Vita domestica
La prolungata assenza della creatura (causa vacanza), oltre a provocare la protesta di Peluchopoli, si fa sentire anche negli equilibri domestici degli umani.
Lady Burp: Cosa c’è di bello in tv stasera?
Zio Burp: Mhmm nulla di che… pensavo di riguardare Monsters & co.
LB: ??
ZB: Bug’s Life? Zeta la formica? Cenerentola?
LB: CSI? Grey’s Anatomy? Scrubs? Un thriller?
ZB: ...Trombiamo?
Oppure
ZB: Cara, ti va se stasera a letto ti leggo un paio di capitoli di Pinocchio?
La matura in diretta sul blog del prof.
Com'è noto a chi passa di qua, abbiamo un debole per chi fa l'insegnante e lo fa bene. Ora vien lunga a rilinkare tutti i post sulla Mastrocola che spiega la scuola al cane, sul mestiere dei miei genitori. O per imbastire un'autoanalisi su nostalgia e del passato e proiezioni future di professioni mai realizzate. Tant'è.
L'altro giorno sono passato da farfintadiesseresani, che campa insegnando storia e filosofia alle superiori. Ebbene i suoi esami di maturità, il Farfi li ha raccontati per intero sul blog. (La serie si chiama Armageddon di Stato, sono parecchi episodi, cercateli.) Giorno dopo giorno, alunno per alunno, in dettaglio. Linkando (eventualmente) i blog degli studenti stessi, ospitandone i commenti, commentando sui loro. Raccontando con cura lo sviluppo delle sue e delle altrui interrogazioni, disegnando ritratti molto precisi e il più delle volte molto affettuosi dei suoi studenti. (Dico precisi proprio perché io prima non li conoscevo e ora sì). Ritratti in cui possiamo anche giocare a riconoscerci, perché no.
Io leggendoli ho pensato in ordine sparso:
- ecco come funziona la maturità oggi: una tesina interdisciplinare può mescolare anche che so Monk, Leone di Lernia e Che Guevara. O Leopardi, il mimetismo sincretico e il National Geographic. Si badi: prima avevo capito esattamente la stessa cosa ma mi sembrava una cagata pazzesca, ora no.
- chissà cosa avrei portato io.
- chissà cosa avrebbero scritto sul loro blog i miei prof. - chissà cosa scrivereanno quelli di mia figlia.
- chissà com'è avere un prof. che gioca a basket e fantacalcio con te, e che scrive di te sul suo blog.
- quanti ce ne saranno così nella scuola italiana?
- tutto ciò mi ricorda il mood di Silvio Orlando in La scuola.
- perché cazzo sto ancora per commuovermi? È mai possibile?
- devo scrivere a quest'uomo, devo farne un post.
E così andò che riacquistai un briciolo di fiducia nella scuola. Ora però basta chiacchiere. Su, andate e leggere e stringetegli la mano.

La stronza isterica e lo sborone innamorato
Premesso che di opera lirica nè so quanto di fisica quantistica ma che una delle due lacune mi rode di più assai.
Aggiunto che ci sono in giro persone che hanno passione smodata e professionale conoscenza.
Posto che può accadere che queste persone abbiano un blog e decidano di usarlo (anche, talvolta) per raccontare a modo loro proprio quella loro professionale passione (o passionale professione).
Così, ora le premesse sono finite. E per farla breve, io sono grato al destino che mi ha portato là dove sì magistralmente Pleonastica mi ha raccontato la Turandot. E sono certo che quella storia, per come l'ho letta, divertendomi, non me la scordo più.
Nell'attesa dunque che qualcuno - con identica verve - mi appassioni alla fisica quantistica, vi chiedo di unirvi a me nel plaudire a Pleonastica.
Invocando un bis.
Turandot su Wikipedia.
recensioni
Un libro con il tasto play
Sul nuovo Medicine Show, luglio agosto 2006, è uscita una mia recensione del libro Thelonious Monk Himself.
Per me quello è un libro speciale. Potete leggervelo come un saggio sulla musica di Monk. Oppure come il romanzo della vita di Monk. In entrambi i casi non vi deluderà.
Ci sono dentro tutte e due le cose insieme, ben mescolate con pazienza e ottima scrittura da Laurent de Wilde.
Che guarda caso è anche un pianista.
