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Utente: burp
Nome: Zio Burp
Questo blog non è in vendita. Il suo titolare, invece, si vende molto volentieri. Zio Burp, fuori di qui si fa chiamare Cristiano Callegari. Si occupa di creatività e di scrittura: lavora con le idee e con le parole. Chiamatela come volete: copywriting, business writing, web writing, fuffa writing. Purché di writing si tratti. Questo blog qui ci ha i lavori in corso. Oggi fa un po' schifo e peggiorerà fino a rinascere mirabile dalle proprie webceneri.

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venerdì, luglio 28, 2006

Vita domestica

La prolungata assenza della creatura (causa vacanza), oltre a provocare la protesta di Peluchopoli, si fa sentire anche negli equilibri domestici degli umani.

Lady Burp: Cosa c’è di bello in tv stasera?
Zio Burp: Mhmm nulla di che… pensavo di riguardare Monsters & co.
LB: ??
ZB: Bug’s Life? Zeta la formica? Cenerentola?
LB: CSI? Grey’s Anatomy? Scrubs? Un thriller?
ZB: ...Trombiamo?

Oppure


ZB: Cara, ti va se stasera a letto ti leggo un paio di capitoli di Pinocchio?

LB: …
ZB: Sennò… L’incredibile storia di Lavinia…
LB: Ma io ho il mio giallo della Vargas coi serial killer sai…
ZB: Capisco. Trombiamo?

 


postato da: burp alle ore 28/07/2006 18:30 | link | commenti (4)
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giovedì, luglio 27, 2006

La matura in diretta sul blog del prof.
Com'è noto a chi passa di qua, abbiamo un debole per chi fa l'insegnante e lo fa bene. Ora vien lunga a rilinkare tutti i post sulla Mastrocola che spiega la scuola al cane, sul mestiere dei miei genitori. O per imbastire un'autoanalisi su nostalgia e del passato e proiezioni future di professioni mai realizzate. Tant'è.

La scuolaL'altro giorno sono passato da farfintadiesseresani, che campa insegnando storia e filosofia alle superiori. Ebbene i suoi esami di maturità, il Farfi li ha raccontati per intero sul blog. (La serie si chiama Armageddon di Stato, sono parecchi episodi, cercateli.) Giorno dopo giorno, alunno per alunno, in dettaglio. Linkando (eventualmente) i blog degli studenti stessi, ospitandone i commenti, commentando sui loro. Raccontando con cura lo sviluppo delle sue e delle altrui interrogazioni, disegnando ritratti molto precisi e il più delle volte molto affettuosi dei suoi studenti. (Dico precisi proprio perché io prima non li conoscevo e ora sì). Ritratti in cui possiamo anche giocare a riconoscerci, perché no.



Io leggendoli ho pensato in ordine sparso:
- ecco come funziona la maturità oggi: una tesina interdisciplinare può mescolare anche che so Monk, Leone di Lernia e Che Guevara. O Leopardi, il mimetismo sincretico e il National Geographic. Si badi: prima avevo capito esattamente la stessa cosa ma mi sembrava una cagata pazzesca, ora no.
- chissà cosa avrei portato io.
- chissà cosa avrebbero scritto sul loro blog i miei prof. - chissà cosa scrivereanno quelli di mia figlia.
- chissà com'è avere un prof. che gioca a basket e fantacalcio con te, e che scrive di te sul suo blog.
- quanti ce ne saranno così nella scuola italiana?
- tutto ciò mi ricorda il mood di Silvio Orlando in La scuola.
- perché cazzo sto ancora per commuovermi? È mai possibile?
- devo scrivere a quest'uomo, devo farne un post.

E così andò che riacquistai un briciolo di fiducia nella scuola. Ora però basta chiacchiere. Su, andate e leggere e stringetegli la mano.


postato da: burp alle ore 27/07/2006 13:14 | link | commenti (3)
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mercoledì, luglio 26, 2006

Matrimonio gaudente con gozzoviglio goloso
Nudo di sposa

Sul matrimonio di Andrea e Azzurra ce ne sarebbe da dire anche perché siamo stati in ballo praticamente un intero weekend.
Facciamo che per ora ci si limita a postare un (piede) nudo di sposa (altri piedi li metto qui) e a segnarsi alcuni temini da scrivere chissà quando.

