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Utente: burp
Nome: Zio Burp
Questo blog non è in vendita. Il suo titolare, invece, si vende molto volentieri. Zio Burp, fuori di qui si fa chiamare Cristiano Callegari. Si occupa di creatività e di scrittura: lavora con le idee e con le parole. Chiamatela come volete: copywriting, business writing, web writing, fuffa writing. Purché di writing si tratti. Questo blog qui ci ha i lavori in corso. Oggi fa un po' schifo e peggiorerà fino a rinascere mirabile dalle proprie webceneri.

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giovedì, novembre 30, 2006

Beatles cover story n. 3
Seguendo la lodevole tradizione Brian Ibbot di Coverville ha postato in questi giorni il terzo episodio (primo e secondo) di una serie di "Beatles cover story". Una doppia puntata, oltre un'ora di musica dei Fab Four rimaneggiata, consacrata, rivitalizzata (se siete dei puristi leggete: insultata, stravolta e stuprata) da artisti noti e meno noti.

Da ascoltare assolutamente almeno We can work it out (Phil Keaggy and PFR), una irriconoscibile ma miracolosa Help! (Isaac Scott), Honey Pie (Tuck and Patti), Oh Darling" (Bela Fleck and the Flecktones). E altro ancora.
Morale: il songbook dei Beatles rivive non solo con il nuovo (?) Love, ma pure attraverso le iniezioni di sostanze varie (country, jazz, electro, yodel, knutzmirk ecc.) che i musicisti del mondo gli vanno praticando.
Consigliato ai curiosi, il purista ascolti Revolver.  


postato da: burp alle ore 30/11/2006 13:08 | link | commenti (2)
categorie: beatles, coverville, ibbott
mercoledì, novembre 29, 2006

Il tremore degli anelli
Durex MatesIn Uk il giocattolo erotico è ormai sdoganato al punto tale che il suo spot passa in tv, seppure giustamente in orari "sicuri". Con qualche
polemica al seguito.
Poi però capita che Mates, un concorrente di Durex elevi una nota di vibrante protesta accusando quest'ultima di avergli scopiazzato la creatività da un proprio spot virale.

Effettivamente i due spot - di un prodotto equivalente - hanno molto in comune. Ma che diamine: le strade della creatività (e della follia) sono infinite.
E questa qui era proprio la prima da percorrere. E quella buona. La promettente scatolina infiocchettata regalata al ristorante era posto dove qualunque creativo avrebbe pensato subito di piazzare l'anello.

Ops, scusate: prima li guardate, poi giudicate voi.
Mates Intensify, Durex Play

UPDATE: il prodotto genera una certa curiosità, probabilmente sincera (e altrettanta confusione e pericoloso italico sperimentalismo). Anche se tra tutti quei commenti anonimi sarebbe facile infilarsi anche per un'azienda e alimentare la curiosità medesima. Tipo: "L'ho provato anche come braccialetto: è strafiko e non ce l'ha nessuno, ciao Giusy82"


postato da: burp alle ore 29/11/2006 13:36 | link | commenti (2)
categorie: advertising, durex

Missione compiuta
In una Palazzina Liberty gremita per oltre un decimo della capienza, di fronte a un pubblico omogeneo di poeti ultrasessantenni in giacca, con moglie in tinta appesa al braccio e scazzati giovinotti trentaepiù attenti ai destini del mondo, la crudele poesia mitomodernista ha detto dell'amore come energia rigeneratrice del mondo e della vita.

La musica del sottoscritto alla pianola con scotch e la voce umida di pioggia della mia complice hanno scavato sorridenti ferite nei cuori più disponibili, sottolineando come da contratto "le necessità esplosive della scrittura".

