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Utente: burp
Nome: Zio Burp
Questo blog non è in vendita. Il suo titolare, invece, si vende molto volentieri. Zio Burp, fuori di qui si fa chiamare Cristiano Callegari. Si occupa di creatività e di scrittura: lavora con le idee e con le parole. Chiamatela come volete: copywriting, business writing, web writing, fuffa writing. Purché di writing si tratti. Questo blog qui ci ha i lavori in corso. Oggi fa un po' schifo e peggiorerà fino a rinascere mirabile dalle proprie webceneri.

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venerdì, febbraio 25, 2005

comunicazione: nuovi (?) strumenti e (pessime) gestioni
Blog e blogger: istruzioni per l'uso
Chi è che lo scrive? Un agile trattatello da mandare ad aziende, istituzioni, partiti. Tutti i soggetti insomma interessati a creare un link con la blogosfera. O a entrarci. Col piede giusto, magari.
Le prime due copie fresche fresche in questi giorni vanno mandate a Romano Prodi - o meglio, al suo staff di comunicatori - e al portale Libero. Le motivazioni le trovate qui e qui e relativi link.


postato da: burp alle ore 25/02/2005 10:12 | link | commenti
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mercoledì, febbraio 23, 2005

parole e significati
C’è gonzo e gonzo. E ancora gonzo.
Ok, partiamo da lontano.
Se uno cerca la parola “gonzo” su un dizionario trova: credulone, facilmente ingannabile. E si accontenta. Poi non è che sia usatissimo come vocabolo. E spesso gli si preferiscono dei sinonimi più o meno riferibili, da stolto a pirla e via così. 

Anni fa, in una vita precedente, in un pomeriggio di marzo mi trovavo in una tipografia della bassa per gli esecutivi di una copertina di vhs. Con me due bizzarri personaggi visti solo quel dì e poi scomparsi dalla mia vita.
Lei si chiamava Olga qualcosa. E insistentemente chiedeva - con tutte le bizze tipiche dell’attrice - che il titolo della pellicola fosse graficamente meno invasivo sul suo volto in copertina. Richiesta logica. Anche se, a onor del vero, il suo volto era già parzialmente oscurato da un grosso fallo maschile cui Olga dedicava le proprie attenzioni. Richiesta logica, accolta: titolo spostato.

Era il mio primo lavoro nel mondo del porno. Ok, molto laterale, direte voi, certo.
E comunque l’unico, dato che se non erro poi non pagarono e svanirono.

L’altro personaggio era molte cose. Regista, sceneggiatore, produttore, autista, agente e “accompagnatore” di Olga. Ma soprattutto, così mi disse lui - basendomi di muto stupore - “primo storico regista gonzo italiano”. Era un tipo tarchiato, spelacchiato. Una specie di Ron Jeremy dei poveri.
Parentesi:
 i più colti di voi ricorderanno Ron impersonare Diego Maradona in una pellicola italiana del 1990. Più recentemente lo si è visto in un documentario - dicevano assai divertente - che non so se sia uscito da noi. Chiusa.
Insomma questo signore, di fronte al mio basimento mi spiegò il significato del gonzo-film: che è quella pellicola in cui l’operatore interviene attivamente sulla scena. Senza smettere di filmare insomma “partecipa” alla trama. 

H. ThompsonTutto questo per dire che tra ieri e oggi, il suicidio di Hunter Thompson, gran consumatore di acidi nonché soprattutto inventore del gonzo journalism (oltre che autore di 2Paura e disgusto a Las Vegas"), riaccende i miei fari proprio sul temine gonzo.
Allora, gonzo journalism:
visionaria forma narrativa tra cronaca e finzione. L’esperienza diretta dell’autore entra come parte integrante nell’articolo, nella storia.
Da qui, facile la derivazione nel porno.
Ma prima? Perché la parola (italiana?) gonzo varca l’oceano e significa tutt’altro? Ha forse tutt’altra origine in quell’accezione? C’è qualche curiosone che mi toglie ‘sta pulce?


