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Utente: burp
Nome: Zio Burp
Questo blog non è in vendita. Il suo titolare, invece, si vende molto volentieri. Zio Burp, fuori di qui si fa chiamare Cristiano Callegari. Si occupa di creatività e di scrittura: lavora con le idee e con le parole. Chiamatela come volete: copywriting, business writing, web writing, fuffa writing. Purché di writing si tratti. Questo blog qui ci ha i lavori in corso. Oggi fa un po' schifo e peggiorerà fino a rinascere mirabile dalle proprie webceneri.

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giovedì, luglio 28, 2005

advertising
Pubblicità condominiale
Ho trovato su softblog un link a Boingboing che presenta questa gallery di condomadvertising.
Uno più bello dell'altro. Il sesso protetto: uno dei temi su cui storicamente un creativo può (e deve) mescolare grandi quantità di creatività, coraggio, provocazione, seduzione, messaggio positivo, doppio senso, ambiguità, sorpresa, citazione.
Insomma un bel terreno su cui far pratica. Non saprei davvero quale scegliere, qual è il più bello che ne dici?


postato da: burp alle ore 28/07/2005 14:58 | link | commenti (1)
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mercoledì, luglio 27, 2005

i blog degli altri
Un blogcugino in Canadà?
Si chiama come me, sta qui e scrive o digerisce di musica e libri e cinema e media. Sembra un tipo affine, che diamine.
A vederlo penso che prima o poi lo leggerò e magari gli scriverò e insieme organizzeremo una burpfest di tutti gli omonimi omologhi digeritori di stimoli.

Però, cazzo lui c'ha un vestitino tutto ordinatino e verdescente. Posso presentarmi io con sandali e questo template stinfio e muffoso?
Uhm... ora mi metto un post-it: riprendere prima o poi a cercare un buon diavolo che mi rifaccia il look.
Di questo blog, dico.
Che per il resto devo solo trovare un mago bravo.
 


postato da: burp alle ore 27/07/2005 15:56 | link | commenti (2)
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martedì, luglio 26, 2005

i blog degli altri
Dall'etere al blog. O forse no 
Vedo che Matteo Bordone (Dispenser) si è aperto un blog. E leggo il suo messaggio di esordio. Minimale ma contiene un suo nocciolo preciso: oggi il blog ce l'hanno tutti. Quindi se sei un personaggio un minimo noto e il blog lo apri ora devi fare i conti con la considerazione che tu te lo apri ora, 'mbe che c'avete voialtri da guardare? Apro ora, sì, ma mica perché ora lo fanno tutti. Perché ci ho avuto tempo o voglia ora, tutto qua. Capita, no?

Poi mi viene in mente che anche Linus di Radio Deejay mi dicono ne abbia aperto uno di recente. E allora vai che son due (diversissimi) uomini dell'etere e l'idea di oggi è analizzare il suo post di esordio, che dovrebbe teoricamente avere una qualche valenza di manifesto. Trovo il blog ma già vedo che è tematico, Running blog. Nulla di male, ognuno ha le sue perversioni. È giustamente anche corporate. Nel post di esordio non c'è nessun manifesto, vabbè si vede che andava di corsa, mica è obbligatorio.

Ma... il fatto è che - se non sbaglio - questo di Linus non è un blog. Gli mancano proprio dei pezzi. In primis un blogroll e almeno qualche link dentro i post. Così di primo acchito sembra più un forum vecchio stile. Sui contenuti non metto bocca. Vorrei prima leggerli se ho tempo. E comunque, mica stiamo a discutere il personaggio Linus no? Però diciamo che con in mano un personaggio così, insomma ci si poteva sforzare un attimino in più. Sempre che si volesse fare un blog, dico.