Fine, tutti al bar. Ci si rivede qui tra un anno.


postato da: burp alle ore 29/11/2006 08:24 | link | commenti (3)
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martedì, novembre 28, 2006

Che s'ha da fa' pe' campà
Su D La Repubblica delle Donne dello scorso sabato (a p. 36), Vittorio Zucconi riporta in primo piano la vicenda del pisello finto esploso nel microonde.
Interrogandosi sulla profonda missione del giornalismo.
E rafforzando la convinzione già espressa qui secondo cui è meglio il trucco del palloncino.


postato da: burp alle ore 28/11/2006 08:49 | link | commenti (1)
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venerdì, novembre 24, 2006

Musica, poesia, crudeltà
Un anno fa mi ribattezzarono Treccia e ci toccò il momento conviviale del buffet. Quest'anno, la voce di Luana Pasi e il mio pianoforte contribuiranno "a sottolineare le necessità esplosive della scrittura".
Accorrete dunque numerosi e poetici all'ascolto dei poeti e del jazz che infileremo le righe.

Oltre il principio della crudeltà
Martedì 28 novembre, ore 21
Milano, Casa della Poesia - Palazzina Liberty 


postato da: burp alle ore 24/11/2006 13:52 | link | commenti
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giovedì, novembre 23, 2006

La rivoluzione in ogni life
Dato che
tutti parlano di Second Life, ci siamo incuriositi anche noi.
Ecco una lista dei primi pressanti interrogativi: ma quanto costa entrare? Ma si può delinquere? Ma come si fa a fare i soldi? Ma si pagano le tasse? Nessuno muore mai? Si può rivendersi le proprie creazioni? Si può abolire la proprietà privata? Fondare un partito? Fare la rivoluzione?
Li abbiamo girati a Beppe, nostro primo "inviato" laggiù. Ecco cosa risponde.

Su Second Life, che dire, non sono proprio un esperto, tuttavia devo costatare che purtroppo esiste già la proprietà privata. Sembra che dai tempi della socializzazione infantile con il Monopoli fino agli scambi pre-adoloscenziali delle figu Panini, i giochi propongano sempre modelli dello scambio capitalista! Solo nel piccolo chirurgo c’era quel pizzico di erotismo che certamente sfuggiva a chi l’ha progettato (chiaramente pensato per la classe dirigente ossessionata dall’indirizzare le aspirazioni professionali dei loro bimbi) e a genitori ignari del desiderio indotto di giocare al piccolo ginecologo con la cuginetta. Sarà per questo che normalmente non amo i giochi, specialmente quelli spacciati per giochi “di società”, dove di sociale c’è solo l’incapacità di socializzare senza dadi e altri sottili strumenti di prevaricazione sociale (certo che avevano più figu i figli degeneri dei ricchi, acquistavano la fortuna insieme a edicole intere per saccheggiarle!).

Beppe... ora mi vai fuori tema, dicevamo Second Life...

E allora, pure qui nella Second Life si può acquistare e costruire, e pure vendere cose. A prima vista, ho notato presenza di Casinò e bordelli, due fra le attività di commercio che da secoli tirano molto nella First Life esaltandone lo spirito della morale capitalista. Io ho tentato invano di costruire una falce e martello gigante, senza successo, per ora. Chissà che ci siano limiti all’espressione artistica, non ne ho idea. Devo ancora poi intavolare un comizio virtuale, per ora ho fatto solo due passi in giro con una “apparente” signorina e ho attaccato bottone qua e la’ in un paio di mondi, poi ho parcheggiato il mio avatar a contemplare un laghetto, seduto su una staccionata..,
Già. E se fosse questo il mio sogno represso per
la Second Life?
Bighellonare un po’ depresso, da solo, guardando un triste laghetto.