Per inciso: non ho visto nessuno dei film di cui si parla in questo post. Di entrambi solo le copertine in VHS.
Entrambe comunque, assai ben impaginate.


UPDATE 1: molto interessante l'Elogio funebre di Hunter Thompson, scritto da Giuseppe Genna.


UPDATE 2
: riposto qui le due risposte pervenute nei commenti (grazie Eburnea e Filter di fantasticiquattro):
gonzo
1971, Amer.Eng., in Hunter S. Thompson's phrase gonzo journalism, from It. gonzo "simpleton, blockhead." Thompson in 1972 said he got it from editor Bill Cardosa, and explained it as "some Boston word for weird, bizarre." Tratto da qui.
gonzo
/gon'zoh/ adj. [from Hunter S. Thompson] 1. With total commitment, total concentration, and a mad sort of panache. (Thompson's original sense.) 2. More loosely: Overwhelming; outrageous; over the top; very large, esp. used of collections of source code, source files, or individual functions. Has some of the connotations of moby and hairy, but without the implication of obscurity or complexity.



postato da: burp alle ore 23/02/2005 13:11 | link | commenti (5)
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lunedì, febbraio 21, 2005

blog-collezione inverno 2005
Celo, celo, celo, manca!
Cari lettori e passanti,
sto cercando - per curiosità e per lavoro - dei blog che si occupano di comunicazione, marketing, advertising, editoria, nuove tendenze. Alcuni li conosco e li leggo già, ma il mondo è vasto assai e chissà quanti me ne sfuggono.
Tendenzialmente cercherei quelli tenuti da professionisti o operatori del settore (dei settori via). Però in realtà l'unica cosa che mi interessa è che siano luoghi interessanti da frequentare.
Chi volesse aiutarmi e farmi delle segnalazioni, usi liberamente i commenti qui sotto, o - se crede - mi scriva all'indirizzo in fondo a destra.
In quest'ultimo modo sarà più semplice guardarsi negli occhi e poi scambiarsi le figu.

postato da: burp alle ore 21/02/2005 16:04 | link | commenti (8)
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una riga di testo qui, grazie. Ora non c'ho voglia, provvedo dopo
Giardinaggio linkatorio e quaderni da fotografare
Avevo deciso di smetterla di scrivere post in cui spiegavo - lamentandomi me tapino! - di non trovare il tempo di scriver nulla. Infatti oggi non son qui per questo. Ma per dire che dopo mesi rimetto le mani nei link e ne aggiungo alcuni. Che già leggevo. Da tempo. Forse. Secondo l'estro e il vento.

Momentaneamente privo di connessione casalinga (il che tra l'altro non è malaccio), gloriosamente annaspando tra lavori decenti e indecenti, ho solo il tempo di spendere due nuove parole per dire che il mio quaderno dei post, lui sì che si arricchisce di spunti e geroglifici e link e variedeventuali. E che se continua così mi vedrò costretto a fotografarne le pagine e postarle qui nude, coi quadrettoni grossi, la biro sbavata e il puzzo di treno. 

PS: già che ci siamo chi mi dice per favore che fine ha fatto http://serendip.labirinti.net/? Ha chiuso e io non lo sapevo? Trasferito? Altro?


postato da: burp alle ore 21/02/2005 14:18 | link | commenti
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venerdì, febbraio 18, 2005

