jazz concert
A night in Linarò
Dove la ò finale di Linarò(lo) va pronunciata chiusa verso la u (oeu), alla pavese insomma.
Ecco bene, vedo che alcuni di voi (i pavesi, appunto) son già bravissimi. Gli altri vengano in loco a sentire buona musica e far pratica di ò (oeu).
Potrebbe essere l'occasione per offire alcune delle birre che ogni tanto metto in palio qui ad minchiam e che i più pignoli tra voi avranno metodicamente segnato sull'agenda.
Giovedì 2 marzo, ore 22
Bluestage di Linarolo (PV), qui come arrivarci facile facile.
A Pavia di solito ti capita che per ascoltare del jazz devi andare a Milano.dal paese delle meraviglie
Principe? Rospo? Cavallo? Bestia?
Sono seriamente preoccupato. Temo di non potermi degnamente mascherare a carnevale. Io volevo continuare con i travestimenti animali: due anni or sono i leopardi, l'anno scorso i pappagalli. Ma la creatura ha posto il veto: "Io mi vesto da principessa". Sottintendendo "te babbo, se proprio vuoi fare il buffone arrangiati".
In più quella santa donna di mia madre, memore della fatica spesa nel costume meraviglioso dell'anno scorso, ha detto "col cavolo che ti rifaccio un costume, ranges".
Dato che comunque un collegamento con la maschera della creatura andrebbe mantenuto - per salvare almeno gli intenti apparenti di tale buffonata - vi chiedo aiuto e lancio il concorso: cosa si abbina bene a una principessa?
consumare meno, consumare meglio
Smorz 'e light, baby.
Ma sii felice uguale.
E se senti freddo, diamine, stringiamoci di più.
Qui, tutte le informazioni.
Non scopro nulla, segnalando il più bel pezzo torinese sulla Torino dei Giochi. radio online
Coverville di Brian Ibbott: fior di podcasting
Lui si chiama Brian Ibbott, ha più o meno la mia età, vive in Colorado e da qualche mese - da quando Lisagialla me lo presentò - è il mio dj preferito.
Brian è uno di noi. Uno di quelli che hanno investito parte della propria inquieta adolescenza nella paziente preparazione di compilation (su audiocassette e poi su cd) per amici, fidanzate, ex fidanzate, cuggini, nipoti, suocere.
Brian ha da sempre la passione per le cover (canzoni reinterpretate da altro autore o esecutore), cover che evidentemente colleziona. Appena la tecnologia glielo ha permesso, Brian zacckete, ha realizzato un suo piccolo sogno: ha messo su Coverville, trasmissione radio in podcasting. Tre volte alla settimana si confeziona la sua trasmissione a base di cover e la mette online. Dai 30 ai 50 minuti di audio in mp3 a 128k, con una mezza dozzina di canzoni, presentate e commentate.
Brian finora ha postato oltre 170 trasmissioni. Lo ascoltano e lo scaricano in parecchi. Sempre in regola coi diritti di trasmissione dei brani, Brian ha cresciuto il suo podcast grazie agli ascoltatori più fedeli, ha introdotto rubriche, interviste, trivia. Non poche aziende lo corteggiano per gli spazi pubblicitari, Businessweek ha scritto di lui (qui altre interviste). Noi lo si è anche votato in un referendum online sui migliori podcast.
Tra le sue cover si trova di tutto: interpretazioni curiose, valorizzazioni di gemme misconosciute, tremende riletture, cambi d’atmosfera e di stile, salti di squalo, pali, frasche. Ci sono insomma splendori e anche orrori. Per me che non mi collego a circuiti p2p e ascolto poca musica pop rock, Coverville è un modo stimolante per scoprire nuovi gruppi, ripassare grandi classici rivisitati. Certo, se poi uno ha del tempo da investire, con un semplice editor audio si sbobina le trasmissioni e mette su una libreria di cover che non teme confronti.
Insomma, Brian ha avuto un’idea e ha la costanza di svilupparla. Il podcasting artigianale che ha successo è fatto di poche cose: una buona idea e il tempo e le energie per farla vivere.
Gli ho scritto un’email e non mi ha ancora risposto. Ma non fa nulla. Io sostengo che è molto indaffarato.
I miei amichetti dicono che sta ancora ridendo per come cominciava l'email: “Hi Brian, and compliments!”.
addii
Coincidenze e ricordi pianistici
Nello stesso giorno di Romano Mussolini se n’è andato pure un altro signore che aveva a che fare col pianoforte. Col mio pianoforte.
Romano Mussolini lo ascoltai solo una volta. Fece un concerto al Docking di Pavia, sarà stato il 1987. Io ci lavoravo, cameriere. Venne tutta un sacco di gente in tiro e signore impellicciate che non avevo mai visto prima,
(Chissà poi se è vera la storia dei partigiani in cortile di notte che volevano fucilare mia nonna perché aveva dato al mio babbo il nome del figliolo del Duce? Certo che a volte, togli il tappo e ti escono dei ricordi tutti intrecciati.)
