Amiga busca caballero para clases de tango
Riceviamo e doverosamente pubblichiamo.
Come potremmo noi, gente di cuore, restare sordi a tale accorato appello?
Zio, confido nel tuo aiuto per una disperata ricerca (peggio di quella del sacro Graal)… in breve:
conoscete maschio milanese o zone limitrofe età dai
Il beppe – solito vile e privo di entusiasmo - si è rifiutato, così come tutti gli altri esseri di sesso maschile di mia conoscenza. Lasciando perdere ogni considerazione sui danni arrecati alla mia autostima, credo che la mancanza di lezioni di tango potrebbe provocarmi grossi scompensi sul piano emotivo…
Per cui… mettetevi una mano sul cuore,
un abbraccio
Giovanna
Astenersi marpioni, grazie.
Ché la Giovanna non ha bisogno di un fidanzato, giacché già lo tiene. Milanese ma col gene siciliano, per giunta, come si intuisce dalla foto linkata sopra.
Solo tanghisti (tangueros?) appassionati ma senza secondi fini, dunque. Orsù chi è il primo?
Stasera a SpazioMusica verso le 22.30 proiettiamo Tempi Moderni di Chaplin, abbassiamo l'audio originale e da dietro lo schermo provvediamo noi di bluEsForCE. I cinque di Nosferatu, più forse un percussionista.
Nel "Giorno della Memoria" c'era anche il quarantesimo di Luigi Tenco.E dall'anno prossimo, ci ricordermo anche di Emanuele Luzzati.
Stasera a SpazioMusica di Pavia, presentazione del libro sui trent'anni di Radio Popolare di Milano, che raccoglie ricordi, racconti, foto e nel cd alcuni dei momenti "in onda" più significativi della sua storia (Da un golpe lontano a una tragedia sottocasa, da una caccia al tesoro alle lotterie dei rigori... e via dicendo).
Dell'Orchestra di piazza Vittorio avevo solo letto distrattamente qualcosa... così quando ho visto il dvd + libro + cd l'ho preso al volo. E ci sono cascato dentro in pieno. 
Divertente, on the road, delicato, sarcastico, avvincente, commovente.Leggi qui, aiuto!
Il mio "racconto stregato" è stato testato con ottimi risultati su alcuni bimbi lettori. Ieri ho ricevuto questa mail (di una mamma che personalmente non conosco ma che legge il blog), che per me è una grandissima, bellissima soddisfazione.
Sia perché è accaduto esattamente quel che speravo accadesse, sia perché in fondo vi si dimostra di nuovo che "le favole sono vere".
Col consenso di Sabrina, imbrodandomi - i know - di giuggiole, ecco la sua mail.
ciao zio, dopo averti richiesto il racconto stregato per email (grazie!) e naturalmente dopo averlo letto (geniale!) ho fatto l’esperimento che mi hai chiesto. L’ho fatto "casualmente" trovare a mia figlia Alice, anni 11. Gliel'ho lasciato sul tappeto della sua camera e quando mi ha chiesto cos'era , con la faccia di tolla che in alcune occasioni mi contraddistingue, ho fatto spallucce ed asserito di non averlo mai visto in vita mia.
dopo di che me ne sono andata tranquillamente a farmi la doccia, dopo due minuti Alice mi fa da dietro la porta "ehi, ma fa paura sto racconto" e io "perchè?" e lei "mah...."
dopo 10 minuti Alice entra in bagno con la faccia bianca come se avesse visto un fantasma (eh) mi tende il racconto e mi fa con un fil di voce "leggi" ed esce velocemente.