E voi che ne dite? Avete altre testimonianze?
Quando potete entrate e togliete Beppe da quel laghetto?


postato da: burp alle ore 23/11/2006 08:26 | link | commenti (4)
categorie: second life
martedì, novembre 21, 2006

Du-lon-du / ie ie ieee*
Non mi ricordo quando ho ricominciato a farmi in modo pesante. A farmi di Beatles dico.
Forse da quando ho messo il librone delle musiche ben saldo sopra il piano. O l’anno scorso, quando ho
intervistato la mamma 40 anni dopo il Vigorelli.
Ma la detonazione è stata l’interesse della creatura. Appassionata dacchè ha visto alcune illustrazioni del Sottomarino giallo. Sentirla cantare letitbild. Mostrarle le foto (qual è quello che assomiglia allo
zio Beppe? George.) Raccontarle pezzi della storia dei Fab Four. "Che facevano innamorare tutte le ragazze (anche la nonna ragazza?) e che poi un giorno sono andati in India e sono tornati con le camicie coi fiori e una chitarra così strana ma così strana che nessuno sapeva neppure come si chiamasse!".

Sentendo forte dentro di me l’imperativo categorico della formazione della terza generazione di beatlesiani, ho ricominciato a farmi. E li ho riascoltati. Per la terza volta massivamente, complice un qualche libro e orecchio più adulto. La prima fu nell’infanzia complici i nastri dello zio e della mamma. La seconda da grande sui 20 anni. L’ultima ora. In particolare riascoltando – da maturo – la loro fase più matura. All’incirca da Revolver in qua.
Alt, qui ci si dilunga. Oggi volevo solo dire chissà com'era contento il buon George Martin che finalmente i sopravvissuti e le aventi diritto si trovavano d'accordo nel far usare le musiche al Cirque du Soleil. Com'era contento di ritirar fuori quei nastri e di mettersi lì alla sua età a tagliare, incollare, pulire, spostare. Mescolare. E della fortuna che ha il suo figliolo, benedetto ragazzo nell'assistere cotanto babbo in cotale onore.

Ascolteremo
Love (qui alcuni pareri).
E attenderemo il giorno in cui la creatura ci porterà un disegno: "Questa è Lucy nel cielo coi diamanti".

* Sandro che aveva un fratello grande e me la insegnò così. She loves you.



postato da: burp alle ore 21/11/2006 14:02 | link | commenti (6)
categorie: beatles
venerdì, novembre 17, 2006

Compleanni
In questi giorni mi sono basito di fronte a due ricorrenze.

I venti anni delle calze
autoreggenti.
20? Gli stessi che ci separano dai gol del Pibe a Pete Shilton a Messico '86. Non vi paiono pochi?


La boumI 40 anni di
Sophie.
A proposito, cara Vic, al tempo delle mele quel pomeriggio di circa 24 inverni fa, ero assente giustificato perché avevo preso 5 in latino nel compito dei verbi. Mi hai poi perdonato?

E posso ora pubblicamente confessare che comprai persino lo spartito di Reality, di Richard Sanderson.










postato da: burp alle ore 17/11/2006 18:18 | link | commenti (6)
categorie:

Alla conquista di quella casa nella prateria
Laura Ingalls
Se 25 anni fa mi avessero detto che Laura Ingalls avrebbe sposato Luke Macahan, siceramente non l'avrei creduto possibile.
Ok che stavano entrambi nel vecchio west. Ma in due telefilm diversi perdiamine!

E che Laura Ingalls è esistita per davvero lo sapevamo?
Io no. 












postato da: burp alle ore 17/11/2006 08:33 | link | commenti (2)
categorie: tv
giovedì, novembre 16, 2006

Autumn in Paris
Lì si può anche fumare al ristorante.
È una metropoli ma per quanto ho visto molto tranquilla.
C’è un fiume, bei palazzi, un grande museo con la piramide di vetro.
E tantissima gente. Soprattutto francesi. Che credevo che erano stronzi e invece sono gentili. Una volta avevano il re ma poi se ne sono liberati e ora gli eredi dei loro re non si sa neanche se esistono mica come i nostri.
C’è una torre di ferro famossissima, alta come una bambina che passa dentro la foto.
Ci sono fontane dove i bimbi pascolano le proprie barchette.
E parchi giochi mervigliosi dove puoi entrare solo se ci hai l’enfant. E il fanciullino che hai dentro non vale. "No messieur, c'est imposible!"