- Il tastierista che non baciai.
- La balla di fieno in questi ultimi 30 anni: da quella quadrata alla rotoballa contemporanea.
- Il golfaro: tutti ne abbiamo uno e prima o poi lo useremo.
- La trattoria Corradi di Provazzano e la sua meravigliosa ostessa. (Ma su questo vedo con piacere che una dei miei commensali mi ha preceduto.)


postato da: burp alle ore 26/07/2006 14:04 | link | commenti (2)
categorie: matri
martedì, luglio 25, 2006

La stronza isterica e lo sborone innamorato
Premesso che di opera lirica nè so quanto di fisica quantistica ma che una delle due lacune mi rode di più assai.
Aggiunto che ci sono in giro persone che hanno passione smodata e professionale conoscenza.
Posto che può accadere che queste persone abbiano un blog e decidano di usarlo (anche, talvolta) per raccontare a modo loro proprio quella loro professionale passione (o passionale professione).

TurandotCosì, ora le premesse sono finite. E per farla breve, io sono grato al destino che mi ha portato là dove sì magistralmente Pleonastica mi ha raccontato la Turandot. E sono certo che quella storia, per come l'ho letta, divertendomi, non me la scordo più.
Nell'attesa dunque che qualcuno - con identica verve - mi appassioni alla fisica quantistica, vi chiedo di unirvi a me nel plaudire a Pleonastica.
Invocando un bis.



Turandot su Wikipedia.


postato da: burp alle ore 25/07/2006 19:50 | link | commenti (4)
categorie: musica, turandot
venerdì, luglio 21, 2006

recensioni
Un libro con il tasto play

MonkSul nuovo Medicine Show, luglio agosto 2006, è uscita una mia recensione del libro Thelonious Monk Himself.

Per me quello è un libro speciale. Potete leggervelo come un saggio sulla musica di Monk. Oppure come il romanzo della vita di Monk. In entrambi i casi non vi deluderà.
Ci sono dentro tutte e due le cose insieme, ben mescolate con pazienza e ottima scrittura da Laurent de Wilde.
Che guarda caso è anche un pianista.
Che tra l'altro ha anche un suo blog.

Grazie a Leonardo Colombati e alla redazione tutta di Medicine Show che si azzarda a pubblicare le mie righe. E che per la seconda volta si è fregata una elle del mio cognome. E per sfidare la regola del non c'è due senza tre, presto metterò mano a un nuovo articolo. Per riprendermi la mia elle.


postato da: burp alle ore 21/07/2006 17:57 | link | commenti (2)
categorie: jazz, monk, de wilde

Caffè concerto, segue
Caffè concerto 2

"Diamine, chi è che stona in codesto modo?
Avete accordato bene il pirulino in alto?
Vero?"


postato da: burp alle ore 21/07/2006 15:08 | link | commenti
categorie:
mercoledì, luglio 19, 2006

raccontini
L'ultimo odore del re
Segue da qui, leggi il primo pezzo altrimenti non capisci una mazza, grazie.

Kalashio aveva i capelli bruciacchiati, sangue sulla corazza e portava una borsa frigo da picnic.
Marcesco teneva in mano una lattina metallica anonima, senza etichetta.
Giolenno si presentò a corte con la vecchia spada arruginita del nonno, che aveva combattuto le truppe uncinate.

Re Fiutone si avvicinò e Kalashio aprì la scatola. Dentro ci stava il cuore del drago strabico che faceva ridere i bambini al circo di Ulavannàm, dall'altra parte del mondo.
- Il cuore di un drago è fatto di carne ma odora di zolfo - disse Kalashio.
- Nelle borse frigo ci vuole il ghiaccio, stolto – replicò il re sollevando un brandello di cuore secco. - Consegnatelo al boia - aggiunse passando oltre.

