musica e altro tra le righe
Post a la "di palo in frasca", notizie sparse insomma
- Non so se ho capito esattamente cosa sia il podcasting. Però anche senza essere fortissimo in teoria, ho scaricato i miei bravi contenuti da Zubar e devo dire due cose, anzi tre:
1. Che è una figata, permettetemi il tecnicismo, questa possibilità di scaricarsi cose interessanti dalla rete, infilarle nel lettore e ascoltarsele a piacimento qua e là nel mondo.
2. Che questi di Zubar sono bravi a confezionare trasmissioni e interviste interessanti. E andrebbero aiutati. Quantomeno spargendo la voce.
3. Che è abbastanza raro ascoltare Gene Gnocchi che parla seriamente di sè, del suo lavoro e di musica, quindi non perdetevelo
- A proposito di Gene e di Buono a sapersi, la cui ricetta scrivemmo qua sotto, nella trasmissione c'è una nuova rubrica. Si chiama semplicemente "Tu l'hai capita?" e consta di semplici interviste all'uomo della strada sulla comprensione dell'ultima vignetta di Forattini su Panorama. La soluzione, l'interpretazione autentica insomma viene fornita capovolta a fine puntata.
- Non so se l'ha detto anche il Moige che questa orgia di Wresting è diseducativa e pericolosa. Se sì, è la prima volta che sono d'accordo con loro.
- Se al cinema guardando Ray (conosco anche qualcuno che vi ha condotto la propria scolaresca) vi siete emozionati per la bellezza e la semplicità della prima produzione di The Genius, se avete pensato che troppo spesso nella sua lunga carriera arrangiamenti orchestrali sovrabbondanti "coprivano" la grana purissima del suo canto, se sapete che Ray all'inizio si ispirava a Nat King Cole ma non avete mai udito la sua voce prima che diventasse la sua, se volete insomma godervi il giovane Ray attorno ai 23 anni, allora date retta a me: investite qualche euro e comprate Musica Jazz di questo mese. C'è un cd con le prime 24 incisioni di Ray, periodo Atlantic, le prime con gruppi raccogliticci, poi con le band di altri artisti della scena blues, infine con la sua prima vera band. Nella rivista anche un saggio di Luciano Federighi che insomma è uno che di voci black se ne intende un tot. E sempre nella rivista anche una vecchia intervista a Steve Lacy (qui ciò che postammo un anno fa nei giorni della sua scomparsa), che ripercorre la sua passione per la musica di Monk e per i giorni passati con lui.
Poeti per posta
Chi ha vinto e chi ha partecipato
Seconda edizione della kermesse poetica organizzata da Poste Italiane con Caterpillar di RadioDue.
(A proposito: io in FM la becco sempre male anche con i nuovi strumenti tecnologici di cui mi sono dotato.)
Qui trovate tutti i premiati delle tre categorie (poesia del giorno, poesia della notte, post scriptum).
Son belle tutte, ma se devo sceglierne due allora sono Come prima e Questioni di budget.
E qui di seguito, a gara conclusa, le mie.
Categoria Poesia della notte
Notte bianca
Versi nottetempo
un caffè lungo
in tazza grande.
Versi nottetempo
d'amor felino
scorribande.
Versi nottetempo
scrivi insonne
in mutande.
Categoria Post Scriptum
Sbadato
Splendidi versi
per me
rimasti.
Rimasti
per me
in un cassetto.
spignoleggiando sul lavoro altrui
Martellate sui coglioni: autolesionismo o genialità?
Organizzare un workshop sui comunicatori che comunicano male e scegliere di comunicare il workshop medesimo con un invito fatto davvero maluccio potrebbe tutto sommato essere una genialata.
Update: son stato ellittico, mi spiego meglio. Perché fatto maluccio. Almeno secondo me.
- L'idea della martellata è sicuramente d'effetto. Anche se è un effetto molto maschile e invece qui il target è più che mai misto.
- Titolo / sottotiolo. C'entra la martellata con l'etica? Volendo sì: chi si comporta in modo poco etico arreca danno a tutti. Ma qui il nesso non c'è.
- Ma quel signore ritratto nel visual sarà mica un comunicatore, no? In qualche annetto, non ne ho ancora visto uno vestito così. Sembra piuttosto tratto da un catalogo sulla 626. C'è quindi un certo scollamento tra il messaggio e il visual: usando un banalissimo manager incravattato lo scollamento si sarebbe avvertito di meno.