tv: la serie di cui tanto si parla. Troppo?
...del modo bizzarro in cui non ti si muovono i capelli
DH castHa debuttato ieri Desperate housewives, su Fox. E ha già segmentato tre classi sociali ben precise. Nell’audience, dico.
- Quelli che non hanno il satellite e che aspettano arrivi in chiaro (su LA7 mi par di aver inteso).
- Quelli che il satellite ce l’hanno e han visto ieri la prima puntata.
- Quelli che vedono tutte le tv del mondo o che perché son giornalisti ricevono le puntate in anteprima o se le scaricano dal web.
Io sono nella categoria di mezzo. Guia Soncini ovviamente sta nella terza. Per questo oggi leggendola mi devo sforzare di saltarne un intero paragrafo, in cui lei bellamente svela battute e avvenimenti futuri. Sì perché io ieri me lo sono goduto il primo episodio. Molto. Ma un pochino di più me lo sarei goduto se non avessi letto tante cose in giro.
Guia dice che questa è Twin Peaks col sole. Qualunque cosa sia, ci sono già una serie di battute micidiali.
"Sono stufo del modo bizzarro in cui non ti si muovono i capelli", dice il marito alla moglie superperfetta fino alla nausea.
"Vuoi rischiare?" Dice la moglie al marito appena rientrato da una lunga assenza di lavoro. Lui le è addosso e si sta sbottonando la patta. Lei dice prendi un preservativo. Lui: "Eddai, rischiamo". "Vuoi rischiare?" fa lei, che – si badi - ha già 4 figli di cui tre sono evidentemente degli hooligans. Lui annuisce e lei gli rifila un pugno in piena faccia. Ma preciso e cattivo serio. Non è una battuta, no, è vero.
Beh, buona visione. O buona attesa. Guia, per favore smettila o non ti leggo più.

PS: son tutte brave, son tutte belle. Ma la mia preferita è Teri Hatcher, al centro nella foto in alto.


postato da: burp alle ore 18/02/2005 11:16 | link | commenti (1)
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martedì, febbraio 15, 2005

consigli di lettura ricevuti: classici e non solo
Una postata di libri
Segue, in ordine rigorosamente confuso e casuale, la lista dei consigli di lettura che mi avete suggerito per la mi' mamma. E dalla quale sia io che lei gradevolmente attingeremo. Grazie mille a tutti, da quelli che hanno scritto un rigo a quelli che hanno scritto una cartella.
 
Il profumo di Patrick Suskind, "La leggenda del santo bevitore" di Joseph Roth, "Il tamburo di latta" di Gunter Grass, "Il giardino dei ciliegi" di Cechov, "La zia Julia e lo scribacchino", di Mario Vargas Llosa, "Il procuratore della Giudea" di Anatole France, "Tenera è la notte" di Francis Scott Fitzgerald, "Chiedi alla Polvere" di John Fante, "L'amore ai tempi del colera" di Gabo, Ann Tyler turista per caso, Fosco Maraini, Sophie Kinsella, E. Wharton "La casa della gioia”, J.Austen , Radici , Wilbur Smith o Christian Jacq, simona vinci, jhumpa lahiri, guy de maupassant, "La felicità" di Seneca, toni morrison, L'età dell'innocenza, "Il ragazzo che amava Shakespeare" di Bob Smith, fruttero e lucentini "la donna della domenica", evelyn waugh "il caro estinto”, charles dickens "grandi speranze", hrabal "ho servito il re d'inghilterra", "Un amore" di Dino Buzzati, jorge amado "dona flor e i suoi due mariti", Furore di Steinbeck, Un cuore così bianco di J. Marias, Fiera della Vanità di Thackeray, le poesie di Hikmet.


postato da: burp alle ore 15/02/2005 13:11 | link | commenti (3)
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dal paese delle meraviglie
Un bel gioco dura poco, sigh
Il guaio di quando il carnevale finisce è che sai che per i prossimi 364 giorni non potrai travestirti e fare il buffone per strada.
Però sabato a Milano ci siamo levate alcune soddisfazioni non da poco.

- mascherato da pappagallo, andare dall'amico edicolante a chiedere "Scusi ce l'ha Airone? Gli dica che lo saluta suo cugino". Indi girare le piume e sparire nella folla.
- mettersi in posa in galleria per numerosi fotografi, specialmente giapponesi: "Scusi signole, potele fale foto con lei?". Diamine!
- alla signora bene superimpelliccita che stupita commenta "Oh, ma che bell'uccello", rispondere con un inchino esagerato: "Grazie signora, erano anni che aspettavo che qualcuno lo dicesse forte e chiaro".


postato da: burp alle ore 15/02/2005 12:54 | link | commenti (1)
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venerdì, febbraio 11, 2005


letture e lettori: copertine volutamente ambigue?
Un libro di/su/pro/anti Costantino?

