Nonostante l'Ansa non si fili lo svelamento radiofonico, secondo i dati forniti pubblicamente dalle mie fonti (e rapidamente coordinati con Mr Google) questa sconosciuta giovinetta, di nome Chiara Baschetti, sarà la valletta di Sanremo. Quella mora. Credo.In realtà Fatti Nuovi non ha mai ufficialmente chiuso. Ha semplicemente cominciato le vacanze di Natale. È il fatto che non siano ancora finite che lascia davvero perplessi sul suo futuro. Fine ingloriosa per l'ennesimo esperimento di quotidiano popolare in Italia.
presenze
Azzone? Sei tu?
È praticamente accertato che ho una presenza in casa. No, non è il topo transfuga da casa di Beppe.
Dagli scherzi che ci fa attraverso il baby monitor direi piuttosto che si tratta di un fantasma. Ora mi documento meglio e poi gli scrivo.
Siccome non credo di trovare l'indirizzo esatto, credo che gli scriverò via blog.
Alcuni anni fa, da vera bad girl parlava sporco, masticava cicche, gonfiava palloncini e aveva una pagnotta nel forno.parole & numeri, BURP! nella trita-parole
600 e rotti post, divisi per tre col resto di uno
Ora, che questo blog fosse un posto mutevole e sfaccettato, ne avevo come l’impressione anche io. Che ogni tanto scivolasse via da una parte per poi tornare di là e girare e saltare e fermarsi e ripartire. Di palo in tasca e il cacio sui tavoli a merenda, insomma.
Che però ‘sta schizofrenica differenza la potesse vedere e toccare con mano vedesse anche la “macchina trita-parole” io non me l’aspettavo. Tanto più che ella, sebbene da me descritta come un cigolante accrocchio a vapore, è invece un signor software (un messieur software, in realtà) all’avanguardia nella misteriosa e affascinante disciplina dell’analisi testuale.
Il fatto dunque che mi ha un poco stupefatto è che ella, la macchina, pur ragionando in francese, ha abilmente diviso tutto questo blog in 4 zone semantiche e me le ha piazzate lì su due assi. Ha crocifisso in ascissa e ordinata un anno e mezzo di blog, 600 post (101 mila parole). Così, ammutolito dinnanzi a uno strano grafico con le parole in mezzo, ritrovo a posteriori una logica e una proporzione tra una zona del quotidiano privato-sentimentale, una dell’espressione creativa (musicale ma non solo) e un’altra del lavoro (informazione, comunicazione, adv).
Vi assicuro che fa strano essere letti e classificati da una macchina.
Ad attenuare l’impressione di indagine scientifica, poi, va detto che il gelido risultato viene riferito al sottoscritto dal buon Beppe, il capodomatore della macchina, in una riunione apposita con piedi sotto il tavolo e bottiglia sopra, sigarette e chiacchiere. Le circostanze ideali per rinnovare vecchie serate di vite precedenti.
E per dimenticarsi di definire la quarta zona. O arrendersi alla sua imbattezzabilità.
O al vino, chissà.
la posta di BURP!, spediamo e volentieri pubblichiamo
Cordiali saluti
Zio Burp
Esito: Spedita un minuto fa a rupertino@skytv.it (?!)
Naturalente rimbalzata 30 secondi fa nella mia mail. Ci ho provato.
L’indirizzo vero non ce l’ho, se lo incontrate, diteglielo voi, grazie.
scienza perversa
Dimmi quante deviazioni hai
Ah, ora capisco.
Ecco perché mi piace farlo in luoghi aperti al pubblico, con un koala imbalsamato, mentre legato e bendato indosso tacchi a spillo e un vecchio cilindro, dopo essermi infilato alcune arachidi negli orifizi, nella evidente speranza che qualche passante ci veda. E magari ci raggiunga.
A me e il koala, dico.
La mappa completa delle perversioni, via softblog.
jazz: Alberto Greguoldo Trio
Senza rete. E senza nemmeno la fune.
