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Utente: burp
Nome: Zio Burp
Questo blog non è in vendita. Il suo titolare, invece, si vende molto volentieri. Zio Burp, fuori di qui si fa chiamare Cristiano Callegari. Si occupa di creatività e di scrittura: lavora con le idee e con le parole. Chiamatela come volete: copywriting, business writing, web writing, fuffa writing. Purché di writing si tratti. Questo blog qui ci ha i lavori in corso. Oggi fa un po' schifo e peggiorerà fino a rinascere mirabile dalle proprie webceneri.

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mercoledì, agosto 08, 2007

Uno che è trino, spiegarlo è un casino
Alla creatura è sbocciata forte la passione per miti e leggende. Un paio di libri illustrati, qualche buon imbastimento orale e via, galoppando tra poeti ciechi, eroi (quasi) immortali, cavalli di legno, sirene, ciclopi, vasi, cerberi, inferi, e tutto quel fantastico corredo di storie che anche noi adulti privi di solidi studi classici riscopriamo e apprezziamo vieppiù. (Parentesi: dalla nebbia delle medie affiora l'ora di "epica", che non ho mai capito a cosa servisse se non a colorare con la tratto pen rossa gli scudi e le lance dei guerrieri. Vi risulta l'ora di "epica"? Se avessi ascoltato dite che mi sentirei meno gnurante?).

Dicevamo, un corredo di bla bla bla e soprattutto di litigiosi e fascinosi dei dell'Olimpo, organizzati per competenze un po' come una compagine governativa, mica come noi ora che ne abbiamo uno solo che, poveretto, evidentemente fa fatica a star dietro a tutto.

Mosso da questa consapevolezza, faccio notare la cosa alla creatura e gravemente m'ingarbuglio.
- Pensa, gli antichi greci avevano tutti questi dei e noi invece ne abbiamo uno solo.
- Gesù.
- No, suo papà. (pensare prima di parlare no eh?)
- ...vuoi dire Giuseppe?
- No stella... l'altro.
- Vuoi dire che Gesù aveva due papà? (lo dice alzando un sopracciglio come quando dubita fortemente di me che sovente le racconto un sacco di cose buffe, cazzate insomma).
- Ehm... in un certo senso...
- Papi guarda che io il presepe l'ho fatto già tre volte e c'è solo Sangiuseppe (questo lo dice sbuffando come quando sa di potermi dimostrare che dico cazzate).
- Ok, sì hai ragione tu, Gesù. Comunque 'ste cose poi te le spiega suor Rita (magari invece del corso di teatro).



postato da: burp alle ore 08/08/2007 14:43 | link | commenti (7)
categorie: bambini, storia, fiabe
venerdì, luglio 27, 2007

Le truppe vespucciane sono sbarcate in Normandia
La superpotenza vespucciana ha conquistato lo spazio
Eccetera

ZB: E così lui ha capito che quella terra non era l'India come credeva il suo collega Cristoforo Colombo che l'aveva scoperta, ma una terra nuova che nessuno conosceva.
Creatura: E poi?
ZB: E così ha deciso di dargli il suo nome. Lui si chiamava Amerigo Vespucci e l'ha chiamata America.
Creatura: Ma non poteva chiamarla Vespuccia?
ZB: ... Mhm sì forse poteva. Certo tutta la storia avrebbe avuto un suono diverso.


postato da: burp alle ore 27/07/2007 14:21 | link | commenti (2)
categorie: bambini, storia
domenica, giugno 24, 2007

Auguri col due di picche incorporato

"Papi, ho fatto il disegno per il biglietto del regalo di Federico.
Lui mi vuole sposare e io no. Così gli ho fatto il disegno di noi due e in mezzo ho messo un cuore. Però cancellato."


postato da: burp alle ore 24/06/2007 19:14 | link | commenti (8)
categorie: bambini

Cose strane dal mondo
"Papi papi lo sai che c'è un paese che mangiano la cacca di antilope e poi la sputano e chi la sputa più lontano vince una mentina e un bacio?"

Allevo una piccola perfetta testimonial di National Geographic Channel.




postato da: burp alle ore 24/06/2007 12:49 | link | commenti
categorie: bambini, animali, tv
venerdì, giugno 22, 2007

Un mondo non basta?



















postato da: burp alle ore 22/06/2007 10:08 | link | commenti (7)
categorie: bambini, second life
martedì, giugno 19, 2007

Insonnie di genitore
Stanotte ho incocciato Melissa P. Io ero in mutande sul divano. Lei su Sky. Non avevo sonno e le ho dato un'occhiata. 
...
Poi quella scena. Con Melissa a cavalcioni di quell'affare e la sua amica dietro che le dice: "Dai sei fortissima..."
...
Pensavo a mia figlia.
Che cresce.
Come farò.
Quando lei chiederà, vorrà, uscirà.
Come farò.
...
Come.
...
Le dirò la verità.
No no e poi no il motorino no perché mi fa paura e poi non ci so neppure andare sopra io come diavolo faccio a insegnarti?



postato da: burp alle ore 19/06/2007 16:33 | link | commenti (4)
categorie: bambini
giovedì, giugno 07, 2007

Paesaggio pedonale
Creatura: ... quindi posso sgridare la nonna se lo fa ancora?
ZB: Certo, devi.
Creatura: Ma perché?
ZB: Perché è pericoloso fuori dalle strisce. E poi se il vigile vi vede vi dà la multa. Le strisce pedonali sono fatte apposta per attraversare perché lì le macchine vanno più piano.
Creatura: Perché non le mettono dappertutto?
...
Creatura: Mamma, dove va il papi?
Lady Burp: A scriversi questa cosa che hai detto sul suo librettino degli appunti così non se la dimentica.