- Sire, - esordì Marcesco - in questa lattina vi è un odore che mai avete conosciuto. Questo è il respiro con cui una madre ha perdonato l'assassino di suo figlio, appena prima che lo giustiziassero. - Strappò la linguetta e porse la lattina al re. - Si chiama pietà, la conoscete forse? -
Il re, incuriosito, annusò a fondo e assaporò l'aroma ad occhi chiusi.
- Sbagli, cavaliere. Gli odori non mentono mai quanto gli uomini. Quella madre tramava con l'assassino per far uccidere il figlio e poi fuggire con lui. Questo odore è l'inganno, è il tradimento. Dunque lo conosco, dunque anche tu, al boia. -
E così dicendo arrivò davanti all'ultimo cavaliere. 

Giolenno sfoderò la spada e la tese verso il re.
- Orsù sire, saziate le vostre nari sul filo dell'antico metallo.
- È una fiaba moderna, cavaliere, potete parlare come mangiate - rise il re. - E perché poi dovrei abbassarmi a tanto? Si tratta solo di una vecchia spada arrugginita.
- Padre - intervenne Clevania - le tradizioni vanno onorate, i patti rispettati. È un insegnamento che mi avete impartito spesso.
Il re sbuffando si chinò. Quando posò il naso sul ferro, il braccio di Giolenno fu rapido e tutta la lama affondò dentro il collo del sovrano.
Subito le guardie furono addosso al cavaliere e lo presero per le braccia.
Il re, chino sulle ginocchia, sputava sangue e tossiva bestemmie.
- Che cosa sentite maestà? Ditelo avanti! Ditelo forte ora! - urlò Giolenno divincolandosi, mentre le guardie lo portavano via.
Il re alzò un braccio per fermarle.
- Lasciatelo. Lui ha vinto - la sua voce era liquida - Questo odore è nuovo per me. È l'odore... della mia morte - concluse in un rantolo prima di cadere in una pozza scura che odorava di vecchi sigari e topi.
Clevania sorrise. Giolenno la strinse a sé. Marcesco, appena libero, corse a congratularsi con i due giovani e poi tornò in biblioteca.
E tutti vissero felici e contenti.
Già, tutti meno i bambini del circo di Ulavannàm.


postato da: burp alle ore 19/07/2006 08:55 | link | commenti (4)
categorie: bambini, fiabe
martedì, luglio 18, 2006

dal paese delle meraviglie
La protesta di Peluchopoli: “Ci avete abbandonati!”

Peluchopoli
Ieri pomeriggio un pacifico corteo ha sfilato in silenzio lungo il tappeto della cameretta per manifestare contro la prolungata assenza della creatura, che - causa vacanze - manca ormai da oltre un mese. Una delegazione di manifestanti ha incontrato rappresentanti dei Lego e degli Animali di plastica per allargare il fronte della protesta.
La manifestazione si è svolta senza incidenti, nonostante le provocazioni di alcune Barbie che, sportesi da uno scaffale, si sono prodotte in sbeffeggiamenti e gesti di scherno. Ricordiamo che due Barbie risultano attualmente scomparse e si va diffondendo la voce - non confermata da fonti ufficiali - che esse siano state scelte per le vacanze della creatura.


postato da: burp alle ore 18/07/2006 13:06 | link | commenti (3)
categorie: bambini
lunedì, luglio 17, 2006

racconti
L'ultimo odore del re
C'era una volta un re vecchio e malvagio che aveva una figlia giovane e bella. Il re aveva un nome nobile, un nome da re, ma tutti lo chiamavano solo Re Fiutone. Egli aveva infatti un prezioso dono di natura, sviluppato con l'esercizio e l'allenamento: sapeva distinguere con assoluta precisione puzze e profumi, aromi e odori.
Da giovane aveva sfidato e vinto in tenzoni olfattive i profumieri di Fraglandia e gli speziali di Urganza. E dicevano le leggende che con il passare degli anni, il naso del Re Fiutone si era così affinato da riconoscere persino gli odori delle cose senza odore: i pensieri, i sentimenti. Ma queste erano solo leggende. La verità era che quel sovrano si vantava di conoscere ogni odore presente sulla terra.