Che tra l'altro ha anche un suo blog.
Grazie a Leonardo Colombati e alla redazione tutta di Medicine Show che si azzarda a pubblicare le mie righe. E che per la seconda volta si è fregata una elle del mio cognome. E per sfidare la regola del non c'è due senza tre, presto metterò mano a un nuovo articolo. Per riprendermi la mia elle.
Caffè concerto, segue

"Diamine, chi è che stona in codesto modo?
Avete accordato bene il pirulino in alto?
Vero?"
dal paese delle meraviglie
La protesta di Peluchopoli: “Ci avete abbandonati!”

Ieri pomeriggio un pacifico corteo ha sfilato in silenzio lungo il tappeto della cameretta per manifestare contro la prolungata assenza della creatura, che - causa vacanze - manca ormai da oltre un mese. Una delegazione di manifestanti ha incontrato rappresentanti dei Lego e degli Animali di plastica per allargare il fronte della protesta.
La manifestazione si è svolta senza incidenti, nonostante le provocazioni di alcune Barbie che, sportesi da uno scaffale, si sono prodotte in sbeffeggiamenti e gesti di scherno. Ricordiamo che due Barbie risultano attualmente scomparse e si va diffondendo la voce - non confermata da fonti ufficiali - che esse siano state scelte per le vacanze della creatura.
racconti
L'ultimo odore del re
C'era una volta un re vecchio e malvagio che aveva una figlia giovane e bella. Il re aveva un nome nobile, un nome da re, ma tutti lo chiamavano solo Re Fiutone. Egli aveva infatti un prezioso dono di natura, sviluppato con l'esercizio e l'allenamento: sapeva distinguere con assoluta precisione puzze e profumi, aromi e odori.
Da giovane aveva sfidato e vinto in tenzoni olfattive i profumieri di Fraglandia e gli speziali di Urganza. E dicevano le leggende che con il passare degli anni, il naso del Re Fiutone si era così affinato da riconoscere persino gli odori delle cose senza odore: i pensieri, i sentimenti. Ma queste erano solo leggende. La verità era che quel sovrano si vantava di conoscere ogni odore presente sulla terra.
Un giorno sua figlia, la principessa Clevania, cominciò a dar segni di impazienza e infelicità.
- Figlia, che è questo puzzo?
- Padre, i fiori sbocciano, è la mia primavera. Desidero un marito.
- E sia. Faremo un torneo.
- Ma padre… c'è già un cavaliere che mi garba assai e…
- Come osi? Rinneghi le tradizioni? Dimentichi forse che siamo in una fiaba?
Clevania pianse lacrime profumate di muschio e di ortensie.
Tre cavalieri si presentarono al torneo: Kalashio, che era forte come quattro tori ma arguto quanto un quarto di bue; Marcesco, gran parlatore, polemista e filosofo; e infine Giolenno, pacifista e sognatore.
Il re lesse il bando del torneo: avrebbe avuto in sposa Clevania, chi nel volgere di un mese, avesse offerto al suo sovrano un nuovo odore che le nobili narici mai avevano conosciuto. Chi avesse fallito sarebbe stato consegnato al boia.
Kalashio non ci pensò neppure un attimo: prese il lanciafiamme, saltò sulla moto e sparì sgommando verso le montagne della luna.
Marcesco sorrise e se ne tornò placido in biblioteca.
Giolenno si chiuse in camera sua a pensare, suonare il flauto e scambiare sms con Clevania, da cui era assai riamato.
Il mese passò rapido e i cavalieri si ripresentarono a corte.
(Segue?)
La prima volta che vidi Vinico fu in un club, dopo Camera a sud. Ne fui folgorato. Quel concerto e quelle canzoni vennero trasmesse poi da Radio 2 e io immagazzinai tutto su un tape C90 che a lungo mi accompagnò.
Imperterrito e felicemente inebetito, continuo a scavare in quella miniera d'oro musicale che è Coverville, il podcast di Brian Ibbott (che è pettinato come me). E vedo cose che voi umani punto.Lapsus
- Guarda... non dirlo a me. Sarà un mese che ho tutti gli ormoni in subbuteo...
- Deve essere per i mondiali.
- Già.
calcio
A proposito dei Mondiali
Ok, non si è ancora quasi parlato di Mondiali. Rimediamo.