C’è un cimitero gigante pieno di famosi. Ma anche di gente normale che piange davanti alla lapide di suo cugino per dire.
In quei giorni c’erano anche le bandiere in bianco e nero. Chissà perché. Però belle.
E poi ci sono i tetti degli Aristogatti, una libreria in disordine, dei topi morti in vetrina, un quartiere pieno di negozi porcelli, posti dove un jeans vien via con 400 euri, un fisarmonicista fico come pochi e un milione di altre cose.
Starci costa molto meno di Londra. Se poi c’è un amico, il Fugaz, che ti ospita allora è proprio conveniente. Merci a Fugaz per l’ospitalità, le dritte, la compagnia, le telefonate in Italia, la connessione costante, lo scambio di figu celo celo manca. E anche per le scarpe da tennis senza le quali avrei ancora le bolle ai piedi.

Ah, e caro il mio custode della Villette, ci si rivede a primavera.
Porterò l’enfant.


postato da: burp alle ore 16/11/2006 13:09 | link | commenti (3)
categorie:
mercoledì, novembre 15, 2006

I post (e i commenti) degli altri
Sì, perché molte volte il meglio è proprio dentro i commenti.
Per esempio quando Zu rilancia il gioco di scrivere una storia in sei parole.
Oppure quando i maestrini cercano il titolo per il loro libro su web & amore (& sesso).


postato da: burp alle ore 15/11/2006 13:13 | link | commenti (2)
categorie:
martedì, novembre 14, 2006

Ti odio poi ti amo poi ti odio poi ti amo
La prima volta che ti ho incontrata, mentre correvo in Vernavola, mi sei stata subito sul cazzo.
Non c'entravi niente con quel posto. Sinceramente mi dava fastidio incontrarti sempre lì, in tutte le stagioni. Alla fine per evitarti facevo persino un giro più largo. E forse ti devo anche ringraziare per quell'etto emmezzo che ho perso.

Poi ho smesso di andare a correre e mi sono ritirato sul divano. A guardare la tv.
E non ho più pensato a te.
Le mie incazzature stavolta le riservavo al traffico sotto casa. All'up & down da fare col volume della tv quando passa il tir.
Poi l'altra sera improvvisamente, il silenzio. Al mattino dopo un amabile fruscio.
Incredulità.
Poi la coscienza che era accaduto: il traffico pesante scomparso.
Merito tuo, oh nuova tangenziale nord, oh mio nuovo amore.

Se ne dibatte, naturalmente anche sul
neonato blog della Provincia Pavese.

Pavia che piove sotto casa












postato da: burp alle ore 14/11/2006 13:21 | link | commenti (6)
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lunedì, novembre 13, 2006

Vostro Onore. E che vogliamo dire di quelli che...
Ecco, io non vado quasi mai alle mostre ma talvolta sono loro che vengono da me. E così lo IAP, Istituto Autodisciplina Pubblicitaria, mi ha piazzato in Stazione Centrale a Milano proprio sul "mio" binario l'esposizione "Pubblicità con giudizio" dedicata ad alcune campagne bloccate in questi 40 anni di Autodisciplina.
Un po' di immagini stanno sul
Corsera, io segnalo - tra i chissà quanti che ne hanno parlato - il post e le foto di Disruption e il dibattito sul blog dell'ADCI.

A parte i pezzi di storia patria, tipo il culo biblico di Levi's, tra quelle meno note alcune sono terribili (Radio Kiss Kiss), altre divertenti (IKEA) o inquietanti (Eastpack). Tutte sono comunque interessanti.

E se oltre a guardare le figure (o i video) trovi anche 5 minuti per metterti a leggere, accanto a ogni campagna trovi 3 pareri: le ragioni del no, quelle del sì e la decisione finale del Giurì. Accusa, difesa e sentenza insomma.