Ora scusate ma devo finire di costruire la mia nuova chitarra di ultima generazione. La sfida è farne una senza le corde e riuscire ugualmente a farvela chiamare chitarra.


postato da: burp alle ore 26/07/2005 16:58 | link | commenti (7)
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serie tv
"Ho scoperto che i bambini nascono col cappello"
TobyC'è un'altra serie tv che da quando l'abbiamo scoperta, grazie a mae e alla Soncini, non ci stranchiamo di lodare: The West Wing, che Rete4 manda in onda abbastanza regolarmente il lunedì in orari mannari. Qualche settimana fa era uscito su Il Giornale questo articolo che si ben interrogava sulle cause di tale confino. Secondo Roberto Levi, sono tre le caratteristiche che contribuiscono questo esilio: The West Wing è sofisticata, poco vivace e a tutti gli effetti scandalosa. Leggetelo e poi mi dite. E poi ci diremo che è proprio così e che questo capolavoro è destinato a restare un prodotto per la nicchia e per i critici (ma nemmeno tutti, che il buon Aldo Grasso non se la fila quasi mai).

Ovviamente non sarà per quell'articolo, sarà magari che d'estate anche i fondi di magazzino finisconono, ma ieri la serie è partita poco dopo le 23 con due puntate incollate e tutt'altro che poco vivaci.
E io sono ancora un po' preoccupato per  "Zaino pieno di libri".
Tanto che stamattina, aperto il primo occhio, prima ancora di avviare il cervello, ho automaticamente acceso la tv cercando le ultimissime sul xxxxxxxxx yy zzz.
Qui c'era uno uno spoiler grosso così ma quando me l'hanno segnalato, l'ho levato.


postato da: burp alle ore 26/07/2005 11:22 | link | commenti (2)
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i blog degli altri
Il mio grosso grasso blog greco
Stephanie KleinLa fine delle avventure di Carrie & c. deve aver creato un vuoto che da più parti si cerca di colmare. Milioni di trentenni più o meno single e più o meno in carriera cercano nuovi punti di riferimento.
Oltreoceano impazza questo blog qui, di miss Stephanine Klein, con relativo libro in arrivo.
Se ne parla qui su Panorama e oggi anche sul Corsera di carta.


postato da: burp alle ore 26/07/2005 10:26 | link | commenti
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venerdì, luglio 22, 2005

web, informazione, monitoraggi e fantasmi
Monitoriamo 100 blog. Sì, appena capiamo cosa sono esattamente
La notizia, uscita su Libero (cartaceo) della settimana l'altra secondo cui Ecostampa annunciava di monitorare 100 blog mi aveva giustamente incuriosito. Volevo capire quali e come. Il perché lo sapevo.
Col cappello del professionista serio ben calato sulle orecchie, ho assunto informazioni.
Ho ricevuto in primis una rapidissima e gentilissima spedizione di listini web che avevo già e che son cosa ben diversa.
In seguito, una volta rintracciata la persona giusta, ho scoperto che nulla. Non è ancora pronto niente, la notizia è fondata sul nulla, ma nel caso certamente si figuri le faremo sapere, grazie.
E pensate che Libero riportava anche un bel virgolettatto dell'ad, giustamente orgoglioso.
Così io procedo coi miei strumenti, da Technorati in poi.

E tu? Sì, non far finta di niente, dico a te che leggi.
Se devi cercare nei blog, cosa usi?
E se sei un'azienda a chi ti rivolgi?


postato da: burp alle ore 22/07/2005 15:58 | link | commenti (3)
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giovedì, luglio 21, 2005

bombing news
Londra, ci risiamo
Non so se seguire le news o i blog. Che tutto è confuso. Aspettare il tg. Aspettare che Simona dica che sta bene.
Poco fa speravo ancora in un falso allarme ma i fatti sono confusamente diversi.

Nel dubbio mi rimetto a lavorare scuotendo il crapone sconsolato.


postato da: burp alle ore 21/07/2005 16:50 | link | commenti
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tv: serie
Lost e una selva di punti di domanda
Avvertenza: se non hai visto Lost su Fox e vuoi godertelo in autunno non leggere quanto segue.
Una casalinga di Casei Gerola non ha seguito il mio consiglio e ora ha dovuto cambiare analista.

