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Nome: Zio Burp
Questo blog non è in vendita. Il suo titolare, invece, si vende molto volentieri. Zio Burp, fuori di qui si fa chiamare Cristiano Callegari. Si occupa di creatività e di scrittura: lavora con le idee e con le parole. Chiamatela come volete: copywriting, business writing, web writing, fuffa writing. Purché di writing si tratti. Questo blog qui ci ha i lavori in corso. Oggi fa un po' schifo e peggiorerà fino a rinascere mirabile dalle proprie webceneri.

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giovedì, giugno 30, 2005

attività musicali della famigghia
All together now, clap your hands guys...
(ma in levare, diamine, in levare...)

Domani sera venerdì 1 luglio, Zio Burp e famiglia vi invitano tutti in piazza delle Torri a Pavia a sentire la Corale Valla che fa il suo concerto di gospel e presenta il suo primo cd. Ora, non l'ho ancora sentito ma mi ci gioco i maroni che è molto ma molto più bello della copertina.

Naturalmente noi si tifa per la buona musica tutta e per i bravi cantanti e musici tutti.
Ma in particolare si tifa per il mio gospel-brother (tio teo), che aspetto solo diventi famoso per ricattarlo con la scaletta della nostra prima esibizione a pagamento, estate 1986, brani quasi irriferibili.


postato da: burp alle ore 30/06/2005 18:25 | link | commenti (3)
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libri & caldo: viaggi & allucinazioni 
L’angelo obliteratore 
Ci sono dei libri che quando decidete che li prestate, prima volete farci di nuovo una nuotatina dentro, soprattutto se fa caldo e vi ricordate la fereschezza di un passaggio in particolare. Che magari vi ha fatto sghignazzare.
Poi ogni libro è un viaggio, e se questo viaggio lo fate dentro un altro viaggio, in treno per esmpio e magari fa caldo allora possono accadere cose strane.

Generations of loveIl libro è Generations of love, di Matteo B. Bianchi, libro letto e assai piaciuto qualche anno or sono. Romanzo di formazione, di crescita e svelamento di personalità e identità. Sessuale ma non solo. Scritto da un coetaneo, intriso di anni ’80, ambientato in parte nella mia città e dentro le biblioteche dove mi trascinavo allora (e da qualche parte probabilmente a lettere, c’era anche lui). C’era un passaggio in cui avevo sghignazzato proprio tanto, improvvisamente per una frase semplice ma che nel contesto era perfetta. Ieri sul treno la cerco, la trovo, rido, alzo gli occhi e allibisco: il controllore più bello del mondo. Una sorta di Keanu Reeves fatto e finito, meno perfetto ma più intenso: moro, con gli occhi verdi scuro e la faccia sveglia. E una presenza quasi mistica. Non suda neppure nella sua splendente divisa da controllore. Divisa che esercita un certo qual fascino pure su di me, alieno per formazione al fascino di ogni divisa. 
Tanto bello e lontano dall’iconografia del controllore FFSS che non sembra nemmeno vero. Riabbasso gli occhi sul libro e sulla frase. Che a questo punto ve la devo dire. In questa pagina, il protagonista, insieme a due amici, arriva ad Amsterdam e scopre quel mondo che lui giovane timido gay provinciale neppure s’immaginava. Gira i locali gay, entra in un posto chiamato Havana. E scrive così.

“Appena ci mettiamo piede ringrazio il Signore, la Madonna e i Santi Tutti di avermi fatto frocio, perché io tanti uomini così belli non li ho mai visti da nessun'altra parte. Leggo negli occhi dei miei compagni di viaggio preghiere simili. Amen.”

Ecco spiegato tutto. L’angelo obliteratore Keanu è evidentemente un’allucinazione indotta dal caldo e dal libro.
Ma quando alzo gli occhi lui è ancora lì, che sbircia la gazza dietro le spalle del passeggero di fronte. E, fatto assolutamente incredibile, nessuna delle donne sul treno lo guarda neppure di striscio.