Alcune ragioni del sì (Kiss Kiss su tutte, mannaggia nessuno l'ha fotografata?, nel sostenere che le gambe spalancate richiamino solo la posizione delle antenne) mi paiono paragonabili - per siderale paraculaggine e stridore di unghie sui vetri - solo alle arringhe dell'avvocato Messina a W Radio 2.




postato da: burp alle ore 13/11/2006 13:30 | link | commenti (1)
categorie:
venerdì, novembre 10, 2006

La posta di Burp!
Riceviamo e doverosamente pubblichiamo:

 

Ciao Zio,
sono tuo cuggino Slurp, volevo chiederti un consiglio.
Tra qualche giorno farò un colloquio di lavoro e, avendo un blog personale, è una delle cose di cui liberamente scriverei lì sopra. Però: dato che tempo fa ho fatto outing al lavoro, ora il mio blog lo leggono non solo i colleghi ma anche i miei capi.
E un qualche scrupolo di opportunità io me lo faccio.
Tu che ne dici?
Grazie ciao
Slurp



Ciao caro, buona domanda.
Il mio consiglio è: spedisciti una lettera in cui - fingendoti un amico o un parente - ti chiedi un consiglio. Poi pubblicala sul blog. E senti che ne dicono i tuoi lettori.
In bocca al lupo e fammi sapere.
Ciao, saluti a nonno Snort e a zia Sob.
ZB


postato da: burp alle ore 10/11/2006 13:25 | link | commenti (5)
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giovedì, novembre 09, 2006

Il paninaro sta tornando!!!
Ricevo materiale pubblicitario targato Bimbus:

Il paninaro sta tornando!!!

Questo famosissimo stereotipo dei bambini, che ha fatto impazzire mamme e ragazzini negli ormai lontani anni '80, è di nuovo fra noi e Bimbus è pronto...
Un set composto da ecc. ecc. piumino tipo x, gambaletto tipo y, cintura tipo z.


Traduco liberamente (e senza vagliare le fonti):
Mamma quarantenne che volevi sposare Simon Le Bon e che ti commuovi di fronte a un Monclair. Tu che hai vestito Naj-Oleari, che hai pianto su Through the barricades, che hai slacciato cinte del Charro e indossato scaldamuscoli rosa, tu ora finalmente puoi acconciare la tua prole come hai sempre desiderato.

Coraggio dunque: acconcia il tuo piccolo gallo-di-dio e la tua piccola sfitinzia ed esci nel sole autunnale in cerca di Burghy.


postato da: burp alle ore 09/11/2006 13:30 | link | commenti (4)
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mercoledì, novembre 08, 2006

Blog al femminile
Mi scrive l'amica Firma di Loveisavirus, che è candidata
nel Gran premio dei Blog 2006 di Mario Adinolfi, categoria Miglior blog femminile.
Tosto e volente a questi sedicesimi di finale la voto, memore della mia responsabilità nei suoi blog vagiti.
Intanto che ci sono allungo le mie preferenze alle altre ragazze in corsa di cui sono lettore passionato sebben saltuario.
Alle altre, un torrido baciamano di cortesia.
Che dire, andate e votate.

Le je son fè rienne va plù!
(...marò quanto lo dico bene il francese vero? Prima o poi ci sarà un post su Parigi, per ora chi vuole può guardarsi qualche foto)


postato da: burp alle ore 08/11/2006 13:17 | link | commenti (1)
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martedì, novembre 07, 2006

Pazientemente
Pazientemente

Sì, sono tornato. E sto ancora smaltendo il "jet lag" post vacanza. Mi sto riorganizzando. Lentamente. Pazientemente.
Proprio come questo signore che con un pennello piccino legato su un bastone lungo e senza uno straccio di scala, pittava il cielo blu. Lassù.


postato da: burp alle ore 07/11/2006 08:26 | link | commenti (4)
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