appuntamenti
A volte ritornano
Allora.
Sabato prossimo (che ossignur: è già domani) sono di nuovo a Tortona a seguire il corso di Giulio Mozzi (qui e qui alcune info). Si legge, si parla e si ascolta Brian Eno.
E stavolta ci porto anche Cassandra.
Domenica invece vado a trovare lo zio Bob in studio (e le sue donne Martina e Lucilla a casa).
Perché in studio registra Greg. E domenica prossima tocca a me. E il programma è assai nobilitante: Duke.
correttori di parole (eventualmente di mondi)
Me parlare bello un giorno
No, meglio essere subito chiari: il libro di David Sedaris ora non c'entra. Lo sto leggendo a sprazzi in viaggio. E a stento sopprimo risate su treni pendolari silenziosi e assopiti.
Comunque, per chi è curioso: recensione da Dispenser qui, articolo di Giuseppe Genna qui.
Ma il titolo del post è un pretesto per parlare ancora del correttore ortografico-grammaticale di Word.
Solo perchè ho scoperto che c'è uno studioso americano che si chiede che senso abbia. Sì, che senso abbia investire denari in ricerca e insomma avere il software di videoscrittura monopolista e poi corredarlo con un controllo ortografico che, in tutte le lingue pare, lascia sempre parecchio a desiderare.
Nella pagina del prof. Sandeep ci sono un sacco di esempi. Che gli amici-lettori traduttori si gusteranno appieno.
Il consiglio è sempre quello del post di un anno fa: spegnete le righette rosse e verdi e accendete occhi e cervello. In assenza (anche temporanea) di questi due utili accessori, tenere a portata di mano un dizionario di carta o un collega alfabetizzato.
E infine un bello slogan che volentieri regalo all'area no-global, no-profit, no-microsoft: Meno correttori di Word, più correttori di World!
il marketing all'assalto dei genitori boccaloni
Piango perché papà e mamma credono alle favole della pubblicità
Apprendo con un certo disappunto che è stata giudicata ingannevole la pubblicità del "Perchè piango" di Foppapedretti.
Trattasi di un accrocchio elettronico che per soli 95 € decodifica il pianto di un bimbo, traducendone al genitore la causa: ho fame, ho sonno, sono nervoso, voglio giocare, è solo un capriccio, mi sono cacato sotto, sto per rimettere, la nonna fuma in mia presenza, smettila di baciarmi la tua barba punge, questo pigiama è orribile, mettitelo tu.
La sanzione del Garante della concorrenza del mercato è motivata dal fatto che Foppapedretti presentava il prodotto come "clinicamente certificato per analizzare il pianto del 100% dei bambini".
Ora, se fosse possibile trovare prima o poi la clinica che certificava (?) tutto ciò, si potrebbe chiedere di mettere a punto un analogo accrocchio per migliorare le relazioni di coppia.
Mi permetto di avanzare due modeste proposte per il nome del prodotto: "Perché ho il broncio", "Perché non te la do".
chi cerca trova, se poi cerca ancora, trova meglio
Nuntio vobis gaudio magno:
Habemus machina investigationibus (1)
Ciao, curioso viandante del web. Questo post è per te. Per te che sei capitato qui cercando su un motore di rierca cose come:
- Joe Denti, Ali G, Alessandra Lucarini, Gualtiero de Marinis, Carlo Sotis, Severina Vukovic (e altri personaggi di altalenante popolarità)
- sms gori-ventura, brani tratti da 100 colpi di spazzola, gonzo journalism, concorso tette, a 5 anni vuole fare la cacca nel pannolino (e altre vicende più o meno di cronaca)
- auguri frasi pensionati, asimmetria arti inferiori video, meniscopatia mediale, caballero settimanale (e altre richieste tipiche di un motore di ricerca)
- cercasi gestione palestra milano, cercasi traduttori di albanese, cercasi guaritore (e altre legittime ricerche di lavoro).
E altre cose ancora, tra le più assurde e scompagnate che si trovano qui. Ma anche pertinenti, ebbene sì, a volte capita. Che se l'elettronica ti manda qui, un motivo c'è. Magari non trovi quel che cerchi esattamente. Ma trovi il motivo per cui Google ti ha spedito da me.