Colleghi e colleghe pendolari della MI-GE…

(Inserto musicale improvviso:
Colleghi pendolari, eletta schiera,
che si scioglie sui treni, al mattino e alla sera.)

… ditemi voi se ho visto un fantasma, un’allucinazione o un personaggio del libro.


postato da: burp alle ore 30/06/2005 14:50 | link | commenti (5)
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mercoledì, giugno 29, 2005

tecnologia e diffusione dei contenuti
Il podcast: sempre meno sconosciuto
Dal blog Come si fa un blog, di Sergio Maistrello, un blog sempre molto utile e interessante, che sta un po' cambiando pelle (e tra le altre cose accogliendo nuove firme e contenuti) segnalo al volo questo bel post di Renato Biolcati sul podcasting.
Da che ho scoperto Zubar, qualche post fa (e poi nei commenti anche altri podcaster), sono sempre più attento. E incuriosito.

UPDATE: altra miniguida sul Corsera, qui.


postato da: burp alle ore 29/06/2005 17:55 | link | commenti
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vecchie ricerche / futuri lavori?
Zio Burp e i quaranta bloggoni
Quando mesi fa mi hanno mostrato questa ricerca di Casaleggio & Associati sul social networking dei blog e ho visto che BURP! stava nella top40 dei “blog più importanti della rete”, mi ci son fatto una risata e questa cosa l’ho usata solo per farmi pagare da bere all’osteria e non l’ho scritta neppure qui sopra.
Quella ricerca “pesava” tecnicamente l’interscambio dei link (poteva esse fatta anche senza mai leggere un rigo di quei blog, a parte il blogroll, naturalmente).
Per carità, un suo significato l'aveva... E vi rimando qui da [mini]marketing per alcuni spunti critici e altri link per approfondire. Ma allora pensai che, giacché sono un romanticone, mi faceva più piacere un complimento su stile e/o contenuti ricevuto da uno sconosciuto passante, che non l'inclusione in un elite, che poi non so neppure se e dove ci vanno gli accenti sull'elite, vedete voi quanto male la indosso io l'elite...
Però.
Però, dopo che (anche a causa di quella ricerca) a BURP! sono arrivate due-tre proposte di lavoro, allora ho deciso che quella storia lì della top40 era il caso di metterla anche nel curriculum.
Che non si sa mai e le vie del mercato sono infinite.
Che ne dite? E soprattutto, dove diavolo vanno gli accenti?


postato da: burp alle ore 29/06/2005 15:39 | link | commenti (4)
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lunedì, giugno 27, 2005

editoria: un nuovo mensile al posto di un vecchio settimanale
Le dimensioni contano. Ma non sono tutto.
XL numero ZeroHo sbirciato il numero zero di XL, il nuovo mensile del gruppo Espresso. Chi si aspetta che sia l’erede del settimanale Musica (chiuso a gennaio) resterà deluso. Trattasi di patinato extralarge, target 18/40 e una segreta vocazione di maschile a tutto campo. Credo che potrà rubare lettori a Max più che a Rolling Stone insomma. Intendiamoci: non è brutto… è che ci hanno messo di tutto e di più: musica, moda, hype (?), tecnologia, eccetera. L’idea più originale (e gradita) mi pare quella di dedicare parecchio spazio al fumetto italiano, anche inedito. Disegnatori sconosciuti, mano ai temperini dunque!
E va da sé che si tratta di un giornale da sfogliare più che da leggere. Musica era senza dubbio più ricco di contenuti. Ma forse solo perché era “specializzato” e non aveva paura di impaginare una lunga intervista anche a uno scrittore o a un regista. Qui, tra belle immagini, sommari, box, accessori, i contenuti per ora paiono essere in secondo piano. Ma Luca Valtorta è la stessa persona che faceva Musica, quindi confidiamo che – anche grazie al feedback dei curiosi prima e dei lettori poi – possa aggiustare un poco il tiro.
Poi presto non mancherà la risposta da Rcs. Sarà Io Uomo il loro nuovo maschile?

