Un buon motivo per guardare il (dopo)Festival
Un anno fa un'azienda cliente cercava una penna brillante per firmare delle corrispondenze dal Festival nello stile del proprio animalesco testimonial. Mi chiesero di fare dei nomi e io chiamai i quattro blogger che mi parevano più adatti e a cui il lavoro poteva in teoria interessare: Lisagialla, Pulsatilla, Personalità Confusa, Daveblog.
Non se ne fece nulla perché il cliente poi cambiò idea a monte e optò per un investimento in mezzi anzichè in contenuti.
Ieri notte una di quei quattro ieri notte era lì che faceva l'opinionista al Dopofestival.
Festival di cui io non ho visto nulla.
Che mi sono perso? (Poi vi dico che vi siete persi voi a non venire a Spazio).
C'è il sole
Oggi lavoro da casa, su un nuovo (futuro) cliente, sul divano, wireless, con Bach in sottofondo.
Sembrano ottime premesse per un cambio di vita che attendo e che potrebbe assumere (anche) queste forme. Chi mi ama incroci i diti. (O - se pignolo - le dita.)
Intanto l'evento Cinestesia è uscito sulla Provincia, su blog e siti pavesi e anche su Cineblog. Fare l'ufficio stampa di me stesso comincia a dare ottimi frutti.
Stasera giriamo anche del materiale per un trailer della rassegna.
Dietro lo schermo indosserò i panni musicali (un organo che vibra) del mio quasi omonimo Dr. Caligari.
Musica e cinema muto: debutta Cinestesia

(Ok, questo non è un post, è un comunicato stampa, quindi il tono è un po' impersonale.)
Cinestesia è una rassegna di classici del cinema muto sonorizzati dal vivo a cura del collettivo bluEsForCE. Si tratta di 5 appuntamenti, uno al mese da qui a giugno, per un progetto che rende omaggio ad alcuni grandi registi del cinema muto attraverso l’arte dell’improvvisazione musicale collettiva.
Per (ri)scoprire la forza del cinema puro con la nuova linfa che può trarre da un commento musicale originale.
Il primo appuntamento è martedì 27 febbraio, ore 22.00, con “Il gabinetto del dr. Caligari”, di Robert Wiene, ingresso € 3.
Le altre pellicole in programma saranno “Il fantasma dell’Opera”, “I Nibelunghi: Sigfrido”, Il Golem. Si chiuderà in giugno con una serata dedicata a George Méliès.
Anche con questa iniziativa, SpazioMusica (che ha appena lanciato online il proprio podcast) conferma il proprio impegno per una proposta artistica originale e di qualità.
bluEsForCE è un collettivo di musicisti di diversa matrice (blues, rock, jazz, electro) che da alcuni anni orbitano intorno al palco di SpazioMusica.
Martedì sera saliranno sul palco in questa formazione: Paolo Terlingo (chitarra), Luigi Scuri (batteria), Roberto Lisi (basso), William Novati (elettronica), Cristiano Callegari (pianoforte). Sul sito è possibile scaricare gratuitamente il cd “-INO”.
Il programma completo di Cinestesia.
Ci vediamo lì?
Ultimamente mi è capitato di rimettere ordine il mio cv. E ci ho preso gusto e appena ho aperto su MySpace, ne ho messo uno "musicale" anche lì. Ora anche qui.
Dalla pianola al tunnel alla pantofola
"Erano i profondi anni '70 quando il mio babbo vendette la sua casacca per comprarmi una pianola Bontempi. Arancione.
E poi mi mandò a scuola di musica. Classica.
Ci misi solo pochi anni a capire che mi piaceva di più il Paese dei Balocchi. Da cui si aveva libero accesso ai tre ben noti tunnel: Sesso, Droga e R&R, un paio dei quali frequento tuttora. Il mio Paese dei Balocchi è stato a lungo l'universo pop-rock (il MOD740 è stata la mia band per un decennio). Dagli anni '90 mi sono un po' imborghesito, ho messo su pancia, indosso pantofole kazake e prediligo le sfide del jazz e della musica improvvisata.
Attualmente i miei progetti attivi sono quattro.
- 1. Burp Quintet: quintetto con ritmica più sax e tromba, attivo soprattutto nel Ponente ligure. Repertorio di standard e brani propri, più qualche rivisitazione.
