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Utente: burp
Nome: Zio Burp
Questo blog non è in vendita. Il suo titolare, invece, si vende molto volentieri. Zio Burp, fuori di qui si fa chiamare Cristiano Callegari. Si occupa di creatività e di scrittura: lavora con le idee e con le parole. Chiamatela come volete: copywriting, business writing, web writing, fuffa writing. Purché di writing si tratti. Questo blog qui ci ha i lavori in corso. Oggi fa un po' schifo e peggiorerà fino a rinascere mirabile dalle proprie webceneri.

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mercoledì, novembre 30, 2005

premi letterari visti da vicino
Premio Teramo Città di fantasia

Domenica mattina all’alba ho preso l’auto, poi un treno, poi un altro e poi cercavo un bus ma c’era solo un taxi e a metà pomeriggio ero a Teramo.
Nelle ore successive ho scambiato parole, strette di mano, sorrisi, pacche sulle spalle, congratulazioni, sguardi, indirizzi, idee, bacetti, progetti, sogni, antipasti, vino, dolci, caffè e sigarette con numerose persone.

Fino a qualche mese fa non conoscevo il Premio Teramo. Fino all'altroieri non sapevo avesse una tradizione di qualità, sia tra i premiati che tra i giurati. Non immaginavo una cerimonia di premiazione sobria e ritmata. Non mi aspettavo che le voci di alcuni attori avrebbero animato i testi in modo egregio. Non mi aspettavo tante persone, il suono di un pianoforte, la lettura delle motivazioni, i giornalisti, le foto in posa e ora dove le tengo le mani, dietro la schiena o incrociate sul petto? Ho trattenuto il fiato e, alzandomi in piedi, ho trattenuto anche la pancia.

Non mi aspettavo di vincere il Premio Teramo, Città di fantasia per un racconto inedito per bambini.
Le avevo dietro la schiena, le mani. E la pancia invisibile.

Update: dopo un paio di settimane, se ne parla anche qui, da Annamaria Manna.


postato da: burp alle ore 30/11/2005 09:10 | link | commenti (18)
categorie: libri, bambini, racconto, scrittura, gioco, teramo
venerdì, novembre 25, 2005

blogosfera: classifiche
Un chilo d'aria meno sei litri di carne più un'ora di latte...
Del perché le classifiche dei Top blog della rete sono da prendere con le molle.
(Ah, ecco perché non sono ancora una blogstar, diamine...)


postato da: burp alle ore 25/11/2005 18:09 | link | commenti (5)
categorie: blogger

addi: George Best
Simply the Best

Se n'è andato George Best, Pallone d'oro 1968, il quinto Beatles.
Un tipo genio e sregolatezza, un matto genio del calcio di altri tempi. Non ho fatto in tempo a vederlo giocare, ma un po' ci mancherà.
Donnaiolo e gran bevitore, parlando della sua vita disse più o meno: "Ho investito un capitale in donne e drink. Il resto l'ho sperperato".
Ai suoi tempi, quando la parola rock aveva un senso, lui era un sacco rock.
Amen.


postato da: burp alle ore 25/11/2005 14:42 | link | commenti (1)
categorie: calcio, best

tv: sondaggi per cui vale la pena vivere
La fine di questo e di quello

Ieri sera Bonolis, nel suo nuovo Il senso della vita ha mostrato e commentato la top ten della classifica delle 10 cose per cui vale la pena vivere pubblicata da Cuore nel 1993. Al di là dell'inedita apparizione in tv dell'espressione più comune con cui volgarmente di si riferisce ai genitali femminili (parola scritta grossa sotto "L'origine del mondo" ma detta solo con buffo acronimo), mi segnalano un dubbio più politico.

