Il tremore degli anelli
In Uk il giocattolo erotico è ormai sdoganato al punto tale che il suo spot passa in tv, seppure giustamente in orari "sicuri". Con qualche polemica al seguito.
Poi però capita che Mates, un concorrente di Durex elevi una nota di vibrante protesta accusando quest'ultima di avergli scopiazzato la creatività da un proprio spot virale.
Effettivamente i due spot - di un prodotto equivalente - hanno molto in comune. Ma che diamine: le strade della creatività (e della follia) sono infinite.
E questa qui era proprio la prima da percorrere. E quella buona. La promettente scatolina infiocchettata regalata al ristorante era posto dove qualunque creativo avrebbe pensato subito di piazzare l'anello.
Ops, scusate: prima li guardate, poi giudicate voi.
Mates Intensify, Durex Play.
UPDATE: il prodotto genera una certa curiosità, probabilmente sincera (e altrettanta confusione e pericoloso italico sperimentalismo). Anche se tra tutti quei commenti anonimi sarebbe facile infilarsi anche per un'azienda e alimentare la curiosità medesima. Tipo: "L'ho provato anche come braccialetto: è strafiko e non ce l'ha nessuno, ciao Giusy82"
La rivoluzione in ogni life
Dato che tutti parlano di Second Life, ci siamo incuriositi anche noi.
Ecco una lista dei primi pressanti interrogativi: ma quanto costa entrare? Ma si può delinquere? Ma come si fa a fare i soldi? Ma si pagano le tasse? Nessuno muore mai? Si può rivendersi le proprie creazioni? Si può abolire la proprietà privata? Fondare un partito? Fare la rivoluzione?
Li abbiamo girati a Beppe, nostro primo "inviato" laggiù. Ecco cosa risponde.
Su Second Life, che dire, non sono proprio un esperto, tuttavia devo costatare che purtroppo esiste già la proprietà privata. Sembra che dai tempi della socializzazione infantile con il Monopoli fino agli scambi pre-adoloscenziali delle figu Panini, i giochi propongano sempre modelli dello scambio capitalista! Solo nel piccolo chirurgo c’era quel pizzico di erotismo che certamente sfuggiva a chi l’ha progettato (chiaramente pensato per la classe dirigente ossessionata dall’indirizzare le aspirazioni professionali dei loro bimbi) e a genitori ignari del desiderio indotto di giocare al piccolo ginecologo con la cuginetta. Sarà per questo che normalmente non amo i giochi, specialmente quelli spacciati per giochi “di società”, dove di sociale c’è solo l’incapacità di socializzare senza dadi e altri sottili strumenti di prevaricazione sociale (certo che avevano più figu i figli degeneri dei ricchi, acquistavano la fortuna insieme a edicole intere per saccheggiarle!).
Beppe... ora mi vai fuori tema, dicevamo Second Life...
E allora, pure qui nella Second Life si può acquistare e costruire, e pure vendere cose. A prima vista, ho notato presenza di Casinò e bordelli, due fra le attività di commercio che da secoli tirano molto nella First Life esaltandone lo spirito della morale capitalista. Io ho tentato invano di costruire una falce e martello gigante, senza successo, per ora. Chissà che ci siano limiti all’espressione artistica, non ne ho idea. Devo ancora poi intavolare un comizio virtuale, per ora ho fatto solo due passi in giro con una “apparente” signorina e ho attaccato bottone qua e la’ in un paio di mondi, poi ho parcheggiato il mio avatar a contemplare un laghetto, seduto su una staccionata..,
Già. E se fosse questo il mio sogno represso per
Bighellonare un po’ depresso, da solo, guardando un triste laghetto.
E voi che ne dite? Avete altre testimonianze?
Quando potete entrate e togliete Beppe da quel laghetto?
I 40 anni di Sophie.Alla conquista di quella casa nella prateria

Se 25 anni fa mi avessero detto che Laura Ingalls avrebbe sposato Luke Macahan, siceramente non l'avrei creduto possibile.
