parole e significati
C’è gonzo e gonzo. E ancora gonzo.
Ok, partiamo da lontano.
Se uno cerca la parola “gonzo” su un dizionario trova: credulone, facilmente ingannabile. E si accontenta. Poi non è che sia usatissimo come vocabolo. E spesso gli si preferiscono dei sinonimi più o meno riferibili, da stolto a pirla e via così.
Anni fa, in una vita precedente, in un pomeriggio di marzo mi trovavo in una tipografia della bassa per gli esecutivi di una copertina di vhs. Con me due bizzarri personaggi visti solo quel dì e poi scomparsi dalla mia vita.
Lei si chiamava Olga qualcosa. E insistentemente chiedeva - con tutte le bizze tipiche dell’attrice - che il titolo della pellicola fosse graficamente meno invasivo sul suo volto in copertina. Richiesta logica. Anche se, a onor del vero, il suo volto era già parzialmente oscurato da un grosso fallo maschile cui Olga dedicava le proprie attenzioni. Richiesta logica, accolta: titolo spostato.
Era il mio primo lavoro nel mondo del porno. Ok, molto laterale, direte voi, certo.
E comunque l’unico, dato che se non erro poi non pagarono e svanirono.
L’altro personaggio era molte cose. Regista, sceneggiatore, produttore, autista, agente e “accompagnatore” di Olga. Ma soprattutto, così mi disse lui - basendomi di muto stupore - “primo storico regista gonzo italiano”. Era un tipo tarchiato, spelacchiato. Una specie di Ron Jeremy dei poveri.
Parentesi: i più colti di voi ricorderanno Ron impersonare Diego Maradona in una pellicola italiana del 1990. Più recentemente lo si è visto in un documentario - dicevano assai divertente - che non so se sia uscito da noi. Chiusa.
Insomma questo signore, di fronte al mio basimento mi spiegò il significato del gonzo-film: che è quella pellicola in cui l’operatore interviene attivamente sulla scena. Senza smettere di filmare insomma “partecipa” alla trama.
Tutto questo per dire che tra ieri e oggi, il suicidio di Hunter Thompson, gran consumatore di acidi nonché soprattutto inventore del gonzo journalism (oltre che autore di 2Paura e disgusto a Las Vegas"), riaccende i miei fari proprio sul temine gonzo.
Allora, gonzo journalism: visionaria forma narrativa tra cronaca e finzione. L’esperienza diretta dell’autore entra come parte integrante nell’articolo, nella storia.
Da qui, facile la derivazione nel porno.
Ma prima? Perché la parola (italiana?) gonzo varca l’oceano e significa tutt’altro? Ha forse tutt’altra origine in quell’accezione? C’è qualche curiosone che mi toglie ‘sta pulce?
Per inciso: non ho visto nessuno dei film di cui si parla in questo post. Di entrambi solo le copertine in VHS.
Entrambe comunque, assai ben impaginate.
UPDATE 1: molto interessante l'Elogio funebre di Hunter Thompson, scritto da Giuseppe Genna.
UPDATE 2: riposto qui le due risposte pervenute nei commenti (grazie Eburnea e Filter di fantasticiquattro):
gonzo
1971, Amer.Eng., in Hunter S. Thompson's phrase gonzo journalism, from It. gonzo "simpleton, blockhead." Thompson in 1972 said he got it from editor Bill Cardosa, and explained it as "some Boston word for weird, bizarre." Tratto da qui.
gonzo
/gon'zoh/ adj. [from Hunter S. Thompson] 1. With total commitment, total concentration, and a mad sort of panache. (Thompson's original sense.) 2. More loosely: Overwhelming; outrageous; over the top; very large, esp. used of collections of source code, source files, or individual functions. Has some of the connotations of moby and hairy, but without the implication of obscurity or complexity.
una riga di testo qui, grazie. Ora non c'ho voglia, provvedo dopo
Giardinaggio linkatorio e quaderni da fotografare
Avevo deciso di smetterla di scrivere post in cui spiegavo - lamentandomi me tapino! - di non trovare il tempo di scriver nulla. Infatti oggi non son qui per questo. Ma per dire che dopo mesi rimetto le mani nei link e ne aggiungo alcuni. Che già leggevo. Da tempo. Forse. Secondo l'estro e il vento.
Momentaneamente privo di connessione casalinga (il che tra l'altro non è malaccio), gloriosamente annaspando tra lavori decenti e indecenti, ho solo il tempo di spendere due nuove parole per dire che il mio quaderno dei post, lui sì che si arricchisce di spunti e geroglifici e link e variedeventuali. E che se continua così mi vedrò costretto a fotografarne le pagine e postarle qui nude, coi quadrettoni grossi, la biro sbavata e il puzzo di treno.
PS: già che ci siamo chi mi dice per favore che fine ha fatto http://serendip.labirinti.net/? Ha chiuso e io non lo sapevo? Trasferito? Altro?
tv: la serie di cui tanto si parla. Troppo?