Costantino e l'ImperoSono in libreria. In una mano La casa di Pina, nell'altra Costantino e l'Impero, di Giuseppe Genna e Michele Monina.

Mentre me lo rigiro tra le mani, entrano un paio di ragazze giovani sui 25, passano alle mie spalle, notano il libro e una fa: "Diomio il libro di Costantino, che schifo..." 

Così mi chiedo quanto gli faccia gioco agli autori e all'editore una copertina così, anonima, non caratterizzata. Non apertamente critica, come invece il libro sono certo che sia.

Certo, c'è il sottotitolo: "biografia non autorizzata del Divo nel Paese delle Meraviglie". Ma dentro quella grafica istituzionale e accanto a quella foto così serena e sorridente, quanti ci fanno e ci faranno caso?
Cioè, in entrambi i casi, dico.

Quante persone che hanno magari un'idea critica di Costantino e del meccanismo che ne governa le sorti, probabilmente sarebbero attratti dal libro se il titolo o la grafica fossero più esplicitamente critici, anti-Costantino?
E viceversa quanti distrattoni lo regaleranno serenamente alla fidanzata o alla mamma o alla moglie credendo si tratti di un innocente libro se non pro (certo non di), ma almeno su Costantino?


postato da: burp alle ore 11/02/2005 16:37 | link | commenti (3)
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giovedì, febbraio 10, 2005

il destino in una copertina?
L'ultima Donna si vede dal mattino. Cioè dalla copertina
Donna Febbraio 2005Esercizio: preso in mano Donna di febbraio (la penultima?), senza aprirlo, interpretare la copertina stranamente ricca di immagini, scovandone i segnali sulla prossima chiusura della testata. Le immagini naturalmente si riferiscono al contenuto della rivista, ma è impossibile che chi l'ha composta (e ideata) non ci abbia pensato. O no?

- Una modella in una strana posizione d'attesa, sguardo fisso, concentrato. Sembra una pallavolista che attende la battuta (o la schiacciata altrui). Ai piedi ha due zeppe alte così. (Movimenti difficili. Piedi di piombo. Mare di merda.)
- Un panino inequivocabilmente McD. (Qualcuno che mangia c'è sempre.)
- Una minacciosa lametta dal margine destro. (Facile: la scure dei tagli.)
- Vegetazione che sbuca qua e là. (Idem: questo mondo è una jungla.)
- Minacciose testine di vigili dal fondo pagina. (L'autorità che decide?)
- Una geisha con un sorrisino enigmatico. (La minaccia che viene dall'estero? La doppiezza ipocrita di chi sorridendoti ti condanna?)
- Un titolo Oooops... che già la dice tutta. (Scusate, si chiude: ve l'avremmo volentieri detto prima ma non lo sapevamo neppure noi).


postato da: burp alle ore 10/02/2005 14:59 | link | commenti (3)
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segnalazioni
I post degli altri
Mi rendo conto che c'è un po' di tutto: alcuni fanno ridere, altri no. Molti, moltissimi post letti e graditi li ho poi persi per strada. Quando li ritrovo li rilinko.

Credevo che Pulsatilla avesse scritto il post definitivo sul T9 (il famigerato dizionario automatico dei cellulari), seviziandone l’autore. Invece Severine ci riscrive le canzonette, svelandone casuali e meravigliosi nuovi significati.

Nostalgia, leggerezza e ovviamente musica nei pensieri di Gaia.

Amori interminabili e necessità fisiologiche. L’eterna lotta tra cuore (proprio) e vescica (altrui), nelle parole di Lisagialla.

Si è rotto? Lo chiamerò Menta. Il sacro terrore di una gravidanza a 15 anni (e l'odissea che ne deriva), by Margherita F.

Un pezzetto di Africa raccontato da Cassandra. Immagini, riflessioni, parole di viaggio.
Quel Ludwigqualcosa che inventò (?) lo swing. (La rubrica in cui Chettimar riscrive la storia della musica classica andrebbe linkata tutta).
Due scrittori all’ipermercato, tra l’ambaradan, Twin Peaks e la città delle tre p (Voghera).