L’altro signore, dicevo, Massimo, detto Cifo.
Ebbe da sempre a che fare col mio pianoforte. E non solo col mio. Lui i pianoforti li conosceva, li apriva, li aggiustava e soprattutto li accordava. Quando venne la prima volta da me, ero ancora un ragazzino e lui un giovanotto con già i suoi bei baffi. L’ultima volta, l’autunno scorso io ero un ometto e lui aveva i baffi e poca voce. E mi raccontò di nuovo di quando bigiò la scuola e lo beccarono perché fece un tamponamento col mio babbo, suo insegnante e collega di sua mamma. E di quando andava ad accordare il piano nella casa milanese di mr Gerry Mulligan o quando Jannacci si portava il suo piano elettrico in studio e il pedale del sustain affondava nella moquette e non funzionava e lui lì a dargli del pirla, a Jannacci.
Cifo poi faceva un’imitazione strepitosa di Marco Pazzi ragazzino che solfeggiava a vanvera, cercando un’intonazione che non avrebbe mai avuto.
Buon viaggio e buoni pianoforti.
10 motivi per tenere accesa la tv
Le Top Ten di Dave
Una delle cose per cui davvero vale la pena di pagare zio Rupert e guardare Sky è il Late Show with Dave Letterman sulla CBS, ben diffuso e ben sottotitolato su RaiSatExtra.
Ne scrissi qui, pare ieri ma son 2 anni e mezzo fa. È tuttora lo show che vanta più tentativi di imitazione nella nostra tv. E di questo si potrebbe parlare alungo, ma non ora.
Mi chiedevo se ci fossero online le sue Top Ten.
Diamine, eccole, con tutto l'archivio.
Ne cito due a caso di queste ultime settimane.
- Tra i 10 segnali dell’intelligenza del tuo gatto, al primo posto c’era: continua a mettere il cane su eBay.
- Tra i 10 indizi che sei un cowboy gay, al quinto posto: il nome che ti hanno dato gli indigeni è “balla con gli uomini”.
ehi tu, batti un colpo
Intendiamoci con voialtri là fuori
Quando scrissi che ah com'ero contento dei miei 17 25 lettori, che sapevo persone attente, curiose, valide e di gran qualità, indipendentemente dal numero manifesto dei pubblici commenti, non è che intendessi rinunciare a priori a qualsiasi forma di interattività, ok?
Dico, non vi pare di esagerare ora?
(In caso nessuno risponda, questo post si autodistruggerà entro le 10 di domattina).
schieramenti e letture trasversali
Grande fiducia nella parola scritta
Dice che su Nazione Indiana si è parlato del Foglio. Già, io Nazione Indiana non lo seguo, che è Cassandra di volta in volta a segnalarmi le cose più importanti. Ma Cassie è a casa indaffarata col nuovo pupo, il terzo. E così è il Foglio stesso che mi dice che su Nazione Indiana si è parlato del Foglio. Partendo da una recensione di Berardinelli a un saggio sulla poesia francese, si è andati finalmente un poco oltre la solita posizione del "sono fasci, non lo leggo e non mi piace".
Estrapolo e condivido quanto scrive Tiziano Scarpa.
"Purtroppo non esiste, in Italia, un quotidiano che esprima (fin dalla grafica) altrettanta fiducia nella parola. Sul Foglio si possono leggere lunghe riflessioni articolate, approfondimenti veri, ogni giorno. Sugli altri giornati tutto è diventato rapido, breve, l’alfabeto viene eroso dalle immagini, tende a un’informazione puramente iconica, analfabeta. Il Corriere della Sera, con le sue tabelle, grafici, immagini scontornate, cerchiolini evidenziatori, sta diventando sempre più simile a Focus. E’ per me un grande rammarico che sia la parte politica avversa a esprimere un quotidiano come il Foglio che, lo ripeto, dimostra una grande fiducia nella parola scritta, mentre non esiste un quotidiano equivalente a sinistra, un giornale con così ampi spazi per analisi, recensioni, discussioni."
dal paese delle meraviglie
Il ritorno del Mescolanimali
Com'è noto i bimbi a volte aprono un regalo e si mettono a giocare con la scatola e il nastro. Insomma seguono percorsi tutti loro, costruendo il mondo man mano con le 4 informazioni che hanno. E sorprendendo l'adulto, marmorizzato in razionalità e schemi.
Mettendo per esempio i vestiti della Barbie agli animali di plastica e improvvisando una sfilata di belve frikkettone. (Imperdibile, il piccolo canguro in top fuxia).
Oppure ripescando improvvisamente da chissà quale neurone il gioco del Mescolanimali.