postato da: burp alle ore 07/06/2007 01:03 | link | commenti (1)
categorie: bambini
mercoledì, maggio 30, 2007

Il marketing dell'asilo ("Cara la mia suora" reloaded)
Ohi ci ha una bella faccia tosta lei, cara la mia suora, che mi viene a chiedere a me dei consigli su come fare pubblicità all'asilo, già, ora che si paventa un calo delle iscrizioni. Che io non posso risponderle, cara la mia suora, lo metta su youtube l'asilo. O ne apra uno in Second Life. No, non usa ancora. Che poi alla fine ho capito, cara la mia suora, dove mi voleva arrivare. Da capo. Sì vabbè che faccio questo lavoro, la pubblicità, no cosa c'entrano le fiabe scusi? Ah l'editoria sì già (e chi l'ha mai vista quella vera?). Dunque cara la mia suora, mi mostri il volantino, sì mi pare che ci sia tutto. Dove lo mettiamo dice?  Momento. Ma cara la mia suora, ma qui casca l'asino. Ma quando un prodotto non tira più come prima, la prima cosa da fare è cercare di capire perché la gente non lo compra. Non investire in pubblicità, giusto? E allora cara la mia suora, mi dica lei cos'è che fa pubblicità a un asilo? La tv? Internet? Le affissioni? No sorella. Il passaparola. Come crede che ci sia arrivato io qui? Che tre anni fa questo era un signor asilo, con maestre esperte e una didattica aperta. Senza ingerenze, non so se mi legge il labiale, cara la mia suora: in-ge-.ren.ze. Ohi, sarà anche un caso, ma da quando mi è tornata lei a dirigerlo questo asilo, le insegnanti sono scappate, quelle storiche, il corso di teatro sparito, la didattica la decide lei, cara la mia suora. E le iscrizioni sono calate.
Chi conosco io? No, alla Provincia Pavese no, perché? Cara la mia suora, ma lei se paga può uscire anche sul Corriere... ma ci vuole il grano, gli sghei, i dobloni.
Come dice? Dove lo mettiamo il volantino? Ma siete un asilo cattolico no? Allora nelle parrocchie, nelle chiese, negli oratori. E poi ho visto pubblicità di asili dai ginecologi, al parco giochi, in pediatria, nei negozi di giocattoli e via dicendo.

Insomma, cara la mia suora, siete la Chiesa Cattolica, santiddio, chi sono io per darvi consigli di marketing?


postato da: burp alle ore 30/05/2007 01:35 | link | commenti (3)
categorie: bambini, scuola, marketing, asilo
venerdì, maggio 18, 2007

How deep is your love?
Ok con la creatura è finito il tempo in cui mi voleva sposare. Ma continua quello delle dichiarazioni d’amore (specie quando deve ottenere qualcosa ma vabbè, è furba e poi un minimo di negoziazione del sentimento le servirà anche da adulta).
Ora, siccome io so che tempo qualche anno queste dichiarazioni andranno allo Scamarcio-Step di turno, io se permettete queste me le godo. In particolare quelle della buonanotte che non hanno secondi fini. E che possono generare nella stessa sessione:
- inattese svolte creative e poetiche.
Papi, ti voglio bene come una scala che comincia e che non finisce.
- iperboli.
Anzi una scala che va su su in alto fino all’angolo della fine dello spazio.
- Dubbi astrofisici.
Ma lo spazio è rotondo o quadrato?
- su cui è possibile costruire: “Non si sa, Ali, lo devono ancora scoprire. Magari è…”
Papi, magari è una mappa.
- Una mappa?
Sì, che ci sono dei giganti che giocano al gioco dell’oca.
- Dici?
Sì, e noi siamo le pedine.
- ...


postato da: burp alle ore 18/05/2007 14:48 | link | commenti (3)
categorie: bambini
martedì, maggio 08, 2007

Schifo e fastidio
Cosa cazzo è successo a Rignano Flaminio non si sa. Gli "interrogatori" dei genitori ai propri bambini, letti sul giornale suonano terribili. Per i contenuti soprattutto, per le parole, perché è difficile immaginarsi quanta enorme ansia c'è dietro. Nella recita audio orchestrata da Matrix  però, con doppiatori adulti che si sforzano di imitare il ritmo capriccioso di un bimbo di 4 anni interrogato e incalzato in quel modo, diventano tragicamente fastidiosi.
Le recite delle telefonate di Moggi facevano ridere. Queste fanno schifo.


postato da: burp alle ore 08/05/2007 00:51 | link | commenti (1)
categorie: bambini
venerdì, maggio 04, 2007

Blogconsigli di lettura per mamme (e per babbi)
Ok quando stavi per partorire ti ho consigliato i blog di alcune mamme che avevano un dono non comune: la leggerezza e l'intensità nel saper raccontare il loro quotidiano ruolo di mamme appunto. (Tutta roba interessante anche per un babbo dico.)
Ed erano, in ordine sparso: LaVale, Lisagialla, Gaia e Severine.

