Molto Ben
È che pensavo di aver chiuso coi concerti rock nei palazzetti o teatri perché alla fine tra la distanza, il suono scarso e il casino, non me la godevo.
Invece ieri sera, davanti a mr. Ben Harper, ho realizzato che forse non sono ancora del tutto un matusa.
Ho avuto un momento di pura estasi sul set acustico. Ecco, lì ho chiuso gli occhi e non ero più lì. Non credo di aver russato ma Ben sa che stavo godendo e quell'altrove dove mi stava portando non era solo un sonnellino.
Ho avuto poi un signor brivido quando - su Where could I go - il ragazzo ha abbassato a spanne il volume della band e poi quello del pubblico, ha mollato il micro e si è spinto sul proscenio. E ha cantato un minuto buono con la voce tutta nuda. Che iddio gliela conservi tutta quella voce e la maniera sincera e generosa in cui ne fa uso. Senza paura di grattare, di forzare. Senza paura di perderla o di perdersi. Fico.
Per tutto il concerto, insomma, la mia anima ha ballato serena.
Qui un vecchissimo post, ormai privo dell'immagine e con commenti che puntano a blog ormai quasi inesistenti. Passa il tempo eh?
Qui una ricerca in Flickr per chi volesse vedere qualche immagine di questo tour.