Alla fin fine in questo XL l’unica cosa che manca rispetto ai maschili che conosciamo è la gran quota di esposizione di epidermide femminile. Tette & culi, per capirci. Ma questo se non erro l’aveva già detto qualcuno tempo fa.



postato da: burp alle ore 27/06/2005 17:41 | link | commenti (3)
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venerdì, giugno 24, 2005

anniversari: ricordi "familiari"
Chiedi chi erano i Beatles
40 anni fa oggi, i Fab Four arrivavano in Italia per la prima e unica volta.
Online e sulla stampa testimonianze e celebrazioni.
Domattina vado all'Ikea con tre donne, pensavo di fare due chiacchiere con una di loro: quella che 40 anni fa era al Vigorelli a vedere i Beatles.
Tanto più che su questo blog lei è già comparsa.

Et voilà, ecco l'UPDATE
Un salto nei sixties milanesi con la voce della mi' mamma

Fab Four al DuomoInsomma, si sapeva che venivano i Beatles e naturalmente tua zia (che aveva 9 anni meno di me era una ragazzina e non era ancora diventata la stronza di oggi) era impazzita e voleva assolutamente andare. Ma non poteva a 17 anni andare sola, figurati, poi proprio ai Beatles che era appena scoppiata la beatlemania e insomma i concerti non erano posti molto tranquilli, almeno a quel che si sentiva dire  (ndb: a Milano andò tutto bene, ma ad Amburgo ci furono degli incidenti e a Roma, al teatro Adriano due giorni dopo, un fan salì sul palco e rubò il cappello a Lennon e i quattro mollarono gli strumenti scapparono dietro le quinte).
Così il nonno decise che io l’avrei accompagnata. I biglietti li trovammo grazie a un coupon di Sorrisi & Canzoni (ndb: il nonno aveva un’edicola): ne chiedemmo 4 e 4 ne ritirammo (ndb: oggi tutto ciò suona piuttosto incredibile ma nello stesso tour a Genova parecchi biglietti rimasero invenduti)
Quindi andammo io, la zia, lo zio e il tuo babbo che allora era il mio fidanzato. Mi ricordo che mi misi un vestito giallo di seta che mi ero fatta da me, mia sorella aveva il cappellino alla Lennon, la minigonna e una maglietta bianca e i ragazzi erano in jeans e camiciola. 
No non ero esaltata, no. Mi sarei esaltata fosse venuto Elvis, quello sì che mi piaceva. Di concerti ne avevo già visto qualcuno. I miei amici dell’accademia mi avevano portato a teatro a sentire Armstrong e anche Chet Baker. 
Tornando ai Beatleas, la cosa che mi ricordo di più è che avevo paura dei casini e che invece andò tutto bene. Matusa dici? Beh, senti un po' pisquano, io avevo 25 anni, un lavoro e un fidanzato che l’anno dopo mi sarei sposata. La scalmanata era quell’altra, io volevo solo che andasse tutto bene.
I posti erano centrali, lontani ma di fronte al palco.
Chi? Fausto Leali? No, non mi ricordo. Nemmeno gli altri, no. Peppino di Capri sì certo che lo conoscevo allora era famosissimo, ma io di quel giorno mi ricordo solo i Beatles. Quali canzoni? Avran suonato le loro di quel periodo dai, vuoi mica che mi ricordi i titoli no? Chiedi a tuo fratello, lui lo sa perché ha studiato.
Comunque sì, c’era un frastuono pazzesco, urlavano tutti e la musica si sentiva appena (ndb: altro dato incredibile l’amplificazione oratoriale con cui si svolsero quei concerti: oggi sono in commercio autoradio più potenti).
Comunque alla fine andò tutto bene e ce ne andammo tranquilli a casa. Il giorno dopo la zia passò tutto il giorno sotto l’hotel dove alloggiavano sperarando di vederli. Io invece andai a lavorare.
Niente insomma e quello fu il mio primo concerto rock. Il secondo se non mi sbaglio fu 19 anni dopo, nel 1984, che andammo tutti insieme a vedere De Andrè a Pietra Ligure, mentre se non sbaglio il secondo del babbo fu quando ti portò a te e al Claudio a Lampugnano a vedere non mi ricordo chi (ndb: era Renato Zero, era il 1981 ma su questo ora glisserei).


