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Utente: burp
Nome: Zio Burp
Questo blog non è in vendita. Il suo titolare, invece, si vende molto volentieri. Zio Burp, fuori di qui si fa chiamare Cristiano Callegari. Si occupa di creatività e di scrittura: lavora con le idee e con le parole. Chiamatela come volete: copywriting, business writing, web writing, fuffa writing. Purché di writing si tratti. Questo blog qui ci ha i lavori in corso. Oggi fa un po' schifo e peggiorerà fino a rinascere mirabile dalle proprie webceneri.

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mercoledì, luglio 11, 2007

Chi ha preso un granchio qui?
Metti che vai a mangiare fuori e si verifica un equivoco con il ristoratore per cui ti girano i maroni. Se non era per una risposta maleducata magari ti passava anche. Invece no e sul tuo blog personale, ci fai un post.

Seguono una sessantina di commenti in cui succede molto di più che in 3 stagioni complete di una qualunque sit com.


postato da: burp alle ore 11/07/2007 12:48 | link | commenti (6)
categorie: blog, comunicazione, aziende
venerdì, maggio 11, 2007

Del (nuovo) consumatore
e del suo (nuovo) potere
sul (nuovo) web

Oggi mattina e pomeriggio al convegno promosso da Digital PR che presentava l'annuale ricerca "di che parlano gli italiani sul web".  Ero in compagnia di Suzukimaruti e Lele Dainesi, gente vispa, dita grosse e cervello fino, che si era pure in qualche modo attrezzata per bloggare e twittare (twittare?) da lì.

Bella giornata densa e piena. Che doveva culminare in un aperitivo milanese ma non ce l'ho fatta e il Sir e la compagnia movida mi comprenderanno.
Ora butto qui dentro le mie impressioni sparse, vi rimando ai loro post e soprattutto nei prossimi giorni alla pubblicazione integrale di tutte le slide a cura di Digital PR.

Le presentazioni più efficaci a cura di Joel Céré e di Marco Montemagno: a parte i contenuti, indiscutibili e ben calibrati (v. in dettaglio Lele), c’erano idee, modalità, ganci, un sacco di roba da rubare, mi ci applicherò.
La meno efficace quella di Factiva. E spiace perché è un gran bel prodotto. Però presentato assai maluccio e con superficialità, almeno in questa occasione.
Ho avuto due serissimi attacchi di Crusca udendo e poi vedendo scritti i termini “favorevolezza” e “monitorizzare”.

Doretta82 è un caso umano. Anzi no, disumano. E' l'avatar di MSN, una ragazzotta sbarazzina che  ti guida nelle ricerche. Un robot con sembianze femminili, però a prima vista senza un briciolo della grazia e del fascino di una Ms Dewey per dire, che chatta con te in presa diretta. Ora intendiamoci: siamo tutti avvezzi ormai a parlare con uno schermo gelido dietro il quale c'è un'essere umano. Chi di noi ha già una Second Life usa un robottino per interagire con un altro robottino, manovrato però da un umano. Mi sfugge completamente, ma MSN dice che è un successo, il gusto di una chiacchierata con un robot che si finge un essere umano, anche se di gradevole aspetto e di indole simpatica e sbarazzina. Poi Doretta ha anche un suo blog, in cui evidentemente la mano umana c'è, ma scusami Doretta ma non posso scrivere solo di te.

Toni Muzi Falconi intanto mi ha messo una pulce. Il senso è ok ok è vero che continuiamo a dire che le attività losche e mimetiche sui consumer generated media (blog e forum e newsgroup insomma) non funzionano perché se ti sgamano c’è la gogna. Ma noi che ne sappiamo poi di quelli che non bengono sgamati? Il concetto di “cifra nera” insomma di criminologica memoria.

Gabetti è entrata con successo in Second Life. Una bella case history, assai ben raccontata, sulla quale ritorno magari nei prossimi giorni dopo aver posto un paio di ulteriori domande ai relatori (mi incuriosisce il ruolo dei loro avatar, veri dipendenti dell’azienda, correttamente scelti tra i più vocati ad avere una seconda vita e che ora si sbattono in questo mondo e in quell’altro. E in fusi orari diversi). Comunque rispetto a tante pinzillacchere che sbarcano in SL qui il senso è semplice e chiaro: SL è un mondo da costruire, Gabetti costruisce e vende. In entrambi i mondi. Datele torto.

E poi ho scoperto che sul web si parla anche di macchine agricole. Basta saper andare a cercare dove e come.

Quelli che bravo è un’altra bella storia (con dietro il gran lavoro di Marco Massarotto) di corporate blogging che funziona. O forse sarebbe il caso di dire che ha funzionato. Perché era legato a un lancio di prodotto. E ora? Che si fa? Si chiude? Già, bella domanda: come si chiude un blog così? O lo si evolve e lo si ingloba in un altrove più capiente?

Di Samsung e della buona blogdisposizione di Andrea Andreutti già sapevamo e commentammo. Ci ha fatto piacere conoscere anche la persona, ragionarci insieme anche di virtuose trasparenze e apprendere che dopo lunga e dubbiosa disputa interna hanno finalmente aperto i commenti.

E con Zeno, il blogger di casa, si è fatta infine un’ultima gitarella defatigante in youtube a vedere cosa combinano le aziende o i consumatori in loro vece.

Platea strapiena, almeno 200 persone, a parte noi tre direi tutto marketing e comunicazione aziende. Ottima organizzazione, cappello, con due sole pecche: l’assenza di wifi e la presenza del caffè americano. Chiedo espressamente che in futuro si provveda, diamine.

Ok, si è fatto tardi, tanto se ne riparlapresto, qui e altrove.


postato da: burp alle ore 11/05/2007 01:16 | link | commenti (7)
categorie: blog, , aziende, corporate blogging, digital pr