Valerio Evangelisti (qui segnalato dal Genna), stufo delle stroncature di un critico, lo aspetta sotto casa e lo gambizza. A parole naturalmente. Dico solo questo: fate la pipì prima di leggere perché fa ridere un casino.


postato da: burp alle ore 10/02/2005 12:51 | link | commenti (2)
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martedì, febbraio 08, 2005

dal paese delle meraviglie
Due pappagalli a zonzo per la città
Due pappagalli
Il bello del carnevale è:
- che se hai una creatura puoi comportarti esattamente come lei
- pretendere che la nonna ti faccia il costume come lo desideri
- incassare la risposta della nonna ("Col cavolo che mi smazzo anche il tuo, ma lo sai quanto ci vuole a ricoprirti di piume a te?")
- passare un paio di serate e una mattina a tagliare carta crespa 
- accorgersi che non basta per un piumaggio da adulto e utilizzare un paio di magazine (qui Vanity Fair)
- andare in giro per la città tenedosi per le alucce e borbottando frasi sconnesse in cocorichese
- essere inseguito in piazza da una torma di bambini in maschera che ti prendono per un animatore
- essere spiumato dai più arditi
- essere contemplato dai più piccini che ti vogliono toccare il becco
- minacciare in tono gutturale il bimbo vandalo con la bomboletta di schiuma (se non la smetti ti stacco le dita e te le infilo tutte nel naso)
- lanciarsi come un pazzo berciando sulle mamme tua amiche che non ti riconoscono
- ballare in due di fronte a un musicante ambulante con la fisa vestito da gatto Silvestro
- attendere che alle tue spalle si crei il capannello di gente che crede si tratti di un piccolo circo
- depositare una moneta nel cappello del gatto, salutare e andarsene: il capannello si dissolve, il gatto miagola la sua contrarietà (collega, un altr'anno si fa una srl, ok?) 
- accompagnare in giro l'autrice dei costumi, affinchè ella riceva adeguati complimenti
- programmare una gita a Milano, dove - si sa - il carnevale dura di più
- altro?
- Ah sì: chiedere a vostra moglie "Mi fai un fischio se vedi altri adulti in maschera?" "Certo, ma temo che sarai il solo". Esatto.

UPDATE: qui c'è Einstei. Pazzesco! L'unico pappagallo che imita gli altri animali meglio di... di me.


postato da: burp alle ore 08/02/2005 16:49 | link | commenti (6)
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lunedì, febbraio 07, 2005

futuro ipotetico: operazione cash for post (oil for blog?)
Sii sincero, o prode blogger, anche se io azienda ti pago i post
Dato che nella mia lista di buoni propositi per il 2005, alla voce professione, c'era scritto grosso così "cercare il modo di scrivere di meno gratis e di più dietro compenso", va da sè che mi casca l'occhio su questo articolo di Repubblica.
Una società canadese di marketing globale assume blogger a 800 dollari al mese per farli scrivere dei propri prodotti. E tra i neo assunti, ci sono anche due italiani. Il tutto naturalmente è supertrasparente, come è d'uopo che sia nell'infida terra di nessuno, fitta di sguardi torvi e lussuriose promesse, che ancora separa i blogger dalle aziende.


postato da: burp alle ore 07/02/2005 17:14 | link | commenti (1)
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giovedì, febbraio 03, 2005

letture, classici sì ma quali?
Ehi, tu mi consigli un libro per mammà?
Una signora oltre i sessanta che frequentate da sempre passa troppo tempo ad assopirsi davanti alla tv.
Voi glielo fate notare suggerendo di passare a dei buoni libri.
Lei vi dice sì, mi piacerebbero però dei classici però, non queste robe moderne che leggete voi...
Quella signora è vostra madre, naturalmente: è colei che per anni si è occupata delle vostra educazione e ora il naturale contrappasso della vita vi invita a rovesciare i ruoli.
Voi lo scrivete sul blog chiedendo consigli ai passanti.