postato da: burp alle ore 24/06/2005 13:13 | link | commenti
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libri / incontri / canzoni / interplay / corrispondenze
La magia della scrittura
nella morsa della calura
della casa della cultura
Come anticipavo, sono poi andato a conoscere questa ragazza che mi fissava dalla copertina del libro.
Una tipa molto interessante: ha una cinquantina di facce e relative voci. Alcune anche piuttosto intonate.
Poi ho preso la penna e le ho scritto.



postato da: burp alle ore 24/06/2005 09:50 | link | commenti
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mercoledì, giugno 22, 2005

ricorrenze: tra abbondanza di impegni e carenza di fosforo
È facile diamine: è il primo giorno di primavera! di estate!*
Se ti dimentichi le cose, legale a qualche ricordo, circostanza, avvenimento, canzone, libro, profumo, sinestesia.
Ancorale per bene lì e vedrai che non ti dimenticherai più gli anniversari.
E neppure i compleanni. Che, dato che uno più uno fa due, ieri era il secondo.
Verso da bere? Torta?

* di estate, scusate. Cadere in una distrazione raccontandone un'altra. Un circolo vizioso di cui sono l'unico socio. Moroso.

postato da: burp alle ore 22/06/2005 17:46 | link | commenti (10)
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martedì, giugno 21, 2005

Authority in materia di seduzione
Parma val bene una cessa?

TarjaUn mazzo di rose e tante scuse alla signora Tarja Halonen.

Anche se da queste foto ci pare esteticamente una sorta di Rosybindi finnica, siamo certi che è una donna amabile.
E che non si merita ciò che ha dovuto subire: il rispolvero delle arti da playboy del nostro amato premier.






postato da: burp alle ore 21/06/2005 17:45 | link | commenti (5)
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incontri & incuriosimenti
C'è questa ragazza che mi fissa da più di un mese
Dirla bella sarebbe troppo. Però è un tipo. Con quegli orecchini tondi e quei nastri nei capelli, un tipo molto demodé.
E ha pure un vestito buffo. E io sono attratto dalle tipe interessanti vestite in modo buffo.
E poi lei è una che scrive. O meglio scriveva.
Ora per qualche motivo ha smesso di scrivere e mi guarda con la penna sospesa sul foglio.
Il fatto è che la incontro sempre: al lavoro, a casa, in treno, in libreria, sul web, sul comodino.
E, a parte qualche occhiata fuggevole e disordinata, non ho ancora avuto modo di ricambiare il suo sguardo, di rompere il ghiaccio. E di capire cosa vuole da me.

Oggi ho deciso che vado direttamente a incontrarla: qui a Milano alla Casa della cultura, alle 18.


postato da: burp alle ore 21/06/2005 10:52 | link | commenti
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venerdì, giugno 17, 2005

gocce di advertising vinicolo 
Salviamo insieme il cavatappi suicida
CavatappiSe un'azienda vinicola intende lanciare un vino in bottiglia di plastica con il tappo che si svita, allora ci sta che usi la seguente campagna: un cavatappi disperato si avvia al suicidio con tanto di cappio al collo.
Però io, se fossi un'altra azienda vinicola che crede nel vetro e nel tappo come elementi per lo meno di una prassi legittimamente legata al vino (e non entro qui in un discorso di qualità che da bevitore disordinato e diseducato non reggerei), gli risponderei a tono. E al volo.
Come?
Lanciando una controcampagna per l'adozione del cavatappi medesimo. Una cosa tipo: "No, non farlo. Vieni da noi." E poi un testo o anche solo un payoff che richiami alla qualità e alla tradizione.

