel noto lo stivale col due di picche, Jtheo ha molti più capelli di me, Usolimbuto è di Fidenza (come il mio babbo) ma senza la evve, Franciskje un pezzo d'uomo che dimostra dieci anni di meno, SuperBimba sfoggia capelli nuovi ma vecchia fidata simpatia, Lisa quando ti rialzi da terra prima o poi ti scrivo, tu sai cosa, Ilenia bacia un blogger, Benzina Livefast Sviluppina bacia una blogger, Robba dovrei leggerla adesso che so il suo viso, GiuliaBlasi senza tacchi io le arrivo nemmeno al mento, il Confuso lo è anche nella vita, dicono (e lo sarei anche io se Repubblica mi dedicasse una mezza pagina e mi mettesse in primo piano nella foto senza dirlo che sono io, Brokenbycicles un anno fa era solo Susanna: ora ha un blog con tanto di Socia, Mae è un tesoro che un giorno (la butto là) mi guiderà col machete nella jungla dei feed, Giuda Maccablog è un ometto fortunato, Neri è ovviamente indaffaratissimo (ma quella bionda borchiata che lo intervista non è Jo Squillo, no), Genna è una persona intuitiva: mi ha dato subito del pirla, Mozzi ha bretelle eleganti appena macchiate di birra, Tiziano Scarpa mi deve un favore (lui sa), Margherita F. è l'autrice più giovane (17 anni), chiacchieriamo a lungo di lei e del suo racconto "eretico" che a scuola dalle suore è meglio che non si sappia, con Cinzia di Caterpillar è una gara di curiosità: io le chiedo della radio e lei dei blogger; si sente imbucata ma poi scopre vecchi compagni di biblioteca o di tenda ora blogger più o meno star; Chetti è scandalosamente imberbe ma me n'ero già fatto una ragione, Squonk lo vedo solo di spalle, B George quasi, e Emmebi è un gentleman in cerca di identità.
Li ho detti tutti? No? Ah sì: con me c'erano la mia signora (zia burpa?) e Max + Emanuela + Eleonora di loveisavirus. E Cassandra che mi ha scarrozzato per la presentazione e poi è corsa a dividersi tra il bagnetto ai bimbi e una piscina di desiderio.

ps: i link li metto dopo, i drink non li ho rimessi.









postato da: burp alle ore 09/11/2004 11:04 | link | commenti (10)
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lunedì, novembre 08, 2004

blogfest 1
Dagli alla conventicola!
Beh, che dire? Deludente la presentazione. Sì ma non perché fosse disturbata dall’angolo bar. Che Neri stesso mi diceva che se la sognano a Einaudi una presentazione con 200 (seppur sbevazzanti e vocianti) persone.
Deludente perché nessuno ha lanciato ortaggi o insulti o chiesto lo scalpo dei blogger sul palco, i prescelti, rei di aver tradito la rete per la carta. Era un po’ l’aria che si respirava in rete, leggendo i commenti al libro appena uscito. Quindi, insomma un po’ di sangue ci faceva piacere a noi spettatori neutrali.

Neutrali? Premesso che io penso che questo ipotizzato tradimento sia una cagata pazzesca, che sfido qualunque blogger sano di mente a sfanculare Einaudi che ti chiede un racconto, che infilarsi in questa antologia non è che gli cambia la vita o il portafogli, insomma detto tutto ciò, chi avesse residue animosità verso il libro e chi lo scrisse, ha pronto davanti agli occhi lo schermo bianco del suo blogghino per schiaffare in faccia a Einaudi la propria innegabile superiorità letteraria. Come? Semplicissimo: scrivendo sul proprio blog il racconto notturno che avrebbe mandato alla curatrice.

Detto questo, essendo il sottoscritto un blogger artistoide, egocentrico-priapista, narcisomane all’eccesso, va da sé che mi senta anche io mortalmente offeso per non essere stato cooptato nel libro. Ma imbastendo la mia vibrante protesta, non ho fatto, oh no signori, come tutti i blogger incazzosi e rosiconi che hanno alzato il loro lamento in anonimi commenti protetti da virtuali identità. Nossignori. Io mi sono esposto in prima persona. Cari autori, sappiatelo: l’altra sera alla Blogfest ero io che a tradimento vi davo i calcetti negli stinchi, i mozziconi che vi siete trovati in tasca sono miei, e così le cicche masticate nelle borsette. Per tacer degli spilloni che da sabato infilo nelle foto che vi ho proditoriamente scattato.