Ora ecco quel consiglio resta valido. Anche se non stai per partorire, anche se non sei nemmeno genitore.
Ché poi ora LaVale scrive su microblogiallo e sta trasformando il suo (ex) blog in uno spazio collettivo aperto a genitori scriventi. Tipo me, forse.


postato da: burp alle ore 04/05/2007 17:17 | link | commenti (6)
categorie: bambini, genitori
lunedì, aprile 30, 2007

Omumbo rombonga
È la parola chiave de “Il sogno di tartaruga”, la fiaba africana che abbiamo visto in scena qualche giorno fa. Solo un attore e due musicisti sul palco: bellissimo, gran ritmo, gran suono, strumenti "etnici", prima suonati e poi raccontati ai bambini. Bravi bravissimi davvero questi ragazzi de “Il baule volante”.

In scena la parola viene ripetuta una cinquantina di volte, ma già un’ora dopo lo spettacolo non riuscivo più a ritrovarla. Poi devo averla sognata, insomma ieri mattina mi sono appisolato al sole e al risveglio la sapevo.
Omumbo rombonga.
E quando l’ho pronunciata forte, ho visto alzarsi diverse teste. La creatura, un cane, un gabbiano e due formiche.



postato da: burp alle ore 30/04/2007 10:54 | link | commenti
categorie: bambini, fiabe
martedì, aprile 17, 2007

Aria condizionale
- Papi ma tu lo sai che scarpe aveva oggi Federico?
- No, quali?
- Aveva le scarpe coi buchi! Che sono quelle che - se soffi - respira la calza e anche il piede.


postato da: burp alle ore 17/04/2007 10:17 | link | commenti (4)
categorie: bambini
sabato, marzo 10, 2007

La minestra magica
- Creatura: Ma mamma... ancora minestra...
- Lady Burp: Sì, tesoro, ma questa è quella con l'ingrediente magico...
- ZB: Glom, slurp, ottima.
- Creatura: Magico?
- Lady Burp: Sì, che da grandi fa diventare le bambine principesse e i bambini dei principi.
- ZB: Sqqqlllug, sbaf, yum.
- Lady Burp: Guarda al papi come piace, lui la mangiava sempre... anche da bambino.
- Creatura: Sì. E la nonna però si dimenticava sempre l'ingrediente magico.



postato da: burp alle ore 10/03/2007 15:06 | link | commenti (6)
categorie: bambini
venerdì, febbraio 16, 2007

Crescere, ma lentamente
Ieri ho svegliato la creatura e appena le ho confermato che era il suo compleanno lei è balzata fuori dal letto. "Oggi, ho cinque anni. Allora vediamo se sono cresciuta" ed è andata a misurarsi con gli elementi.
Qualche ora dopo nel pomeriggio in auto, lei guardava fuori dal finestrino e quasi tra sé borbottava: "Ho cinque anni... ma non è cambiato niente..."


postato da: burp alle ore 16/02/2007 08:48 | link | commenti (2)
categorie: bambini
giovedì, febbraio 15, 2007

Cinque anni fa
Ali al telA quest'ora ero nel turbine della neo paternità.
La creatura era al mondo da un paio d'ore e cominciava a pretendere attenzioni. Parecchie, pure troppe. Dai medici prima ancora che dai genitori.
L'ho allattata io per primo, dentro una culla spaziale in plexiglass, facendo rapporto a Lady Burp, "detenuta" in altra clinica. Un inizio col botto, insomma, cazzi amari. 15 gg di detenzione e un annetto di controlli. E di un'ansia sottile e bastarda che pranzava e cenava e dormiva con noi.
Oggi Alice compie 5 anni. E qui si tira fuori dal cassetto la lettera che scrissi ai colleghi al rientro al lavoro.
Già, perché allora non avevo un posto dove scrivere.
Né il dono della sintesi.
Nè la minima idea di cosa significasse essere genitore.


Alice 1.0 (25 febbraio 2002)
La piccola Alice ha deciso di dimostrare subito un certo carattere e una spiccata personalità. Ha scelto di sorprendere tutti proprio la notte di S. Valentino. Quella sera, mentre il babbo lavorava al computer, la mamma aveva guardato Incompreso, commuovendosi oltremodo. Evidentemente anche Alice ne era rimasta non poco colpita, tanto che poche ore dopo, con le sue lacrime ha aperto le acque.
(Lezione numero uno: mai lasciare una donna incinta al nono mese sola davanti a una fiction strappalacrime, ci fosse anche l’attore più fico del mondo.)

Non contenta di aver sbaragliato tutti i piani di famiglia (per non parlare dei turni dei ginecologi e degli anestesisti e di tutti i bei discorsi fatti sul parto indotto), Alice ha deciso di dettar legge fin da subito.
Con la scusa che si sentiva poco bene ha preteso un trattamento e delle attenzioni da vera primadonna. Innanzitutto dopo essersi guardata rapidamente intorno ha deciso che voleva un ospedale più grande. Poco dopo è apparso subito chiaro che non si sarebbe accontentata di una culla qualsiasi. Voleva una culla spaziale, in plexiglass con accanto tutta una batteria di graziosi apparecchietti elettronici: quello che fa plin, quello che fa boing, quello che si vede l’onda e il mitico sensore luminoso collegato al piedino che magari può venir buono anche più avanti in queste zone tanto nebbiose. Intorno alla culla spaziale ha poi preteso un costante andrivieni di medici e infermieri tutti compìti e indaffarati.
Dopodiché ha deciso che tutto questo per ora le bastava e si è messa a dormire tranquilla. Ma siccome si sa che gli esami non finiscono mai, ebbene Alice ha preteso che cominciassero subito (così si porta avanti, no?), e che fossero ripetuti e approfonditi. Nel frattempo lei ha preso a fare con regolarità proprio tutto quello che fanno i neonati: dorme, mangia e caga con impegno e assiduità costanti.