In quella classifica compare la voce "La fine di Andreotti". Ma non c'era da qualche parte anche "La fine di Berlusconi"? O quella voce nel 1992 era fuori dalla top ten? O comparve solo dopo, quando Cuore iniziò a uscire autonomo fuori dall'Unità? E in questo caso perché non è stata mostrata la classifica più recente? Ma quando ha chiuso Cuore? 1997? Ma era Bonolis che a Domenica In lanciò un sondaggio simile e vi furono molte risposte antiBerlusca e relative polemiche? Ebbene, comunque sia il sondaggio è riaperto da Bonolis stesso. Si vota sul sito della trasmissione.
Con Andreotti ci è andata malissimo: lui è tornato in sella alla faccia dell'età, deglia cciacchi e dei processi. E invece Cuore ha chiuso, sic. Magari stavolta va meglio.

UPDATE: mi par strano che Gianluca Neri di Macchianera, uno che a Cuore ci lavorava, non abbia ancora commentato l'apparizione tv dell'antica gloriosa classifica.


postato da: burp alle ore 25/11/2005 11:36 | link | commenti (3)
categorie: cuore, tv , bonolis, blogger
giovedì, novembre 24, 2005

giochi in estinzione
Mani-rigore-batto-io. E vale pure di punta!
Compagnia Celestini coverI ragazzi non giocano più a calcio per strada. Triste ma vero. Lo scrisse benissimo, e con grande nostalgia, Michele Serra indagando le cause di questa estinzione.
Ora vedo (Repubblica di oggi, non online) che uno dei libri più belli di Stefano Benni diventa un cartoon di produzione francese, in onda da stamattina (perso!) su Rai2 e invia di esportazione in varie parti del mondo.

Ma il bello è che nel libro e nel cartone il gioco non è nemmeno il calcio. Il gioco è la pallastrada, l'anarchica e selvatica specialità che unisce milioni di bambini sotto ogni latitudine. Serve solo una palla da calciare, ma anche di stracci va bene, e delle gambe da far correre e sbucciare. E uno spazio aperto e non delimitato. Dopo il cartone poi, dicono stia nascendo un vero campionato mondiale di pallastrada, da disputarsi la prossima estate nelle banlieu parigine. Con la finale nel parcheggio dello Stade de France.

Da questo vecchio articolo di Loredana Lipperini (che vi consiglio), copio le splendide fondamentali (non)regole della pallastrada.

"Il campo di gioco può essere di qualsiasi fondo e materiale a eccezione dell'erba morbida, deve avere almeno una parte di ghiaia, almeno un ostacolo quale un albero o un macigno, una pendenza fino al venti per cento, almeno una pozzanghera fangosa. Le porte sono delimitate da due sassi, o barattoli, o indumenti e devono misurare sei passi del portiere. La traversa è immaginaria e corrisponde all'altezza a cui il portiere riesce a sputare. La palla deve essere stata rattoppata almeno tre volte, deve essere o molto più gonfia o molto meno gonfia del normale, e possedere un adeguato numero di protuberanze che rendano il rimbalzo infido."

Stefano Benni, La Compagnia dei celestini, Feltrinelli, 1992.


postato da: burp alle ore 24/11/2005 17:15 | link | commenti (2)
categorie: bambini, calcio, benni, gioco, pallastrada
mercoledì, novembre 23, 2005

cinema: molto docu e poco fiction
Una vita da pinguino / a tenere in caldo un uovo

Vista La marcia dei pinguini con 4 bimbi 4 tra i 3 e gli 11 anni. Me lo aspettavo un po' diverso.
Non è solo docu, o ovviamente non è film (altro che la Docufiction di Buono a sapersi, che fine ha fatto?) e non è l'Harry ti presento Sally dei pinguini (se ne parla anche qui).
Il doppiaggio del buon Fiorello è in bilico: da una parte c'è il copione (con qualche tentativo di poetica epica del pinguino), dall'altro la tentazione (però repressa) di doppiare davvero gli animali. Il risultato è vago, manca un po' un registro principale. Così l'adulto che si aspettava una briosa commedia pennuta un po' mi si annoia. Il bimbo (che non sa cosa si aspettava) se lo gode, ma per i suoi ritmi il film risulta lento e lungo. (Ma siccome non si butta via nulla poi a casa vai col gioco dei pinguini: rabbrividendo dal freddo ci si scambia un pallottino tra i piedi senza farlo cadere, sennò muore il pulcino dentro).
La fotografia è bella, paesaggi splendidi, pinguini buffi, sentimentali, spaventati, belli. La musica, infine, è in tema: agghiacciante.