Un giorno sua figlia, la principessa Clevania, cominciò a dar segni di impazienza e infelicità.
- Figlia, che è questo puzzo?
- Padre, i fiori sbocciano, è la mia primavera. Desidero un marito.
- E sia. Faremo un torneo.
- Ma padre… c'è già un cavaliere che mi garba assai e…
- Come osi? Rinneghi le tradizioni? Dimentichi forse che siamo in una fiaba?
Clevania pianse lacrime profumate di muschio e di ortensie.

Tre cavalieri si presentarono al torneo: Kalashio, che era forte come quattro tori ma arguto quanto un quarto di bue; Marcesco, gran parlatore, polemista e filosofo; e infine Giolenno, pacifista e sognatore.
Il re lesse il bando del torneo: avrebbe avuto in sposa Clevania, chi nel volgere di un mese, avesse offerto al suo sovrano un nuovo odore che le nobili narici mai avevano conosciuto. Chi avesse fallito sarebbe stato consegnato al boia.
Kalashio non ci pensò neppure un attimo: prese il lanciafiamme, saltò sulla moto e sparì sgommando verso le montagne della luna.
Marcesco sorrise e se ne tornò placido in biblioteca.
Giolenno si chiuse in camera sua a pensare, suonare il flauto e scambiare sms con Clevania, da cui era assai riamato.
Il mese passò rapido e i cavalieri si ripresentarono a corte.

(Segue?)


postato da: burp alle ore 17/07/2006 13:47 | link | commenti (3)
categorie: racconto, scrittura, fiabe, profumo
venerdì, luglio 14, 2006

Caffè concerto
Caffè concerto












Allora, io batto 4 e poi si sbuffa tutte insieme, pronte?


postato da: burp alle ore 14/07/2006 13:45 | link | commenti (1)
categorie: caffè
giovedì, luglio 13, 2006

punti deboli
Tra il dirle e il darle

Anche io quando da ragazzino giocavo al pallone, se mi dicevano figlio di puttana o insultavano mia sorella perdevo sempre le staffe e facevo subito a pugni. Così quando mi sono trovato di fronte alle grandi scelte della vita ho dovuto tener conto di questo mio punto debole. E rinunciare a una carriera di calciatore professionista colma di onori e gloria, optando per una scelta impiegatizia più di basso profilo, ma assai più sicura sotto il profilo disciplinare.

Ieri per esempio, alla macchina del caffè un collega ha fatto un apprezzamento di troppo su mia madre.
Mentre i suoi denti rimbalzavano sul pavimento, ero felice di non essere in mondovisione.


postato da: burp alle ore 13/07/2006 09:09 | link | commenti (9)
categorie: calcio
martedì, luglio 11, 2006

musica
"I owe my soul to the company store"
Domani sera al Castello Visconteo di Pavia, concerto della Corale Valla, di cui qui si parla spesso per ragioni musical, amical, familiari. Maggiori dettagli li trovate qui. Le novità in scaletta saranno dei piccoli sconfinamenti in territori extra gospel (
Spiderman Theme, We Will Rock You).

Il mio rock-soul-fratello Teo per l'occasione ripescherà dal cilindro del repertoire Sixteen tons, un brano che per noi famigghia ha una certa storia (ma ne ha anche una meno personale). Trattasi assai semplicemente della prima canzone che Teo cantò compagnandosi con la ghitarra, circa un quarto di secolo fa. Che ancora non aveva i peli in faccia ed era il sosia del piccolo della famiglia Bradford. E rompeva infinitamente meno i maroni.

La canzone parla proprio del duro lavoro di sgobbing (da to sgob) di un minatore del carbone. È bellissima. A maggior ragione, secondo me, se ve lo canta uno che per campare sgobba per davvero dentro un fottuto magazzino.



postato da: burp alle ore 11/07/2006 18:38 | link | commenti
categorie: musica, blues, pavia, gospel

musica
Che coss'è l'amor / è quel concerto ritrovato

VinicioLa prima volta che vidi Vinico fu in un club, dopo Camera a sud. Ne fui folgorato. Quel concerto e quelle canzoni vennero trasmesse poi da Radio 2 e io immagazzinai tutto su un tape C90 che a lungo mi accompagnò.