Signori autori di Lost (e pure di DH, che pure lui finisce monco),
ma sarebbe un finale quello lì? No, dico, allora almeno evitate di strombazzare messaggi secondo sui nell'ultima puntata si scopre tutto, no? Che uno si mette lì con tutti i suoi quesiti aperti.
Cosa è il mostro, perché ci sono gli orsi bianchi, riapparirà la francese, il fumo nero, la botola, a chi la darà Kate prima o poi... Che poi la grande domanda resta: riusciranno i nostri eroi?

Ti guardi 3 puntate in fila e man mano che passa il tempo pensi: cazzo, manca solo mezzora e c'è ancora tutta una ragnatela da disfare, dai fammi vedere cosa hai architettato?
Poi ultima scena, parte la sigla e i tuoi punti di domanda sono tutti lì. Più un paio nuovi così per gradire.
Sì, ho capito che dovete fare una seconda stagione, però non pigliateci proprio per i fondelli no?


postato da: burp alle ore 21/07/2005 13:21 | link | commenti (9)
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mercoledì, luglio 20, 2005

la posta di BURP!
Aleilgad, itailgops
Un amico mi scrive:

Guarda
qui zio, hanno realizzato quel nostro vecchio ambizioso progetto.
Hanno fatto "il cd che lei lo ascolta e dopo te la dà".
Abbiamo proprio sbagliato mestiere noi.
saluti


Altro che la
pianola dell'amore, insomma.
Leggendo la pagina segnalata a tratti mi diverto ("Messaggi subliminali, suoni non udibili, oltre la soglia della percezione razionale"), a tratti mi commuovo (tutte quelle vecchie tastiere anni '80).
Poi ascolto anche la clip. E penso che questi cazzo sono avanti. Altro che noi ai tempi. Qui c'è del genio: puro richardclaydermann tra le cui carezze guantate emergono sensuali inviti. Funziona senz'altro, che diamine.

Però, ragazzi, occhio che se lei non è consapevole... non vale.
Cioè dovete dirle proprio così: "Ora ti metto su un cd che dopo me la dai. Ne sei consapevole?". Solo dopo che lei dice sì, schiacciate sereni il tasto Play. Altrimenti è seduzione subliminale o abuso della credulità popolare o corruzione di menti o cose così. Insomma si va nel penale. Voi e forse anche chi ha prodotto il cd.

Ah, e non credete che lei ve la serva bollente già dopo qualche minuto di sublime armonia.
No. È scritto chiaro nelle istruzioni. Perchè faccia effetto, va ascoltato tutto.


postato da: burp alle ore 20/07/2005 18:25 | link | commenti (4)
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martedì, luglio 19, 2005

blogcelebrità? hi hi
I contatti si impennano. Piovono uova.
E così dopo che Liberoblog ha ripreso il post qui sotto BURP! ha avuto i suoi 15 minuti di blogcelebrità. Mi piacerebbe abbozzare due-tre serene riflessioni vagamente socioblogiche.

- 1. Fuori dal proprio quartiere di lettori abituali, conoscenti, amici & parenti,  curiosi, ma anche semplici passanti che però qui sopra arrivano in qualche modo a ragion veduta, c'è un altro mondo. Un mondo sconosciuto, rapido e  istintivamente conflittuale. In questo caso pronto a scannarsi tra papaboys e potterboys, senza nemmeno tanto occuparsi di leggere fino in fondo o di comprendere un post che - con poche altre pretese oltre all'intento umoristico -  puntava altrove. E allora per certi versi il buon
Bartezzaghi non aveva tutti i torti.  
- 2. Lo spot delle bragas Ponte, e chissà quante altre chicche del primo Almodovar, quello selvatico, non sono impersse nella memoria collettiva (almeno non quanto nella mia).
- 3. Ho scoperto che non mi dispiace essere oggetto di insulti e sfottò, dottore mi dica, è grave?