- 2. BluesForCe Cinestesia: formazione aperta nata a SpazioMusica di Pavia per rianimare le musiche di vecchi film muti. Una volta al mese il martedì. New soundtracks / ancient movies. Altre info qui
- 3. Duo acustico piano+voce di soul jazz & standard con la cantante Luana Pasi.
- 4. Uku-Kazoo Lele & his Magic Virtual Arkestra, featuring Guiboss (duo con kazoo e ukulele), ideale per i vostri eventi: matrimoni, cresime e comunioni, estreme unzioni, iniziazioni e Dico.
Sempre con gli amici di SpazioMusica, sto producendo un podcast - SpazioMusiCast - di cui sono autore e conduttore.
SpazioMusica. Risplende il nostro palco

Curiosavo su Flickr e questa è proprio una bella foto. Con tanto di stelline che risplendono lassù.
Grazie Andrea17733, chiunque tu sia.
Robe da matti
Un inizio stentato, poi buone aspettative, i primi risultati tangibili e poi al primo banco di prova serio sul fronte internazionale improvvisamente ci areniamo in questo modo qui, un pareggio in casa?
Ma va' a da' via i ciap.
(E ora scusate ma devo leggere l'editoriale di Feltri. E cominciare a decidermi tra Fini e Casini.)
Cinestesia: The cabinet of dr. Caligari

Appuntamento a SpazioMusica, martedì 27 febbraio.
Altri dettagli qui, quo e qua.
Si può fa-re!
Installazione ADSL a casa e conseguimento iPod 8 Gb in medesimo giorno.
Navigo wireless in mutande ascoltando musica, sigaretta alla mano, in balcone.
Complice piccola febbre della creatura domani, lavoro da casa.
La passione che si sente anche via pod
Questa settimana si preparano le nuove puntate di SpazioMusiCast.
Si terrà conto di tutti i pareri e i consigli e le critiche che sono arrivati. In realtà, non sarà facile perché avete scritto tutto e il contrario di tutto. In linea di massima comunque cercherò di fare puntate più agili (e tematiche?) e mettere più musica.
Per intanto a me quest'esperienza mi garba assai. È bello chiacchierare ogni settimana con un paio di artisti diversi. Diversissimi, ma che hanno qualcosa di importante in comune: fanno la propria musica e ci credono. Toccare con mano queste passioni a me fa benissimo.
Quindi per ora grazie e arrivederci a tutti quelli che hanno partecipato a SpazioMusiCast: Dorian Gray, Stefano Tessadri, Simona Salis, Francesco Camattini, Graziano Romani, i Cheap Wine e i Cadaveri a Passeggio.
Jazz: largo ai giovani
Sabato sera ho suonato col Burp Quintet al caffè Mazzini di Sanremo, nella Pigna. Locale piccino, accogliente, pubblico caldo, bella serata.
Si alza un marcantonio con due fili due di prebarba sul mento e chiede se può suonare. Tira fuori un contralto e ci soffia dentro con grandissima energia e con parecchia perizia.
Una intera tavolata di ragazzini (cose mai viste a un concerto jazz) lo sobilla adeguatamente e noi volentieri ce lo teniamo sul palco fino a fine serata.
Perché è bravo questo Stefano, proprio bravo.
E ha - cazzarola - 16 anni.
Olè.
In morte di uno Zen
È da prima di natale che sono senza lettore mp3. Il buon vecchio Creative Zen è caduto a terra per la terza volta e per la terza volta si è fermato. Non si è mai rialzato: è sempre stato sostituito.
Stavolta però è fuori produzione quindi invece di cambiarlo, mi sganciano un buono di 199 svanziche per accattarmi qualcosa d'altro.
Cerco un lettore mp3, piccolo, capiente (6-8 Gb), semplice. Se ha la radio meglio. Se registra ancora meglio. Comincia per i e finisce per Pod? O c'è altro?
Cosa mi consigli?
(Alt, fermo/a lì: se non te ne intendi non scappare. Consigliami un libro o una ricetta, grazie).
Tutto il calcio che conta
La premessa è che mio suocero è juventino. Ragion per cui la creatura chiama ancora "juventus" quell'equino africano a strisce.
D'altra parte due anni fa mio suocero mi chiamò dallo stadio e mi passo mia figlia che stava assistendo a Vogherese-Juve. Mio nonno interista si rivoltò in un cimietro alpino e finì lì.