A proposito di donne e pallone. Come molti esemplari femmine della specie umana, anche Lady Burp subisce il fascino di Eupalla solo quando ci sono i Mondiali. In questo mese accadimenti inediti e stranissimi: mi spediva aggiornamenti via sms, non si è persa una partita. Anche di quelle in cui non giocava Cannavaro, intendo.
A proposito, a Cannavà. Prima o poi ci spieghi come sei guarito dal morbo nerazzurro che quando stavi all’Inter sembravi tuo fratello o un qualunque Nazareno Canuti? Non sarà mica colpa (anche lì?) di Lucianone?
A proposito, su calciopoli. Io sono da sempre un garantista. No a condanne esemplari, no alla resposabilità oggettiva, no alle sentenze mediatiche, no alle pubbliche gogne anticipate. Fate con calma. Poi però poche palle: Juve e Milan levateceli dai cojoni uno o due anni, grazie.
A proposito di scaramanzia. A parte un paio di episodi in ufficio, le partite le ho viste tutte sul divano di casa. Io, la mi moglie, alcune contestate sigarette, birra, abbruttimento libero, gara di rutti nell’intervallo. E anche domenica, darling, stringiamci a coorte.
A proposito. Bello in questi giorni godersi sulla stampa le solite eccellenti calciofirme, Mura, Piccinini (quello di Figu eh), Di Corrado, il Foglin Sportivo, le schermaglie di Dipollina. E Gramellini e il suo corsivo in risposta allo Spiegel. Quello in cui era scritto che “il libro più corto del mondo è la storia dell’umorismo tedesco”.
A proposito di scritture. Un enorme sincero grazie a chi ha dimenticato sul treno Storie di calcio, di Osvaldo Soriano. Le cose non accadono per caso. Vorrei restiruirtelo, ti troverò?
A proposito dei tedeschi. La mia stima verso Jurgen Klinsmann me li faceva preferire agli altri, nel caso ci avessero spedito a casa. A parte le minchiate con cui hanno cercato la rissa mediatica sul caso Frings, sono stati poi, in campo e fuori, sportivissimi.
Il mio tedesco preferito resta quel gentiluomo del mio amico Axel, che martedì mi ha gentilmente spedito la vecchia canzone Zwei kleine Italiener, vecchio pezzo anni ’60 su due emigrati, i due piccoli italiani del titolo, che “vogliono tornare a casa”. Guardacaso tornato in auge proprio nei giorni delle partita.
A proposito. Ale, Pinturicchio, io non ce l’ho con te. Ti stimo come persona, come il giocatore che sei stato. Ma non ti avrei mai voluto mai più vedere in magli azzurra a ciccare tutti i palloni determinanti. Per questo, con svariati oggetti, ho danneggiato lo schermo del mio tv tutte le volte che ti inquadravano mentre ti scaldavi. Salvo poi inchinarmi e rimangiarmi tutti gli oggetti, felice. Ora tornatene in panca da bravo, grazie, le faremo sapere.
A proposito di feste. Erano anni che non c’era festa per strada. Forse da Italia ’90 o era USA ’94? Sono andato in bici in centro e ho rischiato la vita. Torme di individui seminudi su ogni tipo di mezzo dentro l’isola pedonale sventolando pericolosi vessilli dalle lunghe aste. “Signorina lei mi ha colpito sulla testa, stia attenta”. “Eh? Cazzo dici? Siamo fortissimiiiii”. Un altro pianeta: Tamarropoli.
Il fatto che a Radio Padania abbiano tifato per gli amici federalisti della Germania rappresenta un ulteriore valido motivo postumo per avere votato no.
Sì, cara, sono d’accordo Cannavaro è bellissimo. Ma io erano anni che lo dicevo.
Cari Gialappa, stavolta mi avete un po’ ammorbato. Routine, puro mestiere, zero invenzioni, ospiti così così. E la novità in video su Sky mi ha perplesso. Allora meglio il pane e salame di Catersport, in trafserta a RadioPop col Palacucco, gli ascoltatori in diretta. Anche qui molto mestiere ma qualche guizzo in più. E della sana liberatoria esplicita volgarità.
No, cara, così non vale: come sarebbe a dire che Ilaria D’Amico è soltanto carina? Ilaria è l'unico motivo valido per desiderare (di essere) Monica Bellucci.