Loro sono stati per qualche anno i miei compagni di esplorazioni jazz. Prima con la fune, il bilancere e la rete sotto. Poi via il bilancere. Poi via la rete sotto.
Infine via anche la fune su cui camminare.
Totale libertà di riempire il vuoto sonoro. Grande indimenticabile esercizio di crescita e di reciproco ascolto e dialogo senza parole. Né gesti.
Interplay.
Detto ciò, domani mercoledì 19 gennaio, questi tre giovinotti suonano la loro kletzmescolanza al Trottoir di via XXIV maggio, Milano. Qui c’è il sito di Greg con alcuni brani da scaricare.
Per chi volesse capitare da quelle parti (ore 22 circa), io sono quello al banco che annega la saudade nel chinotto, proprio accanto alla foto di Andrea Pinketts. O a quello vero?
nuove sperimentali inclinazioni
Fotografi per caso
Avere in tasca una piccola digitale, un modello caruccio ma senza tante pretese, significa per me:
- Un manuale nuovo da studiare. (Studiato al 20%)
- Tanta curiosità in più per come quell’occhiolino può catturare il mondo. (Curiosità + 80%)
- Tanta quota di hard disk che sparisce man mano che aumentano gli scatti. (Spazio ridotto 10%)
- Alcune grattate di zucca di fronte alla domanda: e l'archiviazione? Dove saranno ora quelle dell'asilo? (Capelli indeboliti dalla grattata -5%)
- Un primo calendario per nonni e parentado con un soggetto a caso, 8 lettere, il tuo hobby preferito, inizia per c e finisce per a. (Applausi natalizi +25%)
- La pubblicazione su The sofa project di due foto che hanno come protagonista un divano.
Le trovate nella Galleria n. 3. Spero che vi piacciano.fantamondi migliori
Caro Titano, ti scrivo
Bene, dicono che fra 3-4000 anni su un pianeta lontano ci saranno le condizioni per la nascita della vita. Io personalmente non sono certo che quel giorno ci sarò. Metto qui un appunto per i più giovani tra voi.
Ecco, pensavo che sarebbe carino monitorarli da lontano, i colleghi titanici, e dargli delle dritte su come svilupparsi e giocarsela meglio di noi.
Cosa brevi, dico, anonimi messaggi in bottiglia con cose del tipo:
- Ehi, tu: sappi che se mangi la mela finisce la pacchia.
lavoro passato & futuro immediato
E ora licenziate pure anche me! Addio.
- Sì, buongiorno non c'è il dottore oggi? Posso entrare un minuto a lasciargli una cosa sulla scrivania? Grazie.
Scivolo rapido nell'ufficio del grande capo. Ormai ho deciso. Qui non c'è futuro. Mi avvicino alla scrivania, apro il primo cassetto, apro la patta, alzo la testa al soffitto, un bel respiro e via: un piacevole gorgoglìo liberatorio.
Scrollatina veloce. Esco abbottonandomi vistosamente la patta davanti alla sua segretaria. Che lancia un urlo.
Che ci volete fare, questo lavoro ormai non mi piaceva più.
Ho scelto di chiuderla qui in modo elegante e definitivo.
E poi, grazie a un collega blogger, si è appena liberato il posto dei miei sogni: libraio a Edimburgo.
dal paese delle meraviglie
Casting: cercasi asino, anche bipede
Ecco dalle mie parti si dice: "sei venuto giù con la piena" per dire di uno che cada dal pero o insomma scopra l'acqua calda. Io poco fa son venuto giù con la piena scoprendo che a centro metri da dove lavoro c'è un posto chiamato La libreria dei ragazzi. ma non una qualunque, proprio quella Libreria dei ragazzi, quella aperta da Roberto e Gianna Denti.