Qui di seguito il meglio delle uova marce che ho ricevuto. Il repertorio completo dello sbeffeggio è qui (purtroppo c'è un sacco di gente che invece di insultarmi si è scannata da sé, che noia...). Gli insulti più belli, naturalmente, sono tutti tragicamente veri:
un articolo privo di contenuti come evidentemente l'autore, si limita a fare la solita ironia da quattro soldi.. a scrivere stronzatine..l'aggravante è che sicuramente si sente un fico uno cool.. che poraccio.. / Il papa prima di papare un errore di stampa o di parole? / Il direttore del sito di libero si deve vergognare di aver messo in home page questa grande stupidata / Gli articoli che mette in prima pagina li faccia scrivere da giornalisti seri / Che Dio aiuti a risanare questa popolazione.. / Mi stupisco dell'inutilità e della schifezza totale di questo articolo. / l'articolo è di basso livello, senza alcun filo logico, scritto da gente che per farsi credere interessante non fa altro che sfottere, contestare o lamentarsi (la stessa cosa che succede da sempre in politica). / Complimenti ancora una volta a LIBERO che sceglie di pubblicare delle emerite cazzate di emeriti cazzoni che seduti davanti al loro pc si smarlettano e scrivono i blog. / LE SENTENZE LE PUO' SPUTARE SOLO IL CARO ZIO BURP????? / l'articolo è di uno squallore unico. / sono di un VUOTO unico. Complimenti / Cibo solo per inetti anticlericali che si attaccano a queste bassezze per dar sfogo al proprio egoismo represso. / Non è costruttivo, nemmeno informativo e neppure interessante.

Dottore... non capisco... perché è entrata una sua collega? Perché impugna un frustino ora?


postato da: burp alle ore 19/07/2005 12:28 | link | commenti (9)
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giovedì, luglio 14, 2005

marketing editoriale
Harry Potter fa diventare ciechi. Ed è solo l'inizio
HP 6Il papa, prima di papare, cardinalava. E scriveva. E oggi salta fuori che
scrisse che Harry Potter corrompe i giovani.
E poi ci sono le
vendite accidentali dei libri. E la proibizione di lettura per chi li ha acquistati.
Insomma il solito gran marketing dell’attesa della nuova avventura del maghetto.
Chi morirà nella tragica lotteria del
decesso annunciato che si trascina da qualche anno?
A chi verrà l’acne?
Quanto salirà ancora il colesterolo di Hagrid?

E comunque il papa ha ragione. E pensate che lui ne sa solo un pezzo.
Che nessuno ha ancora scoperto che il libro, se letto al contrario, contiene, oltre ai soliti innocui messaggi satanici, anche la verità sulla fine di Ylenia Carrisi, l’attuale dimora del mago do Nascimento e l’url di alcune foto proibite di maghi e streghe famose (Orpo, signor Merlino, una bacchetta di tutto rispetto, complimenti, e Crimilde, lei sì gran gnocca, altro che quella sciaquetta della figliastra, Biancasnow).
Bazzecole insomma in confronto al vetusto
eros subliminale disneyano...
E che ne diranno i benpensanti quando si scoprirà che la sovracopertina di HP, immersa in tot decilitri di acqua, sale e limone, si trasforma in un pratico consolador da borsetta di almodovariana memoria. (Bragas Ponte, già. Chi mai può aver dimenticato il fantastico claim “Ponte las bragas Ponte”?)

Ma la cosa più straordinaria sul
marketing legato al maghetto è accaduta qui oggi a pochi metri dalla mia scrivania, ma immagino accadrà presto anche nei vostri uffici.
Insomma arriva una collega nuova. Sorride e si presenta: “Piacere Mirtilla…”
...
E volete forse dirmi che non è tutto collegato? Che non è tutto un diabolico piano di guerrilla marketing?