È vero che una campagna richiede tempo e investimento e pianificazione. E poi, diamine, non si fa solo per rispondere provocatoriamente a un concorrente (per altro di diverso target).
Ma chi ha parlato di una campagna vera e propria? Di questi tempi basta un annuncio dentro la propria newsletter, o una campagna virale via mail, di invito a sostenere l'adozione del cavatappi disperato. "Ami il buon vino e rispetti le tradizioni? Firma qua per salvare la vita del cavatappi."
 
Insomma, di questi tempi le cose corrono in fretta e col web si risparmia quasi su tutto.
Se poi la creatività c'è chi ve la dà gratis...



postato da: burp alle ore 17/06/2005 13:05 | link | commenti (2)
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giovedì, giugno 16, 2005

editoria: magazine del futuro
Cogne: un mistero che dura da 50 anni.
Stasera speciale Porta a Porta, condotto da Diaco e Giorgino.
Copertina dal futuro
Sì tutto sommato credo che possa essere questo uno dei probabili titoli di un newsmagazine popolare italiano nel 2050.

La MPA, Associazione degli editori di periodici USA, su questo gioco ha costruito una campagna, pubblicando sul web un catalogo di splendide copertine di magazine "ambientati" nel futuro. E i titoli non sono affatto male. Cose tipo "Compie 30 anni il clone di Gesù" o "Britney Spears a 70 anni ancora senza mutande" e via dicendo tra alieni, robot casalinga disperati, spiagge antartiche, clonazione, l'eticità del product placement nel sonno delle persone e chi più ne ha più ne inventi.

E il gioco prosegue perché si annunciano altre copertine. Si accettano scommesse sullo strillo di Playboy del 2050. Una pronipote giovane e piacente di Madonna? Un perfetto gelido robot in lingerie? Il clone definitivo di Rita Hayworth?

La notizia sta qui sul Corriere della fantascienza e anche qui sul Corsera.


postato da: burp alle ore 16/06/2005 15:47 | link | commenti (2)
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mercoledì, giugno 15, 2005

dvd musicali
Ho visto il futuro del soul e il suo nome è Ray Charles
O GenioSì, lo so questo blog è assai trascuratello ma non è di quello che volevo scrivere.
Insomma, cazzeggiando alla Feltrinelli non ho resistito di fronte a 2 dvd low price. Un doppio di quel miracolo di classe che era mr. Nat King Cole e un singolo di The Genius.

Mi aspettavo molto di più dal primo (che è più che decoroso, ma ora non volevo scrivere di NKC e del suo trio miracoloso) e per l'appunto è accaduto il contrario.

Questo "O Genio - Ray Charles Live in Brazil 1963" è una perla. Il ragazzo mi andava per i 33 anni quando se ne andò a esibirsi alla tv brasiliana, accompagnato dalla propria orchestra di una quindicina di elementi e dalle Raelettes. (Ah, anche qui sotto abbiamo scritto di Ray)
Ci sono una trentina di brani strafamosi (What I's say, Hit the road, Jack, Moanin', My Bonnie), un paio di commercial brasiliani sottotitolati in inglese e una chicca.
Il buon Ray che si presenta al centro della scena, imbraccia un sax contralto e via: un bel solo post bop, molto bluesy che finisce nell'olimpo dei bisacuti.
Ma il fatto non è come suona. È come si muove. Non sta fermo un attimo: mulina le spalle e tutto il busto a tempo. Applica alla posizione eretta (e al sax) la stessa onda che lo prende quando sta dietro al piano.

Il dvd costa solo € 17 ma quando è passato alla cassa, è apparso € 14.
Un lettore ottico orbo per il disco di un cieco, splendido.
Che tu sia benedetto anche per questo, Ray.
Questo volevo scrivere.


postato da: burp alle ore 15/06/2005 13:16 | link | commenti (3)
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giovedì, giugno 09, 2005

personaggio scorretto / autore probo
"Sì, probabilmente questo libro sarebbe venuto meglio senza la mia fotografia"
BarneyPer tutti i coloro che amano "La versione di Barney" e il suo autore Mordechai Richler (e so che siamo in tanti), segnalo una pagina con alcune risorse trovata da creativeclassic.