La piccola Alice è nata il giorno di S. Faustino, se non erro patrono dei single. Dubito che questa circostanza potrà scoraggiarne gli eventuali corteggiatori perché lei è bellissima. In questo somiglia in modo inquietante al suo papà che, nonostante l’attuale decadenza, ha un passato remoto di bimbo bellissimo. E alla sua mamma che è rimasta bellissima anche da grande.

A proposito di quel chiacchierone del suo papà, Alice gli ha strappato la promessa di mantenere un certo scaramantico velo di riserbo sui tempi della sua vacanza nell’ospedale grande.
Ieri, vedendola senza più troppi fili e priva pure dell’ormai consueto piedino luminoso, il suo papà ha deciso di tornare al lavoro e le ha promesso che non si sbilancerà in troppe previsioni o commenti e che rimanderà tutto quanto, compresa una bella sbornia, a quando lei arriverà a casa.
Vi ringrazio per tutte le domande che vorreste pormi, per tutti i lupi nelle cui bocche mi mandereste, per tutte le pacche sulle spalle che vorreste darmi.
Io non sarò loquacissimo, ma capitemi… non posso certo cominciare subito a non mantenere le promesse.

Buona giornata


postato da: burp alle ore 15/02/2007 11:34 | link | commenti (9)
categorie: bambini, paternità
giovedì, gennaio 11, 2007

Leggi qui, aiuto!
Il mio "racconto stregato" è stato testato con ottimi risultati su alcuni bimbi lettori
. Ieri ho ricevuto questa mail (di una mamma che personalmente non conosco ma che legge il blog), che per me è una grandissima, bellissima soddisfazione.
Sia perché è accaduto esattamente quel che speravo accadesse, sia perché in fondo vi si dimostra di nuovo che "le favole sono vere"
.
Col consenso di Sabrina, imbrodandomi - i know - di giuggiole, ecco la sua mail.

ciao zio, dopo averti richiesto il racconto stregato per email (grazie!) e naturalmente dopo averlo letto (geniale!) ho fatto l’esperimento che mi hai chiesto. L’ho fatto "casualmente" trovare a mia figlia Alice, anni 11. Gliel'ho lasciato sul tappeto della sua camera e quando mi ha chiesto cos'era , con la faccia di tolla che in alcune occasioni mi contraddistingue, ho fatto spallucce ed asserito di non averlo mai visto in vita mia.
dopo di che me ne sono andata tranquillamente a farmi la doccia, dopo due minuti Alice mi fa da dietro la porta "ehi, ma fa paura sto racconto" e io "perchè?" e lei "mah...."
dopo 10 minuti Alice entra in bagno con la faccia bianca come se avesse visto un fantasma (eh) mi tende il racconto e mi fa con un fil di voce "leggi" ed esce velocemente.
dopo altri 10 minuti esco dal bagno e la trovo seduta sul mio letto, immobile, con lo sguardo fisso nel vuoto, la faccia ancor più bianca di prima, mi guarda con due occhi che le mangiano quasi tutta la faccia e mi fa "l'hai letto?" - "si si" - "ma tutto fino in fondo?" io le dico di si, allora sgrana ancor di più gli occhi (e si che non sembrava possibile) "ma fino alla fine?" ... zio, non ce l'ho più fatta: sono scoppiata a ridere, le ho spiegato il mio "scherzo" e poi le ho chiesto se si era spaventata davvero, e lei "si, sembrava tutto vero, ero qui che aspettavo che succedesse e mi guardavo sperando che non succedesse" poverina, era parecchio terrorizzata!!!
poi le ho spiegato che l'avevi scritto tu, quello che aveva scritto anche "i due piedini", e che era stato in gara per un concorso, allora Alice mi fa "e ha vinto?" - "no, non ha vinto" - e lei "per forza! i giudici non avranno avuto coraggio di leggerlo fino in fondo!"
ah, beata innocenza da undicenne!
ciao, grazie ancora, se ne scrvi  altri noi li leggiamo
Sabrina

UPDATE: dato che a distanza di giorni mi rendo conto che manca chiarezza su una cosa, la specifico meglio: il racconto non è pubblicato su questo blog. Ma è disponibile. Ve lo spedisco io se me lo chiedete in mail. Tutto chiaro ora?


postato da: burp alle ore 11/01/2007 13:57 | link | commenti (7)
categorie: bambini, racconto, fiabe
lunedì, dicembre 11, 2006

Chi è che porta i pantaloni
Ieri alle 19.21 dal seggiolino posteriore della bici, mia figlia chiede: "Papi, ma perché tu non piangi quando la mamma ti sgrida?"

E io penso al seguente dialogo in un film di Woody Allen, ora non ricordo il titolo.
Bambino: Papà ma in casa chi comanda tu o la mamma?
Babbo (Woody): Come sarebbe chi comanda? Io comando. La mamma prende le decisioni.


postato da: burp alle ore 11/12/2006 09:17 | link | commenti
categorie: bambini
mercoledì, ottobre 25, 2006

Papi perché n. 2
Queste avranno a occhio quasi un anno e stavano disperse in un file titolato Post da fare, gennaio 2006.

Evasioni intergalattiche
- Papi, ma cosa c’è sopra lo spazio?