UPDATE: questo post è stato ripreso da Liberoblog qui. Nei circa 80 commenti (ma c'è ancora spazio, diamine) si è sviluppata una rissa tra papaboys e potterboys. Io che assistevo a bordocampo ho ricevuto ortaggi, uova e svariati insulti (tra cui più volte l'epiteto di "giornalista"), alcuni condivisi con la redazione di libero. Un'esperienza interessante socioblogicamente, che consiglio a tutti e sulla quale tornerò in seguito
Peccato nessun commento sul guerrilla marketing, su Mirtilla o sulle bragas Ponte, cui tenevo in modo particolare.
ma le vie della webdemocrazia sono infinite e i dibattiti vanno un po' dove li porta il vento. O il demonio, chissà.


postato da: burp alle ore 14/07/2005 15:09 | link | commenti (9)
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mercoledì, luglio 13, 2005

scrittori, personaggi e infatuazioni
"Senta, mi lasci fumare. A me non interessa cosa si mette in bocca lei"
Come nacque l'infatuazione del Foglio per Mordechai Richler?
A chi corrispondono nella vita reale molti dei personaggi della Versione di Barney?
McIver per esempio... già l'odiato McIver... era forse Philip Roth?
Quanto si assomigliano Mordechai e Barney?
Era o non era lui "L'ultimo uomo sincero" (titolo della sua prossima biografia)?
E cosa disse quella volta il buon Mordechai a un cameriere gay che gli chiedeva insistentemente di spegnere il sigaro?

A parte l'ultima, le altre risposte stanno qui, nel pezzo di Christian Rocca sul Foglio di qualche giorno fa. L'avrei segnalato comunque anche fin dentro l'archivio del Foglio (che è gratis ma occorre registrarsi). Così è molto più comodo.

postato da: burp alle ore 13/07/2005 17:37 | link | commenti
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serie tv da non perdere
Lost e il "martire"
SayidNon credo di aver già scritto di Lost, se non che è da vedere assolutamente (e in autunno sarà in chiaro su Rai2).
Oggi volevo segnalare, oltre alla raffinatezza formale e alla profondità di intreccio, l’attualità (tragica) di questa serie. Che proprio nella puntata in onda ieri su Fox, attraverso i flashback del personaggio di Sayid (iracheno, ex Guardia repubblicana, ex ricattato dalla Cia, martire per finta accanto a quelli veri, ora ovviamente naufrago come gli altri) apre una breve ma intensa finestra sull’Islam radicale dei kamikaze.



postato da: burp alle ore 13/07/2005 15:23 | link | commenti (6)
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taccuino vacanze: Ustica #6 (fine taccuino usticese)
Libri con le bombe
Il libro che ho portato a Ustica è La banda dei brocchi di Jonathan Coe. Annaspo per qualche giorno distratto dalla vacanza e poi il 7 luglio all’alba prendo il ritmo e non lo mollo più.
All’alba perché mi sveglio alle 5.30 per fare delle foto al mare. (Pessima idea dato che non ho recuperato fino alla notte successiva, tutto il giorno rincoglionito, pentito, foto bruttine). Alle 7 scarse, completamnte insonne, agguanto il libro e finalmente ci passo quasi due ore.
Arrivo con Lois e malcom in un pub. E penso che questa scena è troppo perfettina, che sta per accadere qualcosa e mi rammento Eureka Street di McLiam Wilson, insomma ecco esatto: la riga dopo una bomba in un pub della Birmingham ’73 si porta via un paio dei protagonisti.
A Londra in quel momento accade il resto. Ma io lo so solo molte ore dopo. E vedo la metro e gli autobus, come i treni dei pendolari spagnoli. E sono triste e ho paura. E ansia nello sfogliare i giornali del giorno dopo. E vaffanculo.

Al ritorno, appena imbarcati in aereo, il messaggio di benvenuto del pilota è scandito dal suo forte accento arabo.
Un brivido e via. Verso la fine della vacanza.