...del modo bizzarro in cui non ti si muovono i capelli
Ha debuttato ieri Desperate housewives, su Fox. E ha già segmentato tre classi sociali ben precise. Nell’audience, dico.
- Quelli che non hanno il satellite e che aspettano arrivi in chiaro (su LA7 mi par di aver inteso).
- Quelli che il satellite ce l’hanno e han visto ieri la prima puntata.
- Quelli che vedono tutte le tv del mondo o che perché son giornalisti ricevono le puntate in anteprima o se le scaricano dal web.
Io sono nella categoria di mezzo. Guia Soncini ovviamente sta nella terza. Per questo oggi leggendola mi devo sforzare di saltarne un intero paragrafo, in cui lei bellamente svela battute e avvenimenti futuri. Sì perché io ieri me lo sono goduto il primo episodio. Molto. Ma un pochino di più me lo sarei goduto se non avessi letto tante cose in giro.
Guia dice che questa è Twin Peaks col sole. Qualunque cosa sia, ci sono già una serie di battute micidiali.
"Sono stufo del modo bizzarro in cui non ti si muovono i capelli", dice il marito alla moglie superperfetta fino alla nausea.
"Vuoi rischiare?" Dice la moglie al marito appena rientrato da una lunga assenza di lavoro. Lui le è addosso e si sta sbottonando la patta. Lei dice prendi un preservativo. Lui: "Eddai, rischiamo". "Vuoi rischiare?" fa lei, che – si badi - ha già 4 figli di cui tre sono evidentemente degli hooligans. Lui annuisce e lei gli rifila un pugno in piena faccia. Ma preciso e cattivo serio. Non è una battuta, no, è vero.
Beh, buona visione. O buona attesa. Guia, per favore smettila o non ti leggo più.
PS: son tutte brave, son tutte belle. Ma la mia preferita è Teri Hatcher, al centro nella foto in alto.
consigli di lettura ricevuti: classici e non solo
Una postata di libri
Segue, in ordine rigorosamente confuso e casuale, la lista dei consigli di lettura che mi avete suggerito per la mi' mamma. E dalla quale sia io che lei gradevolmente attingeremo. Grazie mille a tutti, da quelli che hanno scritto un rigo a quelli che hanno scritto una cartella.
Il profumo di Patrick Suskind, "La leggenda del santo bevitore" di Joseph Roth, "Il tamburo di latta" di Gunter Grass, "Il giardino dei ciliegi" di Cechov, "La zia Julia e lo scribacchino", di Mario Vargas Llosa, "Il procuratore della Giudea" di Anatole France, "Tenera è la notte" di Francis Scott Fitzgerald, "Chiedi alla Polvere" di John Fante, "L'amore ai tempi del colera" di Gabo, Ann Tyler turista per caso, Fosco Maraini, Sophie Kinsella, E. Wharton "La casa della gioia”, J.Austen , Radici , Wilbur Smith o Christian Jacq, simona vinci, jhumpa lahiri, guy de maupassant, "La felicità" di Seneca, toni morrison, L'età dell'innocenza, "Il ragazzo che amava Shakespeare" di Bob Smith, fruttero e lucentini "la donna della domenica", evelyn waugh "il caro estinto”, charles dickens "grandi speranze", hrabal "ho servito il re d'inghilterra", "Un amore" di Dino Buzzati, jorge amado "dona flor e i suoi due mariti", Furore di Steinbeck, Un cuore così bianco di J. Marias, Fiera della Vanità di Thackeray, le poesie di Hikmet.
dal paese delle meraviglie
Un bel gioco dura poco, sigh
Il guaio di quando il carnevale finisce è che sai che per i prossimi 364 giorni non potrai travestirti e fare il buffone per strada.
Però sabato a Milano ci siamo levate alcune soddisfazioni non da poco.
- mascherato da pappagallo, andare dall'amico edicolante a chiedere "Scusi ce l'ha Airone? Gli dica che lo saluta suo cugino". Indi girare le piume e sparire nella folla.
- mettersi in posa in galleria per numerosi fotografi, specialmente giapponesi: "Scusi signole, potele fale foto con lei?". Diamine!
- alla signora bene superimpelliccita che stupita commenta "Oh, ma che bell'uccello", rispondere con un inchino esagerato: "Grazie signora, erano anni che aspettavo che qualcuno lo dicesse forte e chiaro".
letture e lettori: copertine volutamente ambigue?
Un libro di/su/pro/anti Costantino?
Sono in libreria. In una mano La casa di Pina, nell'altra Costantino e l'Impero, di Giuseppe Genna e Michele Monina.Mentre me lo rigiro tra le mani, entrano un paio di ragazze giovani sui 25, passano alle mie spalle, notano il libro e una fa: "Diomio il libro di Costantino, che schifo..."
Così mi chiedo quanto gli faccia gioco agli autori e all'editore una copertina così, anonima, non caratterizzata. Non apertamente critica, come invece il libro sono certo che sia.
