filastroccola 2006: fiori d'artificio 1
Farfiore o Fioralla?
Una fata dentro a un fiore
aspettava il grande amore.
Passa un ragno col costume
va allo stagno a farsi il bagno.
Passa un’ape e poi una mosca
ma la fata sta nascosta.
Giunge infine una farfalla
mezza rossa e mezza gialla.
Ecco allora che dal fiore
della fata spunta il viso,
ha il profumo dell’amore
e uno splendido sorriso.
La farfalla si innamora
e si sposano entro un’ora.
Ora vivono felici
con gli insetti per amici.
Così uniti dall’amore
da confondere la gente.
Sembra un fiore con le ali…
o è un incrocio di animali?
È un farfiore o una fioralla
quella cosa rossa e gialla?
È fioralla oppur farfiore?
Non importa: è un grande amore.
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Seguirà altra filastrocca un poco più trasgressiva.
E illustrazioni che la creatura mi ha promesso giusto stamattina.
dal paese delle meraviglie
Gita al Bookfair di Bologna
L’altro giorno sono sceso a Bologna a visitare Bookfair. Io che senza alcuna fatica mi perdo tra gli scaffali della libreria dei ragazzi in una pausa pranzo, io a Bologna mi sono perso per ore tra i libri di tutto il mondo.
Roba da desiderare di avere 3 4 anni e di ricominciare a imparare il mondo da lì, da tutti quei libri lì.
Roba da desiderare di conoscere tutte le lingue del mondo. Ma non bene bene. Come un bimbo di 6 o 7 anni. Giusto per calarsi dentro un libro finlandese o giapponese o polacco.
Roba da convincersi che nella prossima vita farò l’illustratore.
Le cose che ho imparato a Bologna, al Bookfair
Bagaglio leggero perché tanto torni con una borsa piena di cataloghi e altro.
Prossima volta: prima il giro agli stand internazionali. Poi ai nazionali, dove di solito la borsa lievita.
Che quando nella prossima vita farò l’illustratore forse mi toccherà venir qui anche io a questuare una qualche attenzione, io e la mia cartellona nera piena di disegni.
Oppure esporrò nell’apposita bacheca incasinatissima e coloratissima.
Che molti editori quando chiedi “posso mandarvi dei testi, delle storie?” hanno già la risposta pronta e ti allungano un foglio con tutte le istruzioni tutte.
Le cose che ho scoperto a Bologna, al Bookfair
In realtà le scoprirò man mano che frugo nella borsata di materiale che mi son portato a casa.
Le prime tre cose che mi incuriosiscono moltissimo sono:
Uno dei libri premiati: si chiama Jazz ABZ, di Winton Marsalis e Paul Rogers. La storia del jazz raccontata attraverso i suoi personaggi, uno per ogni lettera dell’alfabeto, con piccole storie (una per genere, intonato al musicista), illustrazioni capolavoro e un’appendice informativa sui musicisti. Chissà se qualcuno compra i diritti per l’Italia.
Si chiama FuoriLegge – La lettura bandita, una rivista trimestrale “Per leggere e far leggere” fatta dalle parti di Modena. Grande spazio ai ragazzi lettori, con recensioni, lettere, interviste e soprattutto la costruzione di “avamposti” di lettura in giro per il paese: una libreria illuminata, la biblioteca di una scuola.
(Leggo un botta e risposta su 3msc e ne capisco di più di quanto letto in giro sulla stampa generalista. Capisco anche che 3msc è Tre metri sopra il cielo.)
Fuori Legge è graficamente ricco, molto curato, con testi e idee mai banali. La sensazione di una cosa fatta con passione. Domani mi abbono che costa poco (15 €) e prima o poi gli chiedo come si fa a dargli una mano.
Allo stand di Andersen, scopro i “Quaderni di Barbara – Quelli che fanno i libri per i piccoli, quando erano piccoli. Una collana che raccoglie i ricordi d’infanzia di scrittori, illustratori ed editori italiani per ragazzi”. L’idea già così è bella, ma il mezzo utilizzato ancor di più. Hai presente il classico quaderno delle elementari dei nostri genitori, copertina nera e nessun fronzolo? Ecco quello lì. Ce ne sono sei. Tutti col loro errore ortografico nel titolo. Io ho preso “Il mio primo battiquore”. Dentro c’è chi si è innamorato del lattaio a cavallo, chi regalava all’amata versi di Gozzano e chi impazziva d’amore per la signorina della colonia. E queste storie hanno tutte un buon sapore.
Le cose che mi succedono sempre a Bologna, alla stazione
Che se mi metto a leggere la lapide e mi concentro sui cognomi e sulle parentele e sulle età e provo a pensare ai volti, arrivo nemmeno a metà della prima colonna, leggo “Angela Fresu, anni