In tema di libri con le bombe la coincidenza più incredibile di questi ultimi giorni resta quella di mr Chris Cleave.


postato da: burp alle ore 13/07/2005 14:39 | link | commenti (4)
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taccuino vacanze: Ustica #5
Il mio Live8 itinerante: dalle onde ai bisacuti grandi grandi
Il concerto è il giorno della partenza, so che non ci sarò e non mi frega più di tanto. Però. Alle 14.35, su un bus Puntaraisi-Porto impugno saldamente lo Zen e cerco una radio. Cerco e becco tutti i tipi di fruscio e rumore bianco per lunghi minuti e poi il finale di Sergent Pepper con U2 e Macca.
Comunico la mia esultanza ai familiari semiassopiti. Vado a cagare, ok scusa. Dorme? Sì, bene. Ripartono gli U2.
L’autista dice “porto”. Io dico Beautiful day? Speravo meglio…
Venti secondi dopo è troppo tardi. Per il porto dico. Tocca tirar dritto lungo tutto il litorale. E salutare un aliscafo. E guardare gli altri che scendono dove volevano scendere. Tocca spiegarsi con l’autista. Fare un gesto? Ma va? Tocca accompagnarlo al capolinea. Ascoltare la sua proposta aumm aumm: se sale il controllo lei dice che si è addormentato che a regolamento io non potrei riaccompagnarla e mostra i biglietti, i biglietti li avete ancora no? Perfetto, grazie.

Molte ore dopo, intravedo Sting sul tv esterno di un bar di Ustica, ore 22 circa se non erro, mentre annaspo in evidente debito di ossigeno. “Allora dal porto fin su a casa andiamo a piedi, sicuro? Io porto la creatura, tu i bagagli, ok?”.
Si conserva bene Sting, dico, mentre i bagagli mi trascinano pericolosamente indietro. Lui sì.

Due ore dopo ritorno davanti a quel tv. Solo. E ordino da bere. Ci sono i Pink Floyd.
E Tu vuò fa l’americano risuona possente in tutta l'isola.
Ci sono cento metri più in alto “Le onde italiane”. Su un palco largo tutta la piazza e relativo impianto: in due. Con adeguato corredo di tastiere, monitor e mortiferi midifiles per tutte le età & occasioni. Professionali, per carità. Con giovin cantante solita appassionato neomelodico e “sincronizzatore di canzoni” brizzolato e più rotondo. “Il maestro MimmoVaccaro, che ancora che io ero nico, già imperversava tutta l’isola con la sua musica.”
Guardandoli, non posso non ripensare a cosa si poteva (si potrebbe?) diventare io e mio fratello. Che quella formazione l’abbiamo praticata per alcuni anni. E con gli stessi mortiferi (ma comodi) midifiles. E con lo stesso tragico schema “schiaccio play e palla al cantante”. E che non si guadagnava nemmeno male. E che ora per fortuna se qualcuno ce lo chiede - a proposito: noi siamo ancora sulla piazza -  (regia, vai con la scritta), si esce solo in acustico e dopo rituale rissa privata sul repertorio (fine messaggio promozionale, regia, via quella cazzo di scritta). E si fa la solita porca figura e il borderò e due lirette. Ma senza basi e tutto live ci si diverte assai di più. (Levala, cazzo, dormi?)
Le Onde italiane, cazzo, sono dappertutto. Comfortably numb affoga dentro Eros. E anche l’inizio del Macca è raddoppiato nel volume da Baglioni e l’Anima mia de li mortacci de mammeta.

Poi il bar spegne le casse in piazzetta. Allora entro e mi allungo a torcicollo sul banco sotto il tv. Le onde finalmente restano due passi indietro. E il Macca ha ancora sotto due maroni così. Grossi almeno come la panza del suo batterista.
Mezzora dopo, però, hanno vinto loro per abbandono. Le onde hanno vinto, dico. Il Live8 ha chiuso e le Onde ancora sono lì sul palco. Ultimo brano, ospite un’anziana signora usticese. Grande grande grande. Pura corrida, anzi puro pomofiore. La amo tanto quanto è sinceramente sguaiata e sgraziata. Il suoi acuti da tuttosoprano a microfono in gola squarciano la notte del Tirreno. Le onde, professionisti seri, inutile aratro dietro i buoi del midifile, tirano dritto, impastoiati alla base.
Drinn. “Pronto, in piazza, non dormi? Grande la tipa no? Non meno di ottanta, credimi. Grande. Grande. Arrivo.”