Poi lo persi. Ma fratel Teo giusto l'altro ieri mi indicò la via de L'accolita dei rancorosi, dove ritrovai quel vecchio concerto (Lombardia Jazz Festival) e parecchie altre cose caposseliane assai gloriose e golose. E pure stuzzicanti primizie.

A questo pensavo ieri sera mentre stavo a Vigevano al concerto di Vinicio Capossela con ospite Marc Ribot. A quel concerto di (quanti? dieci?) anni fa, amato perduto, podcastato, downloadato e ritrovato.

Un concerto infinitamente più bello e semplice di quello di ieri. Come io medesimo ero - ne sono certo, diamine - infinitamente più bello e più semplice allora.
Amen.

Credits: la foto (bellissima) scattata durante Maraja l'ho presa su Flickr (per queste cose comodissimo). Il suo autore è Christian Fossati e qui trovate il suo slideshow.


postato da: burp alle ore 11/07/2006 09:01 | link | commenti (10)
categorie: musica, capossela
lunedì, luglio 10, 2006

campioni del mondo
24 anni dopo: rinverdire la rosea
















postato da: burp alle ore 10/07/2006 13:07 | link | commenti (3)
categorie: calcio, campioni, gazzetta
venerdì, luglio 07, 2006

la musica che non t'aspetti
Delle cose che si scoprono con Coverville
Imperterrito e felicemente inebetito, continuo a scavare in quella miniera d'oro musicale che è Coverville, il podcast di Brian Ibbott (che è pettinato come me). E vedo cose che voi umani punto.

Tipo, avreste mai detto che Still haven't found what I'm looking for era in origine un pezzo doo-wop anni '50? E che Oops I did it again era stata registrata nel 1932 da Louis Armstrong? E che Stairway to heaven discende da una frizzante canzonetta beat in puro stile imitativo beatlesiano?
Questo e altro nella
puntata Beneath the planet of Originalville, dedicata alle versioni originali di canzoni che neppure ce lo immaginiamo che nascevano come cover.

Dopo domani suono a un matrimonio. Mentre pausiamo (per doverosa cibaria o sfumazza), metterò su solo musiche tratte da Coverville. Per vedere l'effetto che fa. Many thanks, Brian. And compliments!

Ah, sempre in tema di podcast, sono in grado di confermarvi che
L'impostore è vivo e lotta insieme a noi. E che il suo artefice sta preparando una nuova puntata.


postato da: burp alle ore 07/07/2006 13:56 | link | commenti (2)
categorie: musica, radio, podcast, coverville, ibbott

Lapsus
- Guarda... non dirlo a me. Sarà un mese che ho tutti gli ormoni in subbuteo...
- Deve essere per i mondiali.
- Già.


postato da: burp alle ore 07/07/2006 08:25 | link | commenti (5)
categorie: calcio
giovedì, luglio 06, 2006

calcio
A proposito dei Mondiali

Ok, non si è ancora quasi parlato di Mondiali. Rimediamo.

A proposito di donne e pallone. Come molti esemplari femmine della specie umana, anche Lady Burp subisce il fascino di Eupalla solo quando ci sono i Mondiali. In questo mese accadimenti inediti e stranissimi: mi spediva aggiornamenti via sms, non si è persa una partita. Anche di quelle in cui non giocava Cannavaro, intendo.

A proposito, a Cannavà. Prima o poi ci spieghi come sei guarito dal morbo nerazzurro che quando stavi all’Inter sembravi tuo fratello o un qualunque Nazareno Canuti? Non sarà mica colpa (anche lì?) di Lucianone?

 

A proposito, su calciopoli. Io sono da sempre un garantista. No a condanne esemplari, no alla resposabilità oggettiva, no alle sentenze mediatiche, no alle pubbliche gogne anticipate. Fate con calma. Poi però poche palle: Juve e Milan levateceli dai cojoni uno o due anni, grazie.