L'altro giorno, però, da Dechatlon passiamo accanto alle maglie dei calciatori. E ci sono ovviamente le tre casacche delle grandi a strisce. Le indico alla creatura e lei da brava commenta: "Sì, questa è la Juventus, questa è l'Inter, e questa è la Vogherese".
Crescere, ma lentamente
Ieri ho svegliato la creatura e appena le ho confermato che era il suo compleanno lei è balzata fuori dal letto. "Oggi, ho cinque anni. Allora vediamo se sono cresciuta" ed è andata a misurarsi con gli elementi.
Qualche ora dopo nel pomeriggio in auto, lei guardava fuori dal finestrino e quasi tra sé borbottava: "Ho cinque anni... ma non è cambiato niente..."
Cinque anni fa
A quest'ora ero nel turbine della neo paternità.
La creatura era al mondo da un paio d'ore e cominciava a pretendere attenzioni. Parecchie, pure troppe. Dai medici prima ancora che dai genitori.
L'ho allattata io per primo, dentro una culla spaziale in plexiglass, facendo rapporto a Lady Burp, "detenuta" in altra clinica. Un inizio col botto, insomma, cazzi amari. 15 gg di detenzione e un annetto di controlli. E di un'ansia sottile e bastarda che pranzava e cenava e dormiva con noi.
Oggi Alice compie 5 anni. E qui si tira fuori dal cassetto la lettera che scrissi ai colleghi al rientro al lavoro.
Già, perché allora non avevo un posto dove scrivere.
Né il dono della sintesi.
Nè la minima idea di cosa significasse essere genitore.
Alice 1.0 (25 febbraio 2002)
La piccola Alice ha deciso di dimostrare subito un certo carattere e una spiccata personalità. Ha scelto di sorprendere tutti proprio la notte di S. Valentino. Quella sera, mentre il babbo lavorava al computer, la mamma aveva guardato Incompreso, commuovendosi oltremodo. Evidentemente anche Alice ne era rimasta non poco colpita, tanto che poche ore dopo, con le sue lacrime ha aperto le acque.
(Lezione numero uno: mai lasciare una donna incinta al nono mese sola davanti a una fiction strappalacrime, ci fosse anche l’attore più fico del mondo.)
Non contenta di aver sbaragliato tutti i piani di famiglia (per non parlare dei turni dei ginecologi e degli anestesisti e di tutti i bei discorsi fatti sul parto indotto), Alice ha deciso di dettar legge fin da subito.
Con la scusa che si sentiva poco bene ha preteso un trattamento e delle attenzioni da vera primadonna. Innanzitutto dopo essersi guardata rapidamente intorno ha deciso che voleva un ospedale più grande. Poco dopo è apparso subito chiaro che non si sarebbe accontentata di una culla qualsiasi. Voleva una culla spaziale, in plexiglass con accanto tutta una batteria di graziosi apparecchietti elettronici: quello che fa plin, quello che fa boing, quello che si vede l’onda e il mitico sensore luminoso collegato al piedino che magari può venir buono anche più avanti in queste zone tanto nebbiose. Intorno alla culla spaziale ha poi preteso un costante andrivieni di medici e infermieri tutti compìti e indaffarati.
Dopodiché ha deciso che tutto questo per ora le bastava e si è messa a dormire tranquilla. Ma siccome si sa che gli esami non finiscono mai, ebbene Alice ha preteso che cominciassero subito (così si porta avanti, no?), e che fossero ripetuti e approfonditi. Nel frattempo lei ha preso a fare con regolarità proprio tutto quello che fanno i neonati: dorme, mangia e caga con impegno e assiduità costanti.
La piccola Alice è nata il giorno di S. Faustino, se non erro patrono dei single. Dubito che questa circostanza potrà scoraggiarne gli eventuali corteggiatori perché lei è bellissima. In questo somiglia in modo inquietante al suo papà che, nonostante l’attuale decadenza, ha un passato remoto di bimbo bellissimo. E alla sua mamma che è rimasta bellissima anche da grande.
A proposito di quel chiacchierone del suo papà, Alice gli ha strappato la promessa di mantenere un certo scaramantico velo di riserbo sui tempi della sua vacanza nell’ospedale grande.
Ieri, vedendola senza più troppi fili e priva pure dell’ormai consueto piedino luminoso, il suo papà ha deciso di tornare al lavoro e le ha promesso che non si sbilancerà in troppe previsioni o commenti e che rimanderà tutto quanto, compresa una bella sbornia, a quando lei arriverà a casa.