- Eh? Cosa?
- Ho det-to co-sa c’è so-pra lo spa-zio?
- Eh… quello lo devono scoprire i marziani.
- Sì, è vero.
- A nanna ora dai.
- Se eravamo marziani potevamo scoprirlo noi.

 

Come nascono i bambini (#1)

- Papi, ma il bambino quando esce dalla pancia di una mamma fa un grosso bucone?

- Ah guarda questo è proprio un segreto che lo sanno solo le mamme e i dottori. E tu lo saprai quando da grande sarai mamma.
- No io da grande farò la principessa. Però dopo che mi sposo nascerò anche io un bambino. Però ci vuole tantissimi giorni eh.


Se gradite il genere, allora visitate Frasistoriche.
A proposito: grazie a quelli che arrivano qui passando di lì.


postato da: burp alle ore 25/10/2006 13:36 | link | commenti
categorie: bambini
giovedì, settembre 21, 2006

Ubi Disney, Shakespeare cessat
Aristogatti coverCreatura: Papipapipapi, ma Verona è una città?
ZB: Sì, certo. Ma il nome dovresti ricordartelo. Ti ricordi che la nonna ti leggeva una storia che si svolgeva proprio lì, a Verona. (Penso alla riduzione di Romeo e Giulietta firmata da Roberto Piumini)
Creatura: Una storia?
ZB: Sì. Una storia d'amore. Quella di Romeo e...
Creatura: ...e?
ZB: Romeo e...
Creatura: Romeo e Duchessa!









postato da: burp alle ore 21/09/2006 13:41 | link | commenti (1)
categorie: bambini, cartoni
venerdì, settembre 15, 2006

Papillon a pois, fortunato chi ce l'ha
Papillon a pois
















Soundtrack immaginario: Farfalle, Domenico Modugno.


postato da: burp alle ore 15/09/2006 17:33 | link | commenti
categorie: bambini
giovedì, settembre 07, 2006

Pinostrofa o Filastrocchio?
"Qui comincia aprite l'occhio / l'avventura di Pinocchio".
Così comincia la riscrittura in versi (qui c'è tutta la storia dell'opera più la rava e la fava) che Rodari fece del testo collodiano, corredato poi dalle illustrazioni del Verdini.
Quando ho trovato questo libro nella biblioteca sperduta sui monti ho capito subito che ci avrebbe fatto compagnia per mezza vacanza. E che l'avrei aggiunto alla lista di cose pinocchiesche già prodotte qui e qui.
Ma ancora non sapevo che al ritorno a Pavia, proprio Pinocchio sarebbe stato protagonista dello spettacolo in piazza del Carmine del Teatro della Tosse, di cui da tempo qui si è ammiratori.
E si potrebbe pure partecipare o rilanciare il concorso del blog della Tosse, Tira fuori il Pinocchio che è in te... Qual è la bugia più grossa che hai sparato o ascoltato? (Quelle dei politici sono va da sé fuori concorso).

Pinocchio della Tosse
Pinocchio cammina cammina...
ore 20.30, oggi, domani e dopodomani, a Pavia.
Ci si vede.








postato da: burp alle ore 07/09/2006 08:28 | link | commenti (2)
categorie: bambini, fiabe, pavia, filastrocca, pinocchio, rodari, teatro della tosse
mercoledì, agosto 09, 2006

Cuccureddu Educational 
Come ormai è ben noto, la “storia di Cucureddu” è stato qui da noi uno dei punti di forza dell’educazione della creatura allo sbrigliamento guidato della propria fantasia. (Ciumbia, suona bene no?).
In breve si prende questo personaggio, ingenuo ma non cretino, e lo si fa entrare e uscire da fiabe classiche, moderne, cartoni, realtà, interagendolo coi relativi personaggi. Si apre un unico vasto territorio narrativo insomma, con gran rimescolanza di vicende, caduta di schemi, interattività della creatura medesima (nel decidere dove lo portiamo oggi Cuccureddu o nell’indovinare il personaggio appena messo in scena dai pochi tratti forniti). Ora è stato testato il filone Cuccureddu Educational, il cui canovaccio è il seguente.

Cuccu viene chiamato dalla moglie che gli chiede di scendere per favore a comprarle una cosa. Tipo il pane, il pesce, il sale, la pizza, una torta, il vino, un maglione. Lui da bravo esce ma l’acquisto è impossibile (negozi chiusi, dimenticato i soldi, prezzo troppo alto). Allora parte e va, sereno e determinato a farsi da sé, con le sue manine, ciò che la moglie ha bisogno. Prende di solito la via della campagna, si cerca le materie prime, conosce e scambia favori e baratti con contadini, pescatori, artigiani ecc. Riesce nella sua missione e fa ritorno a casa. Ma ci ha messo molto più tempo, spesso dei giorni interi (per un buon vino anche dei mesi) e la moglie è ovviamente un pochino in apprensione. Ma lui racconta l’accaduto e mostra orgoglioso il frutto del suo girovagare e del suo lavoro: “L’ho fatto tutto io, per te”. Lei si commuove. Sipario.

La prima parte viene parzialmente recitata. Io faccio Cuccu e la creatura la moglie. In questo modo il “cosa” ha bisogno lo sceglie lei. E fino all’anello, al vestito da sposa io sono riuscito a orchestrarle una produzione attendibile. Quando ha detto “ho bisogno… una macchina nuova”, beh lì ho dovuto mettere in scena almeno un paio di maghi.



postato da: burp alle ore 09/08/2006 09:10 | link | commenti
categorie: bambini, fiabe, gioco
mercoledì, luglio 19, 2006

raccontini
L'ultimo odore del re
Segue da qui, leggi il primo pezzo altrimenti non capisci una mazza, grazie.