Qui via emmebì, e qui via anonima segnalazione nei commenti qui sotto, i due posti dove andrò a cercare quel che mi son perso.


postato da: burp alle ore 13/07/2005 11:42 | link | commenti (1)
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martedì, luglio 12, 2005

taccuino vacanze: Ustica #4
Live 8: la notte dei bassisti sbagliati
Impugno coca&rum e ascolto e sbircio i Pink Floyd sul tv esterno di un bar in piazzetta e penso che cazzo c’entra Richard Gere al basso, magari è ospite, strano, bah.
Mio fratello via sms: “Cioè mi stai dicendo che tu non hai una cazzo di idea della faccia di Roger Waters?”

Qualche decina di minuti dopo, accanto a Paul McCartney sale George Michael. Alle mie spalle sfila un gruppo di ragazzi: “Cazzo, guarda che dinosauro di bassista si è portato George Michael, sembra suo nonno.”


postato da: burp alle ore 12/07/2005 15:37 | link | commenti (2)
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taccuino vacanze: Ustica # 3
Sghei
Ma i veneti, dico io, dovunque li incontri, o anche solo tra loro, parlano sempre e solo di soldi, euro, lire, sghei insomma?


postato da: burp alle ore 12/07/2005 15:35 | link | commenti
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taccuino vacanze: Ustica #2
Sangue bollente e unghie affilate
Il passeggio a Palermo è in mezzo ai ragazzini. È sabato mattina ed è un po’ il Tamarro Award, come dappertutto di questi tempi. Una ragazzina alta e dotata di tutti gli accessori indispensabili (tattoo e pircing e zinne pushuppate) si stacca dal suo gruppetto e corre a piantare gli occhi in faccia a un’altra che risaliva il viale tra due amiche. Il tema è antico, tipo: “miii, bella, tu il mio ragazzo a quel modo non lo guardi, capito?”. Ma i gesti, la lingua, l’atteggiamento sono spaventosamente affascinanti. Si spintonano a sguardi come due bulli su un campo di calcio. Arrivano i maschietti, vieni via dai che fai, le due se ne vanno ognuna per la sua strada sfanculandosi a sguardi feroci.
Meditare: pregi e difetti di avere una donna così. Rumore di unghie. Zinne & zanne.
Tu, creatura, vedi di non litigare coi bambini del posto, grazie.


postato da: burp alle ore 12/07/2005 11:14 | link | commenti (4)
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lunedì, luglio 11, 2005

taccuino vacanze: Ustica #1
Il tormento e l’estasi
Il balcone di casa offre scorcio della cucina di "L’angolo della specialità", ristorante da Giulia.
Ogni santo giorno, la brezza costante porta in casa due maree olfattive dei relativi aromi. E questo è il tormento.
Dopo che ci andiamo a mangiare un paio di volte (qui l’estasi), il sospetto diventa certezza: voglio sposare il cuoco. Si chiama Erni, o Henry e non è neppure un brutto ragazzo.


postato da: burp alle ore 11/07/2005 18:15 | link | commenti
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partire, viaggiare, tornare, sbadigliare, salutare
L’uomo che guardava passare gli autobus
Pensavo: ma se due coincidenze fanno un indizio, due coincidenze perse sono l’indizio che nei viaggi sei sfigato?

  • Pavia-Ustica, andata: tempo di viaggio lordo (dal trillo della sveglia all’ingresso nella casa di destinazione): 16 ore.
  • Ustica-Pavia, ritorno: tempo di viaggio lordo: 18 ore.


postato da: burp alle ore 11/07/2005 09:36 | link | commenti (6)
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venerdì, luglio 01, 2005

Mappa di Ustica
programmi e saluti 
Uncle Burp goes to holidays
Da domani e fino a sabato prossimo Zio Burp e relativa family sono in quel puntino giallino che vedete in alto a sinistra sopra Palermo.
Ustica.
Mare, sole, qualche libro, nessuna tv e la più totale e claustrale disconnessione.
Al rientro sarò un uomo migliore, riposato e sereno.
Almeno per le prime due orette.