postato da: burp alle ore 03/02/2005 11:07 | link | commenti (20)
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mercoledì, febbraio 02, 2005

entra e bevi, pago io
Una birra per tutti! (Ma c'è anche del chinotto eh!)
Non so quando sia accaduto.
Se verso pranzo quando stavo in treno e chiedevo al controllore se per curiosità su questa linea ci sono boicottaggi e nel caso voi come vi comportate.
Se alle 14.00 quando una rigida e impassibile fisioterapista armata di apposita pistola mi sparava ultrasuoni a onde d'urto contro la spalla destra e poi io dicevo se si muove e spinge fa male ma poi mi fa bene e lei diceva speriamo.
Se verso le 15 quando discorrevo con mia madre di piume di pappagallo (lunghezza e colori, l'ho messa sotto coi costumi per carnevale) e poi le dicevo che la tv fa male e lei diceva libri? mi piacerebbe leggere dei classici e io penso bene, domani lo scrivo sul blog e così raccolgo consigli e dritte.
Se verso le 17 quando con la creatura alla libroteca Bonetta trovavamo un libro sul camaleonte e lei domani alla festa dell'asilo fa il canguro e già le maestre si son stupite di una scelta tanto esotica e smadonnando le hanno organizzato il costume e questa qui magari l'anno prossimo dice camaleonte e quelle svengono.

Sì per farla breve, che francamente poi non è così importante. Non so quando sia accaduto ma oggi qui il contatore ha raggiunto il 50millesimo accesso.
Grazie, cin, glu, burp.



postato da: burp alle ore 02/02/2005 19:11 | link | commenti
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dal paese delle meraviglie
Canzoni natalizie, capricciame creativo ad minchiam, altro
Premessa: alcuni post sei sicuro che li hai gi
à scritti e pubblicati e poi un martedì in treno ti casca la borsa, scivola fuori il quaderno, si apre e trovi lo scarabocchio prenatalizio che ti guarda male. È la vecchiaia, dicono. Faceva più o meno così.

In questi ultimi 15 giorni la creatura ha:
- lodato pubblicamente in casa d'altri il proprio albero di Natale, disprezzando quello altrui e sottolineando che "anche la mamma l'ha detto che il tuo è brutto".
- interpretato l'impegnativo ruolo del fiocco di neve in recita natalizia asilo. L'aggettivo impegnativo si intende riferito all'imobilità richiesta nel personaggio del fiocco di neve. Da allora e ancora per qualche giorno credo, all'ordine improvviso "fai il fiocco di neve!" la creatura si accuccia placida e immota come un pastore tedesco secchione. Dura qualche secondo poi riparte di slancio. (Sulle recite natalizie, cfr. questa foto di Buba e relativo adeguato commento).

- visto Shrek 2 al cinema (e poi anche Nemo) comodamente appollaiata su ginocchio paterno/materno, stupefatta.
- "imparato" alcune canzoni natalizie, tradizione anglosassone: Santa Claus is coming to town (solo il ritornello, intendiamoci), Jingle bells (sulla cui semplice melodia, ove correttamente istigata improvvisa con naturalezza altre storie di giochi e animali con o senza rima). All'asilo cantano anche "Un tappeto per bimbo Gesù", che non mi azzarderei a definire traduzione ma piuttosto liberissima interpretazione catto-metereologica della ben più nota Let it snow.
- appreso alla perfezione l'arte del capriccio ad minchiam che si fonda sulla negazione dell'evidenza (questo non è il mio lettino), su ottimi spunti horror (di notte le farfalle disegnate volano in giro), doverosa diffidenza verso la tecnologia (la luce rossa del telefono si muove, in realtà è l'interfono, quello da cui parla il fantasma). Tutto il capricciame è ovviamente finalizzato all'ascensione all'empireo del lettone. Tutto il capricciame viene pazientemente fronteggiato e respinto con solide argomentazioni logiche, dosi industriali di pazienza e ove necessario minacce, ricatti, intimidazioni, promesse di squallide delazioni a Babbo Natale. Minacce e ricatti, ricatti e minacce. A volte mi chiedo se – almeno all'inizio - siamo cresciuti tutti così?


postato da: burp alle ore 02/02/2005 10:11 | link | commenti (3)
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