Quindi, o viandante, raffina la tua ricerca una volta approdato qui, usando il motorino di ricerca interna che trovi in fondo a destra.
E poi goditi i risultati.
Però, se sei colui che ha cercato la seguente stringa "cerco lavoro come impaginatore grafico al corriere della sera", ahime, già ti anticipo che non ti posso proprio aiutare.
1. motore di ricerca si dirà così, no?
robe di bimbi, robe serissime: letteratura, giochi, marketing, Mcallattamento
...in attesa di titolo*...
Qui un concorso per costruire un giocattolo di qualsiasi genere, usando qualsiasi materiale o cosa recuperata.
Qui l'annuncio della presentazione del libro di Susann Linn Il marketing all'assalto dell'infanzia. Oggi alle 18 a Milano alla Hoepli.
Io andrei di corsa se non fosse che ho appuntamento alle sette con mammà per caricare in auto un comò e due materassi che poi domani vado su in valle con lei.
Qui - grazie a Cassandra - una recensione del miserabile scrittore che mi ha messo addosso una contagiosa curiosità per un libro per ragazzi: Il drago in discarica, di Cristina Brambilla.
Qui, da un blog interessante appena scoperto, la segnalazione su un annuncio pubblicitario di McDonald's Austria. Bastonabile, bastonabilissimo.
Ohi, noi lunedì si sale a Milano. L'ultima volta che sono stato alla manifestazione del 25 aprile a Milano era il 1994, pioveva a dirotto (Manu se ci sei batti un colpo!) e qualche centinaia di migliaia di ombrelli (milioni dite? Questura, che dici?) si inzuppava allegramente. E da solo un mese avevamo un grande imprenditore come nuovo premier.
Insomma lunedì sarà il battesimo della creatura in una manifestazione nazionale (che l'anno scorso era robetta locale, ma divertente via).
Quindi, gente, mi raccomando: se anche viene il Silvio, niente casini per favore: stiamo tutti composti ad ascoltarlo.
E appena finisce di parlare, però, ridiamo tutti insieme.
Ma forte.
* se qualcuno trova un titolo che tenga ragionevolmente insieme tutto, me lo dica e lo aggiungo, grazie.
filastrofando
Una sciocca gnocca barocca
ruppe un dì una brocca
del color dell'albicocca.
E ne uscì una filastrocca.
Ora, siccome io non c'ho tempo da perdere, il tempo è denaro, il tempo libero è sempre meno ecc., ho deciso che dedicherò una piccola quota del tempo che non ho a un'attività decisamente ludica. Ma come sempre in questi casi, serissima e impegnativa: la creazione di una filastrocca.
E non avendo mai scritto una filastrocca mi sono piccato di scovarne le regole. Che a quanto vedo, almeno online, non esistono.
Esistono i dizionari, che dicono:
1. composizione cadenzata con versi brevi, rimati o in assonanza, solitamente priva di senso compiuto, recitata o cantata spec. per divertire o far addormentare i bambini
2. serie noiosa e lunga di parole, discorso interminabile: mi ha fatto una f. di lamentele
Esistono i sinonimi, che sono:
poesiola, tiritera, chiacchierata, filatessa (ant. e poet.), nenia, scioglilingua, canzonetta, cantilena, litania, solfa, lungaggine, manfrina, sproloquio.
E poi esiste questo posto qui, solo che è un pochino vasto da esplorare: leggere 10mila filastrocche per cavarne le regole?
E poi questo qui. Che però contiene spunti e link meritevoli di un post intero.
Il titolo di questo post (sai quando stai 10 minuti a pensare al titolo? Ecco, appunto) è solo una rimata volante con rimario online.
A proposito, scusa: la prima filastrocca che ti viene in mente? Me la reciti o solo accenni nei commenti? Grazie.
curiosando
I post degli altri
1. Non sempre pubblicare (dentro) un libro porta fortuna. Prendiamo alcuni blogger...
2. Sottoscrivo l'appello: troviamogli una donna. In fretta.
3. Blog re-censore: dov'è che si prenota scusi? Prendo il numerino eh...
costumi (ristretti) e società (in evoluzione) Insomma, prima c'era la Barbie e per 40 anni ha dettato legge (qui il mio sgomento quando si mollò col Ken). Poi sono arrivate le Bratz: minigonna, zatteroni, pancini scoperti.