Ciao a tutti.



postato da: burp alle ore 01/07/2005 17:19 | link | commenti (4)
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adv: saturday night strage 
Bere e guidare. E vederci doppio
Vedo un annuncio su Gente Viaggi (poi anche ieri su Vanity Fair): una campagna sul consumo consapevole di alcol firmata da un grande produttore di birra. Annuncio bello e creativo. Persino troppo raffinato, a mio parere: è il bagno di un locale, lavabo + specchio + cestino. Due lavabi, due specchi, due cestini uno accanto all’altro. È l’identica posizione dei dettagli (il fazzolettino per terra) che ci suggerisce che stiamo vedendo doppio. E da qui il messaggio: occhio, pensaci.
Rifletto. Il target della testata mi pare ben diverso (decisamente più elevato quello di Gente Viaggi) da quello dei veri destinatari dell’annuncio. Però così facendo questa azienda dimostra le sue buone intenzioni, il suo impegno e magari vince anche un altro premio. E tutto ciò senza andare a incidere nemmeno minimamente sul consumo.

Che poi in realtà la vera domanda è: qual è il target per un annuncio stampa destinato ai giovani nottambuli?
Leggono essi qualcosa, oltre al luminoso display del loro cellulare?


postato da: burp alle ore 01/07/2005 16:32 | link | commenti (1)
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cinema & brand: patti chiari, visibilità lunga
Il product placement ieri, oggi, domani
Credo sia un buon segno che sia l'ottuagenario Morando Morandini (classe 1924), critico cinematografico tra i più noti, a firmare su Film TV (non online) nella sua rubrica "Ieri, oggi, domani" un breve ma significativo "sdoganamento" del product placement cinematografico.
Intendiamoci: da un punto di vista culturale e autoriale, teoricamente è corretto temere un'invasione dei brand nei film nostrani, privati dei finanziamenti statali. Però bisogna saper andare oltre. Un product placemente regolamentato e trasparente - e oggi in Italia lo è - è assai meglio della jungla del cambio merce o del mercatino sottobanco di un tempo. Può arrivare a sostenere fino al 10% del budget del film e alcuni esempi recenti di scuola USA (Minority Report e Fight club ma anche altri) dimostrano che può essere fatto con classe e creatività. E senza che lo spettatore lo viva come un'invasione.
Morandini scrive che ha saputo del placement di Tim in Quo vadis baby. Che ha visto il film (apprezzandolo) e senza accorgersi dei loghi. In pratica non li ha visti e non l'hanno disturbato. Ma, lo scrive lui per primo, un altro target probabilmente li avrebbe anche visti e a suo modo "recepiti". Morandini conclude che "l'operazione chirurgica è stata fatta bene".
Quindi bravo il critico che si dimostra privo di preguidizi. E brava anche l'agenzia Camelot che ha fatto il placement nel film e poi assai per bene anche il "placement" del relativo comunicato.

Per chi volesse capirne di più, online c'è questa relazione assai completa del prof Dalli, Università di Pisa.


postato da: burp alle ore 01/07/2005 15:23 | link | commenti
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dal paese delle meraviglie
Someday my prince will come (però solo dopo un bel restyling)
Mia figlia mi dice che da grande vuol fare la principessa. E siccome le principesse ce l'hanno proprio per mission quella di sposarsi, subito aggiunge che sa già con chi si sposa.
"Sposo il mio papà."
Mentre mi godo quella che ragionevolmente sarà l'ultima proposta di matrimonio (e l'unica direttamente rivoltami) della mia vita, la creatura s'inpensierisce, mi soppesa e poi mette una specie di broncio deluso.
"Però tu non hai i capelli." E se ne va in camera sua.
Obiettivamente è difficile darle torto, ché un principe calvo non s'è ancora visto, almeno nelle sue fiabe.
Dopo un po' ritorna con la soluzione.
"Chiamiamo un mago bravo che ti trasforma in un Principe Azzurro."
Uno bravo, certo, mica un mago qualunque.



postato da: burp alle ore 01/07/2005 11:04 | link | commenti (3)
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