Ok che stavano entrambi nel vecchio west. Ma in due telefilm diversi perdiamine!
E che Laura Ingalls è esistita per davvero lo sapevamo?
Io no.
Autumn in Paris
Lì si può anche fumare al ristorante.
È una metropoli ma per quanto ho visto molto tranquilla.
C’è un fiume, bei palazzi, un grande museo con la piramide di vetro.
E tantissima gente. Soprattutto francesi. Che credevo che erano stronzi e invece sono gentili. Una volta avevano il re ma poi se ne sono liberati e ora gli eredi dei loro re non si sa neanche se esistono mica come i nostri.
C’è una torre di ferro famossissima, alta come una bambina che passa dentro la foto.
Ci sono fontane dove i bimbi pascolano le proprie barchette.
E parchi giochi mervigliosi dove puoi entrare solo se ci hai l’enfant. E il fanciullino che hai dentro non vale. "No messieur, c'est imposible!"
C’è un cimitero gigante pieno di famosi. Ma anche di gente normale che piange davanti alla lapide di suo cugino per dire.
In quei giorni c’erano anche le bandiere in bianco e nero. Chissà perché. Però belle.
E poi ci sono i tetti degli Aristogatti, una libreria in disordine, dei topi morti in vetrina, un quartiere pieno di negozi porcelli, posti dove un jeans vien via con 400 euri, un fisarmonicista fico come pochi e un milione di altre cose.
Starci costa molto meno di Londra. Se poi c’è un amico, il Fugaz, che ti ospita allora è proprio conveniente. Merci a Fugaz per l’ospitalità, le dritte, la compagnia, le telefonate in Italia, la connessione costante, lo scambio di figu celo celo manca. E anche per le scarpe da tennis senza le quali avrei ancora le bolle ai piedi.
Ah, e caro il mio custode della Villette, ci si rivede a primavera.
Porterò l’enfant.
I post (e i commenti) degli altri
Sì, perché molte volte il meglio è proprio dentro i commenti.
Per esempio quando Zu rilancia il gioco di scrivere una storia in sei parole.
Oppure quando i maestrini cercano il titolo per il loro libro su web & amore (& sesso).

La posta di Burp!
Riceviamo e doverosamente pubblichiamo:
Ciao Zio,
sono tuo cuggino Slurp, volevo chiederti un consiglio.
Tra qualche giorno farò un colloquio di lavoro e, avendo un blog personale, è una delle cose di cui liberamente scriverei lì sopra. Però: dato che tempo fa ho fatto outing al lavoro, ora il mio blog lo leggono non solo i colleghi ma anche i miei capi.
E un qualche scrupolo di opportunità io me lo faccio.
Tu che ne dici?
Grazie ciao
Slurp
Ciao caro, buona domanda.
Il mio consiglio è: spedisciti una lettera in cui - fingendoti un amico o un parente - ti chiedi un consiglio. Poi pubblicala sul blog. E senti che ne dicono i tuoi lettori.
In bocca al lupo e fammi sapere.
Ciao, saluti a nonno Snort e a zia Sob.
ZB
Blog al femminile
Mi scrive l'amica Firma di Loveisavirus, che è candidata nel Gran premio dei Blog 2006 di Mario Adinolfi, categoria Miglior blog femminile.
Tosto e volente a questi sedicesimi di finale la voto, memore della mia responsabilità nei suoi blog vagiti.
Intanto che ci sono allungo le mie preferenze alle altre ragazze in corsa di cui sono lettore passionato sebben saltuario.
Alle altre, un torrido baciamano di cortesia.
Che dire, andate e votate.
Le je son fè rienne va plù!
(...marò quanto lo dico bene il francese vero? Prima o poi ci sarà un post su Parigi, per ora chi vuole può guardarsi qualche foto)