Che bambola!
Già. Che bambola?

Le bambine sono diventate più aggressive e dinamiche - bruciano più dei maschi le tappe della loro evoluzione sociale e affettiva, ecco perché le Bratz piacciono più delle tradizionali Barbie, che rappresenta un po' la vecchia bambina-modello. Si è avuta una profonda trasformazione del mondo femminile, dovuta anche ai modelli che abbiamo proposto tramite i media. (...) Tutti questi prodotti riflettono questa anticipazione femminile del percorso evolutivo in ambito sociale. Le Barbie erano l'infanzia tradizionale, le Bratz sono il nuovo mondo.
Devo dire che ci sono prodotti anche più aggressivi delle Bratz, anche con componenti distruttive. La loro diffusione è preoccupante perché bruciano troppo presto l'infanzia.
Ernesto Caffo, presidente di SOS Telefono Azzurro.
Lievemente inzoccolite insomma, proprio come le teen e le tween di oggi. Che non ha caso ne hanno decretato il successo.
Poi Mattel rilancia con la Barbie "My scene" e recupera un po' di mercato. Ma si becca la causa del gruppo Mga che produce le Bratz: Mattel è accusata di aver plagiato le Bratz.
Plagiato?
O ha solo dato un'occhiata a come vanno in giro vestite ma non dico le liceali, dico le otto-decenni.
Il che, in quanto babbo di una futura tween e poi teen (e ovviamente strafiga e furba come il demonio), non può che inquietarmi. Perché la creatura comincia già a voler scegliere da sè i vestiti con cui andare all'asilo. A tre anni, com'è giusto che sia, apprezza fogge giustamente fiabesche: con tanto di viadema da principessa sulla testa (sì, con la vi, viadema). Ma lo so che tutto ciò presto cambierà.
E in tutto questo bamboleggiare, da un lato Cicciobello non se lo fila più nessuno e dall'altro le bambole veramente zoccole sono certamente altre.
chick lit: un bel libro per femmine
"Si vede ancora l’alone. Dunque addio, tra noi tutto finito".
“… quando Helen Fielding ha scritto “Il Diario di Bridget Jones”, un romanzo rosa con senso dell’umorismo, e quando di Bridget si sono venduti taluni milioni di copie, l’editoria ha creduto di aver trovato un filone, invece che una semplice narratrice di genio. E a quel punto qualunque analfabeta scrivesse storie di presunto amore con presunte battute veniva pubblicata.”
Questa è Guia Soncini che sul Foglio di oggi (online tra poco direi) si lamenta di avere la scrivania sepolta dalla chick lit.
Che non leggerà mai.
Salvo poi scoprire Big Love di Sarah Dunn (edizioni Salani) e recensirlo alla sua maniera come “un bel libro per femmine”. Trovando non poche similitudini tra l’autrice del libro e la se stessa autrice dell’articolo. O la protagonista della serie Murhpy Brown (autrice sempre la Dunn medesima), che non perdona al fidanzato l’abbandono di una Coca senza sottobicchiere sul comodino di noce.
Ps per Guia: occhio che ti è rimasto nella penna il nome di battesimo dell'autrice. Mia mamma sul web non lo troverebbe mai. A proposito: ma mia mamma lo leggerebbe 'sto libro?
Ps per Cassie: sapendoti assai indaffarata, ho postato io su uno dei tuoi argomenti favoriti.
playlist presidenziale
It ain't me, it ain't me / I ain't no senator's son
I ain't no military son / I ain't no fortunate one
Nell'iPod di Bush ci sono solo 250 canzoni. Tra cui molto country e - abbastanza a sorpresa - anche Van Morrison (vedere per credere), Joni Mitchell e Jon Fogerty, ex Creedence. Non risulta che ci sia la canzone che parla proprio di Gergedabaliù, di quando per evitare il Vietnam si imboscò nella guardia nazionale.