Insomma: si esce comunque sollevati dalla consapevolezza che i pinguini fanno veramente una vita di merda. Noi umani invece eh, per fortuna possiamo andare al cinema.


postato da: burp alle ore 23/11/2005 11:05 | link | commenti (5)
categorie:
martedì, novembre 22, 2005

dal paese delle meraviglie
Il gioco dei nomi indiani

Dopo il cartone del cavallo Spirit e una visita coi nonni al Ranch di Voghera, va da sé che nascano un sacco di curiosità in puro stile Far West.
E allora vai coi nomi indiani:le spieghi come sono fatti e perché e vai tranquillo che appena afferra il senso lei ti ribattezza tutta la famiglia.
In ordine sparso: Occhi di lago, Capelli di fuoco, Pancia pelosa, Bisonte vogherese, Capelli di nuvola, Capelli scambiati, Occhi di notte, Culo cantante.

E stasera mi sa che
 le racconto la storia di Balla coi lupi e Alzata con pugno...


postato da: burp alle ore 22/11/2005 13:32 | link | commenti (4)
categorie: bambini, gioco

dal paese delle meraviglie
Raja o Sher Khan?

Questo pensavo rientrando a casa dal supermercato reggendo a fatica il mio ultimo acquisto, tra bimbi che mi segnavano col dito e auto che mi dedicavano strombazzate improvvise.
Che poi una cosa di questo tipo arreda un po' anche, o no?
Me la passo anche tenere mollemente sdraiata sul pianoforte... O lasciarla dormire sul divano, silenziosa nel buio a mo' di antifurto.

Poi, per le sue enormi dimensioni, costava relativamente poco, tra poco è natale e insomma non me la sono sentita di lasciarla lì, in quella specie di zoo di pelo tra i detersivi e i biscotti.
E alla creatura piacerà. A tutti piacerà, eccome. Tra l'altro si può usare pure come cuscino.
A questo pensavo rientrando a casa con una tigre di peluche grandezza naturale.

E poi ti ricordi quel negozione sulla statale dei Navigli, tipo dopo Binasco? Che tornando da casa dei nonni una trentina di anni fa era una tappa obbligata, perché gigantesche vetrine esponevano enormi felini di peluche? E tu che sbavavi davanti a quella vetrina. Ma eri già un ometto, diamine, e non avevi più l'età per implorare un pelouche.
Ecco hai presente tutto questo? Bene, ora ti sei messo in pari, tiè.

"Non è mai troppo tardi per avere un'infanzia felice."
Tom Robbins, Natura morta con picchio


postato da: burp alle ore 22/11/2005 11:08 | link | commenti (2)
categorie: bambini
venerdì, novembre 18, 2005

web economy e blog: bolle e balle
Un blogger da marciapiede
Non so voi ma qui aumenta di continuo il flusso di scambio blog-lavoro. E stavolta non è tanto il mio lavoro che entra nel mio blog. È il blog, i blog, che entrano nel mio lavoro. E ne diventano una parte. E comunque: alzi la mano chi non è mai stato tentato dall'ideuzza di far due soldini col proprio blogghino? Col proprio o aggregandosi a qualcuno dei tanti progetti di nanopublishing che stanno decollando in questi ultimi mesi.

Io che - da buon miope - le buone occasioni tendo a perderle in anticipo, ho tratto qualche conforto dal
post in cui Gianluca Neri paragona gli eventi attuali al gonfiore della web bolla di qualche anno fa. E ribadisce orgogliosamente alcuni concetti cui restiamo affezionati: "Ma, alla fine, la parola blog è legata al frutto del lavoro di una o più persone, ai loro pensieri, ai modi di dire, persino ai post scritti senza una particolare cadenza periodica. Il “blog”, come da definizione originale, è amatoriale per assunto. E’ faticoso da mantenere di certo. E viene redatto per passione, prima che per il soldo".