Purtroppo non tutti i link funzionano ma il saggio critico (in inglese), la trascrizione di
un'intervista a Farhenheit e la riflessione del traduttore italiano Matteo Codignola sul "fenomeno Barney" sì.

Ne copio un pezzino:
Da mesi, un romanzo viscerale, intelligente e spiritosissimo, che parla essenzialmente di come nasce un romanzo - e apre al pubblico, come poche volte è stato fatto, la "stanza" dell'autore - si va trasformando a vista in un manifesto programmatico, mentre uno scrittore sulla pagina spesso puntuto e sarcastico ma nella vita quasi sempre riservato e gentilissimo e - spiace dirlo - irrimediabilmente probo, diventa, nella vulgata che chiamiamo immaginario colelttivo, un orco alla perenne ricerca di anime belle da azzannare.

postato da: burp alle ore 09/06/2005 17:10 | link | commenti (7)
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dal paese delle meraviglie
Numeri della gita alla fattoria didattica
Bimbi verso la fattoria3 asini, 21 galline, 3 galli, 4 pavoni e 2 pavone, 15 anatre, 8 oche mute, 4 oche da corsa, 2 oche del Campidoglio, 2 daini e mezzo, 7 capre, 1 cane, 1 fattora e la di lei figliola, imprecisati panini, merende, succhi, cappellini, 1 autista, 2 suore, 4 maestre, 3 genitori accompagnatori.

79 bambini tra i 3 e i 6 anni.


Qui un altro paio di foto tra cui un pavone su un trattore pavoneggiandosi.



postato da: burp alle ore 09/06/2005 16:39 | link | commenti (1)
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mercoledì, giugno 08, 2005

cinema: addii
Jesus loves you more than you will know, wo wo wo
BancroftIl laureatoAddio Mrs. Robinson, la signora da cui tutti quanti noi, da studenti (ma anche dopo la laurea e dopo ancora), abbiamo sognato di essere sedotti.
Come dimenticare la locandina de "Il laureato" con la sua gamba velata in primo piano e il giovane Dustin là dietro? Immagine mitica, giustamente saccheggiata o citata da parecchi annunci pubblicitari. (Mmm dove ho visto la stessa immagine in un annuncio gay oriented con una pelosa gamba maschile sotto il nylon? Studio Universal forse?).
Vabbè, non divaghiamo, addio appunto Anne Marie Louise Italiano. E condoglianze a Mr. Mel Brooks che di Anne era il consorte.

Update: leggendo il coccodrillo in prima sul Foglio di oggi (senza firma ma credo sia la Mancuso) apprendo che la gamba sulla locandina è quella di tale Linda Gray, allora semplice modella ma più tardi Sue Ellen in Dallas. E apprendo anche che sel set erano solo 6 gli anni di differenza tra Dustin e Anne, mentre tra i loro personaggi ne correvano almeno una venticinquina, direi.
E un plauso alla prontezza di Rete4, che ieri ha mandato Il laureato in prima serata.


postato da: burp alle ore 08/06/2005 16:22 | link | commenti (1)
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martedì, giugno 07, 2005

i blog degli altri
Comunicatori & comunicazione: un sacco di bei blog
Da qualche mese ormai appena posso gironzolo di blog in blog anche per lavoro (se quello attuale o quello passato o il prossimo sinceramente me lo chiedo anche io. Ma un giorno lo scoprirò, lo sento).

In realtà, quindi, il mio blogroll in fondo a destra, pieno di amici, coincidenze d'intenti, passioni, curiosità, consuetudini, affetti, risate, andrebbe rivisto alla luce di queste ultime scoperte professionali.
Così, senza voler rubare il mestiere (e il divertimento) a Theblogobserver (che fa delle recensioni molto dettagliate e divertenti di blog di taglio "personale"), vorrei segnalare e sottolineare brevemente alcuni blog qua in giro che meritano più di una visita, anzi un abbonamento all'occhiata quotidiana.