Vi ringrazio per tutte le domande che vorreste pormi, per tutti i lupi nelle cui bocche mi mandereste, per tutte le pacche sulle spalle che vorreste darmi.
Io non sarò loquacissimo, ma capitemi… non posso certo cominciare subito a non mantenere le promesse.
Buona giornata
Ma che anno è?
Si riuniscono questi e pure quelli. Pare il 1978.
Nel dubbio, stai shanti e passami il cilum.
Grazie.
MyMusic su mySpace
Besame mucho e ‘round midnight direi che non hanno bisogno di presentazioni.
Waltz for Bill è un mio vecchio omaggio a billevans.
Cinque pezzi agili è un montaggio di diverse atmosfere in parte elettroniche.
Clicca qui e buon ascolto, a domani.
Tra un piccione e un elefante, la scoperta di un teatro
Ieri pomeriggio sono andato a sentire un amico attore, Francesco Mastrandrea, che riportava in teatro un suo lavoro, il monologo "Il piccione".
Così ho scoperto che a Travacò c'è In scena veritas, una piccola associazione che promuove corsi e seminari, ha un suo cartellone di spettacoli e anche un suo spazio, accogliente, interessante. E quindi ve la segnalo e gli fo gli auguri a questi giovanotti qua.
Che tanto sono certo che li rivedrò presto, perché hanno in cartellone anche spettacoli per bambini.
Tra l'altro ieri Alice si è bevuta serenamente un'ora e rotti di monologo (divenrtente intendiamoci) in cambio del cioccolatino che le avevo promesso. E per fortuna che poi Francesco ha censurato le due ultime barzellette, altrimenti l'enorme pisello dell'elefante sull'arca sarebbe stato il tema di conversazione della cena e dei prossimi giorni.
Fare, insegnare, lettera, testamento
Da qualche mese ho un allievo di piano. Di solito quando mi chiedono di dare lezioni metto subito le mani avanti: no, grazie, non ho titoli e - soprattutto se si tratta di giovani - aggiungo che non voglio "rovinare" nessuno. Ai ragazzini, prima gli fate insegnare le regole. Poi casomai li mandate da me che gli confondo le idee.
Il fatto è che tutto quello che ho da dire sul piano jazz si può dire in 15 minuti. Pillole. Per il resto ne possiamo parlare - e volentieri - per mesi, ma il succo è lì. E infatti prima o poi lo faccio davvero un manuale di armonia di 3 cartelle e un manuale di improvvisazione di 2.
Quindi, dicevamo, come insegnante forse ho un concreto problema di marketing, non mi vendo granché bene, no no no. Ma va bene così.
Questo allievo che è un signore adulto e vaccinato mi ha detto: cioè perché mi sento consonante con quel mondo lì che viene fuori quando tu suoni liberamente. Come potevo negarmi?
Ma il discorso sull'insegnamento in realtà è più vasto. E me ne rendo conto tutti i giorni anche nel lavoro, bilateralmente, dal lato attivo e da quello passivo della "cattedra".
Ci sono persone che sanno fare, altre che sanno insegnare. Poche sanno fare entrambe le cose.
Ma suvvia: non è mai troppo tardi.
Cioè te che ne dici?
SpazioMusiCast n. 1
Bene, parafrasando quel tizio: "Il podcast è fatto. Ora bisogna fare i podfans".
Sì, sì, lo so che tecnicamente sulla pagina che lo ospita ci sono ancora da sistemare parecchie cose (il feed che non funzia e la pagina archivio dove andrà l'indice di ogni puntata). Ma quello lì non è il mio terreno.
Per intanto io son contento di averlo fatto, di aver rotto il ghiaccio. E con William (e la misteriosa voce femminile) stiamo lavorando al n. 2. Che ha già molti difetti in meno dell'uno. Quali? Scopritelo voi.
Coraggio allora: scaricateci, ascoltateci, criticateci, proponeteci, proponetevi.
È nato SpazioMusiCast, un audiomagazine da ascoltare online o da scaricare, che racconta le nostre novità, i personaggi e i concerti di SpazioMusica di Pavia.
Contiene interviste, canzoni, approfondimenti. Esce ogni venti giorni circa. Si scarica con un click. Buon ascolto.