 

A proposito di scaramanzia. A parte un paio di episodi in ufficio, le partite le ho viste tutte sul divano di casa. Io, la mi moglie, alcune contestate sigarette, birra, abbruttimento libero, gara di rutti nell’intervallo. E anche domenica, darling, stringiamci a coorte.

 

A proposito. Bello in questi giorni godersi sulla stampa le solite eccellenti calciofirme, Mura, Piccinini (quello di Figu eh), Di Corrado, il Foglin Sportivo, le schermaglie di Dipollina. E Gramellini e il suo corsivo in risposta allo Spiegel. Quello in cui era scritto che “il libro più corto del mondo è la storia dell’umorismo tedesco”.

A proposito di scritture. Un enorme sincero grazie a chi ha dimenticato sul treno Storie di calcio, di Osvaldo Soriano. Le cose non accadono per caso. Vorrei restiruirtelo, ti troverò?

 

A proposito dei tedeschi. La mia stima verso Jurgen Klinsmann me li faceva preferire agli altri, nel caso ci avessero spedito a casa. A parte le minchiate con cui hanno cercato la rissa mediatica sul caso Frings, sono stati poi, in campo e fuori, sportivissimi.

 

Il mio tedesco preferito resta quel gentiluomo del mio amico Axel, che martedì mi ha gentilmente spedito la vecchia canzone Zwei kleine Italiener, vecchio pezzo anni ’60 su due emigrati, i due piccoli italiani del titolo, che “vogliono tornare a casa”. Guardacaso tornato in auge proprio nei giorni delle partita.

  

A proposito. Ale, Pinturicchio, io non ce l’ho con te. Ti stimo come persona, come il giocatore che sei stato. Ma non ti avrei mai voluto mai più vedere in magli azzurra a ciccare tutti i palloni determinanti. Per questo, con svariati oggetti, ho danneggiato lo schermo del mio tv tutte le volte che ti inquadravano mentre ti scaldavi. Salvo poi inchinarmi e rimangiarmi tutti gli oggetti, felice. Ora tornatene in panca da bravo, grazie, le faremo sapere.

 

A proposito di feste. Erano anni che non c’era festa per strada. Forse da Italia ’90 o era USA ’94? Sono andato in bici in centro e ho rischiato la vita. Torme di individui seminudi su ogni tipo di mezzo dentro l’isola pedonale sventolando pericolosi vessilli dalle lunghe aste. “Signorina lei mi ha colpito sulla testa, stia attenta”. “Eh? Cazzo dici? Siamo fortissimiiiii”. Un altro pianeta: Tamarropoli.

 

Il fatto che a Radio Padania abbiano tifato per gli amici federalisti della Germania rappresenta un ulteriore valido motivo postumo per avere votato no.

 

Sì, cara, sono d’accordo Cannavaro è bellissimo. Ma io erano anni che lo dicevo.

 

Cari Gialappa, stavolta mi avete un po’ ammorbato. Routine, puro mestiere, zero invenzioni, ospiti così così. E la novità in video su Sky mi ha perplesso. Allora meglio il pane e salame di Catersport, in trafserta a RadioPop col Palacucco, gli ascoltatori in diretta. Anche qui molto mestiere ma qualche guizzo in più. E della sana liberatoria esplicita volgarità.

 

No, cara, così non vale: come sarebbe a dire che Ilaria D’Amico è soltanto carina? Ilaria è l'unico motivo valido per desiderare (di essere) Monica Bellucci.



postato da: burp alle ore 06/07/2006 08:35 | link | commenti (3)
categorie: calcio
lunedì, luglio 03, 2006

informazione
Blog e media,
amici amici?
Riprendo
e risegnalo paro paro dal blog di Mauro Lupi "Blog e giornalismo, l'era della complementarietà", una ricerca di Marco Farè, dell'Osservatorio Europeo di Giornalismo (EJO).
La sto sfrucugliando qua e là (blog e aziende, leggere comodamente tanti blog, la bibliografia) e la trovo ben fatta. Ci auguriamo che contribuisca all'allentamento delle reciproche diffidenze. Amen.


postato da: burp alle ore 03/07/2006 08:51 | link | commenti (5)
categorie: blog, media, informazione