Kalashio aveva i capelli bruciacchiati, sangue sulla corazza e portava una borsa frigo da picnic.
Marcesco teneva in mano una lattina metallica anonima, senza etichetta.
Giolenno si presentò a corte con la vecchia spada arruginita del nonno, che aveva combattuto le truppe uncinate.

Re Fiutone si avvicinò e Kalashio aprì la scatola. Dentro ci stava il cuore del drago strabico che faceva ridere i bambini al circo di Ulavannàm, dall'altra parte del mondo.
- Il cuore di un drago è fatto di carne ma odora di zolfo - disse Kalashio.
- Nelle borse frigo ci vuole il ghiaccio, stolto – replicò il re sollevando un brandello di cuore secco. - Consegnatelo al boia - aggiunse passando oltre.

- Sire, - esordì Marcesco - in questa lattina vi è un odore che mai avete conosciuto. Questo è il respiro con cui una madre ha perdonato l'assassino di suo figlio, appena prima che lo giustiziassero. - Strappò la linguetta e porse la lattina al re. - Si chiama pietà, la conoscete forse? -
Il re, incuriosito, annusò a fondo e assaporò l'aroma ad occhi chiusi.
- Sbagli, cavaliere. Gli odori non mentono mai quanto gli uomini. Quella madre tramava con l'assassino per far uccidere il figlio e poi fuggire con lui. Questo odore è l'inganno, è il tradimento. Dunque lo conosco, dunque anche tu, al boia. -
E così dicendo arrivò davanti all'ultimo cavaliere. 

Giolenno sfoderò la spada e la tese verso il re.
- Orsù sire, saziate le vostre nari sul filo dell'antico metallo.
- È una fiaba moderna, cavaliere, potete parlare come mangiate - rise il re. - E perché poi dovrei abbassarmi a tanto? Si tratta solo di una vecchia spada arrugginita.
- Padre - intervenne Clevania - le tradizioni vanno onorate, i patti rispettati. È un insegnamento che mi avete impartito spesso.
Il re sbuffando si chinò. Quando posò il naso sul ferro, il braccio di Giolenno fu rapido e tutta la lama affondò dentro il collo del sovrano.
Subito le guardie furono addosso al cavaliere e lo presero per le braccia.
Il re, chino sulle ginocchia, sputava sangue e tossiva bestemmie.
- Che cosa sentite maestà? Ditelo avanti! Ditelo forte ora! - urlò Giolenno divincolandosi, mentre le guardie lo portavano via.
Il re alzò un braccio per fermarle.
- Lasciatelo. Lui ha vinto - la sua voce era liquida - Questo odore è nuovo per me. È l'odore... della mia morte - concluse in un rantolo prima di cadere in una pozza scura che odorava di vecchi sigari e topi.
Clevania sorrise. Giolenno la strinse a sé. Marcesco, appena libero, corse a congratularsi con i due giovani e poi tornò in biblioteca.
E tutti vissero felici e contenti.
Già, tutti meno i bambini del circo di Ulavannàm.


postato da: burp alle ore 19/07/2006 08:55 | link | commenti (4)
categorie: bambini, fiabe
martedì, luglio 18, 2006

dal paese delle meraviglie
La protesta di Peluchopoli: “Ci avete abbandonati!”

Peluchopoli
Ieri pomeriggio un pacifico corteo ha sfilato in silenzio lungo il tappeto della cameretta per manifestare contro la prolungata assenza della creatura, che - causa vacanze - manca ormai da oltre un mese. Una delegazione di manifestanti ha incontrato rappresentanti dei Lego e degli Animali di plastica per allargare il fronte della protesta.
La manifestazione si è svolta senza incidenti, nonostante le provocazioni di alcune Barbie che, sportesi da uno scaffale, si sono prodotte in sbeffeggiamenti e gesti di scherno. Ricordiamo che due Barbie risultano attualmente scomparse e si va diffondendo la voce - non confermata da fonti ufficiali - che esse siano state scelte per le vacanze della creatura.


postato da: burp alle ore 18/07/2006 13:06 | link | commenti (3)
categorie: bambini
lunedì, giugno 19, 2006

immagini
Ognuno cerca il suo gatto




















postato da: burp alle ore 19/06/2006 09:08 | link | commenti (3)
categorie: bambini
mercoledì, giugno 14, 2006

libri, letture, musiche, parole
Burattinando

Sto leggendo Pinocchio. Ad alta voce.
Per una platea di una sola attentissima ascoltatrice.

È una bellissima edizione Piemme - Il battello a vapore. ltre alle illustazioni ha anche piccole immagini e foto che raccontano la vita di allora. Ci sono anche alcune copertine straniere (favoloso Pinocchio in manga).
Leggo il testo originale, mica palle. Quindi a volte devo cambiare direzione in corsa, sostituire una parola, allargare un concetto. La platea ha 4 anni soli. Ma il testo originale è un sacco vivo.