Un posto geniale ove trascorrere almeno mezza pausa pranzo, curiosare, sfogliare, contemplare, ammirare. Comprare a volte, anche sì. Che mi sovviene con un certo orrore che la creatura è stata sì doverosamente subissata di regali e regalini (pure troppo), ma che nell'orgia di pacchi e pacchettii libri erano in nettissima, infima, ingiustificabile minoranza. Eppure proprio in queste settimane manifesta i primi segnali di interesse verso l'ascolto della lettura di un libro.
E ieri poi, sfranto nei maroni dalle sue incessanti richieste di vedere i cartoni, le ho detto: "Ah sì? I cartoni non li vediamo: li facciamo." E dopo 40 minuti di salti, voci, sigle, scene, inseguimenti, versi, ero un uomo distrutto e strizzato come non mi capitava da anni. E lei fresca come una rosa che assegnava i personaggi per imbastire Shrek: "Io gatto con gli stivali, tu Shrek e la mamma fa Fiona".
"Ok, ma ora andiamo che ci dobbiamo lavare i denti."
"...domani viene qualcuno?" mi chiede dopo qualche secondo di strano riflessivo mutismo.
"Qualcuno?"
"Sì, per fare Ciuchino..."
soprese e attese
Meco, stica, parde
Urca, cos'è?
Il nuovo pannello splinderiano? WOW!
Vabbè, prometto che appena passata la befana, quando magari torno anche a scrivere, me lo studio per bene e poi chissà quali magiche impaginazioni in multicholor con allineamenti perfetti che QuarKExpress gli fa una pippa.
...
Come? Già passata?
BURP come Bush e Kerry (un caso di onanismo elettronico testuale contemplativo)
Per vedere l'effetto che fa
In attesa che tempi migliori ci riconducano a una più congrua attività di compilazione di queste invitanti candide superfici,
Siccome non c'ho tempo pe' scrive
ben volentieri accogliamo l'invito del Beppe, maturato durante approfondito dibattito sul ruolo e il significato della scrittura online,
e siccome che er Beppe tra na birra e na siga (che ancora si poteva sfumazzare al pub)
a utilizzare tutto quanto BURP! per ravvivare le giornate della sua macchina trita-parole
mi disse così che c'aveva la macchina da testare (che lui c'ha messo n'olio novo novo che sfrizzica che è na meraviglia)
e gli forniamo ben zippato l'intero archivio di 18 mesi e 600 post.
e se c'avevo per le mani un testo da masticà per quarche ora, je dico: "eccome se ce l'ho, buonuomo, e je lo passo sottobanco in un pacco bisunto.
Nei giorni scorsi se n'è andato un signore di 94 anni che suonava il clarinetto. O meglio, l'aveva suonato un sacco bene fino al '54. Poi aveva deciso che non poteva migliorare più e aveva smesso di suonare in pubblico per dedicarsi ad altro. Comporre, viaggiare e... sposarsi.autoreferenzialità vacanziero-natalizia, poco altro
10 giorni 10 (dieci!) di blogvacanza
Quando il pc di casa esplose per ben tre volte di seguito alla sola apertura del browser, intesi subito con serenità che sarebbe stato un Natale di disconnessione. Quando la mia signora mi regalò una vacanza in montagna chiusi mentalmente il file blog per alcuni giorni.
Così ho scoperto nell'ordine che:
una festa aziendale può persino essere divertente se si appalta la fase ludica a un professionista invece di assegnarla d'ufficio a noi schiavi che quella sera abbiam solo voglia (e diritto) di maggnà e beve e ballà etc.
se la tua azienda a Natale compra 50 libri di Baricco e li regala ai dipendenti, forse dovresti alzare la mano e dire "scusate ma vi pare il caso? Indipendentemente da bariccosì/bariccono, dico, che non è questo il tema. Non siete la Holden, non siete la Feltrinelli, cazzarola, ci vuol molto a variare un po'? Con tutti 'sti giovani scrittori e piccoli editori che meriterebbero ecc. ecc." Bah.