E comunque chi l'avrebbe detto che sarebbe diventato proprio lui un testimonial Apple? Qui le considerazioni di Luca Sofri.
dal paese delle meraviglie
La febbre (della fiaba) del sabato mattina
Avevo parecchia curiosità per Le grandi fiabe del Corriere. E devo dire che mi paiono benfatte, sia per la cura del libro che - in modo particolare - per quella del cd (edito dall'Istituto Barlumen). E che hanno un prezzo (6.90 + il quotidiano) assolutamente irresistibile. Irresistibile per me che son curioso di mio e poi ci ho da allevare la fantasia della creatura. (Anche se credo che alcune le avrei comprate anche solo per me...). Irresistibile anche per la concorrenza. Che non è difficile immagnare l'urlo di dolore dell'editoria per l'infanzia, che non può certo muovere la guerra a RCS.
Anche la campagna ha un buon claim: C'era una volta... e ci sarà tutti i sabati.
Già: tutti, ma tutti. Infatti la creatura ormai ha capito che il sabato, quando scendiamo a prendere il giornale accade qualcos'altro. E ce ne andiamo a casa con libro e cd. Questo se fa la brava durante la settimana, naturalmente. Escono tutti i sabati fino a inizio settembre. Quindi ho tempo tutta l'estate per spiegarle che è una collana, che poi finisce e non è che poi tutti i sabati del mondo le si può comprare un libro. Invece ho tempo ancora 2 settimane per inventarmi qualcosa per schivare Barbablu. Fa paura a me, Barbablu, vorrete mica leggerlo a una treenne? Insomma spero che la settimana prossima non faccia la brava.
E per intanto ho già imparato alcune cose:
- che se la creatura ascolta il cd poi non accetta racconti a braccio: ti interrompe e recita con voce impostata i passi più crudi che tu vorresti aggirare. "I due anatroccoli furono colpiti e caddero nell'acqua, morti". E ti fa specie sentirla parlare al trapassato remoto.
- che il Lupo non mangia immediatamente Cappuccetto Rosso perchè il sentiero su cui la incontra è troppo frequentato e vicino ai campi in cui lavorano i contadini. E questo non banale interrogativo se non erro era stato anche oggetto di una delle 100 domande della vita e dell'esistenza degli ascoltatori di Caterpillar.
scrivere & raccontare
Sogni d'alloro. Con eventuale brasato al seguito
Era un po' che non mandavo nulla ai concorsi di narrativa che ogni tanto capita di incontrare.
Qualche giorno fa ho spedito una fiaba e due racconti via sms al Premio Teramo. (Tra parentesi: avete idea di cheppalla sia scrivere un racconto di 460 caratteri sulla tastiera del cellulare? Ecco, moltiplicate per due racconti. Chiusa parentesi.)
Ora ho inviato il testo per le 60 righe di ViviMilano.
Poi magari scrivo anche una filastroccola (a proposito: da dove si comincia? Dove sono le regole della filastrocca?).
E poi qualcosa per gli amici di Energheia.
E quest'estate infine c'è Scrivere le Olimpiadi.
Tanto com'è noto, io per tradizione vinco solo i concorsi letterari in cui non esiste premio in danaro. Solo alloro appunto.
Che in cucina però fa sempre comodo.
politica in tv: meglio di Zelig
Bollito Silvio
Non capita tutti i giorni che il capo del governo partecipi in tv a un vero dibattito politico - completo di contraddittorio - di fronte agli esponenti dell'opposizione. In questo paese erano quasi dieci anni che non capitava. Dal dibattito del 1996 con Prodi, moderato da Lucia Annunziata. Ieri il premier, sostituendo all'ultimo secondo La Loggia e accompagnato da Alemanno, ha partecipato a Ballarò.
Trasmissione interessante, a tratti assai divertente, da cui sono emerse tante cose.
Una in particolare appunto: i motivi per cui di queste trasmissioni ne abbiam viste così poche.
UPDATE1: stasera ore 22.30, replica di Ballarò su RaisatExtra.
UPDATE2: nei commenti mi si chiede di aggiungere - giustamente - che chi non ha il satellite, trova Ballarò di ieri sul web, sul sito di Raiclick. Grazie da un letto all'altro.
andiam, andiam
fii
fii fu
fu fi fii
fu fu fuu
Questi sono i giorni in cui ci vorrebbe l'audioblog per postare l'allegro fischiettìo con cui ho messo piede in ufficio. Che poi per coloro che ancora non hanno riconosciuto l'allegro motivetto, estrapolandolo dal fischiogramma del titolo, trattasi dell'Internazionale.