Ciò detto, nulla è cambiato: questo blog non è in vendita ma il titolare sì. Continuate pure a tempestarmi la mail con golose profferte di blog lavoro. Stendete tappeti rossi, evocate luminose carriere, frusciate languide le banconote.
Ogni uomo ha un prezzo. Prima o poi cederò.
 

PS: fossi figo saprei anche utilizzare il trackback del post del Neri.


postato da: burp alle ore 18/11/2005 12:10 | link | commenti
categorie: lavoro, marketing, blogger
giovedì, novembre 17, 2005

musica: a Pavia omaggio a Dylan
May your song always be sung

TerlixOk, questo giovinotto con la chitarra si chiama Paolo Terlingo e suona il rock e il blues. Spesso ben mescolati, prevalentemente con The Rude Mood (ascoltali qui, se ti garba compra qui), ma anche altrove.

Domani venerdì 18, a Pavia a Spaziomusica, Paolo ripresenta un progetto acustico su Bob Dylan: "Zimmerman Circus, omaggio a Bob Dylan".

Tra gli ospiti c'è anche il mio rockfratello Teo.
Io sono per ascoltare, chiacchierare, bere delle birre.




postato da: burp alle ore 17/11/2005 15:42 | link | commenti (10)
categorie: musica, blues, pavia, spaziomusica
mercoledì, novembre 16, 2005

jazz in tv: sempre poco e assai notturno
Jazz me blues
Scopro che c'è una trasmissione sul jazz su Rai Doc - Futura.
Che non so cos'è. Scopro che è un canale digitale terrestre. Trasmesso anche sul canale Sky 872.
Se stasera sono sveglio, a mezzanotte sto con Duke. E con Patruno.

(ANSA) - ROMA, 15 nov - Domani, 'Jazz Me Blues', il programma di Rai Doc in onda alle 24.00 (in replica, dopodomani alle 6.30 e alle 13.00) condotto da Lino Patruno, iniziera' con un filmato dell'orchestra di Duke Ellington dei primi anni '40, seguito da un filmato dell'orchestra di Vaughn Monroe, direttore d'orchetra, trombonista, cantante e attore del cinema western negli anni '50. Il programma proseguira', con Jack Teagarden, considerato il piu' grande trombonista della storia del jazz. Tratto dal programma 'Il Signore delle 21' condotto da Ernesto Calindri nel 1962, si vedra' una straordinaria performance di Sammy Davis jr, ballerino, cantante, imitatore e grande batterista di jazz. Chiudera' la puntata un'intervista trombettista Guido Pistocchi, che apparira' poi in jam session al 'New Orleans Cafe'' di Roma.


postato da: burp alle ore 16/11/2005 17:12 | link | commenti
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i post degli altri
Dalla Milano da bere a quella da baciare
Ma tra colleghi "occasionali" (di un solo giorno, poniamo) ci si bacia? Ma sempre sempre?
Severine dice che no.
Contro il dilagare del bacio sulla guancia in ambito professionale.
Ma vi è chi offre l'altra guancia.


postato da: burp alle ore 16/11/2005 12:57 | link | commenti (4)
categorie:
martedì, novembre 15, 2005

cose che noi umani...
Andate e taggatevi tutti*

Dopo quelli di Vanz, mi pare cosa buona e giusta linkare anche i techno consigli di padre Suzuki.

* Sì, anche voi laggiù, gregge splinderiano, pecorenere per colpe non vostre.


postato da: burp alle ore 15/11/2005 16:58 | link | commenti
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lunedì, novembre 14, 2005

dal paese delle meraviglie
Feste e riti (pagani e non) in p
osti inconsueti
"Papipapipapi era bella la festa di Alessia... questa volta che viene il mio compleanno faccio la festa anche io al mecdonald?"
Gasp! Di già?
Com'era quel libro? Ah sì ecco: Il marketing alla conquista dell'infanzia, Susan Linn.
Mettiamolo sul comodino va'...

