appuntamenti musicali
Domenica sera a Sesto coi PG Time
Allora, se ti piace la musica live e magari in particolare quella di Peter Gabriel e sei qua in zona Milano (o magari ti va di far dei chilometri) e se domenica 30 ottobre alla sera non hai ancora impegni, vabbè non te li puoi perdere.
I PG Time a Sesto S. Giovanni, dico.
All'Indian's Saloon, un locale che - ne sono certo - è molto più bello del sito web che si ritrova.
I PG Time invece li trovi qui. Sono bravi e insomma che dire... c'è dei gran pezzi di Peter Gabriel appunto. Hanno suonato anche con Rachel Z. E io ne ho già scritto qua e qui.
No, io non suono con loro. Però il cantante è uno che - dicono - mi somiglia molto. E lui si incazza quando glielo dicono. E io pure. Insomma è mio fratello.
Ci si vede lì?
Ecco, allora adesso prendiamo un foglio bianco e facciamo una riga o uno sgorbio per uno col pennarellone nero. musica & bimbi
Crescercantando
L’altro ieri mi sono regalato un’ora per me e sono sceso qui sotto alla Libreria dei ragazzi (ne avevo già scritto qui).
C’era "A scuola tutti in coro", un incontro con Crescercantando. Non sapevo altro. Solo che si sarebbe parlato di musica ed educazione musicale dei pargoli. E che un coro avrebbe cantato qualcosa.
Un'ora dopo sono venuto via bello contento, dopo aver:
- visto e ascoltato un coro di una trentina di bimbi a occhio tra i 7 e i 10 anni, tanto eleganti quanto intonati e ritmati. Repertorio gospel, tuniche d'ordinanza, bravi e disciplinati. Nessuna acrobazia intendiamoci, nessun virtuosismo, né polifonie. Bambini normali che cantavano insieme, bene, con tanta energia, divertendosi. Dove sta la novità dici? Sta che per come è messa oggi la scuola (e l'educazione musicale appunto) è proprio raro vedere certi spettacoli.
- registrato parte del miniconcerto su mp3, per riproporlo più tardi a casa alla creatura e soprattutto al mio soul-fratello. Sulla cui ruvida rock-guancia si è disegnata una vasta ruga di simpatia. "Bravi. Sarebbe bello fare un concerto assieme... È una pazzia? Gli si manda il cd?"
- ascoltato le testimonianze di alcune delle persone che hanno inventato e fatto crescere questo progetto. E che hanno e dimostrano molta passione e ne traggono ampia e visibile soddisfazione. E che sanno parlare in modo semplice a un pubblico misto di adulti indaffarati e bimbi quieti ma non ancora per molto (“abbiamo fame, merenda?” la vocina che ha chiuso l’incontro).
- conosciuto e ascoltato una delle persone che si sono inventate Sette veli intorno al re, un disco che la creatura ascolta da qualche mese. Un bel progetto, complimenti.
- riaccarezzato l’idea di tirar fuori dal cassetto quel progetto di scrittura di canzoni per bimbi che siano davvero adatte e rispettose. Educative, creative e stimolanti anche dal punto di vista musicale.
- aggrottato la fronte in un grosso punto di domanda sul metodo Goitre. Una cosa che ancora non conosco, ma che – se ho inteso bene - fosse esitita trent’anni fa, forse mi avrebbe aiutato a superare il trauma del setticlavio. Da cui mai più mi ripresi, per altro.
- considerato, come sempre più spesso accade quando mi trovo in mezzo ai bimbi e alla musica (specie se combinati) che assai probabilmente ho sbagliato lavoro. Ma, come diceva se non erro Tom Robbins, “Non è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice”.
dal paese delle meraviglie
Sì, ma a che serve?
Questo è un appunto volante. Chiamiamolo per ora il gioco del cieco. O del bendato. Non so come si chiamerà da grande, questo gioco dico.
Però ci si può lavorare su.
Molto semplicemente si chiede alla creatura di descrivere le cose o le loro funzioni. Io sono cieco, non ho mai visto un cavallo. Mi dici com’è fatto e a cosa serve.