dopo altri 10 minuti esco dal bagno e la trovo seduta sul mio letto, immobile, con lo sguardo fisso nel vuoto, la faccia ancor più bianca di prima, mi guarda con due occhi che le mangiano quasi tutta la faccia e mi fa "l'hai letto?" - "si si" - "ma tutto fino in fondo?" io le dico di si, allora sgrana ancor di più gli occhi (e si che non sembrava possibile) "ma fino alla fine?" ... zio, non ce l'ho più fatta: sono scoppiata a ridere, le ho spiegato il mio "scherzo" e poi le ho chiesto se si era spaventata davvero, e lei "si, sembrava tutto vero, ero qui che aspettavo che succedesse e mi guardavo sperando che non succedesse" poverina, era parecchio terrorizzata!!!
poi le ho spiegato che l'avevi scritto tu, quello che aveva scritto anche "i due piedini", e che era stato in gara per un concorso, allora Alice mi fa "e ha vinto?" - "no, non ha vinto" - e lei "per forza! i giudici non avranno avuto coraggio di leggerlo fino in fondo!"
ah, beata innocenza da undicenne!
ciao, grazie ancora, se ne scrvi altri noi li leggiamo
Sabrina
UPDATE: dato che a distanza di giorni mi rendo conto che manca chiarezza su una cosa, la specifico meglio: il racconto non è pubblicato su questo blog. Ma è disponibile. Ve lo spedisco io se me lo chiedete in mail. Tutto chiaro ora?
La nuova voce del vampiro muto
C'era una volta il cinema. Muto.
Con un pianista in sala che riempiva i silenzi e colorava le immagini.
Poi è arrivato il sonoro e quel pianista è stato licenziato. Ma a quei tempi i bordelli abbondavano e non avrà fatto fatica a sbarcare il lunario.
Domani sera io e altri musicisti saremo proprio quel pianista, che - chiusi ormai i bordelli - torna sul palco accanto allo schermo.
Il film è il mitico Nosferatu di Mornau, anno 1922.
Voi ci siete?
Spaziomusica, Pavia, 10 gennaio 2007, ore 22.00
Bluesforce riempie i silenzi di Nosferatu.
UPDATE: già due persone mi hanno scritto una cosa tipo "macosadiavolosuccedesattamente"? Quindi levo le metafore e lo dico chiaro.
Mentre su uno schermo viene proiettato il film Nosferatu, io e altri musicisti ne improvvisiamo all'istante la colonna sonora.
Nessuna musica scritta. Solo due tre diritte che definiremo a cena e tanto sano interplay. Tutto chiaro no? A stasera.
Quando dissi ora gli dico sì, che faccio il postino tutti mi guardarono come un panda. I miei amici e colleghi, dico. E con Bep e Giò - con cui dividevo l’ameno tugurio – a lungo si parlò del concetto di lavoro strumentale. Nel senso che lo fai per campare ma le tue soddisfazioni le trovi altrove. Mi piaceva l’idea. Chi non sacrificherebbe mezza giornata a fare una cosa magari pallosa per avere in cambio l’altra metà del giorno?
Poi feci davvero il postino. E durò un mese soltanto. Un mese di tragicomici viaggi in campagna in mezzo alle cascine, con una mappa unta e senza neppure il mezzo aziendale, neppure la bici. Un mese di neve e di catene, di albe alle cinque, di raccomandate da firmare e giornali quotidiani consegnati alle
Comunque tutto questo adesso non c’entra. Oggi volevo dire solo due cose.
Uno. Che quando ho cominciato il mio attuale lavoro non credevo che avrebbe mai potuto diventare così simile a fare il postino.
Due. Che stanotte verso le
Quest’ultima cosa la scrivo solo perché al lavoro mi leggono il blog e quindi mi pare giusto confondere un po’ le acque.
Che mica tutto quello che scrivo qui è vero."
Ecco questo post chiuso tra le virgolette mi restava in tasca da quando lo scrissi. Circa sei mesi fa. Ora lo posso postare.
Io e il mio attuale lavoro ci siamo parlati molto francamente prima delle feste. E abbiamo deciso che è ora di andare ognuno per la sua strada. Ne riparliamo presto.
Bentornati.