E poi sono anche i giorni in cui non mi dispiacerebbe avere qualche collega del Polo insomma. Che non si trovano mai.
I milanisti invece si trovano sempre
Davanti a Porta a Porta, scambio di sms con Beppe.
- Certo che questo Fini è proprio bravo neh? Ma perchè non lo compriamo noi? Uno come Moratti l'avrebbe già comprato.
- Guarda che frai tre Moratti avrebbe comprato Alfano.
- Vero: Alfano Recoba.
appunti di un comunicatore laico
Non se ne fa un altro
Venerdì sul Foglio il Consiglio a Lapo - 19 di Emmebì era sul marketing della Chiesa cattolica. E si chiudeva con la frase “Insomma non solo Dio c’è, ma parla e pare abbia anche un efficace piano di comunicazione.” Un po’ sulla scorta di quella lettura, vado a fare alcune considerazioni molto terrene (business 6 marketing oriented) sull’evento di cui il mondo parla. Ma non solo terrene, ecco.
La preghiera “virale” via sms
Venerdì sera sono girati i primi sms che invitavano a preghiera e raccoglimento. Non ho tuttora notizie di quanto sia cresciuto il traffico di sms nel weekend. Non è sempre per pensar male, ma se io fossi un gestore telefonico per tutte queste occasioni di grandi eventi, grandi emozioni, avrei i miei bravi copywriter che scrivono gli sms e cominciano a spedirli in giro. Poi la viralità emotiva fa il resto e io, gestore lungimirante, riscuoto.
Naturalmente, potendo, avrei pure profilato il target: una citazione biblica (o una preghiera) per alcuni, semplice emozione per altri, persino una battutaccia anticlericale per altri ancora. In questi messaggi meglio se ci sono minime trascuratezze di punteggiatura e ortografia: sembrano più veri.
La headline perfetta: prodotto + emozione
Sabato invece sfoglio i giornali e mi imbatto in un’espressione decisamente meravigliosa: “Il Papa già vede e tocca il Signore”. Così forte, così visibile, così adatta da stendere ko sul lettino della commozione anche uno spirito decisamente laico come il mio. L’avevo già sentita in tv, ma leggerla ne raddoppia l’effetto. Il senso è chiarissimo e molto terreno: è più di là che di qua, ha già un piede nella fossa. Ma in queste parole e nell’immagine che evocano c’è la mano di un grande comunicatore. Che il vostro comunicatore laico steso sul lettino sinceramente ammira. C’è - in meri temini di comunicazione, detto con il massimo rispetto per tutti - il racconto preciso di un’esperienza di prodotto unica e totalizzante. Ammetto la mia laica ignoranza. Non ho altre esperienze dirette di quella frase. Mi auguro non sia protetta da un copyright gerarchico: nel senso che sul Papa stava benissimo insomma, ma è applicabile a tutti quanti, credo. Insomma se mai me ne andrò credente (o anche magari no, e allora sarà solo per ristorare una platea di parenti credenti affranti), io voglio che per raccontare dove tengo i piedi in quel momento usino quell’headline lì.
Exit Pope & exit poll
Siamo tutti qui a chiederci quanto questi eventi influiranno sulle elezioni. In termini di affluenza vedremo.
Una cosa è palese. Por suerte non esiste più un partito chiamato Democrazia Cristiana, ma tanti partiti sparsi di qua e di là. Altrimenti sarebbe stato il plebiscito.
Roma-Cracovia a soli 7 euro!
Secondo me in Polonia ora, dal primo ministro all’ultimo dei bottegai di Katowice stanno tutti coi diti incrociati ad attendere l’apertura del testamento. Se il dito di Karol cadesse sulla sua patria, il boom del turismo religioso sarebbe netto e duraturo saecula et saeculorum. Ora e dopo la beatificazione, dico.
Giù il cappello
Dal momento che i titoli del Manifesto sono sempre una spanna sopra, e sapendo quanto poteva essere complesso quello di domenica (lo stesso di questo post), devo dire che se la sono cavati alla grande.
Nessun Papa (né la sua memoria) è stato maltrattato durante la stesura di questo post.