In chiesa per un matrimonio era molto incuriosita da tutto ma ce n'è voluto per farla stare zitta. Dopo un minuto era già giustamente stufa del vestito della sposa. Allora mi è toccato mostrare le canne dell'organo e spiegarne la funzione, indicare angioletti musicanti sul soffitto, lo zio musicante nell'angolino, raccontare dello scambio degli anelli, delle parole magiche che il sacerdote diceva perchè il matrimonio fosse valido, convenire con lei che "le parole magiche delle fiabe sono più brevi". Il tutto naturalmente sussurrando.
A un certo punto mi ha messo la bocca nell'orecchio e mi ha detto: "Lo sai che io a scuola ho visto la parola di dio?"

Poi, nel seguito del matrimonio si è molto divertita. Con Francesca a farsi raccontare dei leoni e con Paola a far domande sul mestiere di veterinaio ("hai mai misurato la febbre al canguro?").
E nel gran finale si è presa anche il bouquet. A tre anni e mezzo.
Dritto in fronte.


postato da: burp alle ore 14/11/2005 17:34 | link | commenti (9)
categorie: bambini, marketing

i post degli altri
Giallini di ieri e di oggi (e dell'altro ieri)
Oggi, Chettimar si interroga su "Quale specie preferire tra le musiciste classiche di un'orchestra?".

Ieri l'altro Akille saggiamente ragionava di orgasmo femminile in prospettiva maschile.

Bonimba, mesi or sono, raccontava quant'è bello andare nelle scuole a parlare di scrittura e di libri.


postato da: burp alle ore 14/11/2005 14:31 | link | commenti
categorie: libri, scrittura, linguaggio
venerdì, novembre 11, 2005

musica: capolavoro + documentario
Kind of blue (dual disc)

Kind of blueAlla Feltrinelli aveva lo sconto e non ho resistito. Ho comprato il dual disc di Kind of blue, disco di Miles Davis del 1959, disco fondamentale per la storia del jazz. Disco jazz in assoluto più venduto di tutti i tempi.
Il dual disc è un cd speciale: da una parte è un normale cd audio (e normalmente contiene il disco originale rimasterizzato o con altre caratteristiche tecniche che ti godi solo se hai un impiantone); l'altro lato è un alto dvd in questo caso c'è un documentario. Costava una ventina di euri e via.
Kind of blue lo possedevo solo su una TDK C-60 del 1992, che immagino ormai fossilizzata in garage. Reperti di un tempo che fu, di cui Emmebi ha nostalgicamente indicato un giacimento

Ora, se hai già Kind of blue in cd, questo dual disc te lo puoi perdere. Rispetto all'originale, il cd contiene un alternative take di Flamenco Sketches. Il documentario è caruccio ma non imperdibile. Ci sono questo e quello (Hancock, Jackie McLean, Shirley Horn, persino Bill Cosby) che parlano del fascino e dell'importanza di Kind of blue. Nulla di nuovo insomma. C'è anche - questo sì almeno emotivamente più emozionante - il volto rugoso e la risata catarrosa di Jimmy Cobb, il batterista unico vivente della formazione che incise il disco.

Se però Kind of blue non ce l'hai, beh il discorso cambia. Perché, in quel disco c'è sempre da scoprire. E da imparare. Rilassandosi per giunta.
E così mi son chiesto perché proprio quel disco, perché così famoso e amato e citato e comprato.