Certo, c'è il sottotitolo: "biografia non autorizzata del Divo nel Paese delle Meraviglie". Ma dentro quella grafica istituzionale e accanto a quella foto così serena e sorridente, quanti ci fanno e ci faranno caso?
Cioè, in entrambi i casi, dico.
Quante persone che hanno magari un'idea critica di Costantino e del meccanismo che ne governa le sorti, probabilmente sarebbero attratti dal libro se il titolo o la grafica fossero più esplicitamente critici, anti-Costantino?
E viceversa quanti distrattoni lo regaleranno serenamente alla fidanzata o alla mamma o alla moglie credendo si tratti di un innocente libro se non pro (certo non di), ma almeno su Costantino?
Esercizio: preso in mano Donna di febbraio (la penultima?), senza aprirlo, interpretare la copertina stranamente ricca di immagini, scovandone i segnali sulla prossima chiusura della testata. Le immagini naturalmente si riferiscono al contenuto della rivista, ma è impossibile che chi l'ha composta (e ideata) non ci abbia pensato. O no?Credevo che Pulsatilla avesse scritto il post definitivo sul T9 (il famigerato dizionario automatico dei cellulari), seviziandone l’autore. Invece Severine ci riscrive le canzonette, svelandone casuali e meravigliosi nuovi significati.
Nostalgia, leggerezza e ovviamente musica nei pensieri di Gaia.
Amori interminabili e necessità fisiologiche. L’eterna lotta tra cuore (proprio) e vescica (altrui), nelle parole di Lisagialla.
Si è rotto? Lo chiamerò Menta. Il sacro terrore di una gravidanza a 15 anni (e l'odissea che ne deriva), by Margherita F.
Un pezzetto di Africa raccontato da Cassandra. Immagini, riflessioni, parole di viaggio.
Quel Ludwigqualcosa che inventò (?) lo swing. (La rubrica in cui Chettimar riscrive la storia della musica classica andrebbe linkata tutta).
Due scrittori all’ipermercato, tra l’ambaradan, Twin Peaks e la città delle tre p (Voghera).
Valerio Evangelisti (qui segnalato dal Genna), stufo delle stroncature di un critico, lo aspetta sotto casa e lo gambizza. A parole naturalmente. Dico solo questo: fate la pipì prima di leggere perché fa ridere un casino.
dal paese delle meraviglie
Due pappagalli a zonzo per la città
Il bello del carnevale è:
- che se hai una creatura puoi comportarti esattamente come lei
- pretendere che la nonna ti faccia il costume come lo desideri
- incassare la risposta della nonna ("Col cavolo che mi smazzo anche il tuo, ma lo sai quanto ci vuole a ricoprirti di piume a te?")
- passare un paio di serate e una mattina a tagliare carta crespa
- accorgersi che non basta per un piumaggio da adulto e utilizzare un paio di magazine (qui Vanity Fair)
- andare in giro per la città tenedosi per le alucce e borbottando frasi sconnesse in cocorichese
- essere inseguito in piazza da una torma di bambini in maschera che ti prendono per un animatore
- essere spiumato dai più arditi
- essere contemplato dai più piccini che ti vogliono toccare il becco
- minacciare in tono gutturale il bimbo vandalo con la bomboletta di schiuma (se non la smetti ti stacco le dita e te le infilo tutte nel naso)
- lanciarsi come un pazzo berciando sulle mamme tua amiche che non ti riconoscono
- ballare in due di fronte a un musicante ambulante con la fisa vestito da gatto Silvestro
- attendere che alle tue spalle si crei il capannello di gente che crede si tratti di un piccolo circo
- depositare una moneta nel cappello del gatto, salutare e andarsene: il capannello si dissolve, il gatto miagola la sua contrarietà (collega, un altr'anno si fa una srl, ok?)
- accompagnare in giro l'autrice dei costumi, affinchè ella riceva adeguati complimenti
- programmare una gita a Milano, dove - si sa - il carnevale dura di più
- altro?
- Ah sì: chiedere a vostra moglie "Mi fai un fischio se vedi altri adulti in maschera?" "Certo, ma temo che sarai il solo". Esatto.
UPDATE: qui c'è Einstei. Pazzesco! L'unico pappagallo che imita gli altri animali meglio di... di me.
letture, classici sì ma quali?
Ehi, tu mi consigli un libro per mammà?
Una signora oltre i sessanta che frequentate da sempre passa troppo tempo ad assopirsi davanti alla tv.
Voi glielo fate notare suggerendo di passare a dei buoni libri.
Lei vi dice sì, mi piacerebbero però dei classici però, non queste robe moderne che leggete voi...
Quella signora è vostra madre, naturalmente: è colei che per anni si è occupata delle vostra educazione e ora il naturale contrappasso della vita vi invita a rovesciare i ruoli.
Voi lo scrivete sul blog chiedendo consigli ai passanti.