Però se lo fate, limitatevi alle cose. O rassegnatevi alla sintetica precisione con cui la creatura descrive in poche parole le vostre vite.
“La mamma serve per cucinare, andare a lavorare, mettere a posto”.
Lady Burp, che in quel preciso momento stava giusto rigovernando, ha singhiozzato forte.
Non ho osato chiedere a cosa serve il papà.
chi cerca trova. e a volte trova me
Variedeventuali
Tra i miei referrer di questo mese, segnalo i 3 accessi con la frase virgolettata "dopo me la dai".
Chissà cosa cercavano. Hanno trovato un cd che li aiuterà.
Per la cronaca, con una certa inquietudine, segnalo che qualcuno è arrivato da queste parti cercando:
- brani con il trapassato remoto
- caso dolceforno soluzione merlo
- fuzionamento di un motore a stella
- ho visto scopare mia suocera
- pensierino bimbi primo giorno catechismo
- rime per papiri di laurea
- compensi in una spalla con periartrite
- roy paci erotico
- casalinga di pisa cerca uomo x incontri
- "primo vibratore"
- un te lo vai a piglià in der cul
Son soddisfazioni no?
vabbè allora tagghiamoci
Ricordati di comprare il petrolio per le lampade
Saranno stati due anni che mi ero appuntato ‘sta cosa: “ricordati di andare a studiare in Splinder come funzionano le categorie dei post e di usarle.”
Che io le trovo comode. Soprattutto quando capito in un posto nuovo e in breve devo capire se c’è dell’arrosto.
Ieri sono andato a fare ‘sta cosa.
E le categorie non ci sono più. Ci sono i tag.
Voi li usate? Contenti?
Intanto da una decina di giorni ho ridotto i post visibili in homepage. Che ogni tanto posto le foto e quando ho provato a collegarmi senza linea veloce, tempo che si è aperto il blog avevo messo su un paio di kg.
Restano aperte le altre questioni: cambiamo il template? Mettiamo la pubblicità? Come faccio a far scaricare la mia musica via blog?
E soprattutto: devo pagare le spese condominiali, mi ricorderò di farlo?
(Prova di tinez in nuova finestra.)
dal paese delle meraviglie
W l'Italia, l'Italia devoluta
All’asilo della creatura, quest’anno si studiano i popoli del mondo. Si parte dall’Italia.
La settimana scorsa mi ha detto che tutto attorno all’Italia c’è il mare. Poi ha cominciato a canticchiare fratelliditalia fratelliditalia. Che è la canzone dell’innodimameli. Ieri mi ha detto che a Roma c’è la legge. Cioè, dei signori importanti che fanno le leggi.
Un giorno forse mi toccherà raccontarle com’era questo paese prima della devolution. E allora, grazie a Corrado che me lo segnala, mi metto da parte questo articolo di Claudio Magris.
Il termine «devolution» non è tanto una parola che esprima un concetto, quanto un rumore, come quelli che il corpo talora emette anche involontariamente, magari con effetti socialmente imbarazzanti; un segnale convenuto di riconoscimento fra simili, come il fischio di certi animali o quello irriferibile immortalato da una celebre canzone goliardica.
proposte indecenti
Vendo tutto e cambio vita
Il primo che passa di qua e mi mette in mano 23.146 dollari e 14 centesimi, gli lascio le chiavi di casa.
La cifra non la butto a caso: esce da qui, "Quanto vale il tuo blog?".
Intanto io comincio a pensre a cosa fare col gruzzolo.
immagini
Obiettivamente belle, no?
Insomma ecco. Il mondo è piccolo. E i fotografi bravi parecchi. Ma non parlo dei grossi nomi, che pure ci sono ma che io, da semplice contemplatore autodidatta (e sporadico coglitore di istanti), non conosco. Parlo del fotografo della porta accanto. Dell'amico che d'un tratto scopri che ha la passione per la fotografia. E che sa il fatto suo. E mentre una volta avrebbe dovuto invitarti a casa sua e mostrarti un book, ora ti manda un mail con un link e via. Fatto. In un attimo sei dentro nel suo mondo.