se ti sei riprodotto, l'universo mondo di amici e conoscenti smetterà di fare i regali a te e li farà alla creatura. Ma tu li gabberai passando ore e ore con pennarelli, chiodini, lego, libri di aladin, dvd di Shrek e quant'altro. È o non è Natale diamine?
che tutti i luoghi delle amene montagne in cui trascorresti una beata infanzia hanno ora anche il loro bravo web. Così la valle, il paese e così persino il burrone (che però ora si chiama canyon per questioni immagino di marketing). Restano fuori dal prefisso www, per ora, la biblioteca, il parco giochi, il bar Croce Bianca, la stalla maleodorante del vicino e infine il gloriet. Sorta di gazebo ligneo in cui anni fa si schitarrava (e si limonava) di brutto, ora adibito - come da mia puntuale spiega alla creatura - a luogo di spontanei congressi dei fantasmi del vicino cimitero.
che se vai a Roma con delle tipe, amico, è meglio se ti porti un corpo contundente pesante. Potrebbe servirti per imbastire una minchiata che lasci il segno nella cronaca e sulla zucca del nano. Poi se ha fatto colpo anche sulle tipe, gradirei saperlo grazie. Quante di voi hanno un fremito ormonale all'idea di copulare con un pisquano che ha agito d'impulso, su treppiedi insomma?
che sebbene tu sia in montagna, puoi capitare in un posto (il link non c'è sennò giuro lo mettevo) in cui persino la polenta e le patate fanno cagare.
che l'ex giovane mona danzereccio, poi motociclista tatuato e seduttore che ti fu compagno di adolescenza ora è (pur restando beninteso un amabile mona) un giovine artigiano imprenditore dal fulgido destino che non perde occasione per dirti "dai, vieni su con la famiglia, lavori qui, facciamo il grano, dov'è il problema?" Già, dov'è? Forse che alle 16.30 d'inverno non c'è un'anima in giro per il paese. (Che comunque, tipo con la vita sociale che faccio ora non vedrei grosse differenza. Vabbè.)
che se spieghi alla creatura che tutti quei bimbi della tv sono tristi perché il mare cattivo gli ha portato via i giocattoli, non dovresti stupirti se lei poco dopo ti chiede il telefono per chiamare Babbo Natale e dirgli di ripassare da loro, grazie.
che tuo fratello all'occorrenza può essere un Babbo Natale assai credibile. Almeno al telefono.
che per quanto ci si voglia tutti bene, la convivenza forzata in 7 (sette!!) in una camera d'albergo può anche mandare a puttane una vacanzina sui monti.
Personaggi e interpreti: la mia signora, la creatura, io, la tosse e il vomito della piccola, le ansie della grande, quel lieve impercettibile fremito che dicono io emetta la notte e che impropriamente elle definiscono "russare come un trattore sbronzo".
che la periartrite non è causa dei miei mali (le mie scuse a tutte le periartriti), ma effetto perverso di un altro malanno (new entry, pago da bere, sambuca grazie) detto conflitto scapolo-omerale destro (in altre parole scheletro, muscoli e legamenti sono vicini di casa ma si odiano). Che si cura, detto conflitto, con ginnastica, pazienza, rassegnazione, antidolorifici, laser, rieducazione, imprecazioni. Che se non si cura, il conflitto, si fa una bella protesi di spalla e via, ma grazie prima dei 40 mi pare eccessiva, eviterei.
che l'automatismo con cui per ragioni di sopravvivenza fai dello stretching anomalo ormai dovunque e all'improvviso può anche causare spiacevoli fraintendimenti. Cara signora che stamattina in treno leggeva il suo libro e sgranava gli occhi di fronte alla mia postura. Era quella la posa di uno stretch schiena-gluteo dalla posizione seduta.
Le assicuro che non era mia intenzione petare a vanvera e che non ci trovavamo in uno spot (già evaporato) di Dolce & Gabbana.