Il ritorno di Barney, pardon Mordechai, pardon Duddy
Siccome so per certo che qui bazzicano dei fan (presenti e forse futuri) di Barney Panofsky e di Mordechai Richler, per tutti noi la bella novità arriva a ottobre.
Adelphi pubblicherà "L'apprendistato di Duddy Kravitz", primo successo dello scrittore canadese, uscito nel 1959.
Sulla prima del Foglio di oggi, in pdf, prima pagina il solito bel pezzo non firmato (sarà l'elefante o la Mancuso?) e un ampio e immancabilmente divertente racconto delle prime pagine.
Ah, qui c'è pure un articolo del suo traduttore italiano, Matteo Codignola, su Richler "venditore di se stesso". (Poi lo leggo neh.)
Cosa diavolo sia questo invece francamente non lo so.
Cuccureddu Educational
Come ormai è ben noto, la “storia di Cucureddu” è stato qui da noi uno dei punti di forza dell’educazione della creatura allo sbrigliamento guidato della propria fantasia. (Ciumbia, suona bene no?).
In breve si prende questo personaggio, ingenuo ma non cretino, e lo si fa entrare e uscire da fiabe classiche, moderne, cartoni, realtà, interagendolo coi relativi personaggi. Si apre un unico vasto territorio narrativo insomma, con gran rimescolanza di vicende, caduta di schemi, interattività della creatura medesima (nel decidere dove lo portiamo oggi Cuccureddu o nell’indovinare il personaggio appena messo in scena dai pochi tratti forniti). Ora è stato testato il filone Cuccureddu Educational, il cui canovaccio è il seguente.
Cuccu viene chiamato dalla moglie che gli chiede di scendere per favore a comprarle una cosa. Tipo il pane, il pesce, il sale, la pizza, una torta, il vino, un maglione. Lui da bravo esce ma l’acquisto è impossibile (negozi chiusi, dimenticato i soldi, prezzo troppo alto). Allora parte e va, sereno e determinato a farsi da sé, con le sue manine, ciò che la moglie ha bisogno. Prende di solito la via della campagna, si cerca le materie prime, conosce e scambia favori e baratti con contadini, pescatori, artigiani ecc. Riesce nella sua missione e fa ritorno a casa. Ma ci ha messo molto più tempo, spesso dei giorni interi (per un buon vino anche dei mesi) e la moglie è ovviamente un pochino in apprensione. Ma lui racconta l’accaduto e mostra orgoglioso il frutto del suo girovagare e del suo lavoro: “L’ho fatto tutto io, per te”. Lei si commuove. Sipario.
La prima parte viene parzialmente recitata. Io faccio Cuccu e la creatura la moglie. In questo modo il “cosa” ha bisogno lo sceglie lei. E fino all’anello, al vestito da sposa io sono riuscito a orchestrarle una produzione attendibile. Quando ha detto “ho bisogno… una macchina nuova”, beh lì ho dovuto mettere in scena almeno un paio di maghi.
Ecco, bravissima: ora ti spiego l’ablativo assoluto
Sarà che non vedendola costamente tutti i giorni i progressi della creatura mi spiazzano vieppiù perché arrivano improvvisi. Sarà che tutte le volte che questi progressi riguardano in particolare le parole o il linguaggio io mi ci appassiono di più.
Ciò detto, l’altro giorno mi ha interrotto con l’entusiasmo delle scoperte epocali per dirmi: “Papà ma ci sono due te. Il te quello che si beve e il te che sei tu, te.”
Batti cinque, ragazza. (Gli accenti te li spiego più avanti).
E via. In cerca di nuove parole uguali, ma con diverso significato. Pesca, porta, letto, copertina, indice ecc.
Poi ci sarebbe anche da riferire che un cuginastro le ha insegnato la prima parolaccia. Ma questa è un’altra storia. E per contarla su al meglio ho bisogno di risentire alcuni testimoni chiave.

Podcasting: segnalazioni
Per la serie, anvedi che podcasting (cose interessanti da scaricare in rete e ascoltare dove vuoi), dopo aver confessato le nostre infatuazioni per Coverville e L’impostore, procediamo con altre cose scovate qua e là. E magari dopo fior di pod, di tutto un pod e anvedi che pod, investiremo 15 secondi nella ricerca di un nome migliore per questa specie di rubrica.
Historycast è una trasmissione sulla storia con puntate tematiche mensili di una mezzora circa. La cura Enrica Salvatori, che insegna storia a Pisa, insieme al marito. L’idea è quella di divulgare raccontando, fornendo spunti e punti di vista. Spiegando che la storia non è mai una sola ma un bel po' dipende da dove la guardi e da chi l'ha scritta. Mescolando anche un po' i generi e scegliendo percorsi originali. Puntate su Re Artù, Sacco e Vanzetti, Mohammed Alì, il Conte Ugolino, le scoperte geografiche, i vangeli aprocrifi e le mille vite di Gesù. In programmazione anche Zorro e qualche altro tipetto che la mia prof. di storia non l'aveva mai messo nel programma.
Poi c’è Impulso Libri, di Radio Due Svizzera, condotta da Mariarosa Mancuso (che leggiamo e amiamo ormai da tempo e lei magari neppure lo sa, così va il mondo baby). Dura una quindicina di minuti divisi tra un paio di ospiti, generalmente scrittori o editori. Botto lì due dritte: nella trasmissione del 19 maggio c’è Giuseppe Genna che parla di Dies Irae, in quella del 20 gennaio c’è Luca Raffaelli (l’autore di Anime disegnate) e si parla naturalmente di cartoon e in quella del 7 aprile c’è Pietro Grossi, l’autore di Pugni.
Per chi vuol ripassare l’inglese c’è Eslpod, English as a second language pod, scoperto grazie a una segnalazione di minimarketing. Le dispense in pdf sono a pagamento ma i file audio di questo prof. californiano sono free. E ce ne sono parecchi divisi per temi (business, entertainment, travel, shopping, daily life ecc.). Lettura, comprensione, spiegazione. È il primo pod di questo tipo che ascolto. A me che l’inglese lo so poco pare utile e ben fatto. Per le lingue mi piacerebbe trovar qualcosa in spagnolo ora che ci penso...
E tu che pod ascolti?
No, inutile che ti guardi dietro, dico proprio a te...
Aperto per ferie (altrui)
Anche quest'anno qui si conferma la tradizione e si resta in città fin quasi a ferragosto.
Ma per curiosità: quanti siete lì fuori ora?
O meglio: tu ci sei?
Batti un colpo?
Ci conto?
Ci contiamo?
Cantiamo?
(Se non arrivano commenti in giornata lo cancello e domani ne scrivo uno più intelligente.)