Così mentre leggo, ho precisi flash del mio Pinocchio, quello in due volumi rossi e grossi, dei Fratelli Fabbri editori. Quello con i 45 giri che mio fratello ancora recita a memoria. Gli stessi 45 giri che ora non so come ascoltare.
E sempre mentre leggo ho dentro il ritmo saltellante della musica che Fiorenzo Carpi scrisse per il Pinocchio tv di Comencini. Musica che ho ritrovato omaggiata qua e là (il tema di Pinocchio, quello di Geppetto, quello di Lucignolo) ne L'impostore, un interessantissimo, ottimo podcast di cui scriverò tra poco.
O penso all'eliano Burattino senza fichi, di cui pazientemente feci - sudando - un perfetto midifile (tuttora inedito) compreso l'assolo di Cesareo. 
E sempre in tema di Pinocchio mi viene in mente anche un giornaletto a fumetti zozzerello, tipo Lando o Jacula per intenderci, di cui ora non trovo il titolo esatto.
E per chiudere in bellezza ci aggiungiamo il Pinocchio di Umberto Eco. Mirabile riscrittura in sole parole che iniziano con la lettera p (gioco che ha un nome che ora mi sfugge, oh saggio giocoliere Zop, illuminami).
Lo copincollo da qui (e vedo che non è neppure tutto intero).
Buona lettura. Vi saluto con l'altra mano.


Povero Pinocchio!

Povero papà (Peppe), palesemente provato
penuria, prende prestito polveroso pezzo
pino poi, perfettamente preparatolo,
pressarolo, pialla pialla, progetta
prefabbricarne pagliaccetto.
Prodigiosamente procrea, plasmando
plasticamente, piccolo pupo pel pelato,
pieghevole platano!
Perbacco! Pigola, pu˜ parlare, passeggiare,
percorrere perimetri, pestare pavimento,
precoce protagonista (per˜ provvisto
pallido pensiero), propenso produrre
pasticci. Pronunciando panzane protubera
propria proboscide pignosa, prolunga
prominente pungiglione, profilo puntuto.
Perde persino propri piedi piagati, perusti!
Piagnucola. Papà paziente provvede.
Pinocchio privo pomodori, panciavuota,
pela pere. Poco asciutto, pilucca
picciuolo. Padre, per provvedergli
prestazioni professorali, premurosamente
porta Pegno palandrana.
"Pensaci", punzecchialo peritissimo,
prudentissimo parassita parlante,
"prudenza, perseveranza! Prevedo pesanti
punizioni!" "Piantala petulante pignolo!"
Presuntuoso pupattolo percuote pedagogo
piccino piccino (plash!) producendone
poltiglia. Peccato. Poteva piuttosto
Porgergli padiglione.
Poi parte pimpante, privo pullover. Papà
piange preoccupato: "Pinocchio perduto!"
Pellegrino, percorre perennemente pianure
paludose ... Pinocchio, pedala, pedala,
pervicacemente peregrinando per piazze,
partecipa pantonima pupazzetti, periclita
presso pentola, prende pochi pennies.
Pervenuto Pub Palinuro Purpureo, per
perfidia personaggi poco popolari (pirati,
paltronieri perdigiorno), penzola penoso patibolo.
Puella portentosa (parrucca pervinca)
provvede poliambulatorio pennuto,
parlagli predicando perfetti principi,
promettendo prossima pubertà, persino
parvenza piacente persona. Pinocchio
pare puntiglioso, persistente,
predeterminato. Palle. Parole. Parcamente
persegue positivi propositi. Preferisce
passatempi pestilenziali, percorsi
puntellati perigli paurosi, perdendo
possibilità parascolastiche. [...]

 
(Povero Pinocchio, a cura di Umberto Eco, Edizioni Comix)


postato da: burp alle ore 14/06/2006 13:07 | link | commenti (7)
categorie: libri, bambini, scrittura, eco , fiabe, gioco, podcast, linguaggio, pinocchio, tautogramma
venerdì, maggio 26, 2006

filastroccola 2006: fiori d'artificio 1

Farfiore o Fioralla?


Una fata dentro a un fiore
aspettava il grande amore.

Passa un ragno col costume
va allo stagno a farsi il bagno.
Passa un’ape e poi una mosca
ma la fata sta nascosta.

Giunge infine una farfalla
mezza rossa e mezza gialla.

Ecco allora che dal fiore
della fata spunta il viso,
ha il profumo dell’amore
e uno splendido sorriso.


La farfalla si innamora
e si sposano entro un’ora.

Ora vivono felici
con gli insetti per amici.
Così uniti dall’amore
da confondere la gente.

Sembra un fiore con le ali…
o è un incrocio di animali?

 

È un farfiore o una fioralla
quella cosa rossa e gialla?
È fioralla oppur farfiore?
Non importa: è un grande amore.

-------------------------------------
Seguirà altra filastrocca un poco più trasgressiva.
E illustrazioni che la creatura mi ha promesso giusto stamattina.


postato da: burp alle ore 26/05/2006 09:02 | link | commenti (4)
categorie: bambini, scrittura, linguaggio, andersen, filastrocca
venerdì, aprile 28, 2006

dal paese delle meraviglie
Il gioco del “mavalà”

Adulto di fronte a bimbo su divano o con cuscini dietro la schiena.
Una domanda a testa. Vince chi sbaglia. Le risposte giuste non sono ammesse.
Dopo ogni risposta errata, il richiedente procede al gesto del mavalà: che è una lieve spinta sulle spalle all’altro, che si accascia sui cuscini.

Le domande devono essere semplici, perché il bimbo deve prima di tutto vedere bella luminosa la risposta giusta. Ma deve trattenersi dall’impulso di darla subito, deve cercarne una errata e fornirla per godersi il mavalà. (Ebbene sì è un gioco che insegna a mentire).