- Il font è grazioso ma come spesso accade non è dei più leggibili, almeno a video. C'è qualche ingenuità di impaginazione (margini discutibili, un certo affollamento anarchico dei marchi, un titoletto col punto).
- I testi sono giustamente didascalici ma un po' sciatti.
Tutto questo almeno secondo me.
Poi porca l'oca, lo vedo solo ora: c'è pure il refuso. E quello come al solito stride come lo spinacio tra gli incisivi di chi vi parla. E quello non è "secondo me".
autopromozione degli affari della famigghia
Weekend musicale, appuntamenti jazz e rock
Come già anticipato qui sotto, sabato e domenica mini tour jazzistico del sottoscritto nel Ponente ligure con alcuni amici fidati di laggiù, che mi hanno convinto a levare dalla naftalina (oltre al culone e alle dita) anche alcuni vecchi brani scritti quando ancora avevo i capelli e non la pancia.
- Sabato 21 maggio, ore 22.30 - Germinal di Taggia
Il locale è un'osteria molto carina, si mangia anche bene.
- Domenica 22 maggio ore 20.30 (aperitivo) e poi 22.30 - Moscabianca di Ventimiglia
Questo è proprio un jazz club, mi dicono, e ci suona gente "di un certo livello", ecco.
La formazione si chiama estemporaneamente Burp Quartet e ci sono Andrea De Martini al sax tenore, Alberto Miccichè al basso, Enzo Cioffi alla batteria e il sottoscritto al piano.
E fin qui io e il jazz.
Il mio rockfratello invece si esibisce stasera in quel di Thiene (VC) con i PG Time, aprendo il concerto del trio di Rachel Z, pianista e tastierista del PG originale che poi sarebbe mr. Peter Gabriel.
La Rachel poi lunedì 23 è qui a Milano, alla Salumeria della musica.
Nella prima occasione è previsto che Matteo canti anche due pezzi con Rachel. Nella seconda ancora non so.
Io vorrei esserci alla Salumeria, ma dipende quanto mi consuma il weekend con il rientro al lavoro senza passare dal via e con la notta amabilmente saltata.
Se andate da quelle parti, ci si vede.
Lui è slavo o baltico. Suona sulle navi da crociera. Una passione per Chopin ma gli garba pure Duke.dietrologia: guerrilla marketing musicale
Piano-man: nuovo caso a Sanremo
Io nel weekend vado a suonare nel ponente ligure: concerto sabato, doppio concerto domenica e lunedì mattina, senza passare dal via (dal letto), direttamente in stazione per rientrare a Milano e non giocarsi un dì di ferie. Orario previsto treno 5.45, orario arrivo Milano Centrale 10 scarse.
Condizioni psicofisiche da definire: adrenalina molta, sonno poco, tasso di beatitudine buono, altro dipende.
Però però però pensavo. (E commentavo).
Se io lunedì all'alba invece di salire su un treno, vado in spiaggia a Sanremo, mi levo le scarpe, mi strappo le etichette dai vestiti, mi spettino un po' (le sopracciglia, dico), assumo l'espressione più bastonata e sbattuta che si può tipo da reduce di un naufragio (doppia serata + notte saltata, perfetto così), e con aria assente, mi metto a vagare per l'arenile senza proferir verbo. E muto resto anche quando mi trova la madama e mi porta in centrale e poi i medici gli strizza, i giornalisti. Poi mi danno un foglio, disegno un piano, me lo portano, suono. E il resto viene da sè.
E poi la storia farà il suo corso e chi vivrà vedrà.
Ma volete che la gente non sia curiosa di sentire la misteriosa e sensibilissima musica di uno che si è perso via di testa, almeno per un po'?
Volete che non mi chiamino almeno un paio di major per propormi cd e tour?
Mi sono fatto un regalo, alle mie orecchie e alla mia comodità di ascolto. E anche alla mia borsa in cui il tondeggiante lettore cd capeva con una certa scomodità e peso. (Capeva? Dopo controllo dai...).media: ce n'è per tutti i gusti e dimensioni
La tv globale e quella condominiale
Qui e qui si parla di Current tv, la prima tv il cui palinsesto sarà costruito solo con contenuti prodotti dai telespettatori.
Qui invece si parla di un pensionato di Bologna che, con idee e buona volontà e un miserrimo investimento, ha realizzato una tv condominiale: Teletorre 19. Hanno persino l'ok della SIAE per trasmettere i vhs di proprietà dei condomini. E nel w/e si concedono una pazzia: noleggiano un blockbuster! E un giorno alla settimana c'è un Tg condominio che va in loop tutto il dì.
E io che ancora mi credevo che i pensionati andavano al bar a giocare a carte o stavano in giro a ipnotizzarsi davanti ai lavori in corso.
Quasi quasi oggi cerco un signor pensionato tecnologico nel mio condominio e poi gli parlo io.
scegliere, regalare, leggere
Libri regalati al buio. Epperò azzeccati.
Non so voi ma quando si tratta di regalare un libro (atto meravigliosamente gradevole in sé), qui si apre il dibattito: meglio un libro che ho già letto e vado sul sicuro? O meglio qualcosa che non ho letto e magari faccio centro e alla fine ne guadagno anche io (in conoscenza di un nuovo autore, dico)?
Ultimamente ho preso la seconda strada. E ho goduto assai quando la collega Paola e l'amico Beppe mi hanno dato feedback entusiasta sui rispettivi regali. Che erano Gli Schwartz di Mattew Sharpe (qui la recensione di Giuseppe Genna) e Disturbo della quiete pubblica di Richard Yates (qui idem), che se non erro avevo scelto dopo averne letto da qualche parte in un post di Simona.
Dato che ci siamo qui c'è anche un'altra recensione. Del nuovo Huellebeq.
la recensione che non scrissi
Specie da salvare: l'insegnante valido e appassionato, o insegnante-panda
Quando nello scorso gennaio ho letto il libro di Paola Mastrocola "La scuola raccontata al mio cane", mi è rimasta in canna una recensione.
È un libro bello e importante. Divertente e terribile. Parla di una specie in via di estinzione. Quella degli insegnanti che amano dello stesso amore la propria materia e l'atto di insegnarla. Ognuno di noi ne ha incontrato almeno uno. A volte accade che siano dei pazzi, ma alla fine, a distanza di anni, sono quelli di cui ci ricordiamo.
Tra i molti insegnanti, io ne avevo due proprio in famiglia. Ed entrambi entusiasti del loro lavoro e di quanto esso li mantenesse svegli e sintonizzati sui giovani e sul mondo. E questo libro mi faceva pensare un po' anche a loro. E allora forse diventava una cosa troppo personale per una recensione.
Il libro della Mastrocola (che insegna italiano e letteratura dalle parti di Torino) è il racconto di una passione, di una missione e della sua decadenza in questi tempi di riforme, scuole-azienda, accoglienza, crediti, progetti. Tutte parole di un linguaggio importato a forza dentro la scuola. E che entrandoci dentro ne hanno espulse altre.
Un libro che ho consigliato caldamente a tutti quelli che potevo, specialmente se genitori o insegnanti o entrambe le cose.
La recensione poi non l'ho mai scritta. Ma vi segnalo quella della prof. Capecchi Gaia: una recensione vissuta perchè questo libro parla di lei. Anche di lei.
Aggiungo due link con interviste all'autrice
Un'intervista su Infinite storie.
Un'intervista (audio, streaming o mp3) di Alessio Aymone da acabnews.
cucinare la tv (meglio se tra pochi amici)
Buono a sapersi, una ricetta ancora poco nota

Ingredienti (per pochi intimi): un canale satellitare (RaisatExtra) di scarsa audience e buona vocazione sperimentale, un Gene Gnocchi che studia (e cresce) da giovane Letterman, una presenza femminile che non esponga epidermide (fatta eccezione per un naso di considerevole fascino), un gruppo rodato di autori, ospiti noti (stasera Marco Travaglio) e meno noti.
Preparazione: inventare un dizionario che segue l'ordine di importanza delle parole (io tentai di vendere un calendario coi mesi in ordine alfabetico ma mi andò male), aggiungere un po' di Gene, costruire microprogrammi (la Docu-soap, Inside Leonardo) che rimescolino e reinterpretino in un paio di minuti alcuni generi tv (meglio se lontanissimi tra loro), aggiungere un ospite possibilmente televisivamente vergine ma brillante (esistono!), preparare fax e mail spiazzanti da commentare in trasmissione, ancora un po' di Gene, applausi di vecchi varietà in b/n, una spruzzata di Cesare Cadeo (controllare prima la data di scadenza), scrivere le domande e preparare gli ospiti (non troppo però), prendere per i fondelli un autore vero (Camilleri) e uno immaginario (Grbic, Io nella neve), scovare negli archivi Rai perle in b/n di personaggi della cultura o del cinema e affidargli la sigla di coda(misinterpretando però il senso delle loro parole), aprire un blog su Splinder in attesa di una casa propria, aprire poi un sito vero ma strutturarlo all'incirca come un blog.
Tempo di cottura: una mezzoretta.
Consigli per migliorare la ricetta:
- "staccare" ancora di più Gene dai testi delle interviste e spostarlo di più sulle risposte dell'ospite. (Ma poi dipende anche dall'ospite, dai tempi tecnici e ammetto di averne viste viste solo alcune puntate).
- Insistere su Anna Della Rosa e sulla sua risata di fronte a testi non preparati prima.
- Mettere online (su Raiclick?) qualche contributo da scaricare.
- Convincere la futura dirigenza a spostare il programma su RaiUno dopo il Tg del prime time.
(Nota per i più maligni: a me Gene piaceva anche prima che mi dicessero che era "diventato" mio parente: "Ma va? Chi? Sposato con la Gianna?")
radio: segnalazioni
Distributore automatico di stimoli quotidiani
- Oldboy: Film coreano, presentato all’ultimo Festival di Cannes, che racconta la storia di un uomo rapito e tenuto prigioniero per quindici anni.
- Vibe Rider: il primo vibratore per motocicletta; un congegno nascosto alla sella del passeggero la cui intensità è sincronizzata con la velocità del motociclo.
- Libro del giorno:“Atomico dandy” – P.Pallavicini
- X reflect goggles: tornano aggiornati tecnologicamente i famosi occhiali a raggi X che promettono di vedere sotto i vestiti.
- Con la palestra “Craft Gym” di San Francisco, torna la mania delle esercitazioni manuali: con la maglia e il cucito.
- Libro del giorno: “E adesso puoi andare” – Vendela Vida
- In Giappone la ditta di video “Soft on Demand” propone una serie di video erotici dedicati alle forme di feticismo più assurde, come la passione per gli scarafaggi o la ginnastica senza abiti.
- Nuove frontiere del marketing 2 - Le nuove e sofisticate tecniche di persuasione: dai codici a barre capaci di rivelare i segreti dei nostri consumi all’affitto di spazi corporei a fini pubblicitari.
- Libro del giorno: oggi sarà consigliato e presentato da Carlo Lucarelli.
- My architect: il film documentario incentrato intorno alla figura dell’architetto Louis Kahn, raccontata attraverso un viaggio nella memoria del figlio illegittimo.
- “Unkle Kimono”, la linea moda per uomo disegnata dal poliedrico e fascinoso attore John Malkovich.
- Libro del giorno: “Resistenza 60” – V. Ambrosecchio
- Un’intervista a Willy Montini, banditore d’aste e venditore per tradizione familiare.
Era da un po' che volevo citare e linkare Dispenser (tutti i giorni su Radio2 alle 20.35) che è da sempre nei miei link e qualche volta riesco ancora a seguirlo per bene. Quello che mi perdo poi lo cerco sul sito. Che archivia i testi di tutti tutti i servizi. I testi non sono tutto, certo. Dentro Dispenser c'è anche parecchia musica. Stimolante e curiosa quanto il resto.
E poi Dispenser vola: dura solo 20 minuti. L'accendete a fine tg e alle 21 siete già sul divano davanti alla tv. Se siete pantofolai, dico. Perché non lo seguo sempre? Bella domanda, fratello: io a quell'ora di solito c'ho un impegno con la creatura.
Dicevamo?
Ah sì. Era da un po' appunto che volevo segnalare questo quotidiano vassoio di stimoli assai ben assortiti. Lo faccio oggi copincollando la loro newsletter. Che ha un solo piccolo difetto. Arriva sempre il martedì o il mercoledì a settimana già iniziata.
Io, comunque, li perdono. Tutti. Dai piani alti della produzione ai "bistrattati stagisti".
Buoni ascolti a tutti.
Soprattutto quelli che ricevono bene Radio2 in FM.