E butto là un po' di risposte:
- Perché è un disco di Miles Davis, ma con lui ci sono almeno altri tre fuoriclasse assoluti (per non dire caposcuola) dei rispettivi strumenti: Trane, Cannonball ed Evans. I "gregari" sono gli elegantissimi Cobb e Kelly. Quindi il cast è di livello assoluto.
- Perché è un disco lento, morbido, a tratti lirico. È un sacco cool. 
- Perché è un po' nero africano e un po' cerebrale europeo.
- Perché essendoci Evans, che spennella la modalità, è un disco "colto". Winton Kelly è l'altro pianista e suona solo in una traccia (Freddie Freeloader): è bravissimo, è un signor pianista. Suona blues. Solo splendidamente blues. Fate caso alla differenza con Evans.
- Perché 2 pezzi su 5 sono dei blues, una forma che ci è stranota e che anche un ascoltatore non esperto seppur inconsciamente riconosce. (Altri due brani sono modali e poi la gemma di Blue in green è altro ancora.)
- Perché è un disco modale, appunto. Riprendendo alcuni esperimenti evansiani (la cui preistoria stava in Chopin), Davis decide di lavorare su poche scale, una o due, e di costruire tutto (temi, accordi, improvvisazioni) sulle note di quelle scale. Mi viene in mente un quadro fatto con due soli colori e le loro sfumature. (A me che di figurativo non so nulla, dico, mi viene in mente questo. E a te?) Il modale, che da questo disco in poi diventa un vero e proprio stile, per chi ascolta è rilassante (o noioso, dipende) come un porto sicuro. Per il musico invece è una sfida. Perché si trova a dover lavorare con molte meno frecce al suo arco. No cambi di accordo, no altre tonalità. E allora vengono fuori espressività e interpretazione. Saper creare cose nuove a ogni chorus con gli stessi pochi elementi, questa la sfida. 
- Perché è un disco da cucco. Lo dice persino Jimmy Cobb nel documentario. E Cosby aggiunge che "se lei non aveva ceduto a Flamenco Sketches (ultima traccia), allora la serata era in bianco". E quindi in teoria sarebbe uno dei pochi dischi - mi chiedo - per cui non vale l'adagio contiano sulle donne che odiavano il jazz?
- Perché è un disco regalatissimo (e giustamente) a tutto il pubblico non jazzofilo.

Ok, fin qui quello che è venuto in mente a me. Se ne vuoi sapere di più, sulla storia di quel disco c'è un libro apposta in cui investier i soldi che risparmi dal dual disc: “Kind of blue”, Ashley Kahn, Edizioni Saggiatore, ne scrissi al buio qui
Deve essere bellissimo: l'altro giorno da Birdland l'ho sfogliato con una fitta al cuore e una al portafoglio, che si era appena dissanguato.

UPDATE: per combinazione e per la piccolezza del mondo, la scorsa estate tra i monti, ho conosciuto Enrico Merlin, un chitarrista trentino che quel giorno a Romeno metteva in scena uno spettacolo per bimbi su Disney in jazz.
In seguito scoprii che questo ragazzo è un fior di esegeta dell'opera davisiana. Tanto che il suo lavoro è gratificato di un link diretto dal sito di Miles Davis. Mica pizza&fichi.


postato da: burp alle ore 11/11/2005 15:56 | link | commenti (1)
categorie: musica, blues, jazz, davis
mercoledì, novembre 09, 2005

temporeggiando
Quelli che

Io li odio quelli che quando non aggiornano il blog scrivono comunque un post per dire magari che sono molto impegnati nel lavoro, o magari che hanno altro a cui pensare, o che hanno i maroni girati, o che semplicemente son giorni che non mi va di postare però ci ho un taccuino pieno di post bellissimi già scritti.
Li giustifico solo quando ricorrono tutte queste circostanze insieme, ecco.