Alle ore 1.50, poi, si svolge questa scena.
Max (di loveisavirus) adesca Loredana Lipperini al nostro tavolo e le rivolge cortesi ma difficili interrogativi, cui lei, confessando stanchezza e non completa sobrieà, divertita risponde. Mi inserisco per dire sorridendo.
"Ohè, Loredana… anche io ce l’ho su con tutti voi che non mi avete chiamato, ma sono certo che non mi conosci né mi leggi quindi ho il cuore in pace, giacché se tu mi conoscessi come avresti potuto resistermi?"
Lei: "Zio Burp, certo che ti leggo, in gennaio mi hai anche citata: un mio pezzo sui blog rosa ti ha procurato una cattiva digestione..."
Io: "Ma va?". (Oggi controllo: era vero!).
Quindi? Cuore in pace, ok.

(Continua sulla Blogfest: persone, drink, chiacchiere, calcetti, foto e mozziconi…)




















postato da: burp alle ore 08/11/2004 14:47 | link | commenti (2)
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editor di chicklit, uno sporco lavoro...

Prostituirsi di questi tempi

Una poetessa cerca lavoro come redattrice con una lettera azzeccata.
Cassandra la riceve mentre è alle prese con una scena di sesso
da riscrivere.

La protagonista si sente “…persa in una piscina di istinto animalesco”.
Premesso che Cassandra sa bene come cavarsela, se volete
– giovani ardimentosi e senza remore che ambite a un lavoro editoriale –
potete provare a darle una mano.









postato da: burp alle ore 08/11/2004 12:04 | link | commenti
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appello
Cercasi domenica
yaaawnnn... già lunedì?
E non ho ancora scritto nulla sulla Blogfest?
Ma la domenica dov'è finita?
Chi me l'ha fregata?
...
Dormito? Io?











postato da: burp alle ore 08/11/2004 09:30 | link | commenti (3)
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venerdì, novembre 05, 2004

musica digeribile e biodegradabile
La musica del cavolo
A proposito di musica strana. Qui ci sono dei signori, la "Vienna Vegetable Orchestra" che prima di ogni concerto vanno al supermarket a fare la spesa (reparto ortofrutta), poi si costruiscono da sé gli strumenti, li intonano e infine ci soffiano dentro, li pizzicano o li percuotono.
Chiunque di fronte a una carota, munitosi di temperino, ci cavi un flauto e infine intoni la Marcia di Radetsky merita tutta la mia ammirazione.
Qui, la recensione di Dispenser.








postato da: burp alle ore 05/11/2004 09:50 | link | commenti (4)
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mercoledì, novembre 03, 2004

giochini professionali
"È vero che nelle Big Buble ci mettete il grasso di topo?" (*)

Quand'ero piccolo guardavo la Cipperita e il Pomofiore sulle tele private. Credo fosse Antenna3. Erano gare canore di disgraziati e geni. Una specie di Corrida ma molto molto più ruspante. E c'era Lucio Flauto che presentava, contava le barzellette e faceva il Gioco del Sì e del No. Che consiste nel rivolgere domande a ritmo serrato a un concorrente, che non deve mai dire né sì né no. Altrimenti saluta e va a casa. Lucio Flauto andava rapido e aveva un sacco di trucchi.
Già.
Il "media training" qui da noi nelle RP è un giochino molto in voga. Si prendono i manager delle aziende clienti e, con diverse astuzie e sotterfugi, li si allena a fronteggiare i diversi tipi di giornalisti: quelli ignoranti, quelli distratti, quelli bravi, quelli stronzi. Sostanzialmente non è molto diverso dal Gioco del Sì e del No. Non si vince nulla e non ti tirano nemmeno i fiori. Però puoi dire delle bestialità incredibili e non credere minimamente alle loro smentite.

* Breve nota per i nati dopo gli anni '70: il titolo è la prima terribile leggenda metropolitana di cui ho memoria. La Big Buble invece era una cicca diffusissima che si facevano dei palloni così... Come dite? C'è ancora? Ah, beh ok.









postato da: burp alle ore 03/11/2004 17:02 | link | commenti (10)
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