Così dopo aver conosciuto Tinez (che poi si è anche aperto un blog) e aver ammirato la sua gallery (se le vedete "lucchettate" è perché prima dovete dichiarare di essere legalmente in grado di vedere dell'epidermide esposta), ora volentieri spendo due parole sull'amico Luca, che per altro conosco da 20 anni e più. Ma la cui "arte" non avevo mai indagato per bene.
Le foto di Luca hanno almeno due pregi evidenti e costanti. Uno è il bianco e nero. E l'altro scopritelo da voi. Dando un'occhiata qui.
chi cerca trova trova trova e poi si dimentica cosa cercava
Guidati dalla Serendipity in un'interminabile jam session
Ecco, hai presente quando cerchi una cosa e ne trovi un'altra? A me capita molto spesso che poi quest'altra sia più utile o affascinante in quel momento di quella che cercavo in origine. Mi capita di frequente sul web. Ma magari anche nel frigo o in cantina.
Se poi qualcuno vuole ragionarci su e fare un sondaggio... Quanti siamo figli della Serendipity? Facciamo una loggia? Una setta? I Serendipitici? I trovatori casuali? Gli incontrarobe?
Bando alle ciance. Oggi non so più cosa cercavo e ho trovato del jazz. Destino.
In una paginozza vecchio stile, webdesign preistorico ma contenuti interessanti. Si chiama L'angolo del jazz ed è una pagina del Conservatorio di La Spezia.
Segnalo al volo:
Una bella raccolta di consigli di Piero Leveratto Come sopravvivere a una jam session, senza farsi troppo male. Interessante per la completezza e la catalogazione. Offre anchespunti di riflessione (e per me pure di "autoanalisi") sulla ripetitività di certi repertori.
Un glossario dei termini usati nel jazz.
La storia del jazz in 20 righe (mica facile!).
La storia del jazz in 50 dischi (per lo più tradizionali e classici, ché giustamente i contemporanei si fa ancora a tempo a sentirli dal vivo).
Se invece sei capitato qui per altri motivi (sui quali preferisco non indagare) ma ora ti interessa la Serendipity, allora leggi questo post di Creativeclassics (e relativo allegato), Serendipity, il caso aiuta i creativi.
sante parole
"La cocaina è il segnale che dio ti manda
per dirti che hai fatto troppi soldi"
Mi pare strano che nessuno in questi giorni citi questa battuta di Robin Williams.
E non ho ancora sentito Princesa di De Andrè come musica di commento di qualche speciale tv.
Ma arriverà.
serie tv: magazine
Series: una sola lode
Ho visto e sfogliato Series. A mio rapidissimo e sindacabilissimo giudizio, di bello da leggere (ah ma se vi accontentate delle foto il discorso cambia) c'è solo un breve pezzo di Matteo B. Bianchi su Six Feet Under: "Due amanti uomini che si sono conosciuti in chiesa, un gay di colore che fa lo sbirro, una coppia gay che invece di mostrare positività non fa altro che accusarsi a vicenda... In due soli personaggi il creatore della serie Alan Ball (American Beauty, ndZB) è riuscito a riunire più contrasti e più realtà di quanto abbiano fatto intere stagioni di altri show."
Six Feet è in onda su Italia1 se non erro il mercoledì verso le 23. In queste puntate, fate caso alla dinamica (e ai dialoghi) tra Nate e Lisa sulla gestione della neonata. Capolavoro di pura banalità domestica, nevrosi e insicurezza del quotidiano spiazzamento di una coppia (la loro è pure un po' strana come coppia) davanti all'irrompere di un neonato e delle sue necessità. Potrebbe esservi utile un giorno...