Ovviamente, oltre alle risposte, sono importantissime le sue di domande, quelle del bambino, che all’inizio saranno modellate su quelle dell’adulto ma poi possono prendere direzioni inattese: “perché le principesse sposano sempre i principi azzurri?” In questo caso la risposta giusta, chissà, potrebbe essere “per vivere tutti felici e contenti” e allora meglio rispondere “per trasformarsi in rospi” o “perché i principi rossi erano tutti partiti” o “perché gli idraulici erano già tutti sposati”.

Giochino tuttora praticato con la creatura, iniziato verso i 3 anni. L’estate scorsa è stato testato anche su bambini più grandi. I più piccoli vi trovano la soddisfazione fisica della spinta. Per loro senza cuscino o posto morbido alle spalle, non si può fare, non è lo stesso gioco. Alla loro risposta sbagliata devono ottenere la rassicurazione fisica del contatto giocoso. I più grandi invece naturalmente giocano più di testa.

Possibili varianti:
introdurre sessioni di gioco tematiche (ora ti faccio una domanda di "parti del corpo", ora una di "fiabe e cartoni");
introdurre concetti tipo errore vicino / errore lontano (sbagliare di molto o di poco);
introdurre regole di risposta (valgono solo le parole che iniziano con la A ecc.).
 


postato da: burp alle ore 28/04/2006 08:57 | link | commenti (12)
categorie: bambini, gioco
martedì, aprile 04, 2006

dal paese delle meraviglie
Gita al Bookfair di Bologna

Bookfair L’altro giorno sono sceso a Bologna a visitare Bookfair. Io che senza alcuna fatica mi perdo tra gli scaffali della libreria dei ragazzi in una pausa pranzo, io a Bologna mi sono perso per ore tra i libri di tutto il mondo.
Roba da desiderare di avere 3 4 anni e di ricominciare a imparare il mondo da lì, da tutti quei libri lì.
Roba da desiderare di conoscere tutte le lingue del mondo. Ma non bene bene. Come un bimbo di 6 o 7 anni. Giusto per calarsi dentro un libro finlandese o giapponese o polacco.
Roba da convincersi che nella prossima vita farò l’illustratore.

Le cose che ho imparato a Bologna, al Bookfair
Bagaglio leggero perché tanto torni con una borsa piena di cataloghi e altro.
Prossima volta: prima il giro agli stand internazionali. Poi ai nazionali, dove di solito la borsa lievita.
Che quando nella prossima vita farò l’illustratore forse mi toccherà venir qui anche io a questuare una qualche attenzione, io e la mia cartellona nera piena di disegni.
Oppure esporrò nell’apposita bacheca incasinatissima e coloratissima.
Che molti editori quando chiedi “posso mandarvi dei testi, delle storie?” hanno già la risposta pronta e ti allungano un foglio con tutte le istruzioni tutte.

Le cose che ho scoperto a Bologna, al Bookfair
bookfairIn realtà le scoprirò man mano che frugo nella borsata di materiale che mi son portato a casa.
Le prime tre cose che mi incuriosiscono moltissimo sono:
Uno dei libri premiati: si chiama Jazz ABZ, di Winton Marsalis e Paul Rogers. La storia del jazz raccontata attraverso i suoi personaggi, uno per ogni lettera dell’alfabeto, con piccole storie (una per genere, intonato al musicista), illustrazioni capolavoro e un’appendice informativa sui musicisti. Chissà se qualcuno compra i diritti per l’Italia.

Si chiama FuoriLegge – La lettura bandita, 
una rivista trimestrale “Per leggere e far leggere” fatta dalle parti di Modena. Grande spazio ai ragazzi lettori, con recensioni, lettere, interviste e soprattutto la costruzione di “avamposti” di lettura in giro per il paese: una libreria illuminata, la biblioteca di una scuola.
(Leggo un botta e risposta su 3msc e ne capisco di più di quanto letto in giro sulla stampa generalista. Capisco anche che 3msc è Tre metri sopra il cielo.)
Fuori Legge è graficamente ricco, molto curato, con testi e idee mai banali. La sensazione di una cosa fatta con passione. Domani mi abbono che costa poco (15 €) e prima o poi gli chiedo come si fa a dargli una mano.


BookfairAllo stand di Andersen, scopro i “Quaderni di Barbara – Quelli che fanno i libri per i piccoli, quando erano piccoli. Una collana che raccoglie i ricordi d’infanzia di scrittori, illustratori ed editori italiani per ragazzi”. L’idea già così è bella, ma il mezzo utilizzato ancor di più. Hai presente il classico quaderno delle elementari dei nostri genitori, copertina nera e nessun fronzolo? Ecco quello lì. Ce ne sono sei. Tutti col loro errore ortografico nel titolo. Io ho preso “Il mio primo battiquore”. Dentro c’è chi si è innamorato del lattaio a cavallo, chi regalava all’amata versi di Gozzano e chi impazziva d’amore per la signorina della colonia. E queste storie hanno tutte un buon sapore.

Le cose che mi succedono sempre a Bologna, alla stazione
Che se mi metto a leggere la lapide e mi concentro sui cognomi e sulle parentele e sulle età e provo a pensare ai volti, arrivo nemmeno a metà della prima colonna, leggo “Angela Fresu, anni 3” e poi basta, fine, devo pensare ad altro.


postato da: burp alle ore 04/04/2006 12:43 | link | commenti (4)
categorie: libri, bambini, racconto, scrittura, fiabe, jazz, andersen, bookfair, fuori legge