- Sai come si chiama questo cantante che stiamo ascoltando? Si chiama Lucio Dalla.
- Luciodalla? Naa.
- Sì. Perché ti fa ridere?
- Luciodalla è un signore che è... metà lucciola e metà farfalla.
sagge parole: 40 piccoli consigli e uno più lungo. Con l'Eco.
"Esprimiti siccome ti nutri"
Ieri sera ho intravisto in tv Fabio Fazio con Umberto Eco e mi è capitato di pensare "mammamia quant'è saggio quello".
Eco, dico.
Ico.
Poi sul Foglio di oggi c'è il reprise di un articolo dall'Espresso su Prefatori e Prefazioni. Al termine del quale ho deciso che quando mai pubblicherò, avrò la prefazione di Eco, fosse anche solo la sua lettera che gentilmente motiva il suo rifuto a prefarmi.
Poi sempre pensando a Eco, ma quanto tempo è che non leggo quella sua lista "40 consigli per scrivere bene"? Come mai non l'ho ancora stampata e bachecata in ufficio? Di tale lista, Eco non è autore, ma semplice (hi hi) traduttore. E come nel lavoro sugli Esercizi di stile la sua traduzione vale quanto il lavoro autoriale.
La lista è qui, da Luisa.
belle firme: segnalazione
Un cd tutto da leggere
Quando un paio di anni fa il Foglio cambiò l’impostazione del proprio archivio web, qui si indossò il lutto per qualche settimana. Quanto bastava insomma per capire che non era più possibile da qui linkare precisamente una pagina, un articolo. Si imbastirono persino alcune email di garbata protesta, che diamine, io seleziono e diffondo i vostri contenuti e voi mi chiudete il rubinetto?
Vedo che anche altri che scrivono e segnalano in rete si sono adeguati. Emmebi per esempio, a parte postare i pezzi di cui è autore, quando segnala qualcosa dal Foglio lo fa direttamente sul giornale del giorno in corso. E il link vale solo quel giorno e ai ritardatari nisba. Meglio che niente certo.
Il fatto è che allora come ora sul Foglio si trovano alcuni dei pezzi più interessanti (e soprattutto meglio scritti) del panorama dei quotidiani.
E ora la notizia: finalmente esce l’archivio completo in cd, in febbraio in edicola a 9.90 €. Per me significa liberare un cassetto di ritagli sparsi e disordinati e poter cercare a piacere nei bit. Faccio qualche nome, i miei preferiti insomma, in ordine sparso.
Michele Boroni per advertising, comunicazione e marketing (Consigli a Lapo) ma anche serie tv; Mariarosa Mancuso per cinema (sabato) e soprattutto storie di libri e di autori (Correzioni); Camillo per la colonna jazz; Stefano Pistolini musica rock e non solo (Stato della Musica, il martedì); Guia Soncini per tv deficiente, gossip, ceretta tacchi & borsette, canzonette e sentimenti di questi tempi; Beppe Di Corrado per ritratti personaggi sportivi (sabato); Daniele Scalise per storie di uomini e uomini.
Mi auguro poi che nel cd ci siano anche le colonne del lunedì di Giorgio dell’Arti, almeno la nera (i peggio fatti di sangue della settimana raccontati in gelide microstorie similburocratiche).
Avvertenza: naturalmente sul Foglio c’è anche parecchio altro. L’importante è saper scegliere. Col cd secondo me è ancora più facile.
non è mai troppo tardi
Voglio fare la modella
La mia signora dirimpettaia (collega, amica, consigliera e lettrice di questo spazio), la trovate sorridente dentro un cuore sulle ultime pagine di alcuni quotidiani nazionali. Oggi per esempio sul Sole è la più bella.
Auguri per la sua futura carriera di modella part time.
eventi, incontri
Buon lavoro a IneditaBlog
Da oggi a domenica, a Genova, Inedita, il Salone dell'editoria libraria musicale e multimediale.
Un saluto e un augurio di buon lavoro a tutti coloro che lavoreranno, parleranno, curioseranno, leggeranno, giocheranno, rifletteranno a IneditaBlog.
In particolare a Maria Bellini, Placida Signora e Zop.
Io ho partecipato al blog (da cui si potrà seguire l'evento) con un 2 o 3 post. Mi piaceva ma era pericoloso. Poteva dare dipendenza. Era infatti quello un ameno luogo della rete dove liberamente tutti dicevano la loro sul blog e sul proprio blog. Sicché ho cominciato a scrivere un post preciso su questo tema.
Poi non l'ho pubblicato.
Perché il post - tuttora incompleto - consta di quasi 600 pagine, è diventato una seduta di autoanalisi scritta (o di autoerotismo ombelicale se preferite).
Per fortuna che l'ho scritto solo mentalmente.