Il tremore degli anelli
In Uk il giocattolo erotico è ormai sdoganato al punto tale che il suo spot passa in tv, seppure giustamente in orari "sicuri". Con qualche polemica al seguito.
Poi però capita che Mates, un concorrente di Durex elevi una nota di vibrante protesta accusando quest'ultima di avergli scopiazzato la creatività da un proprio spot virale.
Effettivamente i due spot - di un prodotto equivalente - hanno molto in comune. Ma che diamine: le strade della creatività (e della follia) sono infinite.
E questa qui era proprio la prima da percorrere. E quella buona. La promettente scatolina infiocchettata regalata al ristorante era posto dove qualunque creativo avrebbe pensato subito di piazzare l'anello.
Ops, scusate: prima li guardate, poi giudicate voi.
Mates Intensify, Durex Play.
UPDATE: il prodotto genera una certa curiosità, probabilmente sincera (e altrettanta confusione e pericoloso italico sperimentalismo). Anche se tra tutti quei commenti anonimi sarebbe facile infilarsi anche per un'azienda e alimentare la curiosità medesima. Tipo: "L'ho provato anche come braccialetto: è strafiko e non ce l'ha nessuno, ciao Giusy82"
Ah, poi Steven non era uno sporco maiale
A New York, nello scorso luglio, Emily scopre il tradimento del marito, lo sbugiarda con un video sul proprio blog e lo umilia con una maxi affissione pagati coi risparmi comuni.
Ce la siamo bevuta? Chi più chi meno sì.
Poi è bastato chiedere alle persone ben inforrmate (in questo caso Markettara di disruption) per sapere la verità, qui nararta da Tanuki. Cioè che si trattava del lancio di un nuovo reality.
spot tv: Quiet Please!
Il pcup sulla Base Lunare Alfa
Era tempo che volevo segnalare il sito di Quiet please!
Perché è bello lui, il sito (con un archivione di spot e di musiche utilizzate in pubblicità) e perché sono bravi loro.
A Quiet Please! si compone o si sceglie il commento musicale per gran parte degli spot prodotti in Italia. E queste cose le sapevo già.
Oggi però questa segnalazione la faccio ancor più volentieri perché ci sono stato a Quiet please!.
Ora, vedete, io sono un piccolo umile copy di provincia, un pcup appunto, e sono un musico da osteria più che da grande studio. Quindi quando mi capita di uscire dal mio piccolo mondo e metter piede in quello più grande della metropoli, dei grandi professionisti e dei luoghi importanti dell’advertising, insomma talvolta mi capita di spalancare gli occhioni, fare oohh e pensare cazzarola.
L’altro giorno ho lavorato in uno studio galattico (pareva
Che dire? Mi auguro di tornarci presto.