Sul primo numero di Series, trovate un germoglio di discussione qui e nei commenti qui (compreso lo scivolino finale di un redattore che si finge pubblico, poi vede la sua mail scritta lì e allora fa retromarcia. Ma sarà vero?). Il fatto è, come dice SuperBimba, che noi pubblico di competenti appassionati non siamo il target di un magazine così. E anzi un po' ci infastidisce pure vedere le nostre serie buttate lì in quel modo tra la fotona patinata e il testo poco brillante. Però se davvero vogliamo che il target degli appassionati cresca, qualcosina bisogna dargli, no? Anche un magazine così allora magari va bene. Qualche infamia e una sola lode. Comunque meglio di quella gelida ciofeca di Telefilm Magazine.
Ah, anche Matteo B. Bianchi ha il blog.
Come Elio, Bisio, Luttazzi e Angelo Ferrari che probabilmente non sapete chi è, ma se volete gettare un occhio dentro l'Isola dei Famosi, beh chi meglio del regista in trasferta a Samanà?
UPDATE: e naturalmente - dice Cinzia - anche Matteo Bordone di Dispenser ce l'ha il suo bravo blog. Un dì lo scoprimmo e mai più vi ritornammo, bastardi tempi cupi e veloci.
Germinal di Taggia pieno di gente tutta prenotata, pubblico attento. Buon concerto, con Fabrizio Bruzzone validissimo contrabbasista ospite.
A XXMiglia Moscabianca elegante e accogliente grazie ad Alex, che, come tutti i gestori di locali pazzi per il jazz, va elogiato e incoraggiato prima che lo rinchiudano in un'oasi per specie protette. Buon concerto anche qui. Va da sé che il pianoforte vero, quando c'è, fa la differenza.
Così domenica sera vado a nanna alle 2. E alle 5.30 suona la sveglia. Scendo sull'Aurelia, acchiappo un bus e poi un treno zeppo e zozzo per l'ufficio. Arrivo alle 11 canticchiando Everything happens to me. Quando mi risiedo qui non so se mi fa più male la capa o la schiena, che son tutto un groove di dolorini interattivi (un bad grooviglio?). litigi, porconi, fantasie e domande
Una brioche per me e molto alcol per il mio dito
Esci da Centrale alle 8.20 e piove. Fico. Hai l'ombrello. Piccolo, tascabile, blu. E rotto.
Ma tanto rotto che quando lo apri, una stecca metallica ti si conficca nell'indice della mano sinistra.
Hai le cuffie. Quindi sei l'unico nel giro di 50 metri che non sente porcocazzo porcombrello porcodito. Appunto, porcodito.
Poi basta, parlare basta perché il dito lo devi tenere in bocca e ciucciare forte. Che appena te lo guardi il dito, lui zampilla felice e il rischio è che ti inzozzi tutto.
E intanto piove. E hai ancora in mano l'ombrello sciabola. E ti sembra pure di sentirlo ridacchiare. E allora crepa. E lo infili nel primo cestino. Lui non ci passa. Fai forza con rabbia. Ma una vocina ti dice di non insistere su quell'istrice metallico con l'unica mano sana. Poi entri al bar, ciucciando il dito ordini la brioscia. Poi vedi i fazzolettini sul banco. E quando esci ne hai 5 sul dito e hai smesso di ciucciare. E puoi cominciare a dipingere il marciapiede di mille papaveri rossi, tutti uguali, sputati insomma.
Entri in ufficio e speri. È dalle elementari che speri. Che in questi casi coltivi un desiderio di crocerossina amorevole con la sua bella crestina bianca, e gli occhioni, che ti parli dolcemente e ti soffi sulla bibi e poi ti disinfetti e un bacino qui e un cerottino e poi dai che presto passa tutto. E la tua centralinista avrebbe anche il phisique du role. E candida con la crestina sarebbe perfetta. Ma temi l'avvento della donna delle pulizie, dei suoi baffi e dei suoi modi spicci.
E allora opti per l'automedicazione. Nel seminterrato apri l'armadietto dei medicinali. E quante volte ci hai giocato da bambino con la cassetta del pronto soccorso della macchina? E questo cos'è? E questo? Come si gioca? Ora li provo tutti, finalmente.