Bentornato Bostik
A volte bisogna smettere di suonare. Per un po' dico. Perché poi al rientro puoi mandare delle email come questa. Che mi arriva dal mio bassista preferito.
cari amici,
dopo diciottomesi-diciotto di astinenza dai palchi più sozzi di provincia, torno a battere le orrende scene dell'underground. naturalmente riemergo sotto nickname "guiboss", nella "Guido Mazzon New Dada Tales Virtual Band - feat. guiboss".
Come primo concerto, tanto per scaldare i tendini, mi inserisco per qualche manciata di minuti in una serata di rock punk psiche etc con Zidima e Jerrinez, gruppi tosti della metropoli lombarda, al grido di "kontro le major".
non so che significhi, ma noi si suona del jazz, in fondo.
se vi va, più che altro ci si vede.
A Spaziomusica (via Faruffini - Pavia), giovedì 8 febbraio a partire dalle 22.
à bientot
guido
Ciò detto, dato che accade tutto stasera, scegliete voi:
- o al Malaika a sentire me e Luana in chiave jazz (qui a sinistra nella foto)
- o a SpazioMusica (dove comunque io capiterò a notte fonda dopo aver riaccompagnato a casa mia madre svolgente fuznioni di baby sitter).
Ci si vede in zona.
Ecco due (vecchie) amiche
Ho fatto un minimo di ordine qui nella colonna a destra, segando una serie di link ai giornali che avevano senso tipo tre anni fa, e inserendo due nuovi link nel blogroll.
Che sono loveisavirus e le cose che piacciono a me. Due amiche mie, di lunga e lunghissima data, la cui assenza nel blogroll era solo colpa della mia pigrizia.
Uhm... quel "di lunga e lunghissima data" segnala che non siete proprio delle squinzie di primo pelo...
Già. Come dite?
Ok correggo.
Due amiche mie, di lunga e lunghissima data, ma ancora appetitose e freschissime, la cui assenza nel blogroll era solo colpa della mia pigrizia.
Bene?
Piccolo concerto in vista
Nel centro di Pavia, accanto al cinema Corallo c’è un piccolo locale che si chiama Malaika. In queste settimane sta ospitando una piccola rassegna musicale di piccole formazioni blues e jazz.
Giovedì 8 febbraio, dopodomani, tocca a noi.
Con il nostro piccolo repertorio di standard e qualche pop song rivisitata, io, la mia piccola pianola e la piccola Luana ci esibiremo lì tra le 22 e le 24 circa.
Ditelo in giro, portate molti amici, preferibilmente di piccole dimensioni.
Ora vado in palestra. Ché se butto giù altri due kg magari ci entra uno spettatore in più.
Il cine muto a Spazio
Due cose al volo sulla serata cinema muto + musica istantanea dell'altra sera (v. qui sotto). Mancava solo una cosa: il folto pubblico. Ah, ma quei quattro gatti che c'erano li abbiamo inchiodati alle sedie e mandati a casa felici. Vero?
Anche se il merito principale è di mr Chaplin perché quel film è realmente un capolavoro e ogni volta ne scopri un pezzo nuovo. (C'è anche una scena con la cocaina dentro la saliera e noi sotto con un ritmone techno).
Quindi tutto bene. La serata diventa fissa un martedì al mese, il prossimo è il 27. Abbiamo un uomo guida che mastica celluloide e ci indica la via, muto o non muto, l'importante è che siano film belli e possibilmente di pubblico dominio. (Certo che io King Kong del '33, con l'audio a zero, lo musicherei di corsa...).
Il pubblico verrà.
Intanto per me è una gradissima libidine dell'anima aver trovato un gruppo di musici aperti e creativi che credevo fossero estinti dalle mie parti.
Ah già: il titolo della serata potrebbe essere Cinestesia. Che te ne pare?
Io, la mia pingue ignoranza e il guru Barry Sears
La prossima settimana rituale visita cardiologica di controllo. Stavolta con un nuovo doc, procuratomi da Lady Burp, un sostenitore della dieta a zona.
Sono ignorante e il doc mi ha mandato un suo plico da leggere. Spero che a parole si sappia spiegare meglio. E che mi dica entro le prime tre frasi perché si chiama così, "a zona". Poi magari è bellissima e funziona, intendiamoci.
Però io a calcio sono stato solo un ruvido stopper che andava sull'uomo. Quando andava bene pigliavo anche la palla ecco. E istintivamente anche a tavola sarei così. Infatti impinguo.
Ma poi nella zona, chi la fa la diagonale difensiva? Mia moglie quando chiude il frigo?
Opinioni? Consigli? Testimonianze?
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