postato da: burp alle ore 09/11/2005 15:05 | link | commenti (3)
categorie:
martedì, novembre 08, 2005

mini dibbattito interno
Tipo quelli che non van d'accordo nemmeno con se stessi

- Allora? Hai deciso? Lo fai o no?
- Cheppalle sei, ti ho detto che ci sto pensando...
- Sì, poi finisce alle candele greche come la storia del cv...
- Calende...
- E io che ho detto? Eddai, datti una mossa...
- Ma non c'ho tempo di scr...
- Appunto: non scrivi nulla di nuovo e allora risegnali quello che hai scritto in giro su altri blog che ti ospitano, che male c'è?
- Ma son cose già viste...
- Ma mica tutti quelli che leggono BURP! leggono anche il resto no?
- Ma passo per un narciso egocentrico, un onanista della parola...
- Che è quello che sei e chi ti conosce lo sa.
- Ma almeno io dico calende.
- Dai, non provocare che stamattina mi son alzato storto...
- Ma va? Combinazione anche io...
- Dai che devo prendere il treno.
- Anche io.
- Taci.
- Anche io.


postato da: burp alle ore 08/11/2005 12:52 | link | commenti (1)
categorie:
venerdì, novembre 04, 2005

le parole del vino
Che te ne pare di questo Nicole, rosso toscano?
NicoleLa bottiglia la riconoscete facilmente. Non se ne vedono in giro molte con un'etichetta così.
Il vino che c'è dentro a me è piaciuto molto. Ma io non sono un granchè come intenditore.
E poi lo bevevo per lavoro e quindi sorseggiandolo pensavo alle parole per dirlo, quel vino. Parole che poi sono finite al loro posto, su una brochure.

Ora, se vi capita tra un ristorante e un'enoteca di imbattervi nei prodotti di Cosimo Maria Masini, c'è il vino ma c'è anche l'olio, mi dite per favore quanto vi garbano?

Come dite? Che l'etichetta è bellissima? Già, quella l'ha fatta uno bravo, Tobias Rehberger, uno che qualcuno di voi da queste parti già conosceva.


postato da: burp alle ore 04/11/2005 14:50 | link | commenti (3)
categorie: , masini, vino
giovedì, novembre 03, 2005

personaggi
Ho visto un presentatore rock e il suo nome è Borat

Se qualcuno stasera avesse voglia di schiodarsi dalla banalità dell'antitesi rock vs lento, prema un altro tasto del telecomando e zompi su MTV.
Ci sono gli European Music Award, ma lì di rock credo ce ne sia poco e non mi riferisco alla musica. Saranno presentati da Borat. Che è un altro personaggio uscito dalla testona di Sacha Baron Cohen, alias Ali G. Che è un pazzo. Qui e qui ne ha parlato Dispenser. ma dovreste vederlo all'opera.

Ben volentieri linkerei un paginone uscito sul Foglio (credo prima dell'estate), firmato da Mariarosa Mancuso che raccontava benissimo il personaggio (ma da quando il Foglio è tutto in pdf e non si fanno ricerche per parola chiave molte di queste perle vanno perse). Sacha in Italia non è molto conosciuto: è uscito un suo film, penalizzato da un doppiaggio obiettivamente difficile (problema che immagino affliggerà anche la traduzione in diretta dello show di stasera), e su Jimmy sono passati i suoi tv show.
Dategli un'occhiata. E poi mi dite chi è rock per davvero.

UPDATE 1: tra l'altro poi io non l'ho visto eh...
UPDATE 2: Però mi han poi detto che qualcuno si è incazzato per Borat: il Kazakistan in persona!







postato da: burp alle ore 03/11/2005 15:04 | link | commenti
categorie:

cinema
Innamorarsi di uno scheletro vestito da sposa

Sposa locandinaNon è difficile: basta andare a vedere La sposa cadavere (qui la recensione di Fantasymagazine).

E scoprire che Elena Bonham Carter è più bella in pupazzo che dal vivo.
E poi, il pupazzo ha il vantaggio di essere saldamente fidanzato con Mr Tim Burton.
Almeno credo.

Emily, adoro il tik tak della tua mano scheletrica sull'avorio di quel vecchio pianoforte.

 




postato da: burp alle ore 03/11/2005 12:42 | link | commenti (2)
categorie: cinema, cartoni, burton