E dopo dieci minuti, col tuo dito ubriaco, blindato da un cerottone, imbocchi l'ascensore con una sola domanda.
Il cotone emostatico, già. Perché non lo usano per le divise dei soldati?
pensieri
Il deja vu del pomeriggio libero (Cara la mia suora)
Causa assemblea dei genitori all'asilo della creatura, ieri mi sono regalato un intero pomeriggio libero in cui ho:
- Pranzato con mamma ("mi scrivi un fax di protesta a Enel e una bella lettera a Federconsumatori?" Sì)
- Preso parte alla riunione. Ma secondo voi è normale che nel programma di bimbi di 5 anni ci sia un "corso di computer per imparare a conoscere (?) internet (?) e scambiare auguri e disegni a Natale coi bimbi dell'asilo gemellato in Brasile e dunque aggiungere un tassello al programma dell'anno Popoli del mondo"? O non era meglio un bel corso di teatro che era senza dubbio più divertente e giocoso e non escludeva i bimbi più piccoli, almeno i mezzani, i quattrenni. Che poi, cara la mia suora, se le serve un link per agganciare il programma dell'anno al corso di teatro, non dubiti cara la mia suora che glielo trovo io in men che non si dica. E poi se vogliamo scambiare auguri e disegni coi colleghi bimbi carioca, non è meglio che glieli facciamo spedire per posta così i disegi li toccano e li annusano e li appendono, invece di vederseli congelati dentro ai monitor, che di monitor ne vedranno, le assicuro, alla nausea appena usciti dall'asilo. E poi, cara la mia suora, dato che ci siamo, per quanto lei sia stata la mia prima educatrice e ora abbia fatto carriera e diriga con polso fin troppo saldo questo bell'asilo da cui le brave maestre fuggono (ne sa qualcosa lei?), io glielo garantisco, cara la mia suora che se si azzarda ancora a sproloquiare melliflua sull'importanza del ruolo dei genitori e sulla condivisione delle scelte e poi, malrazzolando, ci mette di fronte al fatto compiuto, segando d'autorità un corso che a noi e alle creature ci piaceva, io non ci metto ne uno né due, cara la mia suora, e vado immediato di rappresaglia e com'è vero lui io le taglio le gomme della tonaca, ci siamo intesi? Punto.
- Visitato famigliola di amici (ritrovato un leopardo plastico smarrito a Ustica, chiacchierato di bimbi arrivati, in arrivo, solo progettati, di genitori sfuggenti, cuochi idilliaci).
- Fatto la spesa in tutta lentezza alla Coop semivuota.
Giunto a casa alla solita ora, ma lavorata la mezza giornata ho persino avuto modo di vedere un film per intero con Lady Burp, senza assopirmi, né accusare solito dolori da troppo ufficio.
E il deja vu l'ho avuto verso mezzanotte. Vizioso in balcone, con una sigaretta in una mano e un'ampolla di similnutella solidale nell'altra (quella Coop, buonissima), meditavo sui miei ritmi e su quanto mi piaceva quell'altra vita che facevo fino a un anno fa (che si gloriava di ben due interi pomeriggi liberi a settimana) anelando e paventando l'avvento di questa nuova in cui i pomeriggi liberi sono estinti e lì muto e solingo all'aire mi chiedevo: vale la candela tutto ciò? Cui prodest? E soprattutto: brrr siamo a ottobre, è ancora il caso di uscire a pensare in balcone in mutande?
comunicazione di servizio
…
In corrispondenza della tragica, dolorosa e improvvisa fine del mio ingiallimento, questo blog e il suo autore osserveranno alcuni giorni di rispettoso silenzio.
E per restare in tema di defunti, su Italia1 è cominciata la seconda stagione di Six Feet Under (questo lo scopro ora, poi lo guardo).
E domenica sera ER (seconda metà puntata), col giochino dello scambio vivi-morti, ci è andata parecchio vicino.
E non c'entra nulla ma proprio nulla, ma il blog è bello anche per questo: mi sono innamorato della collega del piano di sotto.