Queste persone hanno tutta la mia ammirazione e il mio gradimento per la competenza, la ricchezza, la profondità e la costanza nel postare, aggiornare e commentare i loro contributi.
Quindi, date retta allo zio: a maggior ragione se vi occupate di comunicazione, ma in genere se volete leggere blog ben fatti e utili, visitateli. E magari valicate la barriera, saltate dentro e commentateli. Gli autori ne saranno felici e se lo meritano un feedback.

Vado in ordine sparso e due parole due su ognuno, sperando di non dimenticare nessuno. E se dico imprecisioni, frateli bloger, mi corrigerete.


http://creativeclassics.blogspot.com
Qui c'è copy che ogni santo giorno mette uno o due post di risorse o manuali o commenta annunci e articoli. E poi gli piace Barney Panofsky, quindi per me è già una garanzia.

http://ad.splinder.com
Qui c'è un altro copy che nel post di debutto ha messo i dieci domandamenti di Frederic Beigbeder e poi ha raccolto tutti i post del 2004 in un comodo pdf da scaricare (e da imitare). E mi ha evitato una lunghissima scrollata delle sue pagine.

http://www.minimarketing.it
Il marketing minimale senza bla bla. Una marea di fonti e di spunti e un "Chi sono" da manuale.
 

http://admaiora.blogs.com/maurolupi/
Questo è il blog di Lupi e di Admaiora, web agency romana. Credo sia uno dei pochi casi italiani di blog personale del "capo" di un'agenzia.


http://www.imli.com/imlog/
Blog corale curato da studiosi e professionisti che nasce da una mailing list. Appena restaurato graficamente. Ma era bello -e quel che più conta stimolante - anche prima.

http://www.guerrigliamarketing.it/news/news.htm
Agenzia bolognese se non erro, blog anomalo (senza commenti), ma diamine: avercene!


http://www.caymag.com
Design, tecnologia, podcasting, musica e altro ancora.


http://intranetmanagement.splinder.com
Sempre interessante e originale (colonna destra, pensatori e filosofi e scrittori che rivoltano calzini, aprono occhi, solleticano la mente ecc.), il blog di Giacomo Mason, che ora ha aperto anche un sito.

http://www.blogo.it 
I ragazzi  di blogo (mmm... ragazzi... poi magari hanno la mia età, quindi perfetto: ragazzi!) hanno svariati blog (libri, tv, game, sesso), questo è il principale. Molto interessante la sezione Blog e PR.
Ma anche il loro http://www.softblog.it vale sempre una sbirciata. Di un pubblico adulto, intendiamoci.

http://www.blogs4biz.info
Qui c'è una piccola miniera di notizie, commenti e link su ogni questione che riguarda lo sviluppo dei blog, le tendenze, il corporate blogging. Una miniera che si rinnova ogni santo giorno. Diamanti.


postato da: burp alle ore 07/06/2005 17:40 | link | commenti (7)
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sport (?) & media (?)
Rossella e Capitan Padania
Non so voi, ma a me 'sto wrestling mi sembrava una stronzata anche 30 anni fa, periodo in cui su molte cose della vita ragionavo assai diversamente, traendone complessivamente assai meno menate.
E comunque.
Senza entrare nel merito della buffonata diseducativa e antisportiva e pericolosa, mi perplime quanto spazio gli dedichino i media. A partire dal Tg Rossella, che forse davvero dopo un paio di servizi su Capitan Padania sarebbe il caso di passare definitivamente al Tg La7.
Tra l'altro, caro il mio Capitan Padania che tanto atletico non sei e ti si indovinano verdi rotoli qua e là, falla con me la prossima sfida.
A panciate.

postato da: burp alle ore 07/06/